Partito democratico, arrivato al capolinea
29/04/2008 - Da ieri Roma ha un nuovo sindaco. Ma soprattutto, ha un grande sconfitto. Quali saranno le conseguenze di questa débâcle all’interno della formazione guidata da Walter Veltroni? In un tripudio di clacson di tassisti, Roma incorona Gianni Alemanno sindaco. 761mila
Da ieri Roma ha un nuovo sindaco. Ma soprattutto, ha un grande sconfitto. Quali saranno le conseguenze di questa débâcle all’interno della formazione guidata da Walter Veltroni?
In un tripudio di clacson di tassisti, Roma incorona Gianni Alemanno sindaco. 761mila a 677 era finito il primo turno a favore di Rutelli, 783mila a 676 si è concluso il ballottaggio in favore dell’ex ministro dell’agricoltura di Berlusconi. Un milione e 662 mila persone a votare al primo turno, un milione e 459mila alle urne al ballottaggio. Che significano che Alemanno si è portato a casa i voti di Ciocchetti e Storace, e Cicciobello si è preso invece una coltellata alla schiena dai suoi. Numeri che spiegano perfettamente l’errore della candidatura del marito di Barbara Palombelli, che per Roma è stato un pessimo sindaco – al contrario di Veltroni - e il suo ritorno è parso ai più come un parcheggio di comodo per un illustre disoccupato, mentre la campagna elettorale – soprattutto negli ultimi quindici giorni – è stata una débacle. Serve poco ricordare oggi che un ex radicale diventato vaticano-centrico in appena un mandato forse non era presentabile. E che la proposta del “bracciale” per le donne è forse una delle più clamorose idiozie che siano mai state concepite. Così come il disperato tentativo di accreditarsi presso la comunità gay, quando ci si è sempre schierati contro i diritti delle coppie omosessuali, è stato risibile. Un certo significato – e un effetto di trascinamento – avrà avuto anche la vittoria di Berlusconi alle politiche, con le conseguenti polemiche sulla scomparsa della Sinistra Arcobaleno, della quale il Partito Democratico è stato considerato responsabile. Meglio provare ad analizzare in profondo quanto accaduto.
MILITANZA - Il primo dato significativo è quello della (non) affluenza. Ad oggi si può dire che è (anche) questa che ha portato alla sconfitta di Rutelli, e ciò è quantomeno significativo. Perché da che mondo e mondo si è sempre detto che quando alle urne andavano in pochi ad avvantaggiarsene era la sinistra, che poteva contare su un elettorato più disciplinato ed irregimentato. Oggi non è più così. La militanza, in occasione delle politiche come delle comunali, è stata di “destra“, e non di “sinistra“. E questo,
qualcosa vorrà pur dire. Non si può spiegarlo soltanto dicendo che Cicciobello era il candidato sbagliato, visto che si è ripetuto in forma minore anche alle politiche.
BYE BYE, UOLTER? - Poi c’è il dato politico. Probabilmente questo risultato segna l’addio di Veltroni alla leadership del Partito Democratico. E con lui dovrà salutare anche quel Goffredo Bettini che era stato presentato come il dominus e il deus ex machina. Restano da definire modalità e termini di questo addio, ovvero se sia il caso di muoversi durante il Congresso oppure dopo le Europee, riservando a Walter il ruolo dell’anatra zoppa per un anno. Ma quasi sicuramente sarà questa la strada che seguiranno i maggiorenti del partito – D’Alema, Fassino e così via – e candidato a prenderne il posto potrebbe essere proprio quel Pierluigi Bersani che non ha sofferto sconfitte personali in questi anni (anche perché non si è mai presentato per correre a qualcosa) e avrebbe dalla sua tutta la base emiliana Ds, oltre ad essere anche
considerato un interlocutore affidabile da sindacati e industriali (non dagli assicuratori, ma questo è un vanto).
NO, WE CAN’T - Se il giochino dei nomi riserva poca fantasia, di tutt’altro spessore è però quello dello spazio di movimento politico. Davanti al PD si apre il dilemma se muoversi “verso destra” o “verso sinistra“. Cercare di recuperare parte del consenso a sinistra – perso durante le comunali – è un’idea non peregrina, e, ironia della sorte, potrebbe essere più facile del contrario. Perché alla sua destra lo spazio d’azione porterebbe il partito verso soltanto un obiettivo: quel Pierferdinando Casini che le elezioni le ha perse – anche se dice il contrario – e già si è accucciato di nuovo sotto il tavolo di Berlusconi, per vedere se avanza un tozzo di pane. L’abbraccio con il genero di Caltagirone in una nuova alleanza porterebbe automaticamente all’addio di tutte le battaglie laiche del centrosinistra, e significherebbe anche lasciargli la leadership dell’alleanza, perché questo sarebbe l’unica offerta che Pierfurby non rifiuterebbe. Intanto, cade il sogno veltroniano di partito leggero, “di massa e d’opinione“, smart e pronto a “marciare diviso per colpire unito“. Bisogna rassegnarsi. Evidentemente non si poteva fare.













Abbiamo perso. E allora. In democrazia bisogna rispettare i perdenti. Sono tra i milioni di italiani che credono nel progetto del partito democratico. Una sconfita mi deve cancellare? ma che ragionamenti sono? dobbiamo agire, progettare una bella Italia, rinnovare la nostra classe dirigente, aspettare che gli arroganti ora al potere inizino a sbranarsi per il potere. Berlusconi senza fare nulla ha atteso il cadavere della sinistra. Per noi sarà lo stesso. Però non dobbiamo limitarci a gridare che le cose non vanno. Dobbiamo proporre, proporre, proporre. Ora che non c’è più Prodi su chi ricadranno le colpe? Finalmente l’assunzione di responsabilità costringerà la destra a terminare la propaganda. Alziamoci e al lavoro: impegno, partecipazione, lotta per le idee. Non lasciamo che l’Italia si appiattisca su un pensiero unico.
