Cultura

Stupro nel Capodanno della Roma Bene: una storia strana

5 gennaio 2010

Una ragazza racconta di una violenza sessuale subita a turno da alcuni uomini mentre era ubriaca e forse drogata. Qualcuno confessa che qualcosa c’è stato. Ma lei si rifiuta di denunciare e di consegnare i suoi abiti per le analisi.

Comincia come un “normale” caso di violenza sessuale, e finisce per trasformarsi in un giallo strano. Una ragazza di 24 anni, laureata, racconta agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo di Roma in una testimonianza – che non è ancora una denuncia – di essere stata violentata a Capodanno nel castello di Roccalvecce, in provincia di Viterbo. La festa era stata organizzata da Giovangiorgio Afan de Rivera Costaguti, figlio del proprietario dell’omonimo castello, la cui parte più antica risale al XIII Secolo. Quasi tutti gli invitati sarebbero rampolli di facoltose famiglie romane. Molti sono studenti alla Luiss.

ARRIVA LA DENUNCIA – Lo stupro sarebbe stato compiuto da uno o più partecipanti alla festa che avrebbero approfittato del fatto che la giovane era ubriaca, sarebbero entrati nella stanza del castello in cui si era appartata e, a turno, avrebbero abusato di lei, dice il Corriere. La ragazza sporge denuncia, precisando però che essendo ubriaca – e non esclude di essere stata drogata con qualche “pillola del torpore” – non ricorda precisamente come siano andate le cose. Dice di essersi accorta di quanto successo soltanto al mattino, dopo essere tornata a casa. E aggiunge di non essersi recata da sola nella stanza appartata, ma di essere stata accompagnata dal gruppo di giovani che avrebbero abusato di lei. «Mi hanno condotto lì perchè ero stordita, credo dall’alcol» ha sottolineato. noltre, al fascicolo è allegato l’esito del tampone vaginale eseguito sulla giovane, attraverso il quale potrebbe essere rilevata la presenza di liquido seminale, sebbene l’esame sia stato eseguito diverse ore dopo il presunto fatto. “Un gruppo di ragazzi mi ha portato su, in una stanza del Castello, ed uno è scappato quando mi sono svegliata e divincolata“, dice.

UN COLPEVOLE C’E’ – Il giorno dopo, lo scrive il Messaggero, ecco lo stupore della famiglia per bene: “Era la prima volta che il figlio del padrone di casa organizzava una festa di Capodanno, una festa privata, non un mega veglione a pagamento con migliaia di persone“. Un party tra intimi – gli amici del padre nel salotto al piano di sopra, quelli del figlio sotto non più di una quarantina – giovani della Roma bene, studenti universitari tutti sui venticinque anni, che si conoscono tutti, nessun imbucato, nessun fuori programma. Musica, cena, chiacchiere, poi qualcuno si è fermato, altri sono tornati a Roma. “Siamo tutti sconvolti, amareggiati, non riuscirò a dormire qui stasera – così Diego Afan de Rivera Costaguti - non sapevo nemmeno che ci fosse una festa nel Castello. Di quanto è accaduto mi hanno avvertito gli amici, che hanno visto il tg. A me nessuna autorità ancora mi ha avvisato“. Ma non è uno stupro di gruppo, si precisa, visto che un ragazzo ha già detto agli amici di aver avuto un rapporto sessuale con lei: “L’ho accompagnata di sopra, era ubriaca sono rimasto con lei, ho fatto qualcosa ma non l’ho stuprata“. Praticamente, è quasi una confessione. A parte che il ragazzo non si è “accorto” del fatto che la ragazza era priva di volontà, e quindi in ogni caso si sarebbe trattato di violenza sessuale. Però la ragazza parlava di più persone, non di una. Ma magari si è sbagliata.

17 commenti a Stupro nel Capodanno della Roma Bene: una storia strana

  1. gloriademo

    Eh sì, abbastanza strana questa storia.

  2. Max

    Giovangiorgio?
    Dovrebbero arrestarlo solo per il nome……
    Scherzi a parte, risulta difficile commentare una notizia di questo genere, quando, la stessa vittima risulta confusa e pare anche reticente.
    Aspettiamo e speriamo che la giustizia faccia il suo corso regolare.

