La scelta è ampia: ci son diversi modi per etichettare quanto accaduto ieri sera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, vigliaccamente colpito dal lancio di un pesante oggetto, forse una miniatura del Duomo di Milano, scaraventato con violenza da una distanza ravvicinata: qualcuno lo bollerà come il gesto di una persona che soffre di problemi psichici, qualche altro preferirà considerarlo gesto di un imbecille, qualche altro di un folle. Il responsabile è Massimo Tartaglia: 42enne, residente nell’hinterland milanese, in cura da dieci anni al policlinico, incensurato, Tartaglia non fa parte di alcun partito, né di un centro sociale, e nemmeno di qualsiasi altra organizzazione politica extraparlamentare.
Non si tratta di un terrorista, né di un militante politico: non è considerato vicino ad alcuna specifica categoria di persone ostile al Premier, la cui appartenenza avrebbe, eventualmente, potuto alimentare il sospetto che l’attentato al Cavaliere sia stato mosso dal malcontento di un particolare gruppo politico, sindacale, economico. La violenza fisica recata è riconducibile solo ed esclusivamente alla volontà di un’unica persona, il cui equilibrio psichico, stando a quanto si dice sul suo conto a poche ore dal fatto, non sembra essere del tutto stabile. Tartaglia ha agito da solo e ha premeditato, se ha premeditato, da solo; eppure, la tentazione di farlo passare come un infame avversario politico, provando molto sottilmente a ricondurre la sua azione ad un fantomatico piano anti-Premier, è forte.
Dalle parti del centrodestra berlusconiano sono in molti a cedere a questa tentazione. “I mandanti dell’aggressione di oggi sono da trovare nelle redazioni e in alcune sedi di partito”, ha detto il coordinatore nazionale dei giovani del Pdl Francesco Pasquali, ripetendo grossomodo quanto espresso anche dai leader del suo schieramento: anche gli esponenti del governo, infatti, non si sono sottratti dal giudicare gesto e aggressore in una chiave tutta politica. “Le parole di odio alla lunga si trasformano in fatti – ha fatto sapere, ad esempio, il Ministro Caludio Scajola – Dovrebbero comprenderlo tutti, soprattutto quei moderati che negli ultimi giorni hanno contribuito a demonizzare il presidente Berlusconi”.
Non ci è andato cauto nemmeno il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, che, in diretta durante i Tg, ha parlato di un Berlusconi “profeta”. Secondo il racconto di Bonaiuti il Cavaliere già durante il viaggio in macchina da Arcore a Milano, lamentandosi per il clima di tensione e di odio degli ultimi giorni, avrebbe palesato le sue preoccupazioni sulla manifestazione e sul rischio di disordini: “Speriamo non succeda nulla”, gli avrebbe confidato. “Paolo, ti ricordi cosa ti ho detto in macchina?”, avrebbe invece riferito dopo l’incidente il Cavaliere al suo fedele collaboratore, in ospedale, tra un esame e l’altro. L’assurdo, e fortunatamente isolato, atteggiamento di Tartaglia e gli scontri che hanno caratterizzato il dibattito politico degli ultimi mesi vengono, insomma, abilmente messi nello stesso calderone.



Diciamo pure che allora, in questo caso, si tratta di scontro tra due disagi mentali, seppur differenti.
dirò una cosa scontata, ma vera: chi semina vento raccoglie tempesta.
Berlusconi ha subito un’aggressione ingiustificabile, ma ha ragione la Bindi a rivendicare che lui in prima persona e il suo schieramento politico sono corresponsabili del clima di odio e tensione: ci siamo già dimenticate le assurdità dette a Bonn pochi giorni fa, solo per citare la più recente? Poi anche Di Pietro ci mette il suo, ma ricordiamoci che le “guerre” si fanno minimo in due.
