La vera storia di Babbo Natale

28/12/2009 - Curiosità, humour e leggende sul Babbo più famoso nel mondo. Per i bambini, Babbo Natale è un anziano signore che porta loro i regali nella notte di Natale. Non dev’essere facile per loro incasellare questo personaggio nello schema delle proprie

     
 

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Curiosità, humour e leggende sul Babbo più famoso nel mondo.

Per i bambini, Babbo Natale è un anziano signore che porta loro i regali nella notte di Natale. Non dev’essere facile per loro incasellare questo personaggio nello schema delle proprie percezioni e cognizioni, al punto che alcuni esperti sostengono che credere a Babbo Natale (e scoprire che non esiste) possa essere una causa di devianza rispetto al normale percorso di sviluppo psichico del bambino. Mettiamoci infatti nei loro panni. I loro genitori spergiurano che Babbo Natale esiste e vive “dalle parti del Polo Nord” e porta regali a tutti i bambini. Poi però ne vedono in giro a bizzeffe: alti, bassi, magri, grassi… ma quanti sono? E cos’è questa storia che si fanno pagare per una foto? Poi scoprono che ai bambini poveri, Babbo Natale porta ben pochi regali o addirittura nessun regalo del tutto. Ma allora, che razza di “buono” è, un tipo che porta fior di regali a bambini che già hanno tutto dalla vita, e nemmeno un trenino a quelli poveri?  C’è poi la faccenda del suo stile di vita personificato da Babbo Natale: è obeso, capellone, beve super alcolici, non rispetta il codice della strada, lavora un solo giorno all’anno e si infila di soppiatto nelle case come i ladri.
Tuttavia, per tanti altri esperti di psicologia infantile, Babbo Natale non è altro che un personaggio fiabesco, ed è perfettamente normale che i bambini personifichino queste figure immaginarie per poi scoprire, crescendo e maturando, che non esistono.  Babbo Natale è come Biancaneve, Zorro, Topolino. E come gli altri personaggi, trasmette valori positivi: generosità, armonia, bontà. Babbo Natale infonde tranquillità e sicurezza e spetta ai genitori il compito di guidare questi sentimenti nella giusta direzione, specialmente nella scelta dei regali.

BABBO NATALE ESISTE? – Per molto tempo Babbo Natale non è piaciuto alla Chiesa, che lo considerava un simbolo pagano, fonte di vizi e sostenitore di meri valori materiali. Alcune fonti riportano che negli anni ’50 i vescovi francesi misero pubblicamente al rogo un suo fantoccio per evidenziare la loro disapprovazione nei confronti del personaggio. Poi, in qualche modo, Babbo Natale si è riabilitato associandosi alla figura di San Nicola: se c’è un santo di mezzo, allora si può fare.  L’Albero di Natale non è stato così fortunato e rischia sempre la soppressione in favore del presepe, e così la Befana ormai in via di estinzione. Del resto, non è detto che Babbo Natale non esista. Ad esempio i complottisti (quelli che credono che le scie lasciate dagli aerei siano un complotto mondiale per avvelenare l’atmosfera, che gli americani abbiano tirato giù le Twin Tower usando esplosivi e che la CIA ha infilato un microchip nel cotechino che mangerete a Capodanno) dovrebbero coerentemente credere nell’esistenza di Babbo Natale.  Spieghiamo perché.  Innanzitutto, nessuno ha mai dimostrato che Babbo Natale non esiste. Il fatto che ci siano decine di migliaia di Babbo Natale travestiti potrebbe essere un complotto mondiale per nascondere la vera identità del vero Babbo Natale e il luogo in cui esso si nasconde.  Anzi, milioni di persone dicono che Babbo Natale esiste, milioni di bambini ci credono e molti di loro lo hanno visto. Se tanta gente crede in Babbo Natale, qualcosa di vero dovrà pur esserci.  Babbo Natale è poi sicuramente americano. Roba della CIA e dell’NSA. Chi altri può possedere, infatti, la tecnologia per far volare in maniera invisibile ai radar (stealth) un’intera slitta con le renne?  Chi altri può avere interesse a penetrare in tutte le case del mondo e spiarvi con il pretesto di consegnare regali? Chi altri può progettare un simile piano per influenzare le menti sin da bambini?  Ci sono poi fonti attendibili e documentate che dimostrano senz’ombra di dubbio l’esistenza di Babbo Natale.  Ad esempio, c’è un rapporto basato sulla meccanica classica e relativistica, che sinora nessuno ha mai smentito.  Proprio l’assenza di smentite è un’altra prova inconfutabile che su Babbo Natale ci nascondono qualcosa. Nè la NASA, nè la CIA, nè il Governo Americano hanno mai smentito la sua esistenza e si sono sempre rifiutati di rispondere a semplici domande sulla questione.

