Sondaggi, Silvio sempre più re d’Italia

27/12/2009 - Berlusconi gode di un consenso sempre più ampio. Il PdL cresce. Il PD è stazionario e i piccoli spariscono. Lo spiraglio Udc. I dati relativi alle intenzioni di voto degli italiani pubblicati sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio non

     
 

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Berlusconi gode di un consenso sempre più ampio. Il PdL cresce. Il PD è stazionario e i piccoli spariscono. Lo spiraglio Udc.

I dati relativi alle intenzioni di voto degli italiani pubblicati sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio non danno adito a dubbi. A venti mesi dalle ultime elezioni politiche Silvio Berlusconi, il suo partito e i suoi alleati godono di un consenso nel Paese ancora più grande di quello palesato dal risultato elettorale: e il Natale di quest’anno è sicuramente ancor più sereno di quello precedente.

L’ALLUNGO DEL PDL – Il centrodestra composto da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, infatti, negli ultimi tre sondaggi resi noti, effettuati da Ipsos, Euromedia e Digis, e relativi al periodo che va dal 14 al 19 dicembre (quello immediatamente successivo all’aggressione del Premier), raggiunge quota 49,3% dei consensi degli elettori italiani, oltre un punto in più rispetto ai dati di novembre, circa due punti in più rispetto al responso di giugno 2009 (Europee), ben 4 punti sopra il risultato di aprile 2008. una crescita che parte da lontano e non sembra arrestarsi: mentre in questi giorni il Pdl viene sempre valutato oltre il 39%, nelle 9 rilevazioni del mese di novembre una sola volta era riuscito a superare quella soglia. Insieme al partito berlusconiano non demorde nemmeno la Lega: Digis ad esempio la stima all’11%, un risultato che il partito di Bossi non raggiungeva (nelle rilevazioni della stessa Digis) addirittura dal marzo 2008.

IL PD IN FASE DI STALLO – E’ in fase di stallo, invece, il Partito Democratico, che in nessun caso supera lasoglia del 30%, quota che invece in qualche recente rilevazione, ad esempio all’indomani delle primarie e dell’elezione di Pierluigi Bersani come segretario, era riuscito agevolemente a superare. Per Ipsos, ad esempio, il Pd scende dal 30,5 al 30%, per Digis dal 29,1 al 29%. Euromedia gli attribuisce, invece, il 29,5%. Non brillano nemmeno gli alleati. Stabili rispetto al mese scorso sia l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (al 6,8%) che i Radicali, che si aggirano intorno al punto percentuale. Se è vero, insomma, che il partito di Bersani è stato protagonista di una ripresa dopo la disfatta delle Europee di giugno, è anche vero che i 12 punti percentuali che separano Pd, Idv e Radicali dalla coalizione che fa riferimento all’attuale maggioranza di governo costituiscono un gap ancora più ampio di quello registrato sei mesi fa (circa 11 punti) e di quello registrato alle Politiche del 2008 (circa 9 punti). In caso di chiamata alle urne, insomma, con questi schieramenti, non ci sarebbe partita.

IL MURO CONTRO MURO - Sull’allungo di Berlusconi e soci sicuramente hanno avuto il loro peso le doverose manifestazioni di solidarietà nei confronti del Presidente del Consiglio in seguito al gesto scellerato di Tartaglia. Ma, oltre a quelle, è stata anche l’inasprirsi dello scontro tra maggioranza e opposizione, accentuatosi nei giorni immediatamente successivi al lancio del souvenir, ad aver rafforzato il consenso del primo partito e del relativo schieramento. Nel muro contro muro sarebbero rimasti danneggiati tutti i simboli esclusi dai due principali schieramenti. Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà, Verdi, Alleanza per l’Italia, Udc, La Destra sembrano in questa fase vivere una situazione di difficoltà. Pd, Idv e Radicali da una parte e Pdl, Lega e Mpa dall’altra, stando ai sondaggi citati, attraggono oggi una quota di consensi mai così alta da oltre un anno a questa parte. Dobbiamo, infatti, fare un passo indietro addirittura all’ottobre 2008 per trovare i due principali schieramenti rappresentare l’86% dell’elettorato (media mensile dei sondaggi pubblicati sul sito ufficiale).

