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pubblicato il 17 dicembre 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Son diversi i gruppi che minacciano di morte personaggi famosi. Gli esponenti della maggioranza li prendono sul serio e annunciano di varare nuove norme per controllare il web. Mentre i responsabili del social network hanno già provveduto ad eliminare le pagine contestate

Che in Italia i politici avessero voglia di mettere le mani del web era oramai cosa risaputa. Ce ne eravamo accorti da tempo: fin dai tempi del ddl Prodi-Levi si era infatti palesata la naturale, spontanea incompatibilità dei nostri rappresentanti in Parlamento nei confronti della possibilità di tutti i cittadini di potersi esprimere nella più totale libertà le loro critiche, le disapprovazioni, l’antipatia, facebook Da Pellegatti a Obama: quelli che su Fb non danno retta ai cretinia volte l’odio (nei limiti del lecito, ovviamente), per qualsivoglia persona, attività, evento.

TROVARE UNA SCUSA – Che lo stesso potere politico sfrutti oggi l’aggressione, violenta e ingiustificabile, al Presidente del Consiglio per porre vincoli alla libertà di espressione su Internet sembra un atto ingiusto, oltre che inutile. Ci son due motivi fondamentali per condannare l’atteggiamento di chi prova a far passare le limitazioni alla navigazione in rete come un intervento necessario e urgente del legislatore.

VIOLENZA A TUTTI I COSTI – Innanzitutto, la vigliaccheria dimostrata negli ultimi due giorni dai media tradizionali, ma anche, è il caso di aggiungere, dagli stessi che ritengono opportuno varare nuove norme limitative della libertà di espressione: hanno abilmente e ripetutamente messo sullo stesso piano il concetto di “odio” e di “violenza”, come se l’odio (inteso come forte avversione, in questo caso politica) portasse necessariamente alla degenerazione in atti di violenza fisica e come se tutti i gesti di violenza dovessero necessariamente essere generati dall’odio, senza considerare, come tra l’altro dimostra l’episodio odierno, che possa trattarsi di atto di stupidità o anche pazzia di una persona afflitta da problemi psichici, che peraltro ha agito da sola.

FACEBOOK ELIMINA – In secondo luogo, la discrezionalità con la quale i responsabili del social network più famoso e utilizzato al mondo, Facebook, nel momento in cui pagine e gruppi indecorosi raggiungono la ribalta della cronaca e scatenano l’indignazione generale, provvedono ad eliminarli, risulta più che sufficiente per tutelarci dal fantomatico rischio che qualcuno prenda sul serio le idiozie scritte e pubblicate da qualche adolescente annoiato davanti al pc o da qualche utente animato dal puerile desiderio di mettere insieme una mole considerevole di adesioni, così, tanto per. La pagina dedicata a Massimo Tartaglia che aveva raggiunto oltre 60.000 iscritti in un solo giorno, ad esempio, è stata eliminata dagli addetti grazie alle segnalazioni e senza dover ricorrere all’autorità giudiziaria.

A PARTE BERLUSCONI – Eravamo stati fortunati, finora. Per fortuna, infatti, gli esponenti del governo e della maggioranza che si sono schierati a favore delle nuove norme censuratrici sono gli unici ed i primi in Italia ad aver preso sul serio la banalità e la stupidità dei creatori di gruppi che parlano di odio, di schifo e di profondo disprezzo. Tutti gli altri che avrebbero avuto già da parecchio da ridire sono stati in silenzio e non hanno dato agli utenti in cerca di un ottimo deterrente contro la loro noia una buon argomentazione per alzare il tiro.

I CONDANNATI A MORTE – L’elenco è lungo. Avrebbero dovuto gridare al complotto che li vorrebbe morti, denunciare alle forze di polizia le minacce ricevute e invocare in sede giudiziaria la protezione delle forze di polizia per difendersi dagli attentati già progettati nei loro confronti i seguenti personaggi famosi: lo scrittore e regista Federico Moccia (al quale è stato dedicato il gruppo “uccidiamo moccia!!!”), l’opinionista Giampiero Mughini (UCCIDIAMO MUGHINI), il calciatore Pavel Nedved (UCCIDIAMO NEDVED),censura Da Pellegatti a Obama: quelli che su Fb non danno retta ai cretini l’allenatore dell’Inter Josè Mourinho (UCCIDIAMO MOURINHO), il calciatore Simone Loria (UCCIDIAMO LORIA), il telecronista Carlo Pellegatti (UCCIDIAMO PELLEGATTI), il calciatore Ricardo Quaresima (UCCIDIAMO QUARESMA), l’agente di polizia Luigi Spaccarotella (Uccidiamo Spaccarotella), il portiere Nelson Dida (Uccidiamo DIDA!!!), Lewis Hamilton, Cristian Molinaro, Romano Prodi, e via discorrendo. Ma anche persone comuni si sarebbero potute allarmare, gente come Dastin (uccidiamo dastin), Giorgina (uccidiamo giorgina!!!!!), Lemmo (UCCIDIAMO LEMMO), Fabia (Uccidiamo FABIA!!!!), un tale Cipugnetta (Uccidiamo Cipugnetta!!), e tanti altri. Son tutte persone che credono che gli assassini non vadano in giro sul web ad annunciare i loro intenti omicidi. E, probabilmente, pensano pure che un terrorista e un attentatore non si facciano pubblicità su internet prima di colpire un bersaglio politico.

UCCIDERE OBAMA – E c’è di più. Su Facebook è in bella mostra il gruppo “Kill Obama“, “uccidi Obama”, eppure non sembra che il Presidente degli States abbia mai considerato l’ipotesi di mettere le mani sul web e comprometterne la libertà di accesso e di espressione che lo caratterizza. Ma, purtroppo, non tutti riescono ad esimersi dall’ascoltare i cretini.

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