Strisciano nel buio, in attesa di prendere il malcapitato utente alle spalle pèer salvargli l’anima (e il cervello). E una volta che lo hanno fatto, non c’è scampo. La situazione dei “socialcosi” in Italia, il solito parlarsi (taggarsi?) addosso.
Non c’è peggior rivoluzione di quella che deve esserci per forza. Questo vien da commentare dando un occhio alla social sfera italiana, oggetto di questa seconda parte dell’analisi di quella blog palla che avrebbe dovuto salvare il Mondo ma, evidentemente, si è persa qualche passaggio. O, semplicemente, si è creduta come quegli intellettuali radical chic a cui, in sostanza, ha sempre dato la colpa della deriva terribile, censoria, assassina e chi più ne ha più ne metta dei media “grandi“. Quegli stessi che loda e imbroda quando poi si
accorgono di lei (tranne quando non mettono i credits, brutti ladri!)
BLABLABLA TETTE – Oggi la blog palla è sempre più social network e social network di social network. Da Badoo passando per Twitter, NetLog e infine il Re Assoluto Facebook non c’è Italiano che non sia immune al ping, di qualsiasi genere esso sia. Ma tutto questo proliferare di legami sociali ha davvero cambiato qualcosa dal punto di vista della comunicazione? A guardare i dati che, come ogni anno, Google ci sbatte in faccia per dimostrarci che razza di usufruitori del 2.0 siamo, pare di no. Tanto che fra le prime dieci query registrate in Italia dal motore di ricerca, spicca non certo per QI né per meriti sociali e sociologici la sesta dirompente misura di Cristina Dal Basso. Alla faccia della rete che cambia il mondo. Sarebbe fin troppo facile dare la colpa ai soliti utenti del web: ma cosa possiamo farci se chi cerca cerca tette? Se solo il simulatore Balotelli merita per gli italiani la ribalta? Ma questa blog palla che doveva salvare il mondo, salvo poi biasimarlo perché non vuole essere salvato (“Signora! Si faccia aiutare ad attraversare la strada!” “ma io non devo attraversarla!” “SIGNORAGG1O!”) che uso ha fatto di questo strumento della rete nato evidentemente con intenti salvifici, vita propria, pensiero autonomo e superpoteri da far invidia a Wolverine?
STUPIDO E’ CHI… - A parte i siti nati esclusivamente per parlare di questo o quel social network (vedi alla voce Facebook, vedi alla voce Twitter), per scoprirne i mille trucchi magari al fine di guadagnarci (roba da nerd,
magari, o autoreferenziale per dirla in maniera più chic) gli stessi autori di tanta blogpalla devono scendere a patti per vedere salire il magico contatore degli accessi. Per quanto, a dire il vero, la malefica popularity sul web di volta in volta si calcola in modo diverso, tanto che ormai ci piace pensare che sia il trucco di qualche vecchio saggio che si diverte a vedere impazzire questi piccoli self made men. E così ecco proliferare vecchie barzellette decennali riadattate a seconda del tempo magari cambiando solo il nome dell’attuale Papa, o foto di culi e tette al vento con titoli fuorvianti che nemmeno il Dagospia dei tempi d’oro (semmai ci siano stati). Perché forse la Rete è così magica, buona e salvifica che basta postarci su, non importa cosa, per essere nel giusto. Un po’ come quando si pensava che chi andasse in televisione avesse sempre ragione. Alidilà delle provocazioni, che spesso aiutano a centrare il problema mille volte più di sciocchi eufemismi per non dire dicendo, la rete che ci salverà sarà quella che insegnerà due cose a chi legge ma soprattutto a chi scrive: l’umiltà in primis, che alle tette non si sfugge in secundis.




eh sì che forse se fossimo furbi l’avremmo dovuta mettere nei tag o nel titolo la Cristina dal Basso. Comunque è solo in nona posizione, superata da gossip girl, superenalotto, grande fratello 9 e portali di diffusione dei suddetti argomenti, da facebook ad alice mail, appunto
. La sensazione, ad ogni modo, è che se pure abbiamo maggiori possibilità di comunicare stiamo perdendoci in esse facendo a volte della metacomunicazione sociale del niente. Ci piace parlare delle infinite possibilità offerte dalla rete ma spesso ci fermiamo a questo, senza riuscire comunque a sfruttarle.
“se fossimo furbi l’avremmo dovuta mettere nei tag o nel titolo la Cristina dal Basso”
Brava, almeno tu leggi le mail che mando alla redazione.
Coccì, se non esistessi tu ti si dovrebbe inventare, son due anni che lo dico
Ecco, ci mancava, 2010… il solito articolo moralista. Social network bla bla… Perchè non vi rendete conto che twitter sta difendendo la libertà in Iran? … che Wired e Riccardo Luna stanno candidando internet al Nobel per la Pace http://www.internetforpeace.org, che esistono scrittori come Alfredo Accatino che con i Twitter Tales stanno provando a innovare l’arte di raccontare http://twitter.com/alfredoaccatino, che possono esistere eventi capace di aggregare senza dover spendere un euro. Credo che vi stiate voi taggando addosso.