Un furto, una denuncia e un’ordinaria storia italiana

21/12/2009 - RITORNO IN QUESTURA – A.C. e sua madre si precipitano di nuovo in Questura. Allo sportello c’è un altro poliziotto, che di fronte alle spiegazioni delle due donne, anziché scusarsi per lo spiacevole equivoco, quasi quasi s’insospettisce. Chissà che si

     
 

di

RITORNO IN QUESTURA – A.C. e sua madre si precipitano di nuovo in Questura. Allo sportello c’è un altro poliziotto, che di fronte alle spiegazioni delle due donne, anziché scusarsi per lo spiacevole equivoco, quasi quasi s’insospettisce. Chissà che si sono inventate, queste borseggio3due pazze. Quando la faccenda comincia ad ingarbugliarsi, appare per miracolo il poliziotto simpaticone (e pasticcione). A.C. lo guarda e gli dice: “Si ricorda di me?” No, non si ricorda: sono passate solo 24 ore, e chissà quante avventurose faccende ha dovuto sbrigare il nostro poliziotto dalla battuta facile. Quando A.C. gli dice della data di nascita però qualcosa s’accende: “Ah, tu sei quella del furto dei documenti. Che è successo?” A.C. spiega che nella denuncia lui si è sbagliato a scrivere la data di nascita. Il poliziotto, che sarà un po’ pasticcione ma non è del tutto stupido, dice al suo collega: “Ma sì, ho scritto male, correggi”. L’altro esegue, ma non è  molto convinto. Finalmente la denuncia è corretta. Ci sono voluti tre giorni ma A.C. può andare all’ufficio comunale e – per fortuna in questa storia ci sono anche uffici che funzionano – in pochi minuti gli ridanno la Carta d’identità. Pagando 30 euro. Perché se sei così cretino da farti rubare il portafoglio, dovrai pure scontare una pena, no? A.C., con la sua Carta d’Identità, può finalmente affrontare l’ultimo ostacolo: il duplicato della patente.

IL DUPLICATO DELLA PATENTE – Nel sito della Polizia di stato c’è scritto che “basta sporgere denuncia entro 48 ore presso un ufficio di polizia che provvederà a rilasciare un permesso provvisorio di guida o di circolazione valido fino al ricevimento del duplicato. Il costo dell’operazione è di € 9,00 più le spese postali da pagare al postino all’atto della consegna del nuovo documento. Nel caso di duplicato di patente di guida al momento della denuncia si dovrà portare un documento di riconoscimento e due fotografie formato tessera.” Sembra semplice. A.C. il giorno successivo (siamo già a tre giorni dal furto) torna in Questura con tutto l’occorrente. Solita fila, solita trafila. Quando tocca a lei, si aspetta di andarsene di lì a poco con il suo permesso provvisorio di guida. Povera A.C., che hai solo 18 anni e pensi di vivere in un paese normale. Ma sei nata in Italia, tesoro. Per avere il duplicato occorre collegarsi al sito della motorizzazione civile, per accertarsi che la ragazza abbia davvero la Patente, e fare la domanda di duplicato. Facile. La poliziotta però dice: “Oggi non è possibile. C’è un emergenza e i terminali devono restare liberi.” Chissà, avranno arrestato un altro mafioso, o ci sarà un complotto internazionale, un’indagine complessa, un segreto di Stato. Sia come sia, tutti i terminali devono essere lasciati liberi. Ma non importa, cara A.C., basta che tu “lasci qui la pratica, il tuo numero di telefono, quello di cellulare e poi, appena i terminali sono liberi, ti richiamiamo noi”. Ma che bravi questi poliziotti!

LA STORIA INFINITA – A.C. esce dalla questura e non immagina che da quel giorno passeranno 10 giorni senza che la Questura abbia mai chiamato il suo numero e le abbia consegnato il suo duplicato. Non immagina che la madre di A.C., che non lavora, sarà costretta ad andare un giorno sì e un giorno no in Questura. Farà la fila, aspettando il suo turno. Arriverà davanti all’impiegato, che cercherà quella busta che contine denuncia, foto, richiesta di duplicato. L’impiegato proverà a collegarsi, ma ogni volta non si riesce a connettersi al sito della motorizzazione. E dopo uno, due tentativi l’impiegato con facci contrita dirà: “Signora, non riesco a collegarmi. toto_fabrizi_guardie_e_ladri4Vada pure, riproveremo e la richiameremo noi. Non si preoccupi, abbiamo il suo telefono”. Un giorno sì e un giorno no: è una storia infinita, che non si è ancora conclusa. La madre di A.C., non sa più a chi rivolgersi. Si è rivolta a noi.

