“Perché non vado ad Anno Zero” è il titolo dell’articolo in cui Antonio Polito, direttore del Riformista, annuncia che non parteciperà alla trasmissione di Michele Santoro a causa della presenza in studio del suo nemico pubblico numero uno, Marco Travaglio. Una scelta che Polito giustifica così: “si tratta di un sedicente combattente per la libertà di informazione che sta facendo una campagna di stampa il cui obiettivo dichiarato è la chiusura di un giornale, quello che dirigo (lui pensa che sia possibile, abrogando solo per noi i contributi all’editoria. Trovo la cosa moralmente ributtante“. Poi accusa il giornalista del Fatto di “recitare nelle fiction” di Anno Zero, non comportandosi così in maniera professionale dal punto di vista della deontologia. Infine, dice Polito, “c’è un problema di civiltà: lui non è una persona civile, vive di insulti come quello che ha rivolto ai giornalisti di Speciale Tg1: ‘chiunque ha avuto lo stomaco di vedere quella trasmissione di merda’. Io non credo, come ha detto ieri Cicchitto a Montecitorio, che Travaglio sia un terrorista mediatico perché paura non ne fa a nessuno. Ma parassita mediatico certamente lo è. E, per dirla con Togliatti, sarebbe bene che nessun destriero offrisse più a questa cimice ospitalità nella sua criniera“.
Polito el drito, insomma, oggi colpisce ancora. Nonostante quello che lui afferma, non risulta che Travaglio abbia mai condotto campagne per la chiusura del Riformista; il giornalista ha invece fatto notare una cosa vera e incontrovertibile: ovvero, che il giornale di via delle Botteghe Oscure sopravvive grazie ai contributi all’editoria, un sussidio che tiene in piedi anche altre iniziative direttamente riconducibili alla corrente dalemiana del Partito Democratico come Red TV. E, dall’alto di un giornale che, comunque la si pensi, è stato un successo dal punto di vista commerciale (Il Fatto), e questa è una rarità nel mortifero panorama editoriale italiano, è normale che si ricordino invece gli insuccessi altrui, all’interno di una polemica politica. D’altronde, le ironie sulla scarsità di lettori del Riformista non sono del tutto ingiustificate, se è vero – come è vero – che il quotidiano ha subito una profonda ristrutturazione dopo l’idea degli Angelucci di farne un giornale romano e allargarne la foliazione, che l’ha portato di nuovo a un formato ridotto. In secondo luogo, scambiare qualche riferimento ironico all’interno di articoli per una “campagna di stampa” è più che altro fantasioso: sembra quasi un tentativo di darsi un’importanza che non si ha.
In ultimo, chiamare ‘trasmissione di merda’ lo Speciale Tg1 nel quale Travaglio è stato fatto a pezzi è di certo pesante e inelegante, ma è difficile farlo passare come un insulto ad altri professionisti: in modo certamente esagerato Travaglio sta criticando pesantemente un prodotto editoriale, non certo chi lo cura. Ma bisogna capirla, la scelta del direttore del quotidiano arancione: questi sono tutti argomenti che probabilmente Polito avrebbe usato durante Anno Zero per attaccare Travaglio; e Travaglio gli avrebbe risposto per le rime dicendo più o meno, magari con maggiore incisività, quanto si sostiene qui. Insomma, il rischio, per il direttore, era che sarebbe finita, come spesso gli capita, piuttosto male. Per l’ennesima volta. Non si tratterà certamente di paura, visto quello che dice Polito, ma di certo è vero che, come diceva Manzoni, uno il coraggio non se lo può dare.
(vignetta di Mauro Biani)























Però la frase di Togliatti calza a pennello.
Si calza a pennello… a Polito
Questi giornalettari, come Polito, che vivono dei sussidi pubblici sono i veri parassiti della società.
verissimo, è una vergogna!1!
Polito istiga la violenza…….
sono d’accordissimo con te, Travaglio è un giornalisto serio, Polito non è nessuno è viene pagato dagli italiani
Ma il buon Travaglio forse ignora che una delle prime regole deontologiche del mestiere giornalistico (forse lui non lo è …)è quello di non attaccare mai i colleghi. Cosa che lui fa sistematicamente e allora le reazioni sono abbastanza giustificate!!!!! Polito forse non sarà simpatico ma è ironico, dote delle persone intelligenti che latita in Travaglio e il suo mentore SAntoro sa Salerno ….
Polito è il giornalista del nulla: mai che abbia mantenuto una presa di posizione su qualcosa, mai che abbia sconfessato i politici che ha incontrato quando sparavano cazzate, mai che abbia fatto un’inchiesta, mai che abbia affrontato temi scottanti, ecc. ecc.
Il Riformista rispecchia il carattere del direttore: il nulla.
Come disturba chi cerca la verità. Al contrario come ringhia chi della verità e della sua manipolazione fa una barzelletta quitidiana.
Polito dirige un quotidiano che è di proprietà della famiglia Angeletti, la stessa che possiede Libero, ed è distribuito dalla Mondadori, già questo la dice lunga sulla sua imparzialità. Non è un caso che lo stesso, al di là delle quote infinitesimali di vendita del suo quotidiano è iper presente sulle ribalte televisive, insieme a Sansonetti, altro giornalista del nulla, il loro ruolo è di essere funzionali al sistema rappresentando quella informazione addomesticata e mansueta che tanto piace agli epigoni del cavaliere.
Il fatto poi che Polito sia stato anche parlamentare dell’Ulivo (in quota Margherita di Rutelli) la dice lunga sui criteri di selezione dei candidati da parte dell’opposizione, con tali figuri era pensabile che, come è puntualmente successo, non si arrivasse da nessuna parte.
Nei paesi anglosassoni i giornalisti sono considerati i cani da guardia della democrazia, perché il loro compito è vigilare sulla correttezza delle istituzioni, in Italia sono solo cani da compagnia o da riporto. Questa è la sostanziale differenza, e non è poco!
si chiamano Angelucci
Angeletti..Angelucci..sempre creature celesti sono!
penso che Polito sia invidioso o sbaglio?la verità è che il suo giornale non sopravviverebbe senza aiuti semplicemente perchè non ha abbastanza lettori. Travaglio almeno scrive su una testata che si autofinanzia, potrebbe fare lo stesso lui?ne avrebbe il coraggio?posso dubitarne?
Elena
“non ha abbastanza lettori” è un eufemismo …
non dovremmo più pagare il canone fino a che Santoro ,travaglio,e il vignettista, compaiono in tv, è uno schifo la trasmissione Anno zero, è zero come il conduttore W berlusconi
Te c’hai grosssa crisi (cit. Quelo)
Condivido tutto quanto detto da Polito. Travaglio è un terrorista che noi utenti, purtroppo, paghiamo.
E anche Polito con questa sparata ha avuto cinque minuti di visibilità.
Cani da guardia della democrazia o cani da combattimento della propria sopravvivenza?
La differenza tra queste due “razze” di giornalismo è che i primi abbaiano per portare l’attenzione della gente su qualche argomento lasciandola libera di valutare il da farsi, i secondi si fiondano al collo del nemico avendo la certezza che è l’unico modo per sopravvivere.
I primi allarmano e svegliano le menti, i secondi eliminano nemici ed opinioni con le proprie certezze che non lasciano margini a controdeduzioni.
I primi uniscono la società nel confronto, i secondi la dividono istituzionalizzando uno scontro tra parti.
A scanso di equivoci per me Travaglio è un cane da combattimento.
I normali contestatori di Travaglio non sono contro a ciò che dice, anzi liberissimo di esprimersi. Sono in molti invece, contro al modo come lo dice, in quella modalità esasperata che è figlia della nostra attuale comunicazione che punta più che altro ad “esserci” invece che ad “essere”.
Non mi piace chi usa la violenza, né a parole né a fatti. È per questo che ascolto Travaglio, ma quasi mai mi aiuta a comprendere qualcosa e, sinceramente, mai ne condivido le argomentazioni.
Guarda anche a me il modo di fare di Travaglio non piace per niente, ma sono miei gusti personali ed essendo una persona dotata di un briciolo di cervello, riesco a separare quello che dice da come lo dice.
Quindi basta capire cosa dice (cosa anche facile, visto che spesso cita dati di fatto e non opinioni) ed al limite contestarlo nel merito delle sue argomentazioni… ma nel 99% dei casi chi contesta Travaglio neanche sa cosa dice e proprio non gli interessa, tanto dall’alto hanno detto che Travaglio è un nemico e quindi, come per Falqui, basta la parola… del capo.
Che a te non aiuti a comprendere o almeno non ti aiuti a voler andare più a fondo, è un tuo problema, visto che di cose degne di attenzione ne dice… non parecchie, ma alcune cose le dice e bisognerebbe approfondirle.
Tu MAI ne condividi le argomentazioni, quindi non venire a dire che è libero di esprimersi e che nessuno (ah ah) è contro quello che dice, tu ne sei un esempio.
Giusto per citarti un altro esempio, Travaglio nel suo PassaParola del Lunedi dice:
“per avere l’opposizione che lui si merita il presidente del Consiglio ci serve in ottima salute, perchè, quando se ne andrà da Palazzo Chigi, si possa rendere conto fino in fondo del male che ha fatto alla gente”
Per queste parole, oggi nel CDA Rai il consigliere Antonio Verro dice che bastano a giustificare un suo possibile allontamento dalla Rai.
Io sincermaente non trovo niente di sconvolgente in quelle parole, nessuna istigazione all’odio (che in questi giorni va tanto di moda), nessuna offesa e niente di negativo (sia chiaro negativo in senso stretto e non negativo dal punto di vista politico di uno di destra), ma oramai in Rai (come nel resto del paese) basta essere contrari al governo per diventare un terrorista.
Travaglio ha il brutto vizio di andare all’osso, di non usare fronzoli, e di chiamare le cose col loro nome.
E’ uno che riporta fedelmente, iscrizioni al registro degli indagati, come riporta le assoluzioni o i proscioglimenti.
Con la stessa identica enfasi.
Non relegando le smentite scomode a un trafiletto a pagina 24.
Se Berlusconi dice ho avuto 160 processi, lui gli ricorda che sono solo 16.
Se dice sono stato sempre assolto, lui gli ricorda che no, non è vero.
Questo per me è giornalismo puro e semplice.
Quasi il quarto potere.
Eliminare gli avversari, significa dire che un signore che di cognome fa Boffo è notoriamente gay, ha molestato una ragazza, e per il suo essere gay è stato attenzionato dalla polizia.
Quando non era vero.Su ordine del capo (che non è il proprietario di quel giornale ma il suo ben più famoso fratello).
Senza neanche chiedere scusa…
Guarda che Travaglio è quello che ha pagato 200000 euro in cause per diffamazione ed è riuscito a beccarsi 8 mesi di carcere per diffamazione di Previti, uno che per distruggerlo bastava semplicemente dire la verità. Come esempi di uno sincero non è proprio male …
E fai bene a non condividere cio che dice Travaglio. Travaglio dice quello che “”moltissimi”" dicono e pensano e cioè: Che abbiamo i Politici più corrotti di tutti i Paesi Civili, che “”LA NOSTRA POLITUICA”" E, la più corrotta di tutti i Paesi Civili, che la NOSTRA Giustizia è, TRA LE PEGGIORI di Tutti i Paesi Civili, Che il “”NOSTRO”" Presidente del Consiglio è considerato IL PIU’ RIDICOLO di Tutti i Primi Ministri di TUTTI i Paesi Civili. Mi fermo perché suppongo che per motivi che ignoro ma riguarderanno la Tua attività Professionale o altro simile, Tu non condivida nemmeno questo. Per cui, se condividi i Bondi, Bonaiuti, Schifani, Fede, Capezzone, Gasparri, etc., rimani sul carro del vincitore, ho vissuto PER DECENNI sotto le dittature, non me ne sono mai accorto, ho fatto i miei interessi e non mi hanno MAI DATO FASTIDIO, (tanto per essere chiari), Fai conto che Berlusconi sia un DEMOCRATICO, che IL SISTEMA vada bene così, FAI CONTO DI ESSERE UNO STRANIERO e vivrai felice.
Ciao rebyjaco,
non ho capito se parlavi con me o con altri.
Se parlavi con me, non ho detto che non condivido ciò che dice, non condivido come lo dice. Mi cito: “mai ne condivido le argomentazioni”. Le argomentazioni sono una cosa diversa dagli argomenti.
Per il resto sinceramente non ho compreso tutto di quello che dici, sarà l’ora, scusami. Comunque dico che non mi piace il tuo discorso sul “se condividi”. Non sono il tipo, almeno credo, che condivido qualsiasi cosa detta da Bondi, Bonaiuti, Schifani, Fede, Capezzone, Gasparri, etc.
Anzi con quelli che hai citato, sinceramente in genere, condividio davvero poco. Solo che di solito prima ascolto e poi eventualmente dissento, ovvero non dissento aprioristicamente e comunque se parla qualcuno di uno schieramento politico nel quale non mi riconosco.
Non mi piace l’esasperazione, la semplificazione di concetti complessi che andrebbero approfonditi invece che essere ridotti a poche accuse, non mi piace chi mostra solo un lato della medaglia perchè crede che sia una certezza.
Quanto dici all’inizio sui più corrotti ecc. 1) ritengo che trovi cose simili un po’ da tutte le parti, un esempio la Spagna con la loro tangentopoli,la veccchia storia della Cdu in Germania, le vicende di Chirac, Villepin, Pasqua in Francia e via così. 2) Ma sarà sempre colpa della politica o c’entriamo anche noi come società ?
