ANCORA STORIA – E volete sentire la risposta di Martelli su l’Avanti? Poi ditemi se non vi ricorda qualcosa: “Berlinguer aggredisce Craxi, lo rappresenta come un mostro, un tiranno, una minaccia e lo fa per giustificare la più ingiusta, la più insensata, la più settaria battaglia contro il PSI. (…) Solo un misto di gesuitismo e maccartismo può stravolgere una critica anche radicale al funzionamento delle istituzioni facendola diventare un reato d’ opinione, addirittura una tentazione autoritaria”. Ma andiamo avanti. Nel 1990, dopo la caduta del Muro, i valorosi comunisti italiani erano mezzi morti di paura all’idea di dover puramente e semplicemente scomparire dalla faccia politica del paese. Per loro fortuna i criminali che stavano dall’altra parte li trattarono coi guanti bianchi. Il cinghialone anzi si fece interessato ma necessario patrocinatore della loro causa quando chiesero di entrare nella casa dei socialisti europei. Rinfrancatisi, ricominciarono in un amen a praticare il loro sport preferito: istruire pratiche d’infamia. Nei primissimi giorni dell’inchiesta di Mani Pulite ed in vista delle elezioni dell’aprile 1992, poi vinte dal pentapartito, Achille Occhetto, chiudendo i lavori del Consiglio nazionale del PDS, parlò come un volantino stampato, valido per tutte le stagioni. Sentite che sbobba: “Se alle prossime elezioni il PDS dovesse perdere, verrebbe meno un baluardo di garanzia della democrazia. (…) Ci troviamo di fronte alla fine di un ciclo, di una fase intera della storia della Repubblica. (…) In questa delicata fase di passaggio le classi dirigenti si sono limitate a guardare al tentativo di Cossiga di imporre, attraverso una evidente usurpazione di potere, un cambiamento nella forma di governo e della funzione della presidenza, all’emergere di razzismi e localismo, all’attacco alla Resistenza e alla magistratura, e al formarsi attorno alla massima autorità dello Stato di un partito del presidente che va dai socialisti al MSI, fino alle Leghe. (…) Si
tratta di scegliere tra due ipotesi di uscita dalla fase di centralità DC, quella di una ricomposizione populista peronista e plebiscitaria attorno a un nuovo centro, oppure quella della costruzione della prospettiva delle alternative programmatiche, insomma tra due forme di cambiamento opposte, una neoautoritaria, l’altra democratica.” Ah ah ah… capito? Del Cavaliere non si vedeva ancora l’ombra, ma i cervelloni democratico-comunisti avevano già disegnato lui e la sua banda nella loro bella e sgombra mente di polli d’allevamento.
OGGI - Cari concittadini, italiane ed italiani, se una guerra civile scoppia non è certo a causa della mancanza di bon ton o dell’innalzamento dei toni. Quello è solo il fuoco accidentale che fa esplodere la polveriera che qualcuno ha ammassato con solerzia e sistematicità, spesso nel rispetto formale delle regole, nei seminterrati della società. In Italia ciò è avvenuto attraverso la sedimentazione di un’epica politica di massa che ha trasformato i più di sessant’anni della nostra storia democratica e repubblicana in un lungo romanzo criminale, coi furfanti sempre accampati dalla stessa parte. (Per inciso: si capisce bene quale considerazione di sé possa aver sviluppato il popolo italiano in tutti questi anni di morboso contro-nazionalismo, questa auto-denigrazione istituzionale e quasi istituzionalizzata, e come ne abbia guadagnato l’infingardaggine a tutti livelli.) Qualche giorno fa Di Pietro, con l’evocazione maramaldesca di scontri nelle piazze a causa della sordità del governo per “le richieste dei cittadini”, non ha fatto altro che replicare la doppiezza del vecchio PCI, specie all’epoca degli anni di piombo, quando ammassava dinamite in cantina attraverso la sua propaganda, per poi salire al piano nobile del condominio democratico ad ammonire con stile mafioso gli amministratori a comportarsi “coscienziosamente”, perché qualche pazzo esasperato avrebbe potuto far saltare tutto. Gli è andato idealmente dietro, con lo zelo comico e ultraortodosso dell’ex democristiano inghiottito dal Leviatano post-comunista, Dario Franceschini, che ha auspicato, in caso di elezioni anticipate ed in nome dell’emergenza democratica, un Comitato di Liberazione Nazionale. Un altro impalpabile democristiano con già un piede nella tomba politica, o nella bocca del mostro, come Casini, gli ha fatto eco. Cos’è cambiato, di fondamentale, da allora, ma anche da qualche anno fa? I toni? Non sembra proprio. Di cambiato c’è che le polveri sono bagnate; che l’immensa catasta d’esplosivo si è deteriorata; che il romanzo criminale perde ogni giorno la sua paginetta, così come la schiera dei suoi ammiratori perde ogni giorno qualche rappresentante, tanto da essere diventata, per quanto possente, una netta, visibile, e ben circoscritta minoranza. E soprattutto sempre più isolata. C’è nella società un istinto animalesco che annusa questi cambiamenti. Se da qualche tempo i berlusconiani sono all’attacco e parlano con una franchezza inedita nella storia repubblicana italiana è perché annusano la debolezza dell’avversario. L’attacco ai santuari giacobini delle pratiche d’infamia eredi della propaganda comunista è cominciato da tempo. Nelle parole “incendiarie” (ma va’…) pronunciate da Cicchitto in parlamento non c’è niente di nuovo: “A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia politica e che vanno in TV a demonizzare Berlusconi. E da un partito come l’IDV, con il suo leader Di Pietro, che in questi giorni sta evocando la violenza, come se volesse trasformare lo scontro politico in atto in guerra civile fredda, che coinvolge anche settori più giustizialisti del suo partito, caro onorevole Bersani”. Niente di nuovo, tranne quel “caro onorevole Bersani” che ha il sapore di un ammonimento, di un invito, e di un incoraggiamento insieme, lanciato da posizioni di forza.