QUALCHE DOMANDA – Questa ordinaria storia italiana merita qualche commento. Ma che cosa deve pensare un giovane che appena diventato maggiorenne incontra QUESTO stato? Questa non è una vicenda da massimi sistemi, da lotte ideologiche tra bene e male, amore e odio. Questa è solo d una banalissima storia di un furto come tanti. Non solo lo “Stato” non prova nemmeno a fermare i colpevoli: non lo fa la società della metro, che pure ha assistito alla scena. Non lo fa la Polizia che neppure prova a far finta di aprire un’indagine. D’altronde, con tutto quello che hanno da fare, è comprensibile. Ma non prova neppure ad aiutare una giovane donna che si affaccia all’età adulta ad avere il minor disagio possibile: fare in modo che riabbia in fretta i suoi documenti. Neppure questo. E’ probabile che quest’orrenda favola che purtoppo è una banale storia vera, finirà con il padre di A.C., che è una persona conosciuta nella sua città, che prenderà il telefono e farà prima o poi una telefonata. Ad un tale che subito gli farà il “favore” di sbloccare la pratica. E finalmente questo collegamento ci sarà. Sarà un “miracolo”. E per questo miracolo, per questo favore, il padre di A.C. sarà eternamente grato al suo interlocutore. Una mano lava l’altra, e tutt’e due lavano il viso.

     
 

9 Commenti

  1. gloriademo scrive:

    La poliziotta però dice: “Oggi non è possibile. C’è un emergenza e i terminali devono restare liberi.” Successo anche a me

  2. Lisa72 scrive:

    “non ti preoccupi neppure di sapere se A.C. li ha visti, se può descriverli o tutte quelle cose che ci si aspettano da un poliziotto.” ?__? scusa? nessuno ha fatto 4 domande in croce sul furto? solo la denuncia per i documenti ma niente per cercare di recuperali o, comunque, rintracciare i ladri???????
    :(

  3. Pingback: Tweets that mention Un furto, una denuncia e un’ordinaria storia italiana -- Topsy.com

  4. lelith scrive:

    mah non per sminuire ma ho visto di molto meglio, l’ultima:
    ad un amico entrano i ladri in casa, divelgono le grate di ferro inserite nel muro e fanno una baraonda. lui torna a casa e appena vede il macello che cazzata fa? chiama la polizia… alle 3 di notte. dopo 1 ora arriva una pattuglia (sicuramente incazzati con lui visto che li aveva disturbati a quell’ora), entrano vedono tutta la casa all’aria.
    ma nella confusione generale cosa colgono gli occhi aguzzi dei nostri fidi tutori dell’ordine? un fucile da caccia (smontato) buttato per terra in mezzo ad altra roba. ORRORE!!! anzi peggio…. REATO!!!
    risultato: il mio amico è attualmente sotto procedimento penale per omessa custodia di armi.

  5. AngelDevil scrive:

    Povera ragazza e povera madre! Basti pensare che per sporgere querela bisogna fotocopiarsi da soli le altre due copie al commissariato…per fortuna le penne ancora le hanno! Voglia di lavorare…bisogna avere mooolta fortuna a trovare un poliziotto che ne abbia, mi ricresce dirlo, ma trattare le persone come “PRATICHE” ed a volte neanche quello non mi sembra svolgere un servizio d’aiuto alla società. Questo caso è assurdo, ed aggiungo che quando ho smarrito la mia patente in una grande città come Roma ho fatto tre ore di anticamera nella sala d’attesa del commissariato di zona e UN’ORA per una banalissima denuncia in una stanza puteolente con un altrettanto malodorante agente PS…tanto che mio padre, preoccupandosi per il mio non-rientro a casa verso mezzanotte( era solo dalle 20.00 che ero lì, daltronde!)è venuto a LIBERARMI!
    Per fortuna la carta d’identità l’avevo, ma anche a me fu fatta l’intelligente domanda:”Può dirmi il suo numero di patente?” Poi dicono ai carabinieri!

  6. Marcello scrive:

    Queste storie non sono una novità. In particolare l’accanimento contro il cittadino che si rivolge alle “forze dell’ordine” è tipico della nostra cultura che continua ad avere un rapporto submedievale con la responsabilità personale (un altra volta magari spiego cosa intendo).
    Se A.C. ha il papà importante, è inutile che faccia tutta la trafila per consentire a uno di Giornalettismo di scrivere un bell’articolo. Che gli faccia fare la famosa telefonata… e chi non ha la stessa possibilità, si arrangi. O lasci l’Italia e non verrà rimpianto. Vivere in Italia è difficile e prima lo si capisce, meglio è.

  7. max l'emigrante scrive:

    ……….succede anche di peggio,ma ce lo meritiamo,anzi VE lo meritate perchè io,grazie a Dio,ed a me stesso ormai,senza speranza,ho lasciato un paese ormai abbandonato a se stesso……Come uscirne?In parte come suggerito da Marcello alla “mafiosa”(o sarebbe il caso di dire all’italiana?);per i tanti che non hanno papà importanti,emigrando(non si può rischiare un giorno sì e l’altro pure un infarto od un arresto…)come ho fatto io,ma intanto NON PAGARE,NON PAGARE,NON PAGARE:Rivolta fiscale!!!!E’ l’unico messaggio che conoscono….Mala tempora currunt,sed peiora parantur…..(Il peggio deve ancora arrivare….lo volete voi….)
    ed ora voglio vedere se me lo pubblicate…..

  8. Pingback: Un furto, una denuncia e un’ordinaria storia italiana - KITEGEN - TESLA - 2012 - UFO - ACQUA - CLIMA

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie