Dopo la consegna delle prime casette prefabbricate, sul sisma è scesa una cappa di silenzio, squarciata solo dalla recente conferenza stampa di Bertolaso che ammette “qualche ritardo”. Siamo andati a vedere che succede
Sembrano lontani i tempi in cui non c’era giorno che i media non riportavano il grande miracolo della ricostruzione in 100 giorni. Anche il G8, con i grandi della terra a commuoversi in mezzo alle macerie e Berlusconi a fare il gran ciambellano, è uno sbiadito ricordo. Da
quando il Presidente del Consiglio ha consegnato “chiavi in mano” le prime C.A.S.E. (che poi erano Moduli abitativi in legno donati dalla Provincia di Trento, ma questo è un dettaglio) dall’Abruzzo arrivano solo voci ovattate e lontane. Cosa c’è dietro questo silenzio?
IN GIRO PER L’AQUILA – Girando per L’Aquila si vedono tante facce. Tutte diverse, ma con una caratteristica comune: occhi spenti, stanchi e rassegnati. Anche nei ragazzi di trent’anni. Ormai fa freddo, ogni tanto ci sono fiocchi di neve trasportati dal vento. Le tende non si vedono in giro. Le C.A.S.E. arrivano con il contagocce, ma arrivano. Hanno riaperto le scuole, anzi i MUSP, Moduli ad Uso Scolastico provvisori. C’è pure qualche scuola “vera”, come la Media Teofilo Patini, zona di Pettino, proprio sulla faglia, circondata dal silenzio delle case disabitate. È stata recuperata ed è stata dipinta di un colore squillante. Ma chi va in questi MUSP, o nelle scuole rimaste in piedi, deve spesso fare una “gita” di decine di chilometri, se è tra i tanti – molti – che vive ancora negli alberghi sulla costa. Ma basta essere sistemato in paesi limitrofi: d’inverno anche 20 km diventano proibitivi, specie quando si tratta di bambini o studenti. Se si entra nel Centro storico, si può andare solo in Piazza Duomo, che è ancora in parte transennata. Ma più in là, sui cumuli di macerie lasciati dalla maledetta notte di 8 mesi fa in cui L’Aquila sprofondò, sta nascendo l’erba. E in tutto il centro storico hanno riaperto un bar, una cantina ed un ottico.
MA A L’AQUILA NON SUCCEDE NULLA? – Il freddo acuisce il silenzio. Solo il vento urla a L’Aquila. Eppure, nel silenzio assordante, qualcuno sta provando a far sentire la voce de L’Aquila ferita. Si è mossa la rete, a partire dal blog di miskappa. Tempo fa alcuni hanno scritto anche al presidente Napolitano: “la verità è che restiamo senza case”. Ma se è così perché le istituzioni locali non parlano? Il 9 dicembre Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila ha tenuto il Consiglio comunale in Piazza palazzo, in piena zona rossa, di fronte al palazzo della sede inagibile del Comune, per “mostrare all’Italia e al mondo qual è la vera condizione dell’Aquila”. Peccato che i media ufficiali sono distratti da altro, o se parlano di L’Aquila raccontano una relatà “virtuale”. Tvblog.it ci mostra quello che è accaduto quel giorno, ma la stragrande maggioranza degli italiani si ciba solo dell’informazione ufficiale, quella di Minzolini & C. Come ha scritto un aquilano nauseato da un servizio del Tg5: “Io mi metto nei panni di un ragazzo di Palermo o di una casalinga di Trieste. Cosa penseranno dopo aver visto questo video? Forse penseranno che a L’Aquila è tutto a posto. Tutti hanno una casa, tutti hanno un lavoro ed il centro è stato riaperto.” Per capire come stanno davvero le cose guardiamo i dati ufficiali: quelli della Protezione civile, quindi del governo.
