Inciuci e giustizia: l’impedimento diventa prescrizione

22/12/2009 - Maggioranza al lavoro per le leggine blocca processi. La semplice attività parlamentare assurta a impegno che impedisce il corso della giustizia. Ma il PD poteva girare la partita. Mettendo in difficoltà il governo. Il Pdl si dice disponibile al dialogo

     
 

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Maggioranza al lavoro per le leggine blocca processi. La semplice attività parlamentare assurta a impegno che impedisce il corso della giustizia. Ma il PD poteva girare la partita. Mettendo in difficoltà il governo.

Il Pdl si dice disponibile al dialogo con l’opposizione, mette da parte l’ipotesi processo breve, che potrebbe causare danni sensibili alla funzione della magistratura, e ripiega sul meno traumatico legittimo impedimento. Il “niet” di ieri del segretario Pd Pierluigi Bersani stronca, però, ogni ipotesi di inciucio che abbia ad oggetto il tema giustizia e fa tramontare l’ipotesi di una trattativa maggioranza-opposizione intesa come scambio di favori: legge elettorale tedesca in cambio del legittimo impedimento. Eppure se il centrosinistra avesse voluto, avrebbe potuto ribaltare a proprio favore la partita con la maggioranza e il Pdl, intenti nell’ideare norme palesemente pro-Cavaliere.

COSA VUOLE BERLUSCONI – La linea, per quanto concerne il legittimo impedimento, non può che essere quella dura del Premier, una linea che non prevede alcun blocco alla prescrizione e nessuna limitazione nei confronti del Presidente del Consiglio nel caso quest’ultimo decidesse di non presentarsi davanti ai giudici, congelando, di fatto, tutti i processi in corso nei suoi confronti. L’articolo del codice di procedura penale posto oggi sul piatto della bilancia come strada alternativa al processo breve (che, per le perplessità che genera e per le probabili ripercussioni negative sull’efficienza dell’intero sistema giustizia italiano, poco si addice ad un dialogo con l’opposizione) è il 420 ter. La norma sancisce quanto segue: “Quando l’imputato, anche se detenuto, non si presenta all’udienza e risulta che l’assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d’ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l’avviso all’imputato”. Berlusconi e i suoi vorrebbero introdurre all’articolo in questione un comma 1 bis in cui venga considerato legittimo impedimento a comparire nelle udienze “lo svolgimento di attività inerenti alle funzioni istituzionali o politiche di Presidente del Consiglio dei ministri, di Ministro, di Sottosegretario di Stato o di parlamentare”, o più semplicemente, estrapolando dal testo di un’altra proposta del Pdl, gradirebbero che venisse messa nero su bianco una affermazione del tipo: “Costituisce legittimo impedimento l’esercizio dell’attività parlamentare”.

IL DDL COSTA-BRIGANDI’ - Le proposte in materia di legittimo impedimento, guardacaso quasi tutte depositate nelle ultime settimane, quando all’indomani della bocciatura del lodo Alfano è emersa la necessità di percorrere nuove strade tese a salvare il Premier dai processi, stanno avendo un iter rapido. La Commissione Giustizia della Camera ha già cominciato da qualche settimana, ad esaminare tutti i ddl riguardanti la modifica dell’articolo 420 ter: sette proposte, cinque della maggioranza, una sola risalente ad inizio legislatura mentre tutte le altre, invece, sono state presentate tra fine novembre e inizio dicembre 2009. Il pidiellino Enrico Costa e il leghista Matteo Brigandì, capigruppi in Commissione, hanno presentato un disegno di legge sul legittimo impedimento che congela la prescrizione solo “per l’intera durata dell’impedimento”, cioè per la durata dell’evento che ha impegnato il parlamentare o la carica istituzionale impedendogli di andare in aula: una cena, un incontro, una seduta parlamentare. Che si tratti di un’assurdità non è difficile da dimostrare.

