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Editorialedi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 26 dicembre 2009 alle 12:15 dallo stesso autore - torna alla home

“Occorre una stretta, occorre una vigilanza a tutela delle supreme autorita’. Il Papa e’ un riferimento planetario e troppi folli e provocatori potrebbero essere tentati. Occorrono misure eccezionali per stroncare in maniera esemplare qualsiasi tentativo e anche la violenza propagandata su Internet”. Se non ci fosse, il senatore Maurizio Gasparri bisognerebbe inventarlo: infaticabile come un vero stakanovista del dichiarazionismo, da quando il papa è stato aggredito ieri da una svitata svizzera (chiudete i cantoni, presto!) inanella una serie di perle senza le quali Santo Stefano sarebbe parecchio più noioso.

La circostanza più divertente, però, non è tanto nelle intenzioni del senatore, il quale pretenderebbe che gli uomini pubblici fossero tutelati 24 ore su 24 anche in circostanze di massimo rischio, come i bagni di folla. Mentre, se proprio ci sono obiettivi sensibili, la cosa migliore sarebbe evitarli e basta, i bagni di folla. No, la circostanza più divertente è che Gasparri parla del papa come se fosse una suprema autorità italiana, e non, come in realtà è, un capo di Stato di una nazione confinante. E quindi, proprio per questa realtà, non si capisce proprio per quale motivo il contribuente italiano dovrebbe spendere i propri soldi per salvarne l’incolumità.

Infine, non manca mai in quest’ultimo periodo un accenno al vero diavolo responsabile del deflagrare dell’odio nella società italiana: internet. Nonostante anche stavolta i soliti gruppi che inneggiano al gesto di Susanna Maiolo siano comparsi dopo il fattaccio, così come per Massimo Tartaglia, il totale sprezzo del ridicolo di Gasparri imputa ai quattro sciocchini che esultano per la spintarella la colpa maggiore. Nonostante il passo indietro del ministro dell’Interno Roberto Maroni, c’è da scommettere che il 2010 sarà proprio caratterizzato dalla messa al rogo del social network a fini di educazione del popolo bue. Già si immaginano i portaborse intenti a ravanare nei vari siti internet a ricerca della parolaccia del giorno, per rendere più pepata la dichiarazione da dettare all’Ansa. Che noia.

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