QUINDI – In Italia solo ora sta crollando il Muro di Berlino di una
generalizzata menzogna storica. Berlusconi sta portando a termine questa demolizione, meritoriamente. Chi spera nella “sparizione” di Berlusconi si illude. Dissolto l’incubo del Cavaliere, ne spunterebbe subito un altro, per necessità storica, foss’anche il psiconanerottolo Brunetta. E’ una lotta per la verità che sta arrivando al suo momento decisivo. Ciò sfugge ai quei sedicenti liberali di ineffabile astrattezza e inossidabile conformismo, che praticano la dottrina del giusto mezzo, dell’eterno giusto mezzo, fosse anche tra un bandito e il più onesto degli uomini, e che in realtà usano il loro corpo morto per puntellare quel che resta del Muro in Italia. E che la luce della verità storica si stia facendo strada lo dimostra la chiusa di un articolo sulla Stampa di un signore critico con la sinistra ma lontanissimo dal berlusconismo come Luca Ricolfi: “…è venuto il momento di separare le critiche che stanno in piedi (e che sono tante) dal quadro apocalittico che le incornicia e che alimenta un clima da ultima spiaggia, da resa dei conti finale. Se non lo faremo, anche le critiche più serie finiranno per apparire sterili e preconcette. E gli appelli ad «abbassare i toni», a tornare a un confronto civile, non sortiranno alcun effetto: perché è vero che alla fine del suo lungo percorso l’antiberlusconismo si è raggrumato in un sentimento viscerale, ma all’origine è stato soprattutto un’idea, una costruzione intellettuale, una descrizione dell’Italia lungamente coltivata e ribadita. E’ con questa ricostruzione che è arrivato il momento di fare i conti, con pacatezza e amore per la verità.” “All’origine è stato soprattutto un’idea, una costruzione intellettuale, una descrizione dell’Italia lungamente coltivata e ribadita”: appunto; una ricostruzione con cui “fare i conti”: appunto.




Bellissimo ma l’articolo giornalistico quando lo pubblicate?
Mi sembra veramente schzofrenico un articolo basato tutto su paranoie complottistiche degne di un fumettone, in cui i diffamatori di professione ( vedi caso Boffo o altre decine di condanne in tribunale che ha subito Feltri ) sono persone che “parlano con una franchezza inediata”, in cui il rispetto delle istituzioni è considerato una stupida formalità, ma sopratutto dimentica che SIlvio Berlusconi con le sue televisioni è stato uno dei principali artefici della distruzione mediatica di Bettino Craxi, che ha lascito morire solo come un cane nella sua latitanza, nonostante i notevoli debiti umani e politici che aveva nei suoi confronti.
Facile ricordare solo quello che fa comodo ……..
sì, sì … qualuque cosa hai scritto hai ragione, sì, sì …
son giunto alla conclusione che Zamax è un fake
no ecco cosa è:
http://www.tsamax.com/foreign/ital/vet06.htm
Tanta bontà mi commuove. Davvero, sono cose che scaldano il cuore di questi tempi. Una ragione in più per andare avanti con rigore e coraggio.
Lasciamo divertire Zamax, poverino, adesso per accontentare la Lega che tiene Berlusconi per i testicoli con la minaccia di un altro ribaltone gli hanno concesso le candidature in Piemonte e in Veneto.
Penso che, come ho già detto più volte a Zamax che la politica sia PRIMA buona amministrazione e poi politica, in questo caso prendere un buon amministratore come Galan e mandarlo a casa a calci nel didietro per sostituirlo con un NoGlobal come Zaia, contrario al libero commercio, contrario alla ricerca scientifica, somministratore di milioni di euro di aiuti nei confronti degli amici produttori di formaggio, è una grandissima porcata.
Se non lo terranno per il guizaglio i veneti come Zamax pagheranno di tasca propria le stupidaggini che sempre fanno gli uomini di governo quando ragionano con l’ideologia di partito indifferenti alle esigenze della popolazione.
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Evidentemente non avete idea di cosa sia una Guerra Civile, è come una disgrazia, sapete cosa sia una disgrazia? Sapete cosa sia essere felici e contenti e dopo mezzora essere nella disperazione? NO, meno male che non lo sapete. La Guerra Civile è simile, siamo all’inizio di un Autoritarismo CHE PUO’ PORTARE ad una Guerra Civile o a qualcosa di simile, non necessariamente ad una Guerra Civile come quella Spagnola, oggi non sarebbe nemmeno possibile, MI AUGURO che NON LA RENDEREBBERO POSSIBILE. Comunque, quando la Fame, o La Disperazione, o l’Ingiustizia sociale o Tutte queste cose insieme avranno raggiunto la maggioranza della popolazione, accadrà una cosa che ho già visto, coloro che con Berlusconi si arricchiscono in varie maniere (poche corrette) si arroccheranno con “”La Legge”" fatta da LORO contro coloro che scenderanno in piazza per Sopravvivere, (inclusI gli sciocchi che oggi votano berlusconi).
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