COMPLOTTO! - Ogni volta che è stata presentata una richiesta per accedere alla documentazione in loro possesso su Babbo Natale, questi enti non hanno mai esibito alcunchè. Cos’hanno da nascondere?  E’ proprio come gli UFO: tutti sanno che esistono ma i governi fanno finta di nulla.  E’ persino noto e documentato che il NORAD, il sistema di difesa aereo americano, dal 1955 segue e traccia i voli di Babbo Natale, fornendo informazioni in tempo reale sulla sua posizione. Ma che siate complottisti o no, è sempre bene conoscere la “verità ufficiale” su Babbo Natale.

La storia ha inizio intorno al terzo secolo D.C., nella Roma Imperiale, in particolare dalla celebrazione del Dies Natalis inaugurata il 25 dicembre del 274.  Era un festa dedicata al Sole, nel corso della quale la gente si scambiava auguri e regali con l’intento di propiziare il ritorno della bella stagione e quindi di un clima mite e favorevole ai raccolti e alle attività umane.  In quello stesso periodo temporale (intorno al 300) a Myra (oggi in Turchia), viveva e operava un vescovo, Nicola, entrato nella leggenda cristiana per le opere di bene e i prodigi che gli venivano attribuiti e che gli valsero la beatificazione.  Alla sua morte le spoglie furono conservate nella cattedrale di quella città, poi conquistata dai musulmani. Nel 1087 una spedizione di 62 marinai salpati dal porto di Bari arrivò a Myra, trafugò i resti del Santo e li portò nella città pugliese. San Nicola diventò patrono della città e, di leggenda in leggenda, santo protettore dei marinai.  A loro volta anche i marinai veneziani fecero incursione a Myra intorno al 1100 e scovarono alcuni resti ossei sfuggiti all’impresa dei colleghi baresi. Questi resti furono traslati nell’Abbazia di San Nicolò del Lido.  La leggenda di San Nicola o San Nicolò si spinse verso il nord dell’Europa. Si racconta che alcuni suoi resti furono persino trasportati in Irlanda e deposti presso l‘Abbazia di Jerpoint. La sua figura leggendaria si andò fondendo e confondendo, nei paesi nordici, con il mito di Odino, divinità che aveva l’abitudine di scorrazzare nei cieli montando un cavallo a otto zampe.  In varie località nordiche, tra cui Olanda, Germania, Belgio, l’usanza voleva che a dicembre i bambini riponessero i propri scarponi accanto al caminetto, riempendoli con cibo per il cavallo di Odino, il quale ricambiava il gesto lasciando, al posto del cibo, regali e dolci.