Questa parte poi ripeto l’ho capita poco:
“Rimani sul carro del vincitore, ho vissuto PER DECENNI sotto le dittature, non me ne sono mai accorto, ho fatto i miei interessi e non mi hanno MAI DATO FASTIDIO, (tanto per essere chiari), Fai conto che Berlusconi sia un DEMOCRATICO, che IL SISTEMA vada bene così, FAI CONTO DI ESSERE UNO STRANIERO e vivrai felice.”
Ti ringrazio se vorrai chiarire.
Ciao
Voglio dire semplicemente che si può vivere tranquillamente sotto una dittatura, lavorare con profitto e arricchirsi pure. Ti fai i fatti Tuoi, non dai fastidio, e nessuno ti darà fastidio. Se vedi dei poveri, è sicuramente colpa loro se lo sono, le ingiustizie non ti toccano perchè avrai i mezzi per difenderti. Che altro posso dirti, se non rompi, ti prendono pure in simpatia. Se avessi vent’anni meno magari farei così.
Grazie per la spiegazione, forse ora ho capito.
Mi turba quello che dici, tocca nel vivo.
E mi turba (vedi il metodo) perché non ne fai una lancia contro una parte, ma perché esponi una questione che tocca in generale tutte le persone.
È molto profondo e, sinceramente, è un discorso da affrontare. Credo che ognuno di noi nella sua vita ad un certo punto si sia fermato a chiedersi “ma certe cose le faccio perché ci credo o perché mi conviene?”, certe convenzioni comportamentali le uso perché le ritengo giuste o perché non voglio avere problemi? e … peggio ancora, sono in grado di distinguere se lo faccio per comodo o per ragione?
Sinceramente, però, credo che per poter rispondere in maniera positiva (nel senso della ragione) a queste domande sia necessario possedere gli strumenti per poter valutare.
Strumenti che devono essere considerati affidabili e che devono consentire di stimolare il proprio senso critico e la propria capacità di valutazione sulle azioni nostre e su quelle che compiono gli altri.
Per fare questo però non credo che il sensazionalismo possa aiutare o che l’indignazione unidirezionale possa essere di conforto.
“Nessuno è più antievangelico di chi si considera onesto, perché non ha più bisogno di Cristo.”
Insomma il fariseismo o semplice moralismo non serve.
Un esempio: qualche settimana fa ad anno zero si parlava di processo breve. Per buona parte della puntata si sosteneva che è ignobile perché aiuta il premier. Poi ad un certo punto c’è stato un collegamento esterno dove si è trattato lo scandalo del Santa Rita. Questo per me è stato utile più di tutta la prima parte perché ha posto un problema di morale, se vogliamo di etica ma non di moralismo.
Non a caso è iniziato di nuovo il discorso se sia meglio escludere certi casi di “allarme sociale”.
E’ stato utile inoltre non perché ha rafforzato la convinzione in quanti già erano contro il processo breve ma perché può aver messo dubbi in coloro che erano disposti a discuterlo.
Insomma per rispondere alla tua questione, ci vogliono domande che non abbiamo risposte che sembrano preconfezionate.
Spero di essere stato chiaro in quello che volevo dire.
Tu cosa ne dici?
Ma perchè, c’è qualcuno che legge Polito? Si può dire tutto di Travaglio ma mai che non parli su basi reali e documentate. E non mi sembra faccia sconti a nessuno. Se qualcuno non se n’è ancora accorto, siamo in emergenza e io francamente mi levo tanto di cappello a chi ha il coraggio di mettersi in prima persona in gioco contro l’inaudito potere berlusconiano. Gli altri, si accontentino pure di vivacchiare all’ombra di tale potere o delle briciole che gli vengono gettate, ma abbiano almeno la decenza di tacere.
l’unica verità incontrovertiile è che quei patetici parassiti di travglio e santoro vivono grazie ai soldi della gente che paga il canone alla rai
l’unica verità incontrovertibile è che il canone rai non lo paga nessuno.
tu lo paghi che parli?
mi piacerebbe vedere il tuo cedolino…
bravo…non guardare anno zero, ci abbassi la media tu meriti solo gli sproloqui di fede x 24 ore al giorno ….vediamo come ne esci
Ho sentito Travaglio ad AZZOZERO snocciolare una storia terribile di mafia e mafiosi (non diciamo di chi..) con tanto di nomi, date , circostanze, testimonianze, intercettazioni telefoniche, ecc. senza che dagli oppositori ( vedi CICCHITTO) sia MAI STATA CONTESTATA O DIMOSTRATA FALSA UNA DELLE CIRCOSTANZE CITATE !!!!! E’ molto piu’ facile e sbrigativo definirlo un terrorista mediatico o insultarlo senza argomenti , perche’ il mezzo televisivo fa davvero paura , soprattutto a chi ha molto da nascondere e non puo’ contare su tanti Fede leccapiedi…..
il problema non è come lo dice, ma, cosa dice.Travaglio fa paura, ecco perchè sta diventando il bersaglio dei peones. Vorrei aggiungere, che riguardo a polito,non mi taglierò le vene se non va ad anno zero, in quanto la sua partecipazione ai dibattiti è paragonabile al nulla, quindi, ininfluente.