Le reazioni farneticanti del Giornale, di Maroni, Bossi e quant’altri indicano i “mandanti morali” (come Sofri per il delitto Calabresi, tanto per intenderci) in Di Pietro, PD, Fini e Casini (ieri sera ho udito Sallusti accusare anche il povero Pierferdy di collusione con DiPietro solo per aver congetturato di una possibile alleanza elettorale con l’IDV) indicano a mio avviso il chiaro tentativo di sfruttare l’aggressione sciagurata a fini elettorali. Quasi vogliano fare del “mandante morale” Di Pietro una sorta di Tito Zaniboni.
Non esistono mandanti in questa aggressione che nasce semplicemente dagli squilibri mentali di una persona disturbata. Certamente pesano i toni accesi e le parole molto spesso infamanti che Berlusconi usa spesso e volentieri usa nei confronti dell’opposizione di questo paese.
Non ho mai sentito parole dure e minacciose uscire dalla bocca di Bersani Fini o Casini.
L’atto in se va condannato come allo stesso modo vanno condannate tutte le frasi ingiuriose e infamanti nei confronti di chi molto spesso in questo paese “deve sentirsi in colpa” di essersi schierato dalla “parte sbagliata”.
In fondo si è fatto una pubblicità incredibile, come se ne avesse ancora bisogno: è in buona compagnia, spesso quelli che sono oggetti di attentati (vabbè non è il caso, ma è per farla breve)sono brave persone.
Questa aggressione contribuirà solamente a martirizzare Berlusconi, purtroppo, come ha già fatto la stessa vittima subito dopo “l’agguato” mostrandosi agli astanti.
Ci mancava solamente questa, così appena dimesso potrà dire che il suo consenso è salito al 1000%, e che gli estremisti comunisti antiliberali sono spalleggiati da tutta la magistratura, bla bla bla..
Il solito calderone di lamentele, solamente un po’più insaporito..
ottimo articolo.
da gran venditore di fumo ha sfruttato l’occasione rialzandosi sul predellino per farsi immortalare emorragico andante (mai una volta che si sia coperto la ferita come naturale che fosse con le mani) e la strumentalizzazione politica è solo il prosieguo di questo atteggiamento da vittima predestinata.
La scorta costretta a restare lì minuti e minuti invece di portarlo in ospedale e sottrarlo ad un potenziale secondo attacco è l’apoteosi della mistificazione mediatica e dovrebbe far riflettere sulla pericolosità delle prime donne come lui messe in posti strategici come la presidenza del consiglio.
Il resto dell’entourage (scritto bene?) è solo accozzaglia di politici da trattare con il napalm
al di là di tutto il fatto ha l’indiscutibile merito di aver riportato la situazione sul pianeta terra: un’intera nazione tenuta sotto scacco da una persona sola che minaccia: sfascio, modifico, cambio; tutto mio, tutti mi amano… -fin a creare una sorta di alone mistico, d’ineluttabile, d’intangibilità: bene, ora tutto questo non c’è piú, al modico prezzo d’un naso rotto e due denti finti caduti
concordo con questo articolo. la tentazione di strumentalizzare il fatto esiste e purtroppo sembra essere usato da entrambi gli schieramenti politici. ho letto altrove che qualcuno è arrivato persino a dire che fosse una mossa organizzata dallo stesso Berlusconi(cito – “penso persino che l’abbiano concordato il gesto, proprio x accrescere la popolarità del premier e diminuire quella della sinistra!”). temo che questa sia l’Italia che ci meritiamo. la stupidità non è solo del folle che ha compiuto quel gesto ma anche di coloro che lo giustificano, militanti della parte avversaria. così come deprecabile è chi lo strumentalizza, cioè la classe politica del Premier. ma stupidi sono anche i cittadini e gli elettori di entrambi gli schieramenti, che si accodano come pecoroni lasciandosi influenzare e manipolare anzichè ragionare con la propria testa. la violenza è violenza, punto. e quel gesto va condannato, non osannato. come una qualsiasi azione di aggressione e violenza fisica, ingiustificabile sempre e comunque, in ogni caso. ed è solo questo che si fatica a capire.
