Grazie ad una norma valida solo per i dipendenti della Regione, Pier Carmelo Russo si ritira dalla vita lavorativa ed entra nella giunta di Lombardo. “Ma devolve il suo compenso in beneficenza”, fanno sapere le istituzioni.
Le vicende che riguardano l’Assemblea Regionale Siciliana non finiscono di stupire. Alla polemica sul piano politico, infatti, si aggiunge quella sul piano personale, rivolta ad una delle new entry nell’amministrazione di Raffaele Lombardo. Nell’occhio del ciclone finisce stavolta Pier Carmelo Russo, nuovo assessore, che, insieme ad un altro tecnico vicino al centrosinistra, Mario Centorrino entra a far parte della compagine di governo. I due unici esclusi dalla giunta (tutti gli altri assessori sono stati riconfermati), sono Mario Milone e Nino Beninati, guardacaso i due unici rappresentanti del Pdl ufficiale, quello che fa capo a Renato Schifani ed Angelino Alfano, oggi ostile al presidente che ha contribuito a far eleggere e ha sostenuto finora e in netta contrapposizione al gruppo Pdl-Sicilia, composto dai 15 consiglieri regionali dissidenti capeggiati da Gianfranco Micciché che, invece, danno oggi il loro pieno appoggio a Lombardo.
CON IL PIEDE IN DUE SCARPE? - E’ il parlamentare regionale del Popolo della Libertà, Marco Falcone, ad andare all’attacco nei confronti del nuovo entrato, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare al presidente della Regione, per “conoscere i presupposti che hanno determinato la nomina del dottor Pier Carmelo Russo quale assessore del Governo Lombardo-ter”. Falcone non usa mezzi termini: chiede di sapere “se è vero che Russo, andato in pensione alla giovane età di 47 anni, ha giustificato la sua uscita dall’amministrazione regionale per la necessità di assistere il padre malato di 75 anni, utilizzando una norma prevista dalla legge 104”; di “conoscere se ciò comporterà il beneficio pensionistico di circa ottomila euro al mese e una liquidazione di seicentomila euro; e, se è vero, che queste somme graveranno esclusivamente sulle casse regionali”. Ha chiesto, infine, “se la nomina di Russo è una scelta esclusiva del presidente Lombardo o è stata contrattata con il Partito democratico”. “Tutto ciò – conclude Falcone - per sapere come farà Russo a curare suo padre e nel contempo dedicarsi alla gravosa carica e anche per sapere se l’anno 2010 stia iniziando all’insegna dell’austerità e del contenimento delle spese della Regione”. La notizia, però, è solo parzialmente vera: “Il neo assessore regionale siciliano Pier Carmelo Russo non ricevera’ alcun compenso per le attivita’ che svolgera’ a favore dell’Amministrazione“, afferma una nota di Palazzo d’Orleans. Secondo la presidenza della Regione siciliana, i dati indicati dall’esponente del Pdl nell’interrogazione sono “errati”. “La liquidazione del dottor Pier Carmelo Russo – si legge nella nota – ammonta a circa 140 mila euro lordi e non a 600 mila euro. Il trattamento pensionistico e’ pari a 6400 euro (e non 8000). Inoltre, il neo assessore ha formalmente comunicato, sin dal momento dell’accettazione della nomina ad assessore regionale, di rinunciare all’indennita’ di carica, pari a 231 mila euro l’anno. La somma verrà devoluta in beneficenza“.
SE SI PUO’ PERCHE’ NON FARLO? - Laureato in legge, segretario del Pci
a Bagheria nei primi anni ’90, Russo ha fatto carriera come funzionario regionale, è stato prima direttore generale dell’assessorato al Turismo, poi segretario generale alla presidenza della Regione, guadagnando centinaia di migliaia euro l’anno. A soli 47 anni decide di andare in pensione prematuramente sfruttando un vecchio escamotage fornito da una legge regionale che vale solo per i dipendenti dell’ente. Basta avere un genitore anziano da accudire, per guadagnarsi una pensione che si aggira intorno al 75% del vecchio stipendio. Su Live Sicilia spiegano come sia consuetudine ricorrere alla scorciatoia per lasciare anzitempo il lavoro: “Un’impiegata – raccontano – per andare in pensione dopo appena 20 anni di lavoro si è fatta adottare da una malconcia novantenne”. Tutto lecito: “La legge d’altra parte –spiegano – glielo consentiva. L’amministrazione dell’Isola, quando a guidarla era ancora Salvatore Cuffaro, ha deciso di garantire a qualsiasi dipendente che abbia un genitore, un coniuge o un figlio affetto da una malattia “di particolare gravità” la possibilità di congedarsi definitivamente dal lavoro non appena raggiunti i 25 anni contributivi per gli uomini e i 20 per le donne con prole. In tutti gli altri enti pubblici, ammettono dalla stessa Regione, i dipendenti non godono dei medesimi privilegi ma possono contare al massimo su qualche giorno di permesso in più”.