Ah ah ah !
Sei riuscito/a a descriverne la nullità molto meglio di me, che pure mi ci ero cimentato !
Complimenti.
polito è il tipico ” intellettuale con la puzza sotto il naso, la candidatura nel centro sin di persone come lui, hanno fatto perdere identità al centro sinistra.
Tetsuo.
Caro Tetsuo, che io non condivida le argomentazioni (vale a dire i fatti e le modalità usati per presentare una tesi od un argomento, non l’argomento in se medesimo), non significa proprio che Travaglio non sia libero di esprimersi, anzi, se leggevi bene ho proprio scritto che “è libero di esprimersi”. Come chiunque però. Non sono nemmeno contro a ciò che dice e, tanto per essere chiari, non ho nemmeno detto che nessuno è contro a ciò che dice. Ho parlato di contestatori “normali” ovvero non aprioristicamente di parte.
La maggior parte delle cose che cita sono cronaca, talvolta anche poco conosciuta. Considero infatti Travaglio un ottimo cronista di giudiziaria. La questione che ho posto è sul metodo: quando si trasforma in opinionista o addirittura in PM non mi garba!
Con una buona retorica tralascia sovente parti delle storie che non sono proprio dettagli.
Il metodo, sono estratti di sentenze o intercettazioni conditi con un pizzico di recitazione mischiata a spunti di satira. Tutto questo può indurre a pensare, coloro che non ritengono opportuno approfondire, che Travaglio dica sempre cose vere e provate. Non è sempre così! Non ho nemmeno detto che non approfondisco gli argomenti che lui cita, anzi, è approfondendo che mi è nata questa opinione di lui. I casi ci sono, alcuni anche con sentenze definitive a suo sfavore. Oh bada bene, queste non segnano né il suo diritto di giornalista, né la sua bravura nello scovare molte notizie. Delineano però un metodo sul quale mi permetto di discutere. Approfondisci, poi mi dirai. Forse non è così sconclusionato il mio discorso.
Stucco.
Ciao Walter, proprio per quanto appena detto, trovo che Travaglio non vada all’osso ma che addenti solo la carne per cibarsene lentamente in modo tale da non rimanere senza viveri.
Concordo con te sul caso Boffo, ma proprio perché non sono solito usare due pesi ed altrettante misure, credo che la cronaca giudiziaria o simil tale, dovrebbe essere affrontata con un po’ più di attenzione e coscienza e non cavalcata per motivi di parte. Questo dovrebbe valere per tutti.
Bimba
Ciao Bimba, non chiedere di tacere a chi non concorda con le tue idee. È bruttissimo questo, così come sminuire qualcuno a servo del potere. Potrebbe pensare a torto, ne sono certo, lo stesso di te. Sovente si hanno solamente modi diversi di pensare e di vedere le cose.
Augusto.
Sbaglierò, ma non mi pare che sia come dici tu. Ghedini in più occasioni, e lì presente ad anno zero, ha contestato e spiegato la versione della difesa alle accuse della Magistratura o di Travaglio. Luì però è l’avvocato difensore … dirà qualcuno. Travaglio però fa il sostituto procuratore.
È questa la differenza tra un giornalista che cita entrambe le versioni ed un altro che propone solo quelle comode alla sua tesi. Non ho mai sentito Travaglio citare in termini “non ironici” sui grandi mezzi di comunicazione la tesi di un sospettato, salvo che non faccia comodo alla sua argomentazione. Se proprio si vogliono fare i processi in TV, li si trasmettano integralmente e non con fiction o citazioni fuori da un contesto.
La presunzione di colpevolezza, con sincerità, non fa per me.
Un piccolo pensiero (spero solo per brevità) sulle sentenze e sui dati di fatto.
Non è detto che ciò che è scritto in sentenza o ciò che non c’è scritto, sia sempre corrispondente alla realtà storica dei fatti soprattutto quando di mezzo c’è la politica, le tensioni di una società o architetture istituzionali.
In caso contrario non potremmo avere dubbi sul caso Sofri perché riportato in una sentenza o ancora sulle implicazioni e responsabilità di certi personaggi nella vicenda di Piazza Fontana.
Tutto è più complesso di quello che sembra e magari tutti noi dovremmo approfondire e riflettere maggiormente quando approcciamo certi argomenti e, soprattutto, quando scegliamo alcune argomentazioni. Il “tutti” è per non parlare sempre di Travaglio.