E adesso ovviamente leggi speciali per tutti…
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-alfano-non-e-solo-un-gesto-di-un-folle-175379/
Vietato dissentire in pubblico dal Caro Leader.
Vietato dissentire in privato dal Caro Leader.
Vietato dissentire e basta dal Caro Leader.
Vietato contestare il Caro Leader.
Vietato pensare di contestare il Caro Leader.
Vietato avere un’opinione propria a meno che non coincida con quella del Caro Leader.
Vietato odiare il Caro Leader.
Vietato non ostentare ammirazione per il Caro Leader.
Vietato non ridere alle barzellette del Caro Leader.
Vietato dire che il Caro Leader è un uomo come gli altri.
Vietato pensare di dire che il Caro Leader è un uomo come gli altri.
Vietato dire che la legge vale per tutti anche per il Caro Leader.
Vietato ritenere la Costituzione superiore al Caro Leader.
Vietato far notare che il Caro Leader ha la maggioranza dei votanti della sua parte politica ma che a conti fatti rappresenta solo un terzo scarso del paese.
Vietato pensare che il gesto di un pazzo va sì stigmatizzato, ma che la vittima in questione è e rimane un Caro Leader come ancora ce ne sono in giro per il mondo e che le sue azioni passate non gli vengono condonate per magia con uno “scudo morale”.
Vietato dire che c’è un regime del Caro Leader.
Vietato essere all’opposizione del Caro Leader senza azzerbinarsi a dovere.
Vietato essere nella maggioranza del Caro Leader senza azzerbinarsi a dovere.
Vietato informarsi su internet dove il Caro Leader non puo’ divulgare impunemente la sua propaganda.
Vietato protestare per le leggi ad personam del Caro Leader.
P.S. quando verranno chiusi i siti internet che inneggiano contro il Caro Leader è vietato far notare che anche molti siti, i giornali e le tv sostenitori del Caro Leader continuano a spargere odio.
Non capisco perché questo JS si faccia chiamare farabutto visto che è un perfetto babbeo. Un campione patentato del conformismo peninsulare. Uno di quelli con l’istinto del branco e senza spina dorsale che grida dalla mattina alla sera tutto quello che gli pare contro il supposto Duce, solo perché è lo sport meno rischioso e più pubblicizzato d’Italia. Ma anche lui fa come il solito moccioso capricciosio figlio di tu-non-chi-sono-io che recita la poesiola del martire frignando davanti a mamma, papà e la maestrina, già tutti d’accordo per dargli una medaglietta al valore, la prima tappa della carriera nella nomenklatura.
“Non capisco perché questo JS si faccia chiamare farabutto visto che è un perfetto babbeo. Un campione patentato del conformismo peninsulare. Uno di quelli con l’istinto del branco e senza spina dorsale che grida dalla mattina alla sera tutto quello che gli pare contro il supposto Duce, solo perché è lo sport meno rischioso e più pubblicizzato d’Italia. Ma anche lui fa come il solito moccioso capricciosio figlio di tu-non-chi-sono-io che recita la poesiola del martire frignando davanti a mamma, papà e la maestrina, già tutti d’accordo per dargli una medaglietta al valore, la prima tappa della carriera nella nomenklatura.”
Wow bel ritratto… me lo metto nella firma della email
‘azz l’hai fregato!
sono ormai insopportabili..
Mah.
Che un gesto del genere si presti a strumentalizzazioni è scontato.
Che gli uomini di destra attacchino la sinistra e che quelli di sinistra attacchino la destra è altrettanto scontato.
La personalizzazione esasperata, però è un’altra faccenda.
Berlusconi dice che l’Italia va in malora per colpa della sinistra. Ma la sinistra è un concetto generico. La sinistra (quanto meno certa sinistra o pseudo tale) dice che l’Italia va in malora per colpa di Berlusconi. E questo non è un concetto generico.
