Solo i Maya ci salveranno dalla crisi?

di - 02/08/2012 - L'ex direttore del Financial Times Deutschland lancia un'alternativa ancora più potente del bazooka della Bce

Solo i Maya ci salveranno dalla crisi?
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La Bce è l’ultima speranza dell’eurocrisi? No, in realtà c’è ancora un’ultima chance di salvezza. La fine del mondo che dovrebbe verificarsi il 21 dicembre del 2012 potrebbe risolvere i problemi dell’economia mondiale.

 

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EUROMAYA - La fine del mondo profetizzata dai May potrebbe risolvere l’eurocrisi e concludere le difficoltà economiche che imprigionano la maggior parte dei paesi occidentali? Sì, se davvero tutti ci credessero, perché i problemi del debito a lungo termine verrebbero immediatamente cancellati. E’la provocatoria tesi, tanto affascinante quanto ironica, di Wolfgang Münchau, giornalista economico che ha lavorato per anni al Financial Times, primo direttore dell’edizione tedesca del quotidiano finanziario più prestigioso e ora columnist per varie testate. Secondo Wolfgang Münchau la crisi potrebbe risolvere solo con uno shock, e quale evento più destabilizzante esiste della fine del mondo? Nessuno, ecco perché bisognerebbe sperare che i Maya avessero ragione. L’editorialista di Der Spiegel e Financial Times rimarca che lui non ha alcun elemento su quanto accadrà il 21 dicembre del 2012, la data che nel calendario Maya è associata con la fine del mondo. L’apocalisse globale che segnerà la svolta nella storia umana è invero dibattuta, e anche tra gli studiosi della popolazione centroamericana c’è chi sostiene che questa profezia non fosse mai stata fatta. Ciononostante Wolfgang Münchau parte da qui e rimarca come la fine del mondo avrebbe enormi implicazioni economiche, e per lo più positive. I Maya potrebbero dunque rappresentare, in primis per l’eurozona, quella soluzione da tempo agognata che nessun eurovertice è stato finora in grado di trovare.

 

SE IL MONDO FINISCE - Il primo punto che rimarca l’editorialista di Der Spiegel è che improvvisamente la crisi dei debiti sovrani scomparirebbe. La sostenibilità dell’indebitamento nel lungo periodo, così come i pericoli di insolvenza, non ci sarebbero più, visto che ci rimangono solo pochi mesi da vivere. I mercati che reputano il 21 dicembre la data dell’addio all’umanità non si porrebbero più il problema di quanti soldi prestare nel lungo periodo, e già ora il tasso di rendimento sui bond semestrali è sostenibile. Ecco perchè tutti i politici europei, a partire da Angela Merkel, potrebbero esultare per la fine dell’eurocrisi. Contemporaneamente le banche potrebbero tornare credito ai privati, vista la discesa della curva dei rendimenti statali, e poiché ormai i problemi di capitalizzazione degli istituti non sarebbero più pressanti. Ma gli effetti positivi della fine del mondo non si confinano al mondo della finanza, visto che anche per la domanda aggregata ci sarebbe una forte ripresa. Finalmente i consumi potrebbero ripartire, in particolare quelli di Cina e Germania, due delle locomotive dell’economia globale.

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5 Commenti

  1. eureka scrive:

    i maya non servono,c’è gia il secondo salvatore della patria in azione-il bello è che dopo un colloquio afferma di aver convinto l’interlocutore,salvo poi riscontrare che le posizioni sono rimaste come prima…m intanto col suo girovagare ha mandato in tilt la flotta alitalia:idee nuove con le nuove generazioni di economisti-i geriatri facciano un passo indietro-fanno parte di una generazione che ha mandato alla rovina il paese-si diano responsabilità operative a MRIO EMINERIO E GIOVANNI DOSI http://www.phastidio.it

  2. Giobbe scrive:

    Il suo messaggio è chiaro: pensando troppo al lungo periodo si dimentica che nel breve si potrebbe crollare.
    “In the long run we are all dead”
    Sia chiaro, non che le parole di John Maynard ci debbano far dimenticare quel che c’è da fare per il futuro.

  3. eureka scrive:

    sono per la ristrutturazione del debito;in ogni settore del vivere civile,quando l’assetto dei rapporti tra debito e credito,diventa troppo penalizzante per il debitore,si cercano soluzioni quali il prolungamento o la rinuncia a qualche punto di interesse,senza cercare di imporre soluzioni non previste dalla normativa in vigore-Gli USA ristrutturarono il debito del Messico senza alcun clamore e senza questo quotidiano spettacolo di chi vuol fare il primo attore ma che in realtà ha un contratto da generico-sempre meglio perciò GIOVANNI DOSI

    • Giobbe scrive:

      Come dato di fatto, quando la Grecia ha fatto questa cosa, è caduta ancora più nel disastro. Quello che succede nel resto del mondo bisogna inserirlo nel suo contesto. Perchè il debitore ritorni ad avere forza contrattuale sul creditore, deve, nel nostro caso, avere fiducia internazionale. Se l’idea di Dosi, da quel che ho capito dando qualche letta, è che non importa che non riusciamo più a finanziarci sul mercato per un certo periodo dopo la ristrutturazione, dove cavolo ci finanziamo “senza cercare di imporre soluzioni non previste dalla normativa in vigore” (cioè non presso la BCE???)? Io penso che la soluzione sia quella di cedere la licenza bancaria al fondo salva-stati e farci finanziare dalla BCE, checchnedicano i difensori del trattato, e ciò si può fare senza un “Grecia II: versione Italia”.
      ***
      PS: qualsiasi paragne tu voglia fare con gli Stati Uniti, ricorda che lì la FED può acquistarsi il loro debito.
      E per il Messico, se questo loro debito era nei confronti degli americani come Stato federale e non come privati americani, la questione credo sia un pochino diversa.
      Saluti.

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