Sean Bell non era esattamente il classico bravo ragazzo. Ventitré anni, una fidanzata quasi moglie, una figlia e tre arresti alle spalle per spaccio di droga e possesso illecito di armi da fuoco. Ma questo non giustifica lo stesso morire così, senza ragione, senza un motivo.
Quella sera Sean Bell festeggia il suo addio al celibato in quel postaccio del Kalua Cabaret, New York City. Paul Headley, Michael Carey, Marc Cooper, Gescard Isnora e Michael Oliver sono agenti di polizia. Lavorano sotto copertura e stanno indagando su un giro di donne costrette a prostituirsi in alcuni night della zona.
BANG BANG – Quella sera decidono di dare un’occhiata in quel postaccio del Kalua Cabaret, New York City. Joseph Guzman ha un litigio con una donna all’interno del locale. I poliziotti sentono uno dei suoi amici dirgli “Vai a prendere la mia pistola e ammazza questa troia bianca”. Uno degli agenti sotto copertura segue il ragazzo fino alla macchina e quando questi sono tutti dentro la macchina ordina a Sean Bell – che è alla guida – di mettere le mani in alto e scendere dall’auto. Bell risponde accelerando e investendo un minivan della polizia. Gli esami diranno che era ubriaco fradicio.
Uno degli agenti vede nell’auto un quarto uomo, armato, della cui presenza effettiva sull’auto non si avrà mai certezza, e apre il fuoco. Paul Headley spara un colpo, Michael Carey tre, Marc Cooper quattro, Gescard Isnora undici, Michael Oliver trentuno. Sean Bell, Joseph Guzman e Trent Benefield sono disarmati: il primo viene colpito quattro volte, il secondo viene colpito diciannove volte, il terzo viene colpito tre volte. Guzman e Benefield si salvano. Sean Bell muore. E’ il 25 novembre 2006.




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>> “Gli ingredienti che compongono questa miscela sono diversi e noti: la diffusione delle armi da fuoco, le sacche di delinquenza ed emarginazione nella comunità nera, il grilletto facile di alcuni poliziotti.”
Il Tg1 invece sosteneva, con un allucinante servizio dell’inviato da New York Giulio Borrelli, che la colpa di tutta la violenza per le strade è della “pleistescion” e del nuovo gioco GTA4.
X me 1 ke ha tre arresti alle spalle per spaccio di droga e possesso illecito di armi da fuoco è un assassino. Xè se spacci, qualcuno è già morto o morirà x la tua fottuta roba. In America esiste la pena di morte, ke poi si svolga in una stanzina o in piazza il risultato è nn cambia.
Esistono anche i processi, in America.
Che è roba un bel po’ diversa dall’ammazzare la gente per strada sulla base di considerazioni come le tue, o – come è successo – del colore della pelle.
morirà x la tua fottuta roba
yo bro, dallo slang capisco tutto. Anzi, dal tuo fottuto slang!
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