I dati di Banca d’Italia pubblicati nell’ultimo bollettino “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” sono stati variamente commentati. C’è chi ha messo in rilievo che ad ottobre 2009 è stato raggiunto il nuovo record per il debito pubblico, che è arrivato a 1.801,6 miliardi di euro, con un tendenza al rialzo che va avanti da dicembre 2008. Chi invece ha preferito commentare l’inversione di tendenza sul fronte delle entrate tributarie, aumentate a 28,4 miliardi di euro contro i 20,1 di settembre.
Strano che nessuno abbia notato che questi dati hanno una sola ed inequivocabile conseguenza: l’aumento del debito si deve ad un forte incremento della spesa pubblica. Per rispondere basta dare una rapida occhiata al bollettino di Banca d’Italia: la spesa corrente nel mese di ottobre è letteralmente esplosa, passando dai 22 miliardi di settembre ai 70 e passa.
Non si tratta di un caso: prendendo i primi 10 mesi dell’anno, il totale delle entrate è passato dai 299,5 miliardi di euro del 2008 ai 331 del 2009, registrando quindi un aumento. Le sole entrate totali tributarie sono passate dai 309,4 ai 299,6 miliardi di euro, quindi con una riduzione molto contenuta, anche tenendo conto della crisi economica. Le brutte notizie arrivano dal versante delle spese, a dispetto delle dichiarazioni di “messa in sicurezza” dei conti pubblici. La spesa pubblica statale è aumentata in modo enorme, passando dai 358,4 miliardi di euro dei primi 10 mesi del 2008 ai 405 miliardi del 2009. Un aumento spaventoso e poco comprensibile, nell’unico paese che non ha varato manovre anticrisi. Un aumento preoccupante, perchè interamente dovuto alle spese correnti (+12%), che ha fatto peggiorare in modo drammatico il deficit e il debito.
Quindi, il fatto che sulla testa di ognuno di noi gravi un debito di 30 mila euro, il fatto che il debito sia cresciuto di 137,963 miliardi di euro in soli 10 mesi, un aumento dell’ 8,3%, nonostante questo sia il periodo con tassi di interesse tra i più bassi dal primo dopoguerra non è colpa della crisi economica. E’ colpa di un governo incapace di scegliere una linea di politica economica, incapace di fare interventi sia in favore del rigore dei conti che in favore dello sviluppo.
E’ bene che il paese cominci a rendersene conto. E che qualcuno cominci a prendere dei provvedimenti, prima che sia davvero troppo tardi.






















Purtroppo l’ultimo interrogativo ha già la risposta: ce ne renderemo conto solo quando sarà troppo tardi.
Speriamo di no!
^_^
Hai ragione Carlo, questo tema è sottovalutato un po’ da tutti. Dai politici che, per tornaconto “elettorale”, rimandano la discussione (non parlo nemmeno della soluzione) alle calende greche. Dalla stampa (spesso anche quella specializzata nel settore economico) poiché ormai si è assuefatta all’idea che il Debito pubblico non possa far altro che continuare, inarrestabilmente, a crescere. Persino gli stessi economisti, talvolta, preferiscono parlare di altro, dimenticando, per esempio, come dietro l’ultima grande crisi finanziaria (quella della bolla del mattone Usa) ci sia pure un macigno (anzi, un vero e proprio Everest) che è il debito pubblico americano, il più grande del mondo.
Non fosse altro che per aprire un dibattito (alla buona ed amichevole) su Giornalettismo, prossimamente mi riprometto di scrivere qualcosa su questo tema, ripeto troppo sottovalutato. Come la vicina Grecia, proprio in questi giorni, ci dovrebbe insegnare.
P.
Sì, Pietro: ho l’impressione che di questo non reghi nulla a nessuno. Forse dipende anche da alcune delle cose che ha espresso Luca Conforti oggi nella sua inchiesta.
Se G. aprisse un dibattito a molte voci sull’argomento faremmo una bella cosa. Aspetto quindi con ansia di leggere il tuo articolo.
UN sorriso
C.
Perchè se metto questo link su facebook, mi linka il post
L’”entità esterna” di cui parlava Grasso
http://www.giornalettismo.com/archives/44507/l%E2%80%99esplosione-della-spesa-corrente-dietro-l%E2%80%99aumento-del-debito-pubblico/
Non è che l’argomento non va di moda. E’ che l’assalto alla diligenza c’è sempre stato, da tempo immemorabile, solo che salta all’occhio solo quando il denominatore (il PIL), tradizionalmente precomatoso, rallenta eccessivamente come durante la recente crisi. Quella spesa corrente fuori controllo sono tutti i tentativi degli italiani, illusi o meno, di rosicchiare gli ultimi angoli di rendita parassitaria prima che una deflagrazione o qualche strano politico virtuoso gli sottragga il vasetto di marmellata. Non va mai dimenticato che la classe politica esprime la società che la vota. A questa gente non è che se gli “apri gli occhi” capisce. Piuttosto nasconde la mano, ti fa un giro intorno facendo finta di niente e poi prova a svuotarti il portafoglio. Non va dimenticato che abbiamo al potere una classe politica che è andata al governo promettendo che gli elettori della parte vincente avrebbero campato alle spalle di quelli della parte perdente. Altro che “crescita economica”.
[...] su Giornalettismo, sia Carlo Cipiciani nel suo editoriale, sia Luca Conforti nella sua inchiesta, si sono occupati del nostro Debito pubblico. L’editoriale [...]
A me sinceramente del debito non frega molto. Nel senso: io sicuramente non tirerò fuori mai 30 KEuro. Primo, perché non li ho. Secondo perché il debito non l’ho fatto io e non lo pago. Se l’Italia va in bancarotta, la colpa non è certo mia. Danni non ne vedo molti. Già non funziona nulla. Anche se bancarottiamo che vuoi che succeda?
Se a causa del debito si svaluta l’Euro, il danno è disperso su tutta l’Europa, quindi ci guadagnano quelli che han fatto più debito.
Inoltre, che la moneta cartacea si svaluti è una costante. Che lo faccia per debito o meno, non mi cambia molto, tanto so che non devo tenere contanti per riserva di valore. Se ho capitale da parte, lo trasformo in una vera riserva di valore: terreni, case, oro. E possibilmente, all’estero.
Scusatemi ma ho smesso di preoccuparmi del cadavere italia. Anzi, ho smesso di preoccuparmi degli Stati Nazionali che, guidati dalla politica socialista, non possono far altro che affondare economicamente. Adesso per debito pubblico o domani per iperinflazione o dopodomani per crack finanziario.
Solo un appunto per Marcello.
Non credo affatto che i politici siano lo specchio della società.
I politici sono la merda della società. Il gradino zero.
[...] aumento, tale che in rapporto al Pil sale dal 39,9% del 2000 al 44,1% del 2008. Già ce ne siamo occupati in passato , ma questa indagine dell’Istat ci permette di aggiungere alcune altre importanti [...]