Trasferito d’ufficio il prefetto Frattasi che aveva chiesto lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del comune laziale, guidato dal centrodestra. Ecco un altro modo “concreto” di come il governo combatte la mafia.
Il prefetto Bruno Frattasi l’aveva denunciato in ben due dettagliate
relazioni, poi inviate al Ministero dell’Interno. L’Amministrazione comunale di Fondi, comune laziale, in provincia di Latina, guidato da una giunta di centrodestra è soggetta ad “infiltrazioni di stampo mafioso”. Vi furono ben 17 arresti e un’ inchiesta durata due anni condotta dai pm De Martino e Curcio della Procura Antimafia, che riguardava la gestione del mercato ortofrutticolo e diversi appalti “sospetti” assegnati in tutta la zona. Era stato arrestato pure l’assessore comunale ai lavori pubblici Riccardo Izzi (Pdl), dopo che le indagini avevano accertato precise collusioni tra diversi funzionari comunali e una cosca della ‘ndrangheta. Secondo l’inchiesta al vertice dell’organizzazione, c’erano i fratelli Carmelo Giovanni Tripodo, Antonio Venanzio Tripodo, figli del boss don Mico. Questi ultimi gestivano il Mof (il mercato ortofrutticolo tra i più grandi d’Italia) e riuscivano ad ottenere favori nell’assegnazione di appalti da parte del comune di Fondi. L’indagine dell’antimafia aveva permesso di individuare una fitta rete che avrebbe portato ad individuare collusioni con i funzionari del comune di Fondi sia per la gestione del Mof sia per l’affidamento di appalti per servizi funebri, traslochi, pulizie, disinfestazioni. Il tutto in cambio di soldi, partecipazione ai dividenti, favori e aiuti, nel caso dell’ex assessore Izzi, per la campagna elettorale dove risultò primo tra gli eletti. Per quanto riguarda il Mof, il gruppo sarebbe stato in grado anche di dettare i prezzi dei prodotti e quali società potevano operarvi. Elementi pesanti che avevano portato il prefetto Frattasi a chiedere inequivocabilmente lo scioglimento del consiglio comunale. Il governo, lo stesso governo che si vanta di aver arrestato (mica gli inquirenti e le forze dell’ordine…) almeno “8 mafiosi al giorno” – dati mai verificati da alcun organismo terzo – ma che guarda caso, però, ha fatto per mesi orecchie da mercante sull’intera vicenda.
FILA E FONDI - Come scrive nel suo articolo su Giornalettismo, Luca Rinaldi del 4 ottobre scorso, “dopo la segnalazione di Frattasi al ministero dell’Interno, il ministro, aveva inoltrato la richiesta al Consiglio dei Ministri, il quale solitamente approva la richiesta di scioglimento. Per Fondi, non funziona e, dulcis in fundo ci si mette di mezzo pure l’approvazione del pacchetto sicurezza, proprio quello che dovrebbe consentire alle forze del bene di sconfiggere quelle del male: a seguito delle nuove norme inserite, il ministero dell’interno dovrà presentare una nuova domanda in linea con la nuova normativa del multiforme pacchetto sicurezza”. L’escamotage trovato diventarono, quindi, le improvvise (e per la verità assai sospette) dimissioni del sindaco Luigi Parisella, l’intera giunta comunale, nonché di tutti i consiglieri della maggioranza di centrodestra. Scrive ancora Rinaldi: “Il segnale è piuttosto chiaro e facilmente interpretabile, soprattutto alla luce del fatto che il Consiglio dei Ministri aveva deciso di far slittare la decisione sullo scioglimento alla prossima settimana. Ci si chiede allora perché il governo non sia intervenuto prima sciogliendo il comune per mafia, permettendo ai suoi amministratori di agire indisturbati all’interno del territorio, consolidando i rapporti tra istituzioni e criminalità organizzata, nonostante le prove fornite dai magistrati”. Oggi si aggiunge un altro possibile e per certi versi inquietate tassello. Infatti, il Consiglio dei ministri ha “promosso a più alto incarico”, il prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Si occuperà d’ora in poi dell’Ufficio di coordinamento delle forze di polizia. Al suo posto è stato nominato Antonio D’Acunto in arrivo da Crotone. Ora D’Acunto dovrà “organizzare” il voto a Fondi, previsto per il prossimo mese di marzo. Compito arduo, poiché è più che concreto il rischio che vengano rieletti gli stessi indicati come collusi con i clan, dato che il commissariamento e le necessarie indagini sulle intese segrete tra politica e mafia sono state, di fatto, tutte bloccate. Il commiato di Frattasi è stato eloquente: “E’ un momento delicato per questa città occorre tenere alta l’attenzione eppure quando mi guardo intorno sono solo”. Il riferimento è chiaro: all’intera area del basso Lazio, dove pure il potente clan camorrista dei casalesi ha attecchito e messo radici. Questo, intanto è successo a Fondi, e questo è quanto è poi successo nel Consiglio dei ministri. Come dicono a Napoli (e magari pure a Fondi) “Zitto, zitto ‘into o’mercato”…









[...] This post was mentioned on Twitter by giornalettismo, Idl3 Blogger. Idl3 Blogger said: RT @giornalettismo: “A Fondi c’è la mafia” e il governo rimuove il prefetto http://ff.im/-d91hw [...]