OCCASIONE PER IL PD - Il congelamento della prescrizione, ignorato da tutti gli altri ddl provenienti dal partito berlusconiano (dei quali sono primi firmatari Enrico La Loggia , Michaela Biancofiore, Giuseppe Consolo e Maurizio Paniz) è preso in esame, invece, dalle due proposte pervenute dall’opposizione, il ddl n. 3028 firmato dall’onorevole Federico Palomba dell’Italia dei Valori e il ddl n. 3013 firmato da Michele Vietti dell’Udc. Come nel primo si propone che “con l’ordinanza che dispone il legittimo impedimento, il giudice dichiari la sospensione del termine di prescrizione sino alla data di rinvio dell’udienza”, così anche nella proposta dei centristi si legge che “la prescrizione dei reati rimane sospesa per tutta la durata del rinvio”. Una differenza notevole dai testi della maggioranza. Dalla lettura dei testi emerge che basterebbe far leva su mezza parola affinché il progetto della maggioranza venga stravolto. Tutto ruota intorno alla sospensione o meno della prescrizione.Se un rinvio di un mese nel caso del ddl Costa-Brigandì, che la maggioranza prende maggiormente in considerazione, comporta una sospensione della prescrizione dell’ordine di qualche giorno, nel caso delle proposte dell’opposizione si verifica un vero e proprio congelamento della prescrizione. A Bersani, D’Alema e al Pd tutto, dunque, sarebbe bastato far leva sul ddl Costa-Brigandì chiedendo molto semplicemente di sostituire la parola “impedimento” con “rinvio”, per provare a spiazzare la maggioranza berlusconiana. Dalle parti del Cavaliere non avrebbero certamente accettato un legittimo impedimento che bloccasse il conto alla rovescia verso la prescrizione, ma almeno dall’opposizione avrebbero sfruttato una buona occasione per smontare, qualora ve ne fosse ancora bisogno, le argomentazioni con le quali Berlusconi e soci sostengono il legittimo impedimento. Sarebbe crollata la teoria secondo cui si rende necessario approvare il legittimo impedimento per garantire alle cariche istituzionali di svolgere le loro funzioni e per impedire al potere giudiziario di condizionare la sfera politica. Insomma, gridare al complotto delle toghe rosse e contemporaneamente gridare all’emergenza democratica è facile, incassare l’appoggio dell’opposizione sul legittimo impedimento e poi dover dimostrare che in realtà ciò a cui si tiene davvero è la legittima prescrizione messa nero su bianco poche righe più in là lo è un po’ meno.

     
 

4 Commenti

  1. Nomenklatura scrive:

    “…A Bersani, D’Alema e al Pd tutto, dunque, sarebbe bastato far leva sul ddl Costa-Brigandì chiedendo molto semplicemente di sostituire la parola “impedimento” con “rinvio”, per provare a spiazzare la maggioranza berlusconiana….”

    E’ vero, ma partiamo da un altro presupposto. Supponiamo che il PD sia interessato non a far cadere il governo ma a tenerlo al potere fino alla fine ed avere in cambio del “servizietto” poltrone comode e riconoscimento politico da parte di Berlusconi. Insomma diciamola una buona volta la verità, al PD non frega nulla di vincere le elezioni ne’ di fare opposizione, al PD interessa rimanere in parlamento per avere i fondi, le pensioni per i suoi dirigenti e le poltroncine comode col vibromassaggiatore incorporato. Cio’ che lascia stupefatti è la rassegnazione(o masochismo) dei suoi elettori che pur avendo davanti agli okki la situazione continuano a votarselo e a far presenza massiccia a quella farsa che sono le primarie, dove si sa già in anticipo chi vince.

  2. fnfb scrive:

    Rosicate voi di giornalettismo!!!
    Non riuscirete neanke questa volta a incarcerare il nostro leader politico!!!
    Vi abbiamo fottuti di nuovo!!
    Libertà di voto!!

    • stefania scrive:

      ma bravo e vantatene pure di questa cosa. Mi verrebbe da dire ride bene chi ride per ultimo…ma temo che ci sarà poco da ridere per tutti.

  3. AngelDevil scrive:

    Our dear fnfb, leggendoti in chiave cartoon è l’unica risposta simpatica ed ironica che mi hai suscitato con le tue affermazioni: http://www.youtube.com/watch?v=F7FyX1JiNQA
    Ricordati: anche Bee Beep è stato catturato…ma almena lui faceva ridere ;)

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