La battaglia per l’Ilva che il governo non può vincere

di - Nella palude tarantina Mario Monti può affondare. Le decisioni del giudice appaiono solide. Il conflitto di attribuzioni pare sconclusionato (ne parliamo con gli esperti). I nodi vengono al pettine.

La battaglia per l'Ilva che il governo non può vincere
0

Il governo fa la voce grossa. E la voce grossa, si sa, spesso la fa chi ha paura: per cui, per necessario sillogismo, potremmo concludere che la questione Taranto, il dossier Ilva, a Mario Monti e al suo governo fa molta, molta paura. Perché è una palude da cui non si scappa, in cui è nascosto un mostro in grado di divorare il più corazzato dei governi. Capita, quando una situazione lasciata al macero per decine d’anni improvvisamente marcisce, e ci si mette in testa che, invece di lasciarla perire, va salvata a tutti i costi.

PARLA IL GIUDICE - Il giudice per le Indagini Preliminari presso il tribunale di Taranto, Anna Patrizia Todisco, nota per il suo impegno pluriennale a sostegno delle categorie più svantaggiate e per la tenacia con cui ha seguito casi di violenza sessuale e criminalità organizzata, ha parlato chiaro: gli impianti dell’Ilva, già sequestrati, sono da intendersi sigillati fino a quando l’azienda non avrà garantito che dalle ciminiere dell’Ilva non escano più diossina e morte. Questo è stato il penultimo dei provvedimenti emanati dal tribunale del capoluogo jonico, che ieri ha calato l’asso arrivando a rimuovere dal suo incarico l’ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, ovvero, più esattamente, a precisarne le attribuzioni di custode degli impianti sottoposti a sequestro.

L’ex prefetto viene escluso per «manifesta incompatibilità» fra il suo ruolo di presidente e legale rappresentante Ilva e i suoi compiti di custode giudiziario. Tutto questo per il giudice è «un palese conflitto di interessi», soprattutto dopo le dichiarazioni pubbliche (riportate dal gip nel provvedimento) con le quali lo stesso Ferrante annunciava che lo stabilimento siderurgico avrebbe fatto ricorso contro la decisione di fermare la produzione (cioè l’ordinanza precedente firmata Patrizia Todisco)

A Ferrante rimane la responsabilità delle aree Ilva non sottoposte a sequestro: per tutto il resto sono in carica i quattro commissari nominati dal tribunale.

ABBRONZATURA DA PAURA - Apriti cielo. Un magistrato che mette per iscritto parole di fuoco, mandando in crisi in due giorni un rodato patto politico – imprenditoriale, di cui ci raccontava giorni fa la responsabile di Legambiente Taranto. La verità è sotto gli occhi di tutti come quelle di Pulcinella: è noto, e comprovato – da ultimo dal rapporto su cui si basano i recenti provvedimenti giudiziali – che l’Ilva a Taranto da anni appesta l’aria producendo una quantità di inquinamento ambientale senza paragoni, e un tasso di malattia preoccupante. Lo cantava già il rapper molfettano CapaRezza nella sua hit “Vieni a ballare in Puglia” che molti cantano ma pochi ascoltano. Insomma, impianti chiusi fino a che non sarà garantito il rispetto degli standard ambientali e nessun conflitto di interessi nella gestione della fase di transizione. Cosa c’è di strano?

0

8 Commenti

  1. blackbird scrive:

    adesso è una gara a dare addosso ai giudici e dietro le quinte Bella Napoli incita le sue truppe….( e se fosse una nuova Stalingrado ?!?)

  2. edo scrive:

    Ha ragione il giudice,prima la salute e dopo il resto.Se hai la salute puoi trovare altro lavoro.

    • oscare scrive:

      Ti sei dimenticato di aggiungere che con la salute ed un paio di scarpe nuove, puoi girare il mondo..