IL TRACOLLO DEI PICCOLI - Dall’estrema destra all’estrema sinistra diminuisce rispetto all’ultima tornata elettorale l’appeal di tutti i simboli che non fanno parte delle coalizioni che ruotano intorno a Pd e Pdl. Nessuno escluso. A sinistra del Pd nessuno sembra essere in grado di superare lo sbarramento del 4% previsto per sedersi a Montecitorio o a Strasburgo. Se potevano giocarsi qualche chances al primo tentativo, ora sembrano non averne alcuna. Prc e Pdci (che hanno raccolto il 3,4% alle Europee), insieme, sono ora piantati al 2,2%, Sinistra e Libertà (3,1% a giugno) viaggia intorno ad un deludente 2%, mentre, come se non bastasse, Verdi e nuovo Partito Socialista di Bobo Craxi ottengono consensi da prefisso telefonico.

L’UNICO SPIRAGLIO – Non si sorride nemmeno dall’altra sponda. Ipsos nel sondaggio effettuato il 14 dicembre dàLa Destra allo 0,7% (mezzo punto sotto la rilevazione del mese precedente): il Polo Autonomia, che alle Europee aveva raccolto il 2.2% dei voti, oggi nella migliore delle ipotesi raccoglierebbe solo la metà di quei consensi. Per quanto riguarda il nuovo movimento di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci, Alleanza per l’Italia, invece, dopo i numeri incoraggianti della prima ora (a novembre tre diversi autori di sondaggi, gli unici ad averla considerata, la valutavano oltre il punto percentuale) adesso raccoglie dati decisamente meno confortanti: le tabelle parlano di 0,4 e 0,6%. Nulla di più. In calo, seppur lieve, anche l’Udc di Casini, reduce dal 6,5% delle ultime Europee. Sei mesi dopo si aggira intorno al 6% e si conferma come unica forza politica capace di salvare il Partito Democratico e i suoi alleati dal pasticcio in cui si sono cacciati.

     
 

9 Commenti

  1. Giordano Bruno scrive:

    Forse sarebbe anche ora di finirla di prppalare questi “sondaggi d’opinione” come fossero l’oracolo di Delfi. Servono solo a chi vuole conservarsi il potere creando un condizionamento verso chi è incerto.
    Quanto alla loro attendibilità,meglio lasciar perdere.

  2. Amadiro scrive:

    se fosse vero Berlusconi avrebbe chiesto immediatamente le elezioni anticipate.

    • frank scrive:

      e perchè far spendere soldi a noi ? scenderanno ancora e più grideranno mentre lui è attivo nel fare continueranno a scendere ed il tragico sta nel fatto che nessuna logica aprirà loro gli occhi, ma quelli della gente sono aperti eccome…

  3. blogattelle scrive:

    quoto giordano bruno (con quel nome poi è sempre un piacere) e aggiungo: non è normale veder pubblicati sondaggi elettorali sul sito ufficiale della presidenza del consiglio, proprio no

  4. Geipigi scrive:

    Spesso si risponde alle domande del “sondaggista” con risposte “obbligate”, nel senso che la risposta che si vorrebbe dare, non è prevista fra quelle a disposizione;un po come nei quiz della patente:domande a risposta aperta(tre)ma predeterminata. Quindi anch’io credo che parlare continuamente di “sondaggi d’opinione” spesso non serva a capire le reali intenzioni degli elettori ma a “condizionare” gli indecisi ed i menefreghisti.

