Il ministro Maroni al lavoro per allargare le maglie della censura sulla Rete: allo studio provvedimenti per rendere inaccessibili i siti web e limitare la libertà di espressione. Ma ci sono dubbi sulla costituzionalità.
E’ tutto pronto. Domani il ministro dell’Interno Roberto Maroni presenterà al Consiglio dei Ministri una serie di provvedimenti su Internet e sulle manifestazioni di piazza, che con tutta probabilità verranno approvati e trasferiti in un decreto legge che entrerà in vigore da subito e verrà convertito poi dalle Camere. Una stretta, come dicono i tecnici del ministero, che ha tutti i crismi della necessità ed urgenza: per questo si interverrà con la legislazione speciale, anche se al Quirinale hanno qualche dubbio. Il provvedimento sulle manifestazioni allargherà il divieto di manifestare nella stessa piazza ai gruppi politici di segno opposto, finora valido soltanto durante le campagne elettorali, a tutto l’anno. Una scelta sicuramente condivisibile, specialmente ricordando che c’era chi, come il senatore Mario Valducci del PdL, aveva deciso di indire il “Sì Berlusconi day” nello stesso giorno, alla stessa ora e nello stesso luogo del “No Berlusconi Day“.
STRETTA SU INTERNET – Ma è quello che bolle in pentola sul web a preoccupare di più: per la rete Internet si procederà con lo stesso metodo già utilizzato per i siti pedofili, investendo un giudice (quello per le indagini preliminari) di firmare un provvedimento che blocchi l’accesso degli utenti ai siti se i gestori non forniscono collaborazione alla chiusura dei gruppi di discussione che si ritiene possano istigare a delinquere. Il meccanismo dovrebbe dunque essere all’incirca questo: una segnalazione della Polizia postale che scavalcherà il Pubblico Ministero, verrà inoltrata direttamente all’ufficio del Gip, con l’indicazione dei domini nei quali, secondo le forze dell’ordine, si sta svolgendo un’istigazione a delinquere oppure l’apologia di un reato. A quel punto il giudice dovrà decidere: potrà intimare la rimozione agli amministratori, e, vedendosela negata, se propenderà per la chiusura, le forze dell’ordine procederanno all’applicazione di una serie di filtri che oscureranno l’intera piattaforma di navigazione, rendendola di fatto inaccessibile agli utenti italiani, come succcede oggi per i siti di scommesse sportive stranieri o quelli pedofili. Un provvedimento tampone e facilmente aggirabile, come si sa, semplicemente cambiando i DNS dell’accesso a internet. Ma che comunque renderà impossibile la fruizione di pagine web alla maggioranza di utenti della rete, visto che l’intervento non è alla portata di tutti. 
DUBBI E PERPLESSITA’ – Una procedura che però ha il risvolto di rendere inaccessibile l’intero sito web, invece di oscurare soltanto la pagina “incriminata”. E che quindi andrebbe a ledere i diritti di tutti per punire i pochi. Una iniziativa simile al famigerato decreto D’Alia, che provocò in poche ore la sollevazione della Rete e il ritiro della bozza di provvedimento da parte del senatore dell’Udc. E che, secondo Guido Scorza, avrebbe poca validità: “la soluzione di oscuramenti di intere piattaforme di comunicazione in ragione del loro utilizzo per la pubblicazione di contenuti illegittimi – specie se i provvedimenti di oscuramento dovessero essere adottatti in sede extra-giudiziaria – è semplicemente impraticabile perché in contrasto con i più elementari principi costituzionali e con lo stato di diritto“. Ad occhio, in primo luogo è difficile che si riconoscano i caratteri di necessità ed urgenza del decreto: l’attentato di Massimo Tartaglia al presidente del Consiglio può giustificare un provvedimento restrittivo sulle manifestazioni di piazza, ma non una limitazione del’accesso alla rete, che con il fatto non c’entra proprio nulla. In secondo luogo, in situazioni di dubbia costituzionalità come questa sembra davvero difficile che un giudice possa propendere per la chiusura tout court, se non come extrema ratio dopo aver tentato tutte le altre strade. Provider e gestori, poi, si troveranno di sicuro con il coltello dalla parte del manico: un oscuramento coatto provocherà cause e appelli con richieste di risarcimento danni che potranno andare di pari passo con il numero di utenti a cui è stato impedito l’accesso. E nei guai, a quel punto, potrebbe finirci lo Stato. Costretto a pagare per l’imperizia altrui.
Edit: «Noi vogliamo rasserenare il clima e evitare forzature che non sono opportune in questo momento. Per ciò, dopo aver ascoltato vari esponenti dell’opposizione, io non ho obiezioni a che si proceda con un disegno di legge e non con un decreto per consentire al Parlamento di discutere una materia così delicata». Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni spiega, al termine di un incontro con il presidente dei deputati Pd Dario Franceschini, che il governo potrebbe scegliere la strada di un ddl e non un decreto per i provvedimenti sul web. Maroni spiega ai cronisti, in Transatlantico, che oggi incontrerà alle 17 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «anche per discutere di questo argomento» ma di non essere contrario alla scelta del disegno di legge chiesto dall’opposizione «se il parlamento garantisce a questo provvedimento una corsia preferenziale».