È scontato ma : A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura!, dicono fosse Nenni.
pure Travaglio si fa mantenere dalla RAI e succhia denaro, il parassita, per fare la sua fiction infarcita di panzane. Travaglio non fa paura,fa ridere, è il classico sfigato che tutti abbiamo avuto in classe al liceo. Dello sfigato ha tutto, dal physique du rôle al sorrisetto imbarazzato finto sardonico quando viene sputtanato in diretta.
Uno che faceva paura era Pecorelli, che è finito come è finito. Tempo al tempo.
Travaglio campa dei suoi redditi, come tu campi dei tuoi… e come Berlusconi campa dei suoi di redditi, con la sola differenza che lui può fare certe leggi che lo aiutano come imprenditore, cosa che a tutti i comuni mortali non è concessa.
Inoltre Travaglio non è che campa con i soli soldi di Annozero, ma ha un bel pò di rendita dai libri ed altro, quindi non lo definirei parassita per questo.
Segue la solita presa in giro fisica (tanto mica conta la testa in un giornalista od in qualsiasi altra persona, qui si misura tutto in figa e figo oramai… ma sei dai del nano a Brunetta è un’offesa, mentre dare dello sfigato a Travaglio è normalissimo).
“Uno che faceva paura era Pecorelli, che è finito come è finito. Tempo al tempo.”
Questa la devi spiegare bene… sembra come se sperassi che con il tempo, Travaglio faccia la fine di Pecorelli.
Premesso che mi sento idealmente molto lontano da Travaglio, vorrei far notare un particolare che distingue già in questa sede il giornalista torinese dalla maggior parte dei suoi detrattori.
Ho letto almeno quattro volte in questa sede che Travaglio sarebbe un parassita che vive alle spalle degli italiani perché, partecipando ad Annozero verrebbe pagato (come Santoro e Vauro) con i proventi del canone.
Bene, questa è una menzogna. Annozero è una delle poche trasmissioni rai ad avere un bilancio fortemente attivo tra costi di produzione e introiti pubblicitari. In quanto a questo dovreste quindi essere grati a Travaglio ed Annozero perché pagate un canone inferiore a quello che paghereste se la trasmissione venisse cancellata.
Quindi, per fare chiarezza una volta per tutte: Travaglio si guadagna da vivere col frutto del suo lavoro, che si tratti dei suoi libri, di Annozero o de il Fatto Quotidiano, a differenza di moltissimi suoi “colleghi” come ad esempio l’esimio Polito.
Per il resto Travaglio non è certo l’oracolo di Delfi. Si può essere d’accordo o meno con ciò che sostiene, ma non si può certo dire che non faccia bene il proprio lavoro e che non sia intellettualmente onesto.
Ultima chiosa: è chiaro che la verità giudiziaria non è necessariamente la Verità. Ma Sofri, guarda caso, è in prigione. Guarda caso si parla molto di Battisti e non si dice nulla di Delfo Zorzi.
Allora mi chiedo: che ordinamento giuridico è quello che mostra rigore con l’estrema sinistra e che abdica nei confronti della mafia, della destra e della classe dirigente nel suo complesso?
O i verdetti della magistratura si accettano sempre o non si accettano mai.
Per quale motivo io devo sentirmi soggetto alle leggi dello stato quando Berlusconi si dichiara ingiudicabile?
Se la magistratura è prevenuta nei confronti di Berlusconi per quale motivo non dovremmo assumere che lo sia per qualunque altro comune mortale?
Chiedo a te: qual è la soluzione?
Z, adesso per me è un po tardi, ma se ti va domani ti spiego il mio punto di vista.
Comunque per me è una questione di legittimità o meglio legittimazione a svolgere ciascuno il ruolo al quale si è deputati. Per fare questo discorso la visione sull’attualità deve essere per forza di cose scevra da sentimenti, qualunque essi siano e per quanto possibile, ovvio.
A mio parere è necessario concentrarsi, provare a dialogare sui sistemi che governano il nostro paese e vedere i vuoti che si sono creati, e per quanto possibile non credere che se esprimo un concetto per forza di cose sto cercando di fregare qualcuno o di trarne vantaggio.
Da come ti presenti credo che sia possibile farlo, se ti va domani è un altro giorno.
Per quanto riguarda i commenti su Travaglio – canone e relativi stipendi, trovo che siano valutazioni deboli e lasciano il tempo che trovano (pur conservando l’opinione sul metodo). Per Polito io credo che vada difeso. Non conta chi paga (se a questo ti riferivi). Il finanziamento dei giornali ha in se delle buone motivazioni anche teoriche che quando malamente sfruttate nella pratica si trasformano in malcostume. Non credo sia il caso di Polito però.
Ciao e buonanotte.
