Son diversi i gruppi che minacciano di morte personaggi famosi. Gli esponenti della maggioranza li prendono sul serio e annunciano di varare nuove norme per controllare il web. Mentre i responsabili del social network hanno già provveduto ad eliminare le pagine contestate
Che in Italia i politici avessero voglia di mettere le mani del web era oramai cosa risaputa. Ce ne eravamo accorti da tempo: fin dai tempi del ddl Prodi-Levi si era infatti palesata la naturale, spontanea incompatibilità dei nostri rappresentanti in Parlamento nei confronti della possibilità di tutti i cittadini di potersi esprimere nella più totale libertà le loro critiche, le disapprovazioni, l’antipatia,
a volte l’odio (nei limiti del lecito, ovviamente), per qualsivoglia persona, attività, evento.
TROVARE UNA SCUSA – Che lo stesso potere politico sfrutti oggi l’aggressione, violenta e ingiustificabile, al Presidente del Consiglio per porre vincoli alla libertà di espressione su Internet sembra un atto ingiusto, oltre che inutile. Ci son due motivi fondamentali per condannare l’atteggiamento di chi prova a far passare le limitazioni alla navigazione in rete come un intervento necessario e urgente del legislatore.
VIOLENZA A TUTTI I COSTI – Innanzitutto, la vigliaccheria dimostrata negli ultimi due giorni dai media tradizionali, ma anche, è il caso di aggiungere, dagli stessi che ritengono opportuno varare nuove norme limitative della libertà di espressione: hanno abilmente e ripetutamente messo sullo stesso piano il concetto di “odio” e di “violenza”, come se l’odio (inteso come forte avversione, in questo caso politica) portasse necessariamente alla degenerazione in atti di violenza fisica e come se tutti i gesti di violenza dovessero necessariamente essere generati dall’odio, senza considerare, come tra l’altro dimostra l’episodio odierno, che possa trattarsi di atto di stupidità o anche pazzia di una persona afflitta da problemi psichici, che peraltro ha agito da sola.


Il gattino virgola. Dico tra quelli da eliminare
Per la cronaca bisogna dire che su facebook c’era (ora non più) un sondaggio intitolato “Should Obama Be Killed” (Obama dovrebbe essere ucciso ?), dopo essere stato eliminato i servizi segreti hanno investigato perché loro “queste cose le prendono sul serio” (“We take of these things seriously”).
Anche prima delle sue elezioni era successa una cosa simile. Un uomo sulla cinquantina dopo aver postato su un forum di yahoo disprezzo verso Obama, dicendo che avrebbe presto ricevuto una pallottola nella testa, è stato arrestato dai servizi segreti, ma comunque rilasciato due mesi dopo perché non accusato di aver complottato per uccidere veramente Obama.
Per adesso non dico la mia ma, a chi può interessare, lascio degli articoli dove si parla della vicenda:
http://www.huffingtonpost.com/2009/09/28/obama-facebook-poll-asks_n_301860.html
http://www.huffingtonpost.com/2009/09/28/kill-obama-facebook-poll-_n_302090.html
http://apps.facebook.com/realpolls/vote/mnkrp57yr
http://www.wired.com/threatlevel/2009/01/threat/
Pingback: Tweets that mention Da Pellegatti a Obama: quelli che su Fb non danno retta ai cretini -- Topsy.com
Curiosamente l’interesse dei signori della maggioranza è esploso quando si sono accorti dei gruppi “ostili” quando l’unto si è beccato la statuetta sul grugno, quando venivano (e vengono) presi di mira (virtualmente) gli altri protagonisti politici non hanno fatto una piega!
BUFFONI!
In realtà cercano scuse per far tacere chiunque non è d’accordo.
Alla faccia degli stalinisti!
E’ ovvio che è così. A loro non interessa che ci siano gruppi violenti, ma credo di non sbagliare affermando che a loro piuttosto interessa che non ci siano aree “grigie” di circolazione dell’informazione che non sono in grado di controllare.
Altrimenti, come si farebbe a non osservare che uno che vuole uccidere veramente non lo dichiara prima su internet (!!!) con nome e cognome ?
Mah