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Honi soit qui mal y pense

2 gennaio 2010

Ci possiamo ancora permettere di pensar male senza doverci vergognare?

Si vergogni chi ne pensa male. E’ il motto dell’Ordine della Giarrettiera, la solita baggianata arcaica che era giá fuori moda quando e’ stata fondata, ma che gli inglesi trascineranno avanti fieramente per qualche altro migliaio d’anni, se l’inquinamento fin qui promosso con sagacia e perizia dal popolo anglosassone e tanto bene attecchito nelle ex colonie non ci fa fuori tutti quanti prima. Per sapere la barbosa storia di questo ordine cercate su Google. A noi interessa il motto. Questi signori, avendo fondato un ordine cavalleresco con il nome di un reggicalze da donna, pensarono di rammentare ai bacchettoni che non c’era niente di malizioso in tutto ciò e che anzi dovevano vergognarsi di aver sospettato intenti men che nobilissimi. Sarebbe come se in Italia fosse fondato l’Ordine delle Escort e qualcuno pensasse che delle gran puttanone possano giungere alle alte cariche dello Stato solo in virtù di un sapiente utilizzo della propria biancheria intima. Siamo seri, chi mai potrebbe ipotizzare una tale assurdita’? Si vergogni chi ne pensa male. Da una parte e’ un’esortazione a non essere trucidamente benpensanti, m’a dall’altra e’ un non troppo sottile invito a non pensare male in alcun caso, perché guai a farsi domande, guai a figurarsi scenari non autorizzati. Allarmante, no? Non per niente la frasetta ci coniata da un monarca.

L’ESERCITO DELLE TENEBRE - In bocca a uomini d’onore, quali saranno i venticinque vecchi bacucchi cavalieri della giarrettiera originaria, e’ un appello a non nutrire inutili pregiudizi. Detto da uomini indegni e’ un concetto immondo, la negazione più subdola della liberta’ di espressione. Immaginatelo ricamato sul vessillo dell’Esercito delle Tenebre e saprete che lo stesso roseo pensiero può diventare un’arma letale, un assioma che consente a un qualsiasi astuto tiranno di tiranneggiare impunemente. Tu basta che pensi male e automaticamente diventi colpevole di lesa maesta’. Ma non solo: vieni guardato con occhi torvi e bollato come integralista solo perché hai osato contestare l’altrui modus operandi. Come osi, scellerato? Tu l’altrui etica non te la devi nemmeno palesare di striscio. Tu la devi accettare così com’è, scevra di giudizi, perché altrimenti sei un intollerante ed e’ meglio che ti nascondi. Così adesso ci dobbiamo vergognare persino di averla, un’etica, perché e’ superata e appunto sovvertitrice della morale corrente. Non possiamo dire che una vaccata e’ una vaccata ne’ che una bastardata e’ una bastardata, perché non si usa più. A pensar male si fa peccato e non s’indovina: si sbaglia e basta.

VERGOGNA – Chi traligna fa bene e non bisogna commentare perché il postulato e’ che costui avra’ i suoi motivi. Invece i tralignatori si fanno un dovere di giudicare noi, perché secondo la nuova morale siamo noi a doverci vermizzare se ci vengono cattivi pensieri su di loro, mentre a loro e’ consentito tagliare giudizi e allestire tribunali sommari. Che bravi!Domanda: perché vergognarsi allorché ci si pongono lecite domande? Forse per causa di quella perversa convinzione di alcuni per cui apertura mentale vuol dire sopportare che i metaforici suini che ci circondano havazzino senza pudore nel trogolo? No, non dovrebbe funzionare così. Con tutto il rispetto per i maiali veri, ovviamente. Non sarebbe tempo di ripristinare alcuni concetti fondamentali, in questa cittá del vizio che e’ la nostra Gotham City, minacciata e deformata da chi distorce le regole e all’occorrenza se ne inventa di proprie? Vogliamo davvero continuare a sopportare tutti questi verri imbellettati e queste scrofe ripulite? Ricordatevi che, con o senza giarrettiera, il Joker e’ sempre il Joker. Si vergogni chi ne pensa male.

6 commenti a Honi soit qui mal y pense

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  2. Tempo fa avevo scritto un post sull’ordine della giarrettiera e su questo famosissimo detto. Se avete voglia di leggerlo eccovi il link: http://cavecanemenonsolo.blogspot.com/2008/06/honny-soit-qui-mal-y-pense.html

  3. mario brusasco

    Conoscere per giudicare! E , aggiungerei, gent.ma Sig.ra Clementina Coppini, conoscere a fondo e sotto tutti i punti di vista ragionevolmente possibili e valutabili.
    Questo penso sia il vero discrimine.
    Ma per conoscere bisogna avere dati e informazioni semplicemente completi, veritieri ed imparziali. Nell’attuale carenza di ciò, credo stia la profonda radice di molti problemi d’ Italia, così come purtroppo di buona parte del mondo.
    Restringendo al motto, desidero vederlo in positivo nell’invito a non coltivare infondati sospetti e maldicenze , ma a largheggiare nel concedere il beneficio della buona fede. Anche nel porgere cavallerescamente una giarrettiera ad una dama di corte.

  4. stefano fumagalli

    forse piu semplicemente puo essere interpretato come un condannare certi processi alle intenzioni… spesso strumentalizzati a scopi tutt’altro che nobili magari a spese di alcuni da gente non certo migliore loro

    • Mario Brusasco

      Sig Stefano Fumagalli, solo oggi leggo la sua risposta. Grazie per l’adesione.
      Da oggi ogni tanto andrò sul sito, per eventuale proseguimento del dialogo.
      Qui mi pare non ci sia avviso se c’è stata risposta al commento. O sbaglio?
      Cordiali saluti.

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