” Per Polito io credo che vada difeso. Non conta chi paga (se a questo ti riferivi). Il finanziamento dei giornali ha in se delle buone motivazioni anche teoriche che quando malamente sfruttate nella pratica si trasformano in malcostume”
Sì, però IlRiformista non è Liberazione o il Manifesto. Il Riformista è qule giornale che con sussiego ci spiega che loro sono liberali e che dall’alto dell’autorevolezze delle trecento copie vendute ci vuole anche dire chi è liberale e chi no.
Io me li immagino già, le cose che si scriverebbero su Travglio se si scoprisse che tra i finanziatori del suo giornale c’è qualche corrotto. Ne vedo pochi che rinfacciano invece a Polito questa incoerenza. Che poi, guarda, dell’incoerenza di Polito a me personalmente potrebbe pure infischiarmene, tanto è irrilevante il tizio. Ma se Travaglio vuole battere su questo tasto fa benissimo.
Polito: Anch’io inizio così. E’ intelligente, SA’ quello che dice, e lo dice seguendo le indicazioni del SUO Editore che è uno dei tanti PARASSITI dell’infornazione e non SOLO. Il Resto fa parte della storia d’ITALIA, TUTTI concordi in DIFENDERE IL SISTEMA, creato dai partiti politici più corrotti di TUTTI I PAESI CIVILI. Questo è il nodo dell’ITALIA, nodo che soffocherà il Paese.
L’unico ad essere un parassita, anche se non si veste da squatter, è l’inutile Polito.
Saluti.
Faccio i miei più sentiti complimenti al dott Polito,anche per il coraggio di mettersi contro il furbo capopopolo Travaglio e il suo amico Santoro.Finora erano quelli del centrodestra che rifiutavano gli inviti-imboscata del tribuno della plebe, il martire dell’informazione, Santoro.Per certa gente di bocca buona questo rifiuto era ovvio: i meschineddi fessi-fascisti-disonesti non erano in grado di contrastare certi faziosi che sanno fare solo le pizze a comando e sono le sole vestali isteriche della verità.Ora il fatto che Polito abbia rifiutato, per giunta argomentando il perchè del suo rifiuto, è una vera mazzata sul capoccione di questi farisei che sanno solo sputare sul pubblicano Berlusconi e, si badi bene, anche su chi non canta la loro messa da requiem..confutatis maledictis….Questo è un momento particolare, non so che corrida andrà in onda ad annozero stasera, ma quello che è certo è che chi è un moderato di sinistra, non un sanculotto alla Di Pietro, nè una tricoteuse alla Rosy Bindi, comincia a percepire che certe cose sono state ampiamente manipolate e che non si può accusare il nemico politico di tutte le nefandezze del mondo senza che nessuna sentenza di condanna sia passata in giudicato.A maggiore Polito fa benissimo a tenersi lontano da uno che prende soldi pubblici solo per istigare all’odio, che accusa, millanta, maligna, insinua, ironizza con fare viscido e mellifluo , facendo credere di essere in possesso lui solo della verità.Travaglio non ha rispetto per nulla e nessuno, si nutre di odio e lo instilla in chi lo sta a sentire, per giunta arricchendosi pure.La sua uscita di ieri, sul diritto di odiare,lo ha smascherato ed ha reso evidente , per lo meno a chi non è un odiatore ,a gratis però, come lui,chi sia Travaglio .A parte che la definizione di parassita mediatico è bellissima!Non credo che Travaglio in un duello ad armi pari con Polito avrebbe la meglio , anche perchè ormai li conosciamo i suoi stilemi messi in atto per ridicolizzare l’avversario.E poi ci sono le querele, per uno che si batte per la libera informazione mi pare una leggerissima contraddizione..o no?
Tana … libera tutti!
Complimenti.
Ciao
brava tana condordo con le tue riflessioni. Travaglio chi?
Polito ha centrato il problema , Travaglio è un parassita di infima lega che rimpingua il suo conto in banca sparando calunnie e cazzate a desta e a manca.
Senza queste sue nefandezze non riuscirebbe a campare neanche scrivendo su giornaletti di quartiere.
E Grillo , Santoro , Vauro , DiPietro sono i suoi compagni di merende….
Z dice “O i verdetti della magistratura si accettano sempre o non si accettano mai.
Per quale motivo io devo sentirmi soggetto alle leggi dello stato quando Berlusconi si dichiara ingiudicabile?
Se la magistratura è prevenuta nei confronti di Berlusconi per quale motivo non dovremmo assumere che lo sia per qualunque altro comune mortale? Chiedo a te: qual è la soluzione?”
La soluzione.
Tu la chiedi a me. Caspita che richiesta.
