I dati “segreti” dell’Ilva finiscono online?

16/08/2012 - Anonymous Italia pubblica quelle che dovrebbero essere le rilevazioni degli altoforni. E in giro per la rete si trova l'intero server, completo di email e password. Gli attivisti, per mail, ci rispondono, e noi replichiamo.

I dati "segreti" dell'Ilva finiscono online?

Domani è il giorno della calata, dell’invasione. Domani arriveranno a Taranto i due ministri che Mario Monti ha mandato in missione speciale, operazione Ilva: Corrado Clini e Corrado Passera dovranno fare qualcosa per dipanare una delle matasse più spinose che finora il governo dei professori ha dovuto affrontare: l’esplosione, che rischia di essere gigantesca, della situazione giudiziaria-industriale nella città dei Due Mari.

LA BOMBA ILVA - L’Ilva è un’azienda di indubbio interesse strategico nazionale; della vicenda giudiziaria che la sta travolgendo abbiamo già parlato a più riprese. Da una parte i giudici che certificano quel che tutti da anni sapevano, ovvero che i livelli di inquinanti che l’impianto immette nell’ambiente non sono tollerabili e sono foriere di terribili malattie per l’uomo e per gli animali, e che hanno intimato la chiusura cautelativa dello stabilimento; dall’altra i lavoratori, spalleggiati dai sindacati, terrorizzati dal perdere il proprio posto di lavoro. In un conflitto di quelli che mai si dovrebbe vedere, fra lavoro e salute, la cittadinanza, i diritti, la pace sociale, e in un certo senso il futuro di questo paese si affrontano proprio nel capoluogo pugliese.

ANONYMOUS ALL’ATTACCO - Tanti sono gli attori in gioco. E ultimamente ne è sceso in campo un altro, inaspettato. La legione della rete, Anonymous, che nell’ambito dell’operazione #OperationGreenRights sta indagando, dice il comunicato, sul database dell’Ilva – non altrimenti rintracciabile da una ricerca internet e, dunque, probabilmente recuperato proprio dal gruppo di attivismo online. Anon pubblica il sequenziale aperto dei rilevatori di polveri dell’Ilva e, afferma, “emerge che i grafici dei valori delle polveri sono stati manipolati” dal gigante della siderurgia italiana. I dati che Anon ha messo online riguardano tutti i rilevatori di inquinanti dell’impianto tarantino, compresa la valvola che il gruppo online mette più sotto la lente di ingrandimento, la CK2NO2.

FURFURANO KILLER - La valvola CK2NO2 rileva la concentrazione di furfurani, agente inquinante che Anon si premura di descrivere al pubblico.

[Si tratta di] un contaminante ambientale persistente di tipo organico che decade naturalmente in benzofurani policlurati, i quali son associabili alle diossine. Già naturalmente, il furfurano è volatile a temperatura ambiente e le concentrazioni rilevate sono comparabili a quelle di un disastro ambientale. L’azione del furfurano non è solo cancerogena: la sola concentrazione del prodotto volatile basta ad incrementare di una considerevole percentuale il presentarsi di malattie pneumologiche croniche, disordini immunologici atipici o persino malattie neoplastiche, ma è anche teratogena, ovvero causa problemi fetali.

Wikipedia conferma la tossicità di questo inquinante. Ebbene, Anon si sente in grado di scrivere che le emissioni di questi pericolosi inquinanti sarebbero state contraffatte dall’Ilva. Risulta sospetto, secondo il gruppo di attivismo online, che i dati della valvola dei furfurani non siano disponibili (“cancellati”, secondo Anonymous) a decorrere dalla fine di maggio; e che il limite giornaliero per queste emissioni sia stato alzato da 640 a 800 verso la fine di maggio.

SENZA CONFERME - Va precisato che il rilascio di questi dati da parte di Anonymous è molto mal contestualizzato, visto che il gruppo di attivismo non spiega come ne sia entrato in possesso – se attraverso un buco nei server dell’Ilva, o da altre fonti nascoste, o nell’ambito dell’operazione che ha visto il comune di Taranto “tango down” del collettivo online . Inoltre non si comprende perché, né è meglio spiegato, nella lista delle rilevazioni pubblicate da Anonymous gli orari delle rilevazioni, anche all’interno della stessa giornata, dallo stesso sensore, siano le stesse. Vi sono infatti plurime rilevazioni, solo per fare un esempio, il 31 maggio alle ore 12.00 con indici diversi, il che non è granché comprensibile senza che Anonymous o qualcun altro spieghino come questi dati vadano letti ed interpretati.

IL DUMP - Sta di fatto che, però, questa non è l’unica banca dati rilasciata da Anonymous e riguardante l’Ilva che la grande rete sta in questi minuti ospitando. Con una più incisiva ricerca si può trovare incollata su un website per “l’appoggio veloce” dei dati grezzi simile in tutto e per tutto a PasteBin, un vero e proprio “dump” – dunque una copia completa – di quello che appare essere il contenuto di un server dell’Ilva e della Riva, società che possiede e gestisce l’impianto di Taranto.

DUMP (datatabase of ILVA TARANTO & RIVA-GROUP )

Nel database caricato, secondo il sito, il 9 agosto scorso, ci sono moltissime informazioni plausibilmente sensibili e che la Riva e l’Ilva potrebbero non voler vedere diffondersi.

L’INDIRIZZARIO - Per esempio un imponente indirizzario di giornalisti, diviso per testata: c’è un po’ di tutto, da Repubblica Bari alle agenzie come la Tm News e l’Agi, ai media locali come Taranto Sera, fino ai media specializzati come Metal Bullettin. Gli indirizzi di riferimento per i vari reporter sono però sempre gli stessi, a suggerire che per i contatti con la stampa ci fosse piuttosto un sistema centralizzato.

Non è tutto qui, ovviamente. C’è un altrettanto ampio indirizzario interno con le mail aziendali di moltissimi dirigenti dell’Ilva e del Riva Group, compreso Girolamo Archinà, il dirigente allontanato dall’impianto. Ci sono i nomi utenti e le password per i servizi interni degli amministratori, i gestori del servizio recruiting “Lavora con Noi” dell’Ilva-Riva e gli indirizzi interni, gli indirizzi dei responsabili comunicazione, alcuni indirizzi di privati cittadini che si erano associati al progetto di cooperazione internazionale GapYear promosso dal RivaGroup; un vero e proprio leak, insomma.

LIMITI DI TOLLERANZA - C’è anche una cartella con i nomi di alcuni documenti riguardanti prodotti dell’Ilva, “Elettrozincati”, “Tubi” e relative forme, “Coils” a caldo e a freddo, alluminati o meno. Informazioni più che sensibili che potrebbero far gola a chi volesse fare dello spionaggio industriale ai danni del colosso tarantino (ma i file, sebbene elencati, non sono accessibili): “Limiti dimensionali e condizioni di fornitura, Tolleranze dimensionali e di forma, Documentazione completa”. Insomma, un tesoro per l’Ilva.

Come per il precedente leak anche in questo caso non è possibile verificare se quanto “incollato” sul sito sia effettivamente un archivio riservato dell’Ilva-Riva – non ci sono comunicati che annuncino questo database, né eventualmente conferme dall’azienda che lamenti il “buco”; e, se pure fosse un archivio trafugato, quanto sia in effetti risalente, perché molti dei dati pubblicati potrebbero essere stati, nel frattempo, cambiati.

Edit. Dopo il salto di pagina, la risposta di Anonymous

 

7 Commenti

  1. Aloisius scrive:

    Leggete e riflettete gente! La vera causa dell’inquinamento è la cattiva gestione della dirigenza ILVA, in alcuni casi tali famelici direttori si sono comportati in modo criminale.

    • ernest ameglio scrive:

      Non mi sorprende che questo pensierino, sia emesso da un asilo nido, che penso sia un asilo per poppanti.La cattiva gestione invocata della acciaieria = in Italia, dove tutto pare sia dovuto ai soli operai, e mai per chi ci mette i capitali,è sovente è solo valutazione economoca. In breve, poter rimanere nei limiti della concorrenza.La gestione di una azienda, nel mondo inter, si basa sul f guadagno e non sulla beneficienza. Il Italia conta solo il posto, senza mai chiedersi se sia rentabile o negativo. Questa mentalità ci ha portato al disastro, come tutto quanto riposa su concetti più o meno aderenti al comunismo.Sono gli operai che devono decidere, e non i” famelici direttori, che devonorendere conto ai detentori di azioni. Saranno, meno famelici quando lo saranno anche gli operai. Inutile fomenare illusioni: gli uomini non sono mai stati uguali e non lo saranno mai.La cchezza è come il cielo; aiuta chi sa aiutarsi. Per esempio il papa,che il vero CIELO lo rinnaga ogni giorno, ma sa aiutarsi benissimo con la sua banda di porporati. Ameglio

      • Fabrizio Dattilo scrive:

        Innanzitutto impara l’ italiano! e poi ha scritto solo cavolate senza senso! Agli operai, soprattutto in Italia, considerati meno dell’ ultima ruota del carro, non è dovuto proprio nulla! tra poco non sarà dovuto nemmeno lo stipendio a fine mese! ma tu evidentemente vivi in un’ altro pianeta.. o in un altro paese visto come scrivi in italiano! come vedi in Italia vengono decisamente tutelati molto di più gli imprenditori totalmente disonesti che gli operai seri che ogni mattina si alzano presto per andare al lavoro e che di certo non sono così famelici come dici!! con gli stipendi da fame che prendono!! imbecille! se poi chiedere il diritto alla salute è “essere famelici” bhè.. ti auguro davvero di morire di cancro!

  2. ilrossoeilnero scrive:

    Secondo me andrebbe fatto: Commissariamento coatto dell’ILVA fino al termine del risanamento ambientale; Procedimento penale e civile per il perito del tribunale, oltre alla cancellazione perpetua dall’albo.

  3. jimbo scrive:

    solo un paio di domande, ma dai dati potrebbe anche essere che il valore sia stato abbassato da 800 a 640, non sicomprende la direzione dell’aggiornamento.
    Sono andato sul sito rivagroup.com, gli stessi documenti pdf sono a disposizione gratuita dei clienti.
    Veramente un’informazione “disinformazione” inutile.
    saluti

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