Interni

Siate voi dunque perfetti

21 dicembre 2009

Tartaglia, l’aggressione e Berlusconi: qualche considerazione

«La preoccupazione moderna per le vittime è diventata la paradossale posta in gioco di rivalità mimetiche contrapposte, di sempre nuovi rilanci in concorrenza fra loro. Le vittime più degne di attenzione per noi non sono, infatti, quelle intese nel senso più generale, bensì quelle che ci permettono di condannare i nostri vicini. E costoro ci rendono la pariglia pensando soprattutto alle vittime di cui ci considerano responsabili». René Girard, Vedo Satana cadere come la folgore, Adelphi, Milano 2001

INCIPIT – Sgomberiamo subito il campo da equivoci: qui si condanna di principio ogni manifestazione di violenza, ogni fenomeno di efferatezza, di volontà omicida. Chiarito questo, senza se e senza ma, cerchiamo di ragionare intorno a questo evento particolare di aggressione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Nella nostra epoca e nel nostro mondo “occidentale” liberal-democratico, lo status di vittima è la condizione sine qua non del successo. Questo Berlusconi l’ha capito subito, dalla sua affermazione imprenditoriale prima a quella politica poi. Usare i megafoni del suo impero mediatico per diffondere la sua condizione di perseguitato è sempre servito a farlo passare, per una cospicua parte della popolazione, sia come vittima economica (frenare il suo monopolio televisivo? Giammai!), sia giudiziaria (“io sono la persona che ha il guinness dei procedimenti giudiziari a carico”), sia politica (“la sinistra statalista è sempre e comunque la nipotina di Stalin che mi vuole in prigione!”). Con questo qui non si vuol certo dire che Berlusconi abbia ordito a proprie spese tale folle episodio di violenza gratuita; qui si vuole soltanto dire che comunque da questa vicenda, nonostante due denti e il setto nasale rotti, Berlusconi ha giustamente e meritatamente tratto un vantaggio mediatico e politico.

INNANZITUTTO - «Qual è la causa degli avvenimenti storici? Il potere. Che cos’è il potere? La somma del potere riportata su un individuo. Quali sono le condizioni di questo riporto? Che il personaggio scelto rappresenti la volontà di tutti. In altri termini, il potere è una parola il cui senso ci sfugge». Tolstoj, Guerra e pace. Siamo in balia degli eventi storici, in essi fluttuiamo, senza avvertire «l’irrevocabile che si produce senza che nessuno l’abbia predisposto, anzi senza che nessuno lo avverta» (N. Chiaromonte), giacché, lo vogliano o meno, anche gli aficionados berlusconiani sono ostaggi della sua mania, della sua insaziabile pretesa di essere sempre e comunque al centro dell’attenzione. Berlusconi ci trascina in questa melensa bolgia di fatti irrilevanti, insensati, insignificanti; egli ci costringe a prendere parte, obtorto collo, a partecipare al fatuo gioco della Storia. Io vorrei (in tanti, credo, vorremmo) stare in disparte, vivere cercando di dare un senso placido alla nostra vita senza continuamente pensare alle beghe incessanti che caratterizzano i nostri rappresentanti politici, i nostri servitori, i nostri principi repubblicani al servizio (si presume) dello Stato. Ognuno di noi immerso nelle proprie vicissitudini, nei cazzi propri, principe e re di se medesimo, nonostante sia consapevolmente una minima pedina di cittadino che sottostà alle leggi di una civile (si presume) convivenza tra pari. Non ditemi malato se io come molti, tanti, troppi, abbiamo invece sempre in mente il sorriso asimmetrico di questo piccolo-grande uomo da quando cominciò la sua irresistibile ascesa economica e politica. Lui è diuturnamente nei nostri pensieri da più di trent’anni: inevitabilmente. Ogni giorno siamo costretti a sapere della sua esistenza; e anche se lo volessimo ignorare non possiamo farlo: bisognerebbe privarsi della televisione, dei giornali, dei libri, in breve di ogni commercio umano. Al di là dei complotti, al di là degli odî viscerali scatenati e scatenantesi, la mano che ha “armato” Massimo Tartaglia è il contesto di mimesi rivalitaria nel quale in Italia siamo coinvolti. E nel contesto c’è implicato anche e soprattutto Berlusconi stesso. Come spiega bene l’amico filosofo Tommy David «lo psicolabile colui che morde e non demorde – è un egocentrico come nessun altro. Il delirio d’onnipotenza, in un colpo solo, spiega ogni cosa». E qual è il delirio di onnipotenza da imitare nel nostro paese se non quello incarnato da Berlusconi?

2 commenti a Siate voi dunque perfetti

  1. Ma forse, Luca, basterebbe più che fingere di essere fan di Berlusconi accettare, almeno, la sua dignità a esistere politicamente, in quanto legittimato da qualcosa di sostanzioso come un voto. La vera fortuna di Berlusconi politico la fanno anche i suoi ‘giornalieri’ detrattori e critici, portandolo sempre in primo piano e rinverdendo la sua, ovviamente ricercata, presenza nelle discussioni, fosse anche come elemento di critica.
    Ora, e è bene chiarirlo perchè c’è chi potrebbe fraintendere, questo non significa affatto non avere libertà di critica. E’ solo la constatazione che se parli continuamente di qualcuno poi non puoi pretendere che questo qualcuno non abbia un alto score di presenze.
    Nelle ultime righe dici qualcosa di molto giusto. Quasi tutti sono a favore del più debole…di turno, aggiungo io. Anche se non mi piace accettare l’esistente perchè è impossibile (al momento) da modificare, accetto, democraticamente, il volere della maggioranza. Da qui, ne segue che la critica non è ontologica, contestare il diritto a essere, ma, semmai, deontologica, cioè riguardante i doveri e gli atti di un ente. In seconda battuta, rifletto anche su questo: sono forse io il possessore della verità assoluta, o non sto esprimendo, con le mie idee, quello che possiamo definire: un punto di vista?
    Alcune cose sfuggono all’aleatorietà delle opinioni, e conviene non intaccarle, se non con il più ampio coinvolgimento. Tutte le altre, in assenza di prove certe della loro validità, o rientrano tra le questioni di non facile definizione e reciproca comprensione (e sono tante) o tra le convinzioni regolate da un’ideale forte ma anche occludente.

  2. Thanks for introducing a little raotilnaity into this debate.

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