6 gennaio 2010
L’uomo non è in pericolo di vita. Sei ragazzi hanno cosparso di liquido infiammabile i cartoni che usava per dormire. Non è il primo episodio del genere. E probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo.
Si è salvato per la prontezza di riflessi che gli ha permesso di alzarsi e fuggire alle prime vampate di calore, ma ha rischiato di morire nel fuoco un barbone veneziano il cui giaciglio è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani. È successo l’altra notte a Venezia in corte Badoera, a due passi dalla chiesa dei Frari: alcuni giovani, secondo la stessa vittima tre o quattro ragazzi e un paio di donne, hanno cosparso di liquido infiammabile i cartoni adibiti a giaciglio.
CACCIA AL BARBONE – L’uomo, 61 anni, che da tempo vive sotto quel portico, si chiama Marino e si è accorto quasi subito di quanto avveniva e, come riferisce il Gazzettino, ha spento da solo le fiamme che gli avevano avvolto una manica della giacca. Il sessantunenne ha quindi raccontato agli inquirenti di aver visto «un gruppo di giovanissimi» fuggire dopo il gesto. Non sarebbe la prima volta che il barbone veneziano viene preso di mira da delinquenti: altre volte sarebbe stato fatto oggetto di lanci di carta incendiata, episodi che non aveva mai voluto denunciare. «Erano giovanissimi: tre o quattro maschi e anche un paio di ragazze – racconta Liliana Bulegato, un’abitante della zona le cui finestre si affacciano su corte Badoera -. Li ho visti che spargevano questo liquido per terra. Poi ho visto come una stradina di fuoco, e Marino con le fiamme sul braccio che se le spegneva. Un orrore. Quel che mi stupisce di più sono le famiglie che lasciano per strada questi ragazzi. Qui vengono spesso, anche nel cuore della notte. Marino non reagisce e per loro questo povero disgraziato è diventato come un bersaglio. Una cosa terribile».
I PRECEDENTI - Non è il primo episodio del genere. A novembre, sulla via Flaminia a Rimini un clochard, completamente avvolto dalle fiamme, che gridava tra gli alberi del viale è stato ritrovato intorno alla mezzanotte e mezza: qualcuno, ignoti o un ignoto, l’ha cosparso di liquido infiammabile mentre dormiva su una delle panchine che costeggiano il viale alberato. Ustioni di secondo e terzo grado, ma l’ultimo bollettino medico – spiegava la questura di Rimini - per fortuna rassicura: è grave ma non è in pericolo di vita. Le volanti della questura di Rimini, allertate dai soccorritori che hanno chiamato anche i vigili del fuoco, quando sono arrivate hanno trovato il barbone coperto di ustioni, in stato confusionale, ha detto di essere di Taranto, di avere 46 anni. Ha raccontato che dormiva, e di essersi svegliato per le fiamme. Gli agenti hanno trovato lì vicino una bottiglia vuota che odorava di gasolio o benzina, un carburante, comunque un liquido infiammabile. Ma lui dormiva e non ha visto nessuno lì vicino. Non sa chi e come abbia potuto fare questo. Il 118 ha soccorso l’uomo, l’ha portato all’ospedale di Rimini, qui è stato medicato per ustioni di secondo e terzo grado, soprattuto nella parte bassa del copro, sulle gambe, ma anche il viso è stato bruciato dalle fiamme.




Bestie
Amen
Che amarezza,
questi ragazzi hanno dei problemi con l’assimilazione e riconoscimento del “Giusto o Sbagliato” e con il Bene o Male.
molto è colpa loro, molta dei genitori, molta della società e ancora molta della tv