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pubblicato il 31 dicembre 2009 alle 17:00 dallo stesso autore - torna alla home

Gli avvenimenti dei 365 giorni passati attraverso i personaggi maggiormente citati da queste parti. Con qualche previsione su quello che ci aspetta nel 2010.

4230982254 24c56a6c5b o Un anno vissuto GiornalettisticamenteQuello che vedete elencato qui a fianco è un documento per niente eccezionale. Rappresenta infatti il conto dei personaggi maggiormente citati qui su Giornalettismo nell’anno appena passato: come ci si poteva aspettare, svetta niente popò di meno che il Cavalier Berlusconi, e chi se lo sarebbe mai aspettato? Segue con parecchio distacco Giulietto Tremonti prima del presidente dei presidenti Barack Obama. Poi Fini, Feltri e Franceschini, e chiudono Benedetto XVI, la clarissima Noemi Letizia e Alfano, Sacconi e Bersani. Tutti personaggi nuovissimi, eh?

E L’ITALIA E’ QUESTA QUA – Evidentemente è destino: in un’Italia sempre più polarizzata, a fare notizia sono gli scontri. E in un’Italia irrimediabilmente vecchia, a fare notizia sono i vecchi. I personaggi della politica e della società,sempre gli stessi da secoli tranne quelli che si bruceranno subito e verranno presto dimenticati (la D’Addario, la cara Noemi Letizia), rispecchiano ferocemente quella che è la realtà italica di oggi. Un paese che allegramente festeggia come facevano quelli sul Titanic, spensierato come coloro che sanno che il destino è in mano agli altri. E che ogni anno celebra la sua anormalità in tanti i campi, compresa la commistione malsana tra politica, economia e informazione che è sempre più la sua caratteristica precipua.

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Carlo Carra, "Manifestazione interventista", 1914

GLI AVVENIMENTI - Questo 2009, in ogni caso, ci toccherà ricordarlo, nel bene e nel male. E’ stato l’anno in cui, a gennaio, è nata la Nuova Alitalia dei Capitani Coraggiosi:  l’esordio dei furbetti dell’aeroplanino non è stato dei migliori, ma tranquilli, con il tempo peggiorerà. A febbraio è morta Eluana Englaro, dopo un orribile e spaventoso tira-e-molla della politica che, per fare un favore alla Chiesa, era disposta a tenerla in vita via decreto legge. In quel di marzo nacque il Popolo delle Libertà, sul quale ancora oggi litigano i fondatori. Aprile è stato il mese del terremoto in Abruzzo, e soprattutto del famoso decreto abracadabra per la ricostruzione, qui magistralmente svelato prima di tutti da Carlo Cipiciani. A maggio è arrivata ufficialmente la psicosi da influenza A o Suina che dir si voglia: un‘influenza di bufala per tantissimi motivi. Giugno è stato il mese della strage di Viareggio, e di quella ricostruzione per la quale i soldi non ci sono. A luglio, durante il G8 all’Aquila, tanto si è parlato di quello che nel disastro abruzzese la tv non raccontava, e il web sì. La fine di agosto, con la ripresa dell’attività politica italiana, la meravigliosa querelle tra Vittorio Feltri e Dino Boffo, con la bufala del Giornale e il martirio preventivo del direttore dell’Avvenire. Un antipasto al settembre e all’ottobre burrascosi, tra bocciatura del Lodo Alfano, lo scandalo Marrazzo e le polemiche sul sottosegretario Nicola Cosentino e i casalesi. oltre alle notizie sui pentiti, le stragi di mafia e Dell’Utri. La notizia più ‘in’ di novembre è stata la bocciatura del crocefisso in classe da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha dato il là a una serie di crociati improvvisati dalla comicità tanto involontaria quanto irresistibile. Ha chiuso l’anno l’aggressione a Berlusconi in piazza Duomo, che ha dato la possibilità a noi italiani di farci riconoscere gridando alla messinscena e all’ipotesi di complotto. Quante risate.

PREVISIONI? – Siccome da noi, come recita un famoso aforisma di Ennio Flaiano, la situazione è disperata ma non seria, è difficile che il 2010 ci porti qualcosa di meglio. Stasera un discorso che sarà trasmesso addirittura su Youtube del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dirà che è tempo di un clima nuovo, di fare le riforme che servono al paese e bla bla bla. Tutti pii desideri: nella migliore delle ipotesi, nell’anno che verrà ritroveremo tutto com’era prima, con qualche lieve miglioramento o peggioramento se le circostanze lo concederanno. Berlusconiani, antiberlusconiani, economisti di centrodestra che fanno i socialisti, partiti che non sanno decidere cosa mettersi per uscire nel giorno di festa, presidenti premio Nobel che forse dovranno affrontare con lo stile dei predecessori un’emergenza terrorismo, preti che guardano nelle mutande e via cantando. A ben vedere, il rischio maggiore non è che la situazione peggiori, ma che prima o poi ci si abitui. Buon 2010 a tutti.

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