  3. vally

    Una storia veramente strana questa….Io sinceramente qua non condanneri nessuno, perchè queste grandi donne bevono bevono si impasticcano fanno sesso con chiunque e poi nonostante non si ricordano nulla fanno denunce di stupro…ma ragazze apriamo gli occhi se ci piace sta vita non ci lamentiamo dopo…

  4. “L’ho accompagnata di sopra, era ubriaca sono rimasto con lei, ho fatto qualcosa ma non l’ho stuprata“.

    Già la sola affermazione “ho fatto qualcosa”, a mio avviso, è da condannare: perchè a prescindere dalla violenza sessuale, se c’è stata violenza o meno, resta il fatto che un ragazzo si è approfittato di una donna ubriaca, in questo caso, indifesa, e incapace di intendere…

  5. Rado il Figo

    “Se nulla è davvero successo, poco male. Altrimenti…”

    Perché “poco male”? Se non è successo nulla, avremmo una che s’è inventata uno stupro, mica bruscolini mi pare.

  6. maria teresa

    Chissà per quale motivo ha rifiutato di consegnare i vestiti: minacce? Come posso no averla spaventata, cosa ci potrebbe essere dietro?

  7. E se la ragazza in un secondo momento fosse stata “indotta” a non denunciare o parlare, magari dietro lauta ricompensa? In fin dei conti parliamo di gente parecchio abbiente, che preferirebbe aprire il portafoglio piuttosto che finire nello scandalo…

  8. Giovanni Palombo

    lo dico io, che prima di andare a letto con una bisogna farsi firmare una liberatoria……
    Avanti con il ciclostile !!!

  9. Diffidate dai “bravi ragazzi”

  10. Flavio Zabini

    Ah, già, la ragazza che ha fatto finire in galera un povero panettiere denunciando uno stupro che non c’è stato (la sentenza di primo grado ha stabilito che l’approccio sessuale era consenziente e la violenza è nata dopo l’irrisione di lei a lui sull’incapacità di portare a termine il rapporto) per voi è sempre vittima…
    E qui, anche prima e anche senza sapere come sono andate le cose , continuate a parlare di vittima e stupratore….
    e poi dite che la cultura italiana è “maschilista”….quindi per la vostra cultura non vale il principio “in dubio pro reo”, per voi vale “nel dubbio non bisogna scontentare mai la donna”.
    A me questa storia oggi ricorda come già a capodanno possano iniziare le menzogne.
    Menzogna di capodanno si doveva titolare, in primis poichè, avendo i riscontri medici (notizia successiva) escluso qualsiasi rapporto propriamente sessuale, non può evidentemente trattarsi di quanto ogni mondo civile ha da sempre riconosciuto e punito come “stupro”, ma semmai soltanto di quanto la demagogia femminista ha voluto ad esso accumunato nel cosiddetto reato di “violenza sessuale” (nella cui vaga e omnicomprensiva definizione può, ad esclusivo arbitrio della presunta vittima, ricadere qualsiasi atto, detto, toccata e ultimamente financo sguardo non avente in sè nulla nè di violento nè di molesto ma avente la sola “colpa” di esprimere disio naturale per il corpo della donna e di non essere da questa a posteriori graditi, dopo però essere stato sovente proprio da lei implicitamente indotto quando non socialmente preteso), in secundis poichè anche questi toccamenti, questi generici “atti sessuali”, non sono provati da nessun fatto accertato, da nulla di terzo rispetto alle parole dell’accusa, da nulla di oggettivamente dimostrabile e chiaramente verificabile e quindi, per uno stato in cui dovrebbe valere la presunzione di innocenza, è come se non esistessero.

    E se la verità accertabile fosse (come pare proprio dagli esami medici) che non vi è stato alcuno stupro? Eppure tutti ne parlate e fate esistere per sentito dire fatti mai esistiti (o comunque non ancora verificati).

    Proprio nel tempo in cui per stupidità cavalleresca o demagogia femminista si vuole ammettere sempre per vera la parola accusatrice della donna (presa come base investigativa ancora prima di della possibilità di un qualsiasi accertamento fattuale e poi ritenuta credibile solo perchè magari coincidente con fatti accertabili fino ad un attimo prima del presunto stupro e quindi presa come “prova” anche per quanto segue, nonostante ciò possa essere benissimo, come tutto quanto non è verificabile oggettivamente, inventato dal nulla o esagerato ad arte)
    servirebbe la definizione del vecchio codice rocco.

