VENTIQUATTR’ORE DI LIBERTÀ – L’altro è Ferruccio De Bortoli. Nel periodo in cui è stato direttore del Corriere sono rimasti famosi i suoi scontri con Cesare Previti e i suoi avvocati a proposito dell’inviato Luigi Ferrarella,
che seguiva le peripezie giudiziarie milanesi del noto avvocato romano. Previti ha usato tutti i mezzi leciti – e, si dice, anche qualcuno meno lecito come pressioni sugli editori – per far allontanare prima Ferrarella, e poi De Bortoli dai loro incarichi. Il giornalista è rimasto al suo posto, il direttore invece è stato sostituito da Stefano Folli, che dopo un annetto di scarsissimi successi è stato a sua volta defenestrato a favore di Paolo Mieli. Liberale, liberal e sicuramente più culturalmente vicino alla destra che alla sinistra, De Bortoli è soprannominato “Flebuccio” dal noto sito internet amico de tutti Dagospia, per la sua flemma e tranquillità. In ogni caso, da anni ormai dirige il Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria. E hanno creato molte polemiche le sue interviste con l’associato Marco Tronchetti Provera nel periodo in cui l’imprenditore era a capo di Telecom e litigava tutti i giorni con il governo Prodi. Nell’occasione, FDB era sembrato sorvolare un po’ troppo sulle innumerevoli scelte contestabili effettuate dal gestore Tronchetti nell’azienda. Ma, in occasione della guerra di potere agostana e settembrina che si è scatenata attorno a Mediobanca, De Bortoli si è riscattato. Prima, con un’intervista piuttosto aggressiva – rispetto alla media a cui è abituato – con Cesare Geronzi: “Sa che cosa si dice sul mercato, presidente? Si dice che lei ha forzato la mano per avere più potere, per gestire con più libertà le partecipate, in particolare Rcs e Generali. E sa cos’altro si dice , dottor Geronzi? Che i maggiori poteri le servirebbero per ripararsi meglio da una eventuale condanna nei processi che la vedono coinvolto“, sono un paio di frasi tirate fuori da uno scritto cortese, ma che tocca tutti gli argomenti scottanti con domande competenti e ben poste.
CONFLITTO D’INTERESSI? – Ma il non plus ultra FDB lo raggiunge nel mese di settembre. Prima, scagliandosi decisamente negli articoli di analisi contro il piano Intesa e la cordata italiana che rileverà Alitalia, nonostante di questa faccia parte il suo editore, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. In particolare, ce n’è uno di Gianni Dragoni – lo stesso che pubblicò un’inchiesta in sei puntate deflagrante – talmente duro e diretto da rendere necessario un intervento “moderatore” di Franco Locatelli, in omaggio alla ragion di Stato. Poi, addirittura con un’intervista al nemico numero uno di Cesare Geronzi, il suo ex (odiatissimo) amministratore delegato Matteo Arpe, realizzata nientepopodimenoché da Milena Gabanelli di Report. Intervista che ha dato la stura ad una serie di segreti di Pulcinella – “era proprio l’informatore di Milena
Gabanelli in quella mitica puntata di Report su Rai3 in cui aveva spifferato, carte e documenti interni riservati alla mano, tutti i segreti e gli scheletri nell’armadio del banchiere di ghiaccio di Marino e della sua discussa banca capitolina” – e nella quale, con la prudenza del banchiere di razza, Arpe non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe riguardante il suo ex presidente. On line non c’è, ma qui un po’ se ne racconta il contenuto. Su Dagospia, invece, è uscita l’ennesima velina degli amici degli amici nella quale si accusa De Bortoli di averlo fatto per fare l’eroe. Dimenticandosi che un’intervista a uno che rilascia raramente interviste, su argomenti dei quali non ha mai parlato. È una notizia. E De Bortoli ha fatto il dovere di uno che ha una notizia. Se poi tutto questo dovesse fruttargli, come si dice, la direzione di Repubblica, tanto meglio. Significherebbe che quel giornale sarebbe in buone mani.


In effetti, a me Colombo non ha mai dato l’impressione di essere un autentico giornalista, d’assalto o meno (e l’episodio riportato lo conferma), ma quella di un intellettuale da salotto, colto e forbito (confesso che le prime volte che lo sentii parlare mi incantò, però, con quella concinnitas squisita, sembrava Cicerone tradotto in italiano, sintatticamente, stile Borrelli insomma).
Bella ‘st’idea plutarchiana delle vite parallele, mi piace!
Ma Colombo e’ lo stesso de “il padre di Storace era un picchiatore fascista”?
quello è colpa della giornalista, siamo seri
Dato che l’anniversario cade in questo periodo non posso non dire che anche se OT schierarsi contro una seria indagine su il 911 non sia una totale pazzia, comunque.Come tanti costretti a lavorare ho poco tempo non che questo debba interessare a chicchessia quello che volevo dire è che siete quelli quel sito, che mi fa risparmiare più tempo su la cosiddetta controinformazione.
Articolo interessante: riassumendo. De Bortoli è un Ken e Colombo un cartone animato con l’alzheimer.
Assolutamente d’accordo.
Spero.