E’ ORA DI RISPARMIARE? - Insomma se le precarie condizioni di salute del familiare del neo assessore erano riuscite ad allontanare Russo dalle stanze d’oro di Palazzo d’Orleans, mandandolo prematuramente in pensione dopo aver preso il posto del potentissimo cuffariano Salvatore Taormina, ora l’impegno politico lo rimette in gioco. Per il compito affidatogli dal presidente, del quale è uno degli uomini più fidati: “Abbiamo messo insieme decine di professionalità, ma anche di sfide di altissimo livello – ha spiegato ieri Lombardo ai super burocrati dei 28 dipartimenti regionali nominati ieri – adesso dobbiamo impostare un piano di rientro per ogni settore, dobbiamo entrare nella logica del piano di rientro che tagli le spese inutili. Sarete voi a doverle eliminare. Sarà uno degli obiettivi che indicheremo già dal gennaio 2010”. Buona fortuna alla nuova giunta: ne avrà davvero bisogno.
























meraviglioso paese, meravigliosa regione
A chi lo dici. A me stare proprio ad personam
ciao, le leggi serve rispettarle. ma è inconcepibile come una persona ancora in forze per lavorare, (se si chiama lavorare?) vada in pensione a 47 anni, mentre tutte le altre persone lavoratori e lavoratrici, devono aspettare i 40 anni di lavoro o i 60 per le donne o i 65 per gli uomini. e con una liquidazione da favola. cose e fatti che possono succedere solamente in una regione a statuto autonomo, che si tiene i soldi, ma quando succedono le calamità, è pronta a chiederli allo stato. ciao e buon 2010 a tutti adriano
Ah come è bello risparmiare sulla pelle degli altri, e godersi la “meritata” pensione alla faccia di quelli che non usufruiscono di norme create solo per pochi eletti.
1)Liquidazione di 140.000 euro…. 2)Trattamento pensionistico di 6.400 euro….. 3) Indennità di carica annua di 231.000 euro….. 4) 5) 6)……indennità che ufficialmente non si sanno. Ebbene, io, con invalidità al 100% per ictus cerebrale, ho diritto a SOLE 255 EURO AL MESE… Questa è la giustizia garantita dai nostri signori burocrati. Con quale dignità si presentano al cittadino, con quale coraggio si mettono in prima fila in occasine di qualche celebrazione religiosa, con atteggiamento sommesso, commosso, pietoso. Si dovrebbero vergognare di guardare in faccia i loro figli. Questi sono i veri MAFIOSI. Si alleano con altri mafiosi: in modo ufficiale con quelli della stessa cordata di governo, sottobanco con i mafiosi dell’opposizione.
Ci vuole veramente una bella faccia di bronzo per non essere scalfiti.
la casta è la casta, e la sicilia, si dice sia il laboratorio politico dell’italia…
Anche la Vallè, il Trentino e la Sardegna sono regioni a statuto speciale ma non mi risulta ci siano “leggi speciali” che consentano ad un dipendente pubblico di andare in pensione a 47 anni!In queste tre regioni a statuto speciale, note da secoli per essere “terra di miniere” la sola “legge speciale” che esiste, ai fini pensionistici, è quella che garantisce il pensionamento a 55 anni, con 15 anni minimi di lavoro in sottosuolo,ai minatori. Ma costoro, lo posso garantire in quanto conosco alcuni ex minatori, non percepiscono certo indennità o pensioni quali quelle citate nell’articolo.
La Sicilia è una regione bellissima ma ha “un non so che” che la deturpa assai!
[...] come commentare la vicenda dell’assessore Pier Carmelo Russo, che rinuncia all’indennità da assessore per [...]