La politica ormai non è più un confronto di idee, ma una semplice questione pro/contro Berlusconi. Che finisce per impersonificare il male assoluto. L’unico male assoluto.
Una semplificazione del genere, che non si sofferma a riflettere su quali siano i sentimenti e le aspettative di quella metà abbondante di italiani che l’hanno votato (italiani che già ben lo conoscevano, moralmente, culturalmente, economicamente, penalmente ecc…) rappresenta l’idealizzazione perfetta per chi non ha tutte le rotelle a posto e una comoda via di fuga per una sinistra che non riesce a interrogarsi sulle proprie lacune e ad assumere una posizione programmatica chiara e condivisa.
Tartaglia sarà anche un matto, ma la statuetta l’ha lanciata contro Berlusconi, mica contro il vicino di casa o il salumiere o il vigile urbano.
E il degrado della politica, che ormai ragiona per semplificazioni, ha sicuramente contribuito a far maturare la decisione di quel gesto.
Tartaglia è uno squilibrato, d’accordo… ma è forse gente equilibrata quella che decide di diventare terrorista o di imbracciare un fucile contro le istituzioni o di lanciare una molotov contro una camionetta di celerini?
Quanto possono essere equilibrati quelli che hanno festeggiato il gesto di Tartaglia, senza riflettere sul fatto che l’eliminazione fisica di un avversario è prova dell’incapacità di batterlo sul piano politico e dialettico?
Qualcuno ha scordato i festeggiamenti in occasione della morte della mamma di Berlusconi?
Troppi non hanno ancora capito che la forza di Berlusconi sta proprio nella sua personalizzazione come nemico.
Magari Tartaglia avrebbe lanciato la sua statuetta anche contro Bersani, ma in questo clima politico il gesto assume un significato ben più ampio, che gioca a favore di Berlusconi e contro tutti coloro che lo hanno attaccato personalmente.
E quindi ha ben poco senso discutere se dietro quel gesto c’erano davvero una motivazione politica o un’esaltazione determinata dalle quotidiane invettive degli avversari di Berlusconi: la sensazione comune è proprio questa, e nelle cabine elettorali valgono le sensazioni, molto più che i sofismi.
Se invece il confronto politico fosse stato serio, fatto di programmi, contestazioni, proposte alternative, chiara ricerca del consenso attraverso informazioni semplici e dirette… allora il gesto di Tartaglia sarebbe stato solo il gesto di un folle squilibrato.
Ma il confronto è ridotto a Berlusconi sì / Berlusconi no. E il gesto di Tartaglia è il gesto dei Berlusconi no.
No io sono convintissimo, figurati, nessuna fatica. Anche John Hinckley era un pazzo. Ma è che in Italia( cavolacci che caso) si va a chiedere per chi votava Massimo Tartaglia e poi si dice: ”hai visto, è del PD era scontato”. Domanda: se invece i suoi genitori avessero votato AN, l’allarme per il clima sociale e politico sarebbe scemato? Bisognava forse chiedere per chi votava lui, avrebbe insistito l’inquirente. E magari finiva fuori da un balcone, come un suo più illustre predeccessore ”suicidatosi” durante un ”correttissimo” interrogatorio, nel 1969.
Gli americani non andarono a chiedergli, questo si vero attentatore, in quanto dicesi le cronache che usò lo schioppo, se era Repubblicano o Democratico. Allo psicopatico che sparò a Ronald Reagan, che voleva sentirsi come il Giovane Holden, non si chiese visto il target e il motivo dell’azione, se era elettore dell’asinello o dell’elefantino. Peccato, la sinistra ha sempre sfiga. Mai che un aggressore del premier, sia uno piscopatico di destra. E dir che ce ne sono e quanti! Alcuni si fanno fare i pompini, addirittura dalle nipoti del loro ispiratore d’azione politica ( tutto in famiglia, non fosse altro).
Quelli fanno le stragi e non sono in cura per niente, nei consultori psichiatrici. Fanno i depistaggi in Tribunale e sono ascoltatissimi. Prosit