Los von Web

21/12/2009 - Via da Roma si gridava un tempo nel SudTirol. E’ arrivato il tempo di lasciare il web a chi se l’e’ preso, come ai teppisti si lasciano le Curve degli stadi? Siamo al capolinea, dell’anno per tutti, delle motivazioni per

     
 

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Via da Roma si gridava un tempo nel SudTirol. E’ arrivato il tempo di lasciare il web a chi se l’e’ preso, come ai teppisti si lasciano le Curve degli stadi?

Siamo al capolinea, dell’anno per tutti, delle motivazioni per Controcorrente. Si avete capito bene, del resto i miei due lettori se ne saranno accorti che da tempo Abr-amo Rinco-ln si sta facendo l’eterna domanda degli inquieti, con l’amato Chatwin: “Che ci faccio io qui?”. Nel mentre voi stappate lo spumantino celebrativo estratto dal vostro Pacco dell’Operaio regalo dalla Ditta, perche’ si avete capito bene, forse Abramo toglie il disturbo chissa’, gli punge vaghezza di spiegarsi a scanso di equivoci. Il punto di partenza o meglio di arrivo e’ l’assalto al Primo Ministro Cav.Berlusconi e le reazioni. Tutto si può dire tranne che le cose saranno come prima.

ETERNO RITORNO - Forse dal male potrà nascere anche il bene, chi lo sa, ma non ne vediamo molte tracce nel subconscio ferito (si ferito) chi è convinto oggi come ieri che il male si elimina abbattendo i “kattivi”. Per questi non è successo niente, NI-EN-TE, tutto come prima anzi, ancora più massicci e inkazzati, hanno scoperto un nuovo complottone pietistico imbastito dal Cav.; anzi no scusate, “il complottismo è imbecille” (sic, in un sito web sinistro di zecca) ma nessuna legge vieta di odiare. Lo afferma Travaglio, e Travaglio è un uomo d’onore. Peccato che in giro ci siano anche lo psicolabile, il Lee Harvey Oswald, lo Shiran Shiran che prendono il tuo odio virtuale da mezzasega impotente e lo traslano nel mondo reale, con parole loro. E tutto questo stracciarsi di vesti sulla difesa delle prerogative di libertà del web: la Rete è una infrastruttura, come le strade o la rete telefonica; vanno mantenute e l’accesso va garantito a tutti, ma ognuno DEVE essere responsabile di quello che ci fa sopra, fosse stalking, guida pericolosa o apologia di fascismo (il vero reato di DiPietro a mio avviso). Chi affermi il contrario, chi neghi di assumersi tutte le responsabilità di quanto scrive, ha l’unica intenzione di creare una ulteriore zona franca oltre alle curve degli stadi, dove la teppa possa dominare incontrastata. E’ questa la vostra Rete? Non quella di Abr, non più.

TESTIMONIANZA – Dopo la selciata in faccia al Premier, Uriel del blog Wolfstep:” La cosa che mi ha terrorizzato e’ stato accedere a Facebook. (…) I 2/3 dei miei contatti stavano commentando che in fondo se l’e’ cercata, che lo aveva fatto apposta per fare la vittima, e che bisognava raccogliere i soldi per aiutare a difendere l’attentatore. A questa litania mainstream si era unita gente che onestamente io consideravo “razionale”, e la cosa mi ha terrificato. Siccome peraltro un tizio mi aveva appena accusato di essere fascista, ho deciso di chiudere l’ account Facebook (…). Ho deciso che questo blog si asterra’ da qualsiasi commento sulla politica italiana fino a quando non saro’ riuscito a portare in salvo la famiglia, poi vedro’.(…) Ho paura per la mia famiglia, che vedo esposta ed immersa in una nazione preda di un bestiale odio politico. (…) La tecnica e’ sempre quella: si identifica qualcuno con tutti i problemi del paese, sino a convincere ogni disoccupato che la sua disoccupazione sia causa sua, ogni malato che la sua malattia sia colpa sua, ogni povero che la sua poverta’ sia causa sua, il risultato sara’ che su 60 milioni di persone qualcuno l’arma la prende.” E’ il “metodo dello psicolabile”. Esagera? Abr e’ piu’ incosciente, forse perche’ ai suoi tempi s’e’ trovato nell’epicentro nazionale degli anni di piombo reali non virtuali senza poter godere di nessun Santuario: mai stato ne’ comunista ne’ fascista ne’ cattolico inquadrato, un maverick che mai s’è tirato indietro anzi, eletto per cinque anni in fila rappresentante studentesco senza una barba di tessera o affiliazione.

SIPARIO - Trovo sia una questionedi comprendonio più che di paura: a che serve parlare di politica a ‘sta gente, che desidera solo avere conferme delle proprie idee? Un tempo le lettere ai giornali più buffe e improbabili si cestinavano, poi è cominciato il “pronto da dove chiama”, il microfono aperto di Radio Radicale, il web: la gente crede che avere dei lettori significhi aver qualcosa da dire, non si rende conto che invece è stata solo sospesa la selezione. Sintetizza Uriel: “La massa , specialmente all’opposizione, e’ disposta a perdonare qualsiasi violenza, perche’ si sente istigata”. In uno scenario come quello della Rete odierna, dominato dalla gleba ululante con stilemi da curva sud e logiche da muro di cesso alla stazione centrale, una rubrica come Controcorrente non può che essere vista come una provocazione. E l’ultima cosa che vogliamo di questi tempi sono le chiamate a correo. Quindi forse è arrivato il momento di fare un passo indietro. Ci penseremo durante il Natale, per intanto Abramo Rincoln saluta qui.

     
 

3 Commenti

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  2. lelith scrive:

    ah questi intellettuali radical scic di sinistra incapaci di confrontarsi con il popolo, sapete solo rinchiudervi nelle vostre celebrotiche torri d’avorio incapaci di cogliere i pulsanti desideri della massa che fa la storia.
    siete condannati all’oblio e nessuno vi rimpiangerà, fanculo tutti quanti siete viva la figa, le tette,i culi,i nani, le pajettes e meno male che silvio c’è!

  3. pietro scrive:

    A me sembra, che se ci sono intellettuali con la puzza sotto il naso e la inamovibile convinzione di essere dalla parte giusta della barricata questi siano ABR e Zamax, e quindi dubito che recedano dalla loro eroica per quanto inutile battagia.
    Da questo punto di vista è sufficente leggere gli articoli linkati da Toqcueville per rendersi conto quanto la gleba urlante, l’insulto gratuito e la stupidaggine di chi è convinto di avere delle idee solo perchè si è appuntato uno stemmino sul petto siano comuni a destra tanto quanto a sinistra.
    ABR può stare tranquillo, le sue dotte prolusioni sono sufficentemente fumose e astratte da essere assolutamente innocue, potrà anche vantarsi di essere stato un non allineato qualche anno fa ma oggi appare uno dei tanti spacciatori di aria fritta della politica, non è molto serio farsi paladini della “gente” quando questa difende ipocritamente il crocifisso sul muro e poi disprazzarla quando considera con poco rispetto i suoi idoli, alla fine sono sempre pretesti per sventolare una bandiera, un tifo da stadio in cui fare differenza tra i leghisti da strada che cantano cori contro i napoletani puzzolenti e le masse di tifosi di Grillo-Travaglio-Dipietro è insignificante.
    Coraggio ABR abbiamo bisogno di farci quattro risate ogni atanto e quindi non puoi lasciarci così.

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