“Schwazer cacciato dall’arma, e gli assassini di mio figlio?”
di Redazione - Lino Aldrovandi, padre di Federico, il ragazzo ucciso nel 2005 a seguito di un controllo di polizia esterna la sua amarezza su Facebook
Alex Schwazer sospeso dall’Arma, i poliziotti giudicati colpevoli della morte di Federico Aldrovandi invece lavorano come se niente fosse, “impuniti come troppi, tanti, individui in divisa, di altri morti rimaste senza un colpevole…”.
LEGGI ANCHE: “Nessun perdono per quel poliziotto”
GIUSTO PER SCHWAZER, MA GLI ALTRI? - E’ la riflessione affidata a Facebook di Lino Aldrovandi, padre del ragazzo morto nel settembre 2005 dopo un controllo della polizia a Ferrara, episodio per il quale sono stati condannati in via definitiva quattro agenti. “Schwazer cacciato dall’Arma: certo ha sbagliato, senza se e senza ma, ma non ha ucciso nessuno”, ha scritto Lino aggiungendo in riferimento alla vicenda del figlio: “E chi con una divisa invece, ora pregiudicato, in cooperazione ha ucciso e si é comportato da scheggia impazzita in preda a delirio, ha bastonato, ha soffocato, ha ucciso, ha detto il falso, ha depistato, ha omesso, ha disonorato quella divisa compiendo di fatto un alto tradimento, nonché ha oltraggiato e offeso dopo una sentenza definitiva la madre della vittima?” (Ansa/Photocredit Lapresse)
NdR: in realtà il marciatore è stato “sospeso”. Le parole riportate e virgolettate sono comunque attribuite (via agenzia) al signor Aldrovandi.
LEGGI ANCHE:
- Aldrovandi, il poliziotto chiede scusa alla madre di Federico
- “Lasciate vivere Alex Schwazer”
- “Non accostate mio figlio Pantani a Schwazer”












Ma mi volete lasciare in pace a decompormi nella tomba, invece di tirarmi in ballo ogni tre per due?
Mi pare che col povero Schwarzer la fate troppo lunga.
Ma lasciatelo in pace.
Sono d’accordo con chi sostiene che spesso in Italia ci siano due pesi e due misure. Spesso a prevalere non è la giusitzia ma il populismo.
Questo è il caso, uno dei tanti di Alex Schwazer.
Questa giustizia non mi piace. La democrazia quella vera è un’altra cosa!.