I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE – Secondo i dati riepilogativi della Protezione civile, i cittadini Aquilani residenti nelle zone con case non abitabili sono 32.433. Il piano della Protezione civile prevede di sistemarne 22.598 nelle C.A.S.E. o nei Map, 1.105 in affitto, 8.532 in “autonoma sistemazione”. Al 10 dicembre 2009, secondo la protezione civile nelle C. A.S.E. risiedono al momento solo 7.922 persone, mentre nei nei Map sono 882. Sempre secondo la protezione civile, la popolazione assistita, quella cioè che continua a risiedere in alberghi o case private è di 19.587 persone: 10.739 in alberghi, 7.298 in case private, 1.550 in caserma. C’è un piccolo mistero in questi dati: se si sommano le persone assistite o quelle in sistemazione provvisoria, sia arriva a 28.391 persone. Ma se i cittadini Aquilani con la casa distrutta sono 32.433, dove stanno gli altri 4 mila? Spariti? Non è che, come ci ha raccontato un sacerdote che è stato a L’Aquila
per 3 mesi, c’ é ancora tanta gente che sta in tenda, anche se ufficialmente tutti i centri sono stati chiusi? Gente che forse non aveva diritto per l’accesso alle abitazioni temporanee (perché anche quelle non sono per tutti) e non ha voluto o potuto accettare di essere sbattuta sugli alberghi delle coste, magari a 70-90 km o più da casa?
IL MEZZO FALLIMENTO DELL’EMERGENZA – Tralasciando questo non piccolo particolare, i dati della Protezione civile dicono anche altro. Dicono che la fase dell’emergenza non è quel grande successo che è stato descritto dai media “ufficiali”. Anche ammettendo che (quasi) nessuno stia più nelle tende, molti – dati alla mano – continuano a non avere neppure la casa “provvisoria”. Sono quelle 19.587 persone che vivono in albergo o in caserma. D’altronde è stato proprio Guido Bertolaso ad ammettere che ci sono ritardi, sia per i senza tetto del Comune de L’Aquila che per quelli limitrofi. La scelta di passare immediatamente alle casette prefabbricate o in legno, si chiamino C.A.S.E. o Map, saltando la fase container aveva un grave inconveniente, come Giornalettismo ha denunciato solo pochi giorni dopo il sisma: se non si fa in tempo – come sta effettivamente accadendo – poi si deve far alloggiare la gente in posti molto più costosi ad esempio, la sistemazione in albergo. Un costo economico per il contribuente italiano (questa è la più costosa emergenza che si ricordi da quando esiste la protezione civile), sia per le famiglie senza casa, costrette ad un pendolarismo lungo ed assurdo e ad uno sradicamento sociale grave e che può avere conseguenze anche di lungo periodo.
























Grazie.
Un articolo chiaro e denso di notizie. Questo è il giornalismo che mi piace.
Un Sorriso
Grazie mille. Davvero.
Un sorriso anche a te
C.
concordo
Grazie ^_^
concordo pienamente con “il più cattivo”
Grazie mille anche a te.
^_^
da parte mia devo dire che voi aquilani avete baciato i piedi a berlusconi quando è venuto da voi lo avete osannato lo avete amato,lo avete sfamato lo avete votato……e.ora?…..lui vi ricompensa con un bel…..PRENDETELO IN CULO!!!!!!
Prima di tutto, io sono umbro e non abruzzese.
Inoltre, ti suggerirei di fare un giro da quelle parti, ed anzichè guardare solo quello che raccontano i tg “addomesticati” sentire la voce degli abruzzesi. Non crddo troverseti quest’unanime consenso per il premier e per l’azione del governo
C.
L’UNICA COSA VERA CHE HA FATTO IL GOVERNO BERLUSCONI ASSIEME AL SUO (GIA DETTO TUTTO)AMICO CIHHITTO è STATO SVUOTARE LE CASSE DELLA REGIONE DEI SOLDI CHE C’ERANO DOPO LA PASSERELLA MEDIATICA TUTTO è TORNATO NELL’OBLIO.MA INTANTO IL PREMIER SI PERMETTEVA DI REGALARE BRACCIALETTI ALLE SUE TROIE DA 600MILA EURO CAPITO 600MILA EURO!!! CON I VOSTRI SOLDI…ED I SOLDI DEL RESTO DEGLI ITALIANI…..GRANDE LA BANDA BASSOTTI CHE CI GOVERNA……TUTTO FUMO E DENARI SOTTRATTI…….CRAXI ERA UN FIORE RISPETTO A QUESTI QUA……MI RACCOMANDO ALLE REGIONALI RIVOTATELI COSI VE LO METTO IN CULO FINO ALLA GOLA….!
…come al solito, chi non fa nulla, chiacchiera.
Subito dopo il sisma: NO ALLE TENDOPOLI, NO AI CONTAINER (sinistra in prima fila)
SUBITO LE CASE.