    Allora bastarebbe un referto medico negativo per scagionare un uomo accusato ingiustamente, ma ora come è possibile ad un accusato provare di non aver commesso alcuno degli abusi attribuitigli se, anche avendoli commessi, non avrebbe comunque lasciato sulla vittima alcun segno scientificamente riscontrabile e oggettivamente dimostrabile?

    Questo significa permettere a qualunque donna di far finire in galere qualsiasi uomo con la sola parola, ancora prima di riscontri oggettivi, addirittura anche in assenza di essi (infatti il giovane sarebbe già stato arrestato senza domiciliari se la giovane avesse sporto denuncia e quindi ora è di fatto in balia di lei, la quale anche se dovesse rendersi conto di non essere stata violentata, potrebbe comunque minacciare la denuncia per capriccio, vendetta arbitraria, ricatto o gratuito sfoggio di preminenza sociale nell’essere creduta a priori mentre l’altra parte è tenuta a tacere e se parla è sommersa di risa o di sdegno), poichè a lei sola è rimessa la facoltà di costruire una prova sulla semplice dichiarazione accusatoria o addirittura di definire a posteriori e secondo i propri soggettivi parametri il confine fra lecito e illecito.
    Come si fa, ad esempio, in questo caso, a distinguere fra un corteggiamento in cui l’uomo è costretto (prima di tutto dalle pretese della donna di “sentirsi conquistata” a “farsi avanti” (in ogni senso) e questa, consenziente, oppone le finte resistenze di chi “lotta” solo per essere vinta e per aumentare nell’attesa il disio (e la possibilità di valutare le eventuali doti del pretendente prima di prendere l’ultima decisione) e il cosiddetto “abuso sessuale”? E se è difficile in condizioni normali, figuriamoci fra ubriachi che manco si rendono conto di quanto stanno facendo o subendo e manco poi si ricordano cosa davvero hanno fatto o subito.

    La polizia dovrebbe avere cose più serie a cui pensare che non amori falliti fra ubriachi.
    Frecciata per Lucia: se per te “fare qualcosa” con una donna ubriaca” è già reato perchè “la povera indifesa non è in grado di intendere” (e quindi, per te, il suo consenso non vale), non dovrebbe nemmeno essere reato il violentare qualcuna da ubriachi: anche l’uomo in quel caso (secondo il tuo assurdo ragionamento deresponsabilizzante) non sarebbe in grado di intendere e di volere a causa dell’alcool (e quindi sarebbe non punibile). Sarebbe ben strano che l’alcool possa lasciare capace di intendere l’uomo e rendere incapace solo la donna…una strana deresponsabilizzazione femminile in un secolo in cui le donne pretendono di potere e sapere tutto…una strana incoerenza.
    Tornando seri, a un anno di distanza si capisce che al massimo, plausibilmente, il ragazzo ha continuato a fare quanto ella le aveva concesso per tutta la serata (dolci baci e languide carezze), forse senza manco accorgersi del suo addormentarsi (quando ha capito che dormiva infatti se ne è andato), sicuramente senza coscienza di star facendo qualcosa contro la di lei volontà (altrimenti mica sarebbe andato spontaneamente ad “autodenunciarsi”).
    Frecciata finale per le femmine: se lo stupro è davvero tanto terribile come l’omicidio, com’è possibile che una donna stuprata manco si renda conto di essere stuprata e lo debba dedurre a posteriori da “mutandine e tracce”
    Mi sembrano le barzellette in cui qualcuno si sveglia e scopre di essere morto.

    P.S.
    Comunque siano andate le cose,
    per me i ragazzi della “roma bene” dovrebbero mandare a quel paese le loro coetanee, dalla bellezza non mai alta e dal comportamento sempre altezzoso, sempre sempre circondate di stuoli di amici, ammiratori o amanti disposti a dare tutto in pensieri, parole ed opere in cambio della sola speranza, sempre per questo possibilitate a trattare con malcelata sufficienza se non con aperto disprezzo chiunque cerchi un qualsiasi approccio con loro, sempre però pronte ad essere sessualmente ambigue per capriccio, vanità, interesse economico sentimentale (nell’accrescere disio) o gratuito sfoggio di preminenza erotica (nell’attrarre per poi respingere senza motivo), ad usare l’arma della bellezza per attrarre sconosciuti che non hanno alcuna intenzione di conoscere davvero,ma solo di ingannare, far sentire puri nulla e frustrare sessualmente, a suscitare ad arte disio per poi compiacersi della sua negazione e di come questa, resa massimamente beffarda, dolorosa e umiliante da una premeditata e studiata perfidia, possa far patire l’inferno della negazione dopo la promessa del paradiso della concessione, ad attirare ad arte chiunque capiti a tiro per vanità, o sadico diletto, solo per poi respingerlo, infliggendo tensione psicologica, ferimento intimo, irrisione al disio, senso di nullità, sofferenza psichica e corporale, umiliazione pubblica e privata, inappagamento fisico e mentale fino all’ossessione, disagio alla lunga da sessuale ad esistenziale.