Il settimanale The Economist ha diffuso la classifica con le stime
La nostra economia sarà l’unica del pianeta ad avere il segno meno In Italia il peggiore Pil del mondo
Al primo posto il +9% della Cina
Italia: ultima per infermieri, ma al primo posto per numero di medici
Dossier del ministero della Salute. E’ al secondo posto al mondo per capacità e qualità dell’assistenza, secondo l’Oms. Sono sempre meno gli italiani che si recano all’estero per prestazioni sanitarie
L’ONPI è un Ente sciolto 40 anni or sono.
Il punto non è questo, ma il fatto che il prelievo forzoso rimasto in essere ancor oggi, risulta trasferito dall’INPS al Tesoro, e suo tramite alle Regioni, che lo inseriscono tra i propri flussi in entrata senza riservarlo agli scopi che suffragavano la trattenuta originaria, o quanto meno, senza documentarne la destinazione effettiva.
Ciò posto, non è azzardato supporre che, venendo meno la necessaria trasparenza, il contributo ex ONPI sia investito (si fa per dire) in altri capitoli di spesa, non esclusa quella improduttiva.
Tutti i pensionati avvertono attenzione ai loro problemi. Si chiamano in causa precise responsabilità della classe politica, e non certo della base, deve essere integrato annotando che, 40 anni dopo, gran parte di costoro ignora totalmente la natura di quel prelievo (minimo in cifra assoluta, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di euro totali) e considera criticamente la sola realtà comprensibile, e cioè la sua perfetta identità a prescindere dall’ammontare delle pensioni.
Alla stregua della conclamata sensibilità sociale, avremmo piacere di un impegno politico, se non altro per dare un esempio agli altri, su due fronti oggettivamente non difficili: quello della trasparenza sulla destinazione dei fondi ex ONPI, e quello di una corretta informazione alle categorie più deboli, ed in primo luogo a quella dei pensionati.
Resta il fatto che la trattenuta generalizzata ex ONPI è un’iniquità morale ancor prima che una illegittimità amministrativa, perché, ferme restando le competenze delle Regioni e degli altri Enti locali in tema di assistenza agli anziani, il loro finanziamento da parte istituzionale potrebbe e dovrebbe essere assicurato da ben altri flussi, e non certo da un balzello di sapore vagamente borbonico a danno degli stessi Soggetti destinatari dell’aiuto.
Certamente, il problema coinvolge una volontà politica che trascende quella delle singole Regioni ed investe competenze di Parlamento e di Governo, ma negarlo a priori, o circoscriverlo a “chiarificazioni burocratiche” se non anche a constatazioni circa il trattamento poco edificante riservato ai pensionati, significa indulgere ad una demagogia che si confidava, evidentemente a torto, essere stata superata dal nuovo corso politico.
EX ONPI – Forse qualcuno può spiegare cosa sia il “contributo ex Onpi” di euro 0,01 che trovo ogni mese da sempre tra le trattenute della mia pensione? Su internet trovo: “Onpi, ente che non esiste più da 40 anni”. E dove finisce tutto quanto raccolto a tale titolo ogni mese?
Il Partito Democratico ha perso(per fortuna)!Veltroni ha perso(per fortuna)!
Rutelli ha perso (per fortuna)!
Ora io mi chiedo, cosa faranno in futuro questi due lestofanti, unitamente alla loro sinistra?
Condivido molte delle analisi fatte dai lettori, sia sulle responsabilità della leadership , a cominciare da Veltroni e Rutelli, sulle cocenti sconfitte del PD alle politiche ed al Comune di Roma. Come pure la totale mancanza di identità politica con la quale si sono proposti sia il leader nazionale che l’aspirante sindaco trombato. Forse aveva ragione Berlusconi che il nuovo non abita qui (nel partito democratico) ed alla fine l’elettorato ha preferito premiare chi non rinnega il proprio passato, anche se cerca di superarlo, invece di seguire chi non è (lui dice che non è mai stato) più comunista, non è mai stato socialista, non è liberale, forse riformista e ‘buonista’ . Rutelli poi da radical-borghese-chic a ‘sacrestano’ ed osservante dei ‘diktat’ di Santa Romana Ecclesia.Abbiamo detto spesso che Berlusconi sembra una ‘macchietta’ e forse lo è. Ma i nostri cari lo sono anche di più senza avere la ‘verve’ e la capacità di bucare lo schermo che ha il ‘Cavaliere’. Chi ha immaginato di contrapporre un ‘grande comunicatore’ al Grande Comunicatore , ha posto in essere un’operazione sbagliata in partenza in quanto ha voluto contrapporre una pallida imitazione all’originale. Sul piano prettamente politico, il Berlusca ha dimostrato di avere una grande capacità di leadership e di aggregazione , non solo sull’elettorato, ma anche suoi suoi alleati; il Nostro ‘Walterino’ ha saputo solo liberarsi della morsa dei suoi alleati, soprattutto a sinistra, perché non era in grado di contrastarne la leadership ed il prestigio.Un fallimento totale.Punto e a capo.Ma se pò fà?
L’Onpi è una ex Ente inutile. Una cassa di assistenza che titolava : Opera Nazionale Pensionati d’Italia. E’ stata abolita nel 1978, mi pare, e le sue funzioni trasferite alle regioni. I quattrini dovrebbero andare a finire lì suppongo senza vincolo di destinazione. In altre parole, è una tassa implicita.