POI - La fusione tra la tradizione pagana e il cristianesimo che si diffondeva nell’Europa settentrionale sostituì Odino con San Nicola, Santa Claus in lingua locale. Come Odino, anche il santo poteva contare su una diffusa leggenda che tirava in ballo il caminetto. Si narrava infatti che San Nicola, recatosi di notte e di nascosto a casa di una povera fanciulla per lasciare alcune monete d’oro, avendo trovate le porte e le finestre chiuse, si fosse calato dal camino per recapitare il dono e avesse lasciato le monete all’interno delle calze che la donna aveva appeso ad asciugare. Un riferimento a questa leggenda è presente anche nel Purgatorio di Dante (Canto XX, 30-33). Furono gli olandesi che emigrarono verso il Nord America a esportare Santa Claus nel nuovo continente. I coloni americani lo raffigurarono infatti come un vecchio marinaio olandese, con tanto di pipa e pesante pastrano color verde scuro. Il nome “Babbo Natale”, invece, apparteneva alla tradizione britannica, anch’essa riunita a Santa Claus dai coloni. Molte fonti sostengono che fu la Coca Cola a inventare la moderna immagine di Babbo Natale, con i suoi colori sgargianti bianco e rosso. La stessa compagnia americana si è attribuita tale merito, sottolineando che la prima campagna pubblicitaria che univa Santa Claus alla famosa bibita gasata fu ideata nel 1931. Tuttavia la verità è un’altra. La moderna iconografia di Babbo Natale e il suo primo utilizzo commerciale furono introdotti dalla White Rock nel 1915 per pubblicizzare la sua acqua minerale e la bevanda Ginger Ale, che all’epoca era la più venduta sul mercato. La Coca Cola si limitò a copiare il prodotto pubblicitario dell’azienda concorrente. Indubbiamente il marchio Coca Cola ha contribuito tantissimo alla diffusione dell’immagine di Babbo Natale nel mondo, ma il merito di averla elaborata così come oggi la conosciamo spetta alla White Rock. Che esista o no, Babbo Natale può davvero aiutare i bambini che ne hanno più bisogno. Ad esempio, la fondazione Aiutare i Bambini propone ogni anno l’iniziativa Babbo Natale per un giorno” attraverso la quale, vendendo gadget ispirati al Natale e a Santa Claus, riesce a portare un sorriso a chi è molto più sfortunato di tutti noi. In fin dei conti, siamo noi a decidere se Babbo Natale esiste o no, aiutando chi è più bisognoso. Il 25 dicembre è ormai passato, ma per aiutare questi bambini e tanti altri vicini e lontani, ogni giorno dell’anno è quello giusto.

     
 

4 Commenti

  1. Rado il Figo scrive:

    Allora ricordavo bene io che la Coca Cola si era attribuita il “merito” di aver inventato il Babbo Natale “rosso e bianco”, come si trovava stampato sulle sue lattine natalizie di qualche anno fa. Ricordo una discussione sul punto con Paolo Attivissimo. :-)

  2. Lucia scrive:

    “Si narrava infatti che San Nicola, recatosi di notte e di nascosto a casa di una povera fanciulla per lasciare alcune monete d’oro, avendo trovate le porte e le finestre chiuse, si fosse calato dal camino per recapitare il dono e avesse lasciato le monete all’interno delle calze che la donna aveva appeso ad asciugare.”

    Per fortuna che si tratta solo di una leggenda…altrimenti, mi sovviene un dubbio sull’integrità, onestà, castità di Santa Claus! ;) (scherzo)

  3. lelith scrive:

    allora alla domanda “babbo natale esiste?” avevao risposto degli ingegneri che attraverso un complicato calcolo sulla velocità e attrito avevano scientificamente dimostrato che babbo natale esisteva ma è morto.
    se qualcuno riuscisse a ripescarlo probabilmente potremmo mettere fine alla querelle

  4. lelith scrive:

    eccola!!

    Tesi di partenza: babbo natale esiste

    Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Indù, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

    1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
    2. saltare giù dalla slitta;
    3. scendere dal camino;
    4. riempire le calze;
    5. distribuire il resto dei doni sotto l’albero di Natale;
    6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
    7. risalire dal camino;
    8. saltare sulla slitta;
    9. decollare per la successiva destinazione. Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un’enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

    CONCLUSIONE : Babbo Natale c’era, ma ora è morto!!!!

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