    Si ammetta pure che, in balia degli eccessi dell’alcool e della trasgressione, siano più trattabili di quando le si incontra per via o in discoteca e, se non altro per il fatto di non poter usare lucidità nelle loro studiate perfidie e nelle loro violenze mentali.
    Si deve ammettere però anche che, in questo miscuglio di stupidità cavalleresca e demagogia femminista chiamato occidente, se per caso queste fanciulle, senza bisogno di subire violenza o inganno alcuni, si abbandonano all’ebbrezza dei sensi e delle idee favorita dal vino e dal baccano, concedendosi ai loro “ammiratori”, possono sempre a posteriori (per timore di essere giudicate male dalla famiglia e dai conoscenti, per volontà di non rendere pubblico un comportamento giudicabile troppo disinibito, per semplice incapacità di assumersi le responsabilità delle proprie azioni, o per freddo calcolo volto a non perdere la loro immagine di “dame intangibili” e quindi il loro valore diciamo “economico sentimentale”) dire di essere state violentate.
    Ecco che allora anche chi non ha fatto nulla, o ha fatto quanto ancora non è reato (come un rapporto consenziente, o anche solo un corteggiamento spinto verso chi ha mostrato di accettarlo) può finire nei guai.

    Meglio non correre rischi (fisici e psicologici da sempre, ora pure legali) e incontrarsi solo con le sacerdotesse di venere, le cui modalità sono chiare ed esplicite, le cui pretese sono soltanto economiche e con le quali sono dunque possibili accordi razionali, consensuali e noti a tutti a priori su cosa fare e non fare, senza inganni, ferimenti o fraintendimenti.

    Passerò il capodanno a casa e terrò i soldi per andare a puttane.

  11. Flavio Zabini

    P.P.S.
    Ultimissima frecciata a tutti i commentatori che hanno risposto.
    Voi fate congetture sul fatto che la ragazza abbia taciuto un fatto vero per paura di ritorsioni o di “svergognamenti mediatici” (come fossimo negli anni ’50, caso mai lo svergognamento mediatico c’è oggi, e ingiustamente se non vi è ancora il processo, per il presunto colpevole). E dite di non essere femministi. E se invece avesse raccontato un fatto inventato o accresciuto ad arte (o fatto accadere ad arte) per AVERE UN RISARCIMENTO in cambio del silenzio?
    Sono per questo maschilista? O semplicemente dubbioso.
    Perchè fra i due dubbi si deve sempre esporre quello favorevole alla donna?
    E comunque il fatto che l’avvocato abbia dichiarato (roba di agosto) che è chiusa la fase penale ma non quella civile potrebbe dare ragione ai miei legittimi sospetti (che non sono accuse, perchè sto solo ipotizzando un caso simmetrico a quello supposto da voi). E allora per piacere non censuratemi!

  12. Flavio Zabini

    ultimissima frecciata a tutti i chiacchieroni che hanno risposto.
    Voi fate congetture sul fatto che la ragazza abbia taciuto un fatto vero per paura di ritorsioni o di “svergognamenti mediatici” (come fossimo negli anni ’50, caso mai lo svergognamento mediatico c’è oggi, e ingiustamente se non vi è ancora il processo, per il presunto colpevole). E dite di non essere femministi E se invece avesse raccontato un fatto inventato o accresciuto ad arte (o fatto accadere ad arte) per AVERE UN RISARCIMENTO in cambio del silezio?
    Sono per questo maschilista? O semplicemente dubbioso.
    Perchè fra i due dubbi si deve sempre esporre quello favorevole alla donna?
    E comunque il fatto che l’avvocato abbia dichiarato (roba di agosto) che è chiusa la fase penale ma non quella civile potrebbe dare ragione ai miei legittimi sospetti (che non sono accuse, perchè sto solo ipotizzando un caso simmetrico a quello supposto da voi). E allora per piacere non censuratemi!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>