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“Lo stupro “vero”? Raramente fa rimanere incinta”

La campagna elettorale americana sta entrando, è il caso di dirlo, nella sua fase più intensa: con la scelta da parte di Mitt Romney del candidato alla vicepresidenza, Paul Ryan, anche il ticket repubblicano è completo. Ma anche molte caselle delle candidature al congresso stanno venendo riempite, fra cui quella della corsa al Senato nel seggio del Missouri.

 

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STUPRO E ABORTO – Il partito Repubblicano schiera Todd Akin, vincitore delle primarie – primarie peraltro co-finanziate dal partito Democratico che ha dimostrato di gradire Akin come avversario: una strategia, scrive il Washington Post, “che inizia a pagare”. Perché? Facile, perché Akin in televisione è già incappato in un deciso svarione, sostenendo che uno stupro “reale” “raramente conduce a gravidanza”, che in ogni caso anche se si tratta effettivamente di stupro “il corpo femminile ha i suoi modi per tentare di interrompere la cosa”. Ma ammettiamo, aggiunge Akin, “che qualcosa sia andato storto. Credo che ci debba essere una punizione, ma sul violentatore, non sul bambino”, ha detto il candidato al Parlamento. Accortosi dell’enormità della sua affermazione Akin ha rettificato, sostenendo di essersi “male espresso nell’intervista” e di essere “molto sensibile ed empatico con le migliaia di donne che vengono violentate ed abusate ogni anno”.

OFFENSIVE – Akin ha comunque confermato che per lui l’aborto non sarebbe accettabile nemmeno in caso di violenza sessuale. Il suo avversario democratico ha definito le parole di Akin “oltre ogni comprensione, e noncuranti del trauma fisico ed emotivo di una violenza sessuale”, e quantomeno “offensive”. Dalla centrale della campagna elettorale repubblicana arriva una sconfessione diretta: Romney e Ryan prendono posizione in risposta alle parole del candidato senatore.

Il governatore Romney e il membro del congresso Ryan si distanziano dalle affermazioni del signor Akin ,e un’ amministrazione Romney-Ryan non si opporrebbe all’aborto in caso di stupro.

Ma le idee di Akin, ricorda il giornale della capitale americana, non sono poi così peregrine fra i repubblicani.

Immagine: Afp / Getty Images

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