Se qualcuno si e’ costruito una casa puo’ sapere quanti mesi (o anni) ci vogliono, costruendo da zero (senza macerie da spostare, senza gestire un’emrgenza, senza dovere programmare una ricostruzione complessa).
Lamentarsi e’ sempre facile, indipendentemente da chi sia al governo.
Sapete che Vi dico? Certo “giornalismo” ha stancato, piu’ dei politici tutti messi insieme.
Se libertà di stampa e di pensiero vuole dire sparare cazzate…beh, sarebbe meglio che partiste per dare una mano ai muratori, visto che siete bravi a costruire castelli saprete sicuramente fare meglio!
Sinceramente alcuni commenti che si ripetono nel tempo cominciano a meritare una risposta a tono:
1. Mi conosci? Sai cosa faccio nella vita? Sai di cosa mi occupo e qual’é il mio lavoro? Sai cosa ho fatto oggi pomeriggio (per la cronaca: io sono umbro)? Visto che la riposta è no, come puoi dire: chi non fa nulla chiacchiera? Tu che fai, oltre che scrivere commenti insultanti?
2. Se segui i link troverai numerosi articoli di Giornalettismo che CONTESTAVANO sin da subito la gestione dell’emergenza e la decisione di saltare la fase container, perchè – rileggili – avrebbe comportato i problemi che, purtroppo, puntualmente si stanno verificando. Quindi, Giornalettismo segue una linea coerentissima su quest’argomento.
3. Sempre qui su Giornalettismo, in altri pezzi linkati (ed anche qui è accennato) si è detto che ci sono ricostruzioni “riuscite” (vedi Friuli) che hanno seguito “modelli diversi” sia pe rla fase di emergenza che in quella di ricostruzione. Non si capisce (o meglio, si capisce benissimo) per quale motivo in Abruzzo si è scelta una soluzione diversa
4. Concordo con te sul fatto che la libertà di pensiero non è la libertà di sparare cazzate. Io cerco di non abusarne, sarebbe bello che tutti cercassero di fare altrettanto, a partire da certi commentatori
5. Mio nonno era un bravissimo capomastro. Esserne degno mi farebbe onore. E non puoi sapere se continuo (indegnamente) le sue orme…vedi punto numero 1
Ah la prossima volta, se ne sei capace, prova ad argomentare una replica, anziché limitarti ad insultare gli altri.
Un sorriso, con un po’ di fatica
C.
..Uno che riesce a stare in sella 15 anni..dopo essere stato “sconfitto” 2 volte, nonostante tutte le inchieste subite, le accuse di riciclaggio, di mafia, di corruzione, (tutte ovviamente da provare) come pensate abbia fatto a stare in sella? ..L’ho sempre detto..e’ un genio!..Vedete lui e’ come gli antichi alchimisti..Lui trasforma la merda in oro! Certo non e’ che ci voleva un genio per capire che dopo un sisma cosi’ distruttivo bisognava “muoversi” bene nella prima fase..poi dopo si sa..come vanno le cose, i problemi si accavallano..basta dargli “il giusto” risalto.Poi oggettivamente c’e’ anche da capirlo…tutti contro di Lui, si deve difendere…gli ha dedicato gia’ troppo tempo a L’Aquila..Ora poi ci mancava Tartaglia….Questa non e’ merda da trasformare in oro..questo e’ Oro puro massiccio! Nella disgrazia (perche’ quando ti arriva in faccia un pezzo di duralite o plasticone da un paio di kg con tutte quelle gugliette…capisco che non e’ per nulla piacevole, e non vorrei essere al suo posto) ha avuto culo(politicamente parlando s’intende) …risalira ulteriormente nei sondaggi…gli avversari diventeranno meno aggressivi (solo il “mastino” Di Pietro non gli mollera’ il polpaccio) e Lui in queste situazioni Gongola! come molli la presa…con la Sua astuzia e il Suo genio resta a galla ( ….ohh ..cmq ha sempre i Sui 73 anni il ragazzo) Ciao F
Gran pezzo, Carlo! Complimenti. Donato.
Nel caso di precedenti eventi quali il sisma umbro – marchigiano del ‘97 si è sempre proceduto in quest’ordine: tende, container e poi casette prefabbricate di legno, mentre in contemporanea partivano i lavori di ricostruzione. In questo caso si è voluto percorrere una strada