Alla sede della Regione Veneto questa mattina sono arrivati quattro pacchi, indirizzati a Renato Chisso (assessore alla mobilità), Renzo Marangon (assessore al territorio), Giancarlo Conta (assessore all’ambiente) e a Franco Miracco, portavoce del presidente della regione. I pacchi allo scanner sembravano contenere fili elettrici. E sono stati consegnati in modo sospetto: li ha portati un corriere espresso. Ed avevano un mittente che evoca rischi e sordide congiure: l’Enel. E i media ci ricordano un giorno sì e l’altro pure che siamo tutti sotto rischio di attentato.
Non ci voleva molto a capire di essere in presenza di un attentato terroristico: le forze del male sono sempre in agguato. Ma noi siamo furbi come le volpi: è immediatamente scattato l’Allarme: il palazzo è stato evacuato, sono intervenuti polizia, vigili del fuoco, e idroambulanze e sono stati chiamati gli artificieri. Che hanno fatto brillare i pacchi sospetti, constatando che contenevano tre carica batterie universali e una bella lampada da tavolo. L’allarme è rientrato, e tutto è bene quel che finisce bene.
“La procedura ha funzionato” ha detto l’addetto all’analisi radiologica dei plichi in arrivo: “l’immagine dei quattro pacchi era molto preoccupante e ho dato l’allarme”. In effetti una lampada può contenere di tutto. Ma pare che la vera causa dell’immagine preoccupante sia un guasto (o un sabotaggio?) allo scanner in uso per la sicurezza di Palazzo Balbi, che ha mostrato sullo schermo degli addetti alla sicurezza la foto del futuro governatore del Veneto, Luca Zaja, designato da Umberto Bossi in persona.























magari una telefonata all’enel poteva bastare
ma noi facciamo gli sboroni con le bombe finte mentre con quelle vere….