“Zitto, zitto ‘into o’mercato” (oppure d’into) il governo ha fatto passare in questi giorni diverse cosucce come la difesa spa, gli aiutini di stato alla Fiat (che però chiuderà lo stabilimento di Termini Imerese), le due regioni (Veneto e Piemonte) alla lega e un’altra cosa su cui vi consiglio di indagare. Corre voce che nel ddl Alfano verrà introdotto la possibilità per la difesa di chiamare a testimoniare quanta gente gli pare, per esempio l’intero elenco telefonico di Milano… Oggi è il Giudice decide l’ammissibilità o meno dei testimoni. D’ora in poi non sarà più così. A voi risulta?
Grazie (magari mi aspetto un articolo).
[...] Dal sito “Giornalettismo” [...]
Ecco gli “atti concreti” che il governo del fare fa. E meno male che ci sono ancora, nonostante tutto, magistrati e poliziotti che provano a fare il loro dovere.
C.
[...] Link fonte: “A Fondi c'è la mafia” e il governo rimuove il prefetto [...]
Noto che si scrivono fantasie solo per partito preso.
Beh, con il sottoscritto cambia la musica, infatti pur di destra sono uno dei pochi che ha denunciato situazioni illegali nel sud pontino, guarda caso l’ex Procuratore Capo ed i suoi aggiunti non hanno mai perseguito certi comuni, la provincia e gli amici.
FONDI è la realtà che ciò che sta incancrenito a sinistra occasionalmente sta anche a destra; ma la politica ha gli stessi sponsor.
D’incancrenito c’è la tua grammatica, fidati.
Solito atteggiamento.
Carte conosciute, purtroppo per voi io ci ho vissuto e ho visto, peggio ancora sono la prova vivente di chi doveva essere ammazzato.
Carissimo Kreo, l’infiltrazione Mafiosa, E’ NORMA, nella destra Berlusconiana, e una DEGENERAZIONE DEPRECABILE nella Sinistra Dalemiana (e non solo ma principalmente). Questa è la differenza. Se non “”Noti”" la differenza, non importa, vi sono milioni di “”Labili”" come li definisce Berlusconi che non la capiscono e lo votano lo stesso
Continuo a sostenere che bisognerebbe mandare OGNI GIORNO a MARONI un PRO MEMORIA di quello che ha SEMPRE sostenuto BOSSI, e cioè che Berlusconi ha fatto soldi grazie ai soldi che gli forniva la MAFIA, che ha utilizzato persone collegate ALLA MAFIA e SOCIETA’ collegate alla MAFIA, oltre ad altre accuse (anche più gravi). Basterebbe che gli “”Adoratori”" del “Vitello Doro”" leggessero LA PADANIA degli anni in cui BOSSI, “”sano e povero”" si esprimeva a “”ruota libera”" nei confronti di COLUI IL QUALE, MIRACOLOSAMENTE è diventato il SUO socio solidale a amico FIDATISSIMO (un po’ come Dell’Utri per Silvio)
Comunque, suggerisco nuovamente e fino all’esaurimento nervoso, di leggere LA PADANIA dell’8 Luglio 1998. POI, se si ha un minimo d’intelligenza, MEDITARE.
[...] da Giornalettismo.com [...]
[...] da: giornalettismo.com e [...]