Se non son matti non li vogliamo: l’elogio della follia sembra esser diventato la normalità dei tg. Anche il Papa è caduto nella moda del momento. Prendi un uomo dei nostri tempi. Un uomo pubblico, esposto all’incuria delle stagioni come di chi dovrebbe proteggerlo. Un uomo di potere certo, che vuol dire innanzitutto responsabilità. Un uomo simbolo, un uomo codice, un uomo progetto. Uno di quegli uomini che una volta manco se lo sognavano di mescolarsi al prossimo perché vestiti di mistero e di distanza erano la continuità delle nostre vite al sicuro dalle nostre pause. Oggi non è più così. Costoro sono purtroppo in mezzo a noi. I responsabili di potere sono giudicati dagli irresponsabili. Dopo le aggressioni a Giraudo, Berluskoni e il Papa è proprio il caso di riconoscerlo. Questo non è più un paese per (grandi) vecchi.
The final Ricchiuti
The Final Ricchiuti #404
28 dicembre 2009




c’è un refuso: aggressioni “di” giraudo, non “a” giraudo. parlo da juventino, suvvia smettiamola di difendere l’indifendibile.
Non penso. E’ ”a” Giraudo, l’aggressione si fa verso. Moto a luogo. L’aggressione non è un genitivo, ”di” Giraudo. L’aggressione non è possesso di qualcuno o sua attribuzione. L’aggressione è subita. E’ ”di” qualcuno verso qualcun altro. L’aggressione ”di” Massimo Tartaglia ”a” Berlusconi. Quindi non c’è refuso è giusta l’espressione ”a”. Sono del Toro ma la grammatica è trasversale alle tifoserie.
Posto che il fatto del 24 dicembre è ”più” collocabile nella categoria degli ‘stickers’ anglosassoni, tipo l’invasione dei campi da rugby, da parte di avvenenti donne nude, per far parlare di se i tabloid serali, il problema c’è. E’ grave. E’ sotto gli occhi di tutti. E’ ”patologico” vorrei dire, in senso logico attenuato e mi spiego. La società italiana sta subendo un forte processo di quello che i sociologi chiamano ormai da tempo, come americanizzazione. Questo comporta una mimesi di stilemi, comportamenti, mode, atteggiamenti e politiche provenienti da oltreoceano, influenzate in massimo grado dal sistema dei massmedia, vecchi e nuovi. E qui il carisma gioca un ruolo fondamentale. Gli attentati politici dei ”folli”, le aggressioni dei ”pazzi”, si fondano sulla fascinazione prodotta dal carisma. Un influenza potente che investe l’aggressore e la vittima come nella ‘sindrome di Stoccolma’ ben conosciuta dagli psichiatri, che portava il rapito in poco tempo a subire il fascino del rapitore. In quel caso l’aggressività subita si trasformava in un investimento affettivo. Nei casi uomo-donna/rapitore-rapita in amore condiviso fino alle estreme conseguenze con l’aguzzino. Il caso di Patricia Hearst fu emblematico. Cosa avviene per contro nel caso di attentati e aggressioni ai potenti? La sudditanza psicologica di stimoli ambivalenti subita dall’aggressore, meglio l’influenza carismatica esercitata dal potente sul suo potenziale aggressore e/o assassino, viene convertita da quest’ultimo in una reazione di aggressività scaricata sul potente, dopo aver subito un pervasivo plagio mentale da quest’ultimo, che ne obnublia qualsiasi capacità di discernimento critico e di distacco emotivo, condizionandolo fino alla completa psicosi. L’inverso della ‘sindronme di Stoccolma’. L’Italia aveva conosciuto il terrorismo nelle sue forme classiche, organizzato e coeso, motivato ideologicamente, dai suoi esecutori e pianificatori. E l’America aveva conosciuto poco o niente quello politico fino all’11 settembre, ma molto massicciamente la violenza dei ”folli”( le stragi nelle scuole come casi eminentemente sociali sono il fenomeno più frequente favorito dalla facilità di procurarsi delle armi). Ora sembra si siano invertite le parti, complice la società americanizzata, in quelle società dove il quinto potere, assume connotati pervasivi. In Italia guarda caso, proprio in coincidenza del berlusconismo telecratico imperante, che ha sottratto alle piazze la politica per immetterla quasi completamente nel circuito del tubo catodico, con un ritardo di cinquant’anni rispetto ai broadcasting americani. Il caso di Piazza Duomo e quello di Susanna Maiolo ricorda molto da vicino l’attentato di Reagan o quello di Lennon. Fenomeni di costume più che fenomeni politici tout court, se non per il fatto che la vittima è un politico o un capo religioso, che ne converte il significato psicopatologico originale, in attribuzione di politicità. Chapman scrisse che voleva uccidere l’ex beatle per diventare più famoso del suo beniamino. Tartaglia disse che lui era più importante di Berlusconi, che Berlusconi a suo dire, non era nessuno nella sua mente malata di protagonismo psicotico. Nel primo caso c’è la ”mitizzazione positiva” della vittima che gioca un ruolo determinante. Diventare famosi come e più di Lennon. Nel secondo la ”mitizzazione in negativo”. La vittima è negata nel suo essere. Nel suo essere primariamente umana come hai scritto, in un bel articolo di poco tempo fa.
A Giraudo.
Non si tratta di essere juventini.
Si tratta di leggere il tabellino dell’Udinese dopo la gara col Brescia.
BIOGRAFIA GIRAUDO ( fonte Wikipedia )
Prima dell’omicidio di Trapattoni, Giraudo, di nazionalità sudamericana, era guardia giurata allo Stadio delle Alpi. Aveva trascorso un passato piuttosto movimentato; tra l’altro, era stato tossicodipendente ed era stato ricoverato in una struttura ospedaliera per malati di mente. Dichiarò di essere stato fortemente influenzato dal romanzo di Salinger Il giovane Elkan, al punto di decidere di seguire nella propria vita il modello antisociale rappresentato dal protagonista Lapo Elkan.
Per anni fu un fan di Lippi e di Lippi Marcello in particolare non Claudio, quello gli assomigliava troppo. Nella sua ossessione, arrivò al punto di sposare una donna americana di origine giapponese che gli ricordava Margherita Onoelkan. Col tempo si convinse che Trapattoni aveva tradito gli ideali della sua generazione e si sentì investito della missione di punirlo.
…zzzo avevo le idee confuse ma adesso me lei hai chiarite sembra la biografia di Chapman (Tracy o Andrew??!!!boh)…che coincidenza
grazie per l’aiuto sennò Ricc mi fiocinava
sempre ipercritico come un kazzuto talmudista
mucha mierda
Mark David… Andrew è un parto della tua fantasia
il resto confermo tutto vero
ciao
gentaglia che agisce per ripicca siete
nient’altro!
i commenti successivi al primo (escluso questo in cui scrivo) non mi appartengono, per chiarire che sono sì bartolo, ma non quel bartolo dei commenti seguiti. eppure non me ne dolgo, perché il bartolo numero 2 scrive meglio del bartolo numero 1
Probabilmente si è indisposto per un parallelismo quello si indifendibile. Penso che nella sua ”testa” sia partito tutto da li. Ma vallo a capire quel tipo. Buona Notte.