Ti posso dire che devi o meglio dobbiamo avere fiducia in tutte le istituzioni: nel parlamento, nella presidenza del consiglio, nel presidente della repubblica, nella corte costituzionale, nella magistratura e così via se … ricoprono tale ruolo attraverso una legittimazione che deriva da una Costituzione, da Leggi, da Normative che si sono formate in un percorso legittimo ovvero … approvate dal Parlamento firmate dal PdR, valutate dalla Corte Costituzionale, applicate dalla magistratura e così via. In tutto questo c’è il passaggio elettorale nel quale l’opinione pubblica, vale a dire l’opinione che ha per oggetto l’interesse collettivo, il bene pubblico, viene chiamata ad esprimersi individuando partiti e uomini o viceversa.
In Italia, se tutto questo percorso funziona regolarmente puoi e devi avere fiducia.
La mia prima domanda: funziona? Per me si, questa è la soluzione.
Ma ti propongo un altro motivo di discussione che vorrebbe tentare di spiegare la tua domanda.
Se il percorso funziona ma poi si creano dei vuoti, il meccanismo si inceppa comunque, non scorre ed allora per definizione rimane fermo e si blocca.
Qual è il vuoto che si è creato a parere mio in Italia? È quello della legittimazione, perché a tempi alternati, con toni e messaggi più o meno esasperati, una parte politica considera l’altra non pienamente legittimata a governare.
Questa questione secondo me si è palesata in modo particolare negli ultimi due governi.
Il primo, fu sospettato da una parte politica di essere illegittimo principalmente per lo scarto di voti considerato troppo risicato (se qualcuno ne ha da aggiungere è ben accetto, la memoria talvolta mi fa brutti scherzi).
Il secondo vide riconfermarsi l’accusa del conflitto di interessi, del monopolio della comunicazione di massa e in quel di aprile si ebbero i temi dell’immoralità e più di recente i sospetti di commistione o responsabilità in fatti criminali.
Nell’attualità questi ultimi due temi hanno creato i botta e risposta che ormai con consuetudine siamo abituati ad ascoltare, leggere e perfino vedere nelle espressioni quotidiane di molti politici, giornalisti, opinionisti, sostenitori e militanti … di partito.
Ma questa trovo che sia un’altra storia rispetto al discorso iniziato.
Tornando al vuoto di legittimazione, sia per il caso dei pochi voti di differenza sia per l’immoralità ed i fatti criminali li vorrei lasciare a parte perché qua non servono a mio parere. Questi hanno seguito o seguiranno un percorso di verifica che darà dei risultati che abbiamo visto o vedremo prima o poi.
Interessanti restano secondo me il conflitto di interessi ed il monopolio della comunicazione.
Il primo presuppone che qualunque provvedimento venga emanato la metta nella giacca a metà di un paese. Il secondo, presuppone che la famosa opinione pubblica, della quale si accennava in precedenza, non sia in grado di formarsi in maniera corretta perché un 40% degli elettori italiani legge solo il giornale, libero e guarda rete 4 tutto il giorno, estraniandosi e rifuggendo ogni contatto con la realtà. Questo è l’assunto assurdo che blocca tutto il Paese. Perché è grave? Perché mettendo insieme questi due pensieri, in sostanza si dice che se voti per il partito di un certo presidente del consiglio, o non sai quello che stai facendo o lo sai fin troppo bene.
Da tutto questo ne derivano i toni esagerati ed aggressivi di entrambe le parti politiche, una serie di strumentalizzazioni su parole o fatti e soprattutto un blocco quasi totale dell’azione politica e di conseguenza del parlamento laddove qualsiasi provvedimento invece di essere regolato in astratto viene prima verificato sulla situazione del presidente del consiglio. Se lo riguarda da vicino o può essere associato a vicende ed accuse che gli vengono mosse è conflitto di interessi o qualcun’altra delle tematiche che ho riferito prima.
Personalmente non vivo con l’ossessione di poteri forti, classi dirigenti ecc. perché so che abbiamo un sistema costituzionale che è fortemente blindato da esasperazioni, un sistema che prevede tutta una serie di garanzie e che se ritiene che leggi come i vari “lodi” non sono costituzionali o necessitano di percorsi aggravati, li richiede. Il parlamento, poi, se vuole lo fa, altrimenti accantona.
Insomma ho fiducia nelle istituzioni.
Concludo dicendo che il discorso sulla magistratura prevenuta, viene posto secondo me impropriamente proprio per il clima che ho ricordato più sopra.
Si tratta anche in questo caso di equilibri tra istituzioni. Volenti o dolenti è un discorso che il nostro Parlamento dovrà affrontare e spero anche in fretta. Per quanto qualcuno sembri non capirlo, è vero che siamo tutti uguali, ma le Istituzioni secondo me sono un’altra cosa.