  5. Nomenklatura scrive:

    @Geipigi

    Ottima osservazione. I sondaggi di B. si dividono in due categorie quelli da cui deve trasparire che lui è il migliore di tutta la galassia e quelli… veri. Nei primi il sondaggista ti fa domande del tipo: i ministri del governo vestono bene la cravatta? risponda Si o No. Poi vengono pubblicati magari omettendo la domanda e facendo credere che il governo ha il 70% dei consensi, cioè veste bene la cravatta. Gli altri sondaggi, quelli veri sono invece segreti e ogni volta che B. cambia propaganda improvvisamente significa che 5 minuti prima aveva ricevuto un sondaggio che gli diceva di fare inversione a U.

  6. flavio giuliano scrive:

    I sondaggi vanno presi per quello che sono, appunto delle semplici dichiarazioni, delle intenzioni di voto spesso influenzate da come vengono poste le domande. C’è un dato politico certo che è quello che se questi numeri fossero reali a quest’ora saremmo già in campagna elettorale.
    Quanto poi al discorso che l’essere oggetto di lanci di statuette abbia fatto innalzare la popolarità di Berlusconi la dice lunga sulla maturità elettorale e politica della maggioranza degli italiani, ma questo fenomeno di imbastardimento progressivo frutto di una campagna di ipnosi mediatica senza precedenti lo si deduce, al di là di ogni sondaggio, dando una sbirciatina sui vari programmi televisivi, specie quelli più popolari, siamo oramai un paese di merda senza più dignità e futuro.

  7. rebyjaco scrive:

    I sondaggi vanno letti come si leggono gli articoli sui giornali. Sono pieni di “”verità”" fasulle e “”Menzogne”" bugiarde, secondo il colore del giornale puoi sapere quanto togliere alla tara per avere un’idea della situazione, ma non saprai MAI quello che c’è dietro al sondaggio. Comunque, è plausibile il calo del PD., penso che se si votasse per il Governo, non arriverebbe al 25%, è plausibile che Berlusconi abbia migliorato la Sua situazione con la sceneggiata dell’attentato all’ossolite (dal materiale della statuetta). Il “Gregge Sciocco” che lo segue è sempre più sciocco, LUI controlla sempre più l’informazione e l’unico che fa una vera opposizione (Di Pietro) è in difficoltà perché anche i giornali che dovrebbero aiutarlo (Repubblica per es.) lo criticano aspramente. Perché? Semplicemente perchè, anche l’editore di Repubblica come pure Scalfari, hanno fatto una fortuna con la POLITICA corrotta che Di pietro sostiene di voler distruggere, e “”Giustamente”" lo temono più di Berlusconi che SICURAMENTE, è disposto a lasciarli “”Vivere”" (come a Dalema) basta che non rompano le scatole. Brutta aria tira in Italia, Casini si sta infiltrando da tutte le parti, gli basta gli diano un assessore, vedrete “”I Siciliani”" cosa sono capaci di fare con un solo assessore.

  8. carlo trento scrive:

    Una è il sondaggio, altra cosa è il voto-certo il partito PD non naviga in buone acque le difficolta erano prevedibili,Bersani è una bravissima persona e un politico preparato, ma lal ‘elettorato vuole gente nuova con idee adeguate al momento in cui viviamo, frizzante, con molta personalita, e dalla facile parlantina, tutto questo all’ ottimo Bersani manca, ecco perche la gente non recepisce il mesaggio che trasmette, e non vota, ilo Pd deve trovare un candidato nuovo persone capaci nel PD ve ne sono, purtroppo non anno il coraggio di affrontare la situazione perchje sanno che la vecchia nomenclatura fa di tutto per bruciarli subito. solo cosi è possibile recuperare il consenso.
    Sono convinto che la gente vota Berlusconi non per quello che fa’ che è nulla
    ma per mancanza di un alternativa credibile.
    Certo siamo messi male e cosi come impostata non vedo nente di buono.

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