      A parte le battute certe affermazioni cosi’ stentoree dovresti andare a farle a Taranto in uma assemblea dei lavoratori ILVA.

  3. Dorth scrive:

    QUEL Giudice è un GIP (Giudice delle indagini preliminari), ma con le sue ordinanze sta facendo da giudice e boia ancor prima di un processo

  4. massimo scrive:

    allora fino ad oggi i magistrati hanno preso sonno e non si sono risvegliati se non in prossimità di avvenimenti che potranno dare loro un bel posto in politica….Scusatemi,ma fino a che i magistrati potranno fare quello che vogliono non ci sarà mai democrazia in questo lurido paese. Lurido come l’aria di taranto,che è da anni che è così,da anni riceve soldi e da anni se li mangia per altro. In questo momento fermare tutto vuol dire creare caos in un periodo dove basta un cerino per far scoppiare qualcosa di grave.Forse il magistrato ha una casa così grande da poter accogliere tutte le famiglie dei lavoratori,oppure i soliti idioti che si fanno il culo devono mettersi sulle spalle altre migliaia di lavoratori per i capricci di una toga ?. Si può lavorare e nel frattempo risanare,questo si può fare…..

    • roberto scrive:

      Allora fammi capire, il magisttrato applica la legge ma lo fa in ritardo di anni (colpa non di questo singolo magistrato ma della magistratura direi) e quindi sarebbe “fare quel che vuole?” A me sembra che la ferita alla demorazia più grave sia da parte della politica che entra in una decisione che spetta alla magistratura. Oggi quel ***** di Casini ha detto rispetto la magistratura ma la politica industirale la decide il governo, il solito mistificatore, la decisione del magistrato è in oesservanza di una legge vigente per la tutela della salute pubblica, la politica industriale non c’entra nulla.
      SCUSATE SE VADO OT )per fare un esempio calzante però)
      Io non sono un fan degli Stati Uniti d’America ma di certo sono una democrazia più compiuta della nostra, c’è un rispetto degli ambiti istutzionali che ce lo sogniamo.

      Diversi anni fa, forse durante la presidenza di Bush padre ma non sono sicuro, negli USA c’era una campagna sponsorizzata dalla stessa Casa Bianca che descriveva Cuba come il regno del male, nel bel mezzo di questa campagna avviena un fatto apparentemente insignificante un naufragio dell’ennesimo barcone di profughi, a bordo c’erano anche un papà che scappava da Cuba col figlio, il papà annega, il bambino si salva a questo punto i parenti del bambino rimasti a Cuba ne chiedono la estituzione e si appellano alla legge. Naturalmente sui media scoppia la questione, ma come la Casa Bianca ci dice continuamente che Cuba è l’impero del male, era volontà del padre del bambino di fuggirne, come possiamo restituirlo ai parneti condannandolo a tornare là? Imbarazzo iniziale della casa Bianca, ma poi saggiamente i consiglieri dle presidente devono avergli detto “ma che sei matto ad invadere l’ambito della magistratura?” in conclusione la Casa Bianca fa un comunicaot che suona così “confermiamo tutto il male possibile che abbiamo detto di Cuba, ma la decisione su chi debba avere la custodia del bambino è una cosa che deve essere decisa dalle leggi vigenti ed è un ambito della amgistratura in cui non possiamo interferire” ovviamente il bambino fu riconsegnaot ai parenti più prossimi. Capito? Il governante più potente del mondo disse IO NON MI POSSO PERMETTERE, questo è un esempio di democrazia e civiltà.

  5. antonio scrive:

    ma l’europa cosa ne pensa?Quando monti dice:lo vuole l’europa,cosa intende?inviterei i parlamentari europei a denunciare questa pantomima in bruxelles e vedere cosa fanno!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie

COSA SVELANO I MI PIACE DI FACEBOOK-

Mal di social media

19:54 A volte l'interazione sul web diventa una vera e propria ossessione, che può avere conseguenze gravi CONTINUA