POL S0A QBXB BERLUSCONI:WEB;MARONI,NO LEGGE SPECIALE NÈ REATO SPECIFICO STRUMENTI PERCHÈ MAGISTRATURA E NON GOVERNO INTERVENGA (ANSA) – ROMA, 16 DIC – «La proposta che domani discuteremo in consiglio dei ministri non prevede alcuna legge speciale nè reato specifico e non ci sarà alcun intervento censorio del governo. Stiamo pensando a strumenti che permettano alla magistratura di intervenire per decidere se sul web si compie un reato e per rimuovere gli effetti del reato». Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni spiega, in Transatlantico, i contenuti del provvedimento che arriverà domani in consiglio dei ministri. «Oggi – spiega Maroni – la magistratura può trovare il colpevole ma non può intervenire. Quindi stiamo pensando a norme ma non a nuovi reati perchè anche sul web la magistratura applichi il codice penale che c’è». (ANSA). FEL 16-DIC-09 13:41 NNN




E’ bello sapere di avere un ministro dell’Interno che sa sempre dove andare a parare.
Problema 1: Aumentano gli stupri ? Soluzione: aumentare la permanenza nei CPT da due a sei mesi.
Problema 2: tirano un souvenir al premier in una piazza ? Soluzione: oscurare dei siti internet.
Non so a voi, ma il sapere che in quel posto c’è uno che sa quello che fa a me dona un confortante senso di tranquillità.
Capisco la voglia di fare sensazionalismo ma tra la verità (identificare e bloccare i singoli profili ed i singoli gruppi dei social network che fanno apologia della violenza) e quello che scrivete (chiudere tutto internet di tutto il pianeta) ce ne manca tanto di talento giornalistico… a che giova una cosa così errata e così roboante? Per ledere l’operato del Ministro che più di ogni altro ha fatto contro la Mafia?
montigiani, forse leggere gli articoli ti eviterebbe di dire fregnacce e sparare accuse alla cazzo. Quando applichi un filtro a un sito, oscuri tutto il sito, non i singoli profili e gruppi dei social network.
E po la smettiamo co sta balla del ministro o de governo che ha fatto di più contro la mafia?
L’antimafia lavora con tutti i governi e non mi sembra che questo governo abbia aumentato le risorse per le indagini, il personale per le indagini o semplicemente che abbia concesso più strumenti per le indagini.
A dire il vero, vogliono vendere i beni confiscati in aste pubbliche, tolgono le password per il controllo dei conti correnti e limitano le intercettazioni, come che comunque non aiutano l’antimafia (sia ben chiaro che non ti sto dicendo che aiuytano la mafia… meglio precisare visto che alcuni hanno il vizio di “semplificare” inventandosi le opinioni altrui).
Quindi smettiamola di fare i fighi e riconosciamo il lavoro di magistrati e forze dell’ordine, visto che i gorverni passano ma mafia e d antimafia restano!
caro il mio malconcio Montigiani:
- 6000 poliziotti in pensione NON sostituiti;
- centinaia di milioni in MENO alle forze dell’ordine nella precedente finanziaria;
- l’antimafia che ha arrestato i boss mafiosi aspetta il RIMBORSO spese almeno da un anno;
-3500 militari nelle principali città che divisi per il numero di città fanno più o meno 250 militari/città. Praticamente curano solo la percezione della sicurezza (infatti a casal di principe per dargli il benvenuto il primo giorno uccisero un rivale a mezzogiorno con tutte le strade di accesso al paese presidiate dai militi ignoti e ignorati)
Per non parlare delle azioni del governo che possono FAVORIRE la mafia:
- ipotesi di vendita all’asta dei beni confiscati ai mafiosi;
- forte riduzione delle intercettazioni telefoniche (che se restano consentite per reati di mafia NON lo saranno per reati “minori” cioè i reati che intercettati portano a scoprire reati di mafia, perché chi combatte veramente la mafia sa che quelli son furbi e non si fanno beccare facilmente);
Forse dimentico qualcosa ma penso basti questo per capire che c’è l’antimafia dei fatti e l’antimafia di facciata.
Sembra paradossale ma sembra quasi di essere in un paese dove accadono cose esilarantied incredibili, tipo che chi ha una condanna in giudicato per resistenza a pubblico ufficiale possa diventare ministro degli interni.. inconcepibile in qualsiasi paese civile…:)
E sicuramente tutti gli analfabeti di internet, cioè la maggior parte degli italiani, si sentirà tutelata da questo provvedimento. Beata ignoranza.
Se vai a trecento allora e investi e uccidi un passante, ti tolgono la patente e vai in galera anche se non ometti il soccorso. Tanta gente su facebook e non solo, ha superato il segno della decenza espressiva.
Esattamente!!!!!!!!!!!!!!
Due miei amici sono morti xké alcuni tizi hanno aperto un gruppo su feisbuk ke superava x trecento allora la decenza espressiva.
Non s può kontinuare così!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Se si considera che molti a sinistra e lo sostengo anch’io, ritengono che molto dell’odio e del livore che Berlusconi si tira dietro è causato in gran parte da lui stesso e dall’aggressività del suo linguaggio politico nei confronti dell’opposizione, nelle più diverse occasioni anche recenti, bisogna specificare con altrettanta onestà intellettuale, che questo linguaggio è sovente la cifra speculare del nostro stesso registro.
Non vedo con l’ironia fuori luogo, quanta strada possiamo ancora fare nel consesso politico di questo Paese.
a ibì ma guarda che questo non è un display del cellulare
poi annà su tutti i social netttworke de questo monno ma sei un sola analfabeta
Io Al- So UsArE iL TaStO “RePlIcA”.
ke 6 shhe (cong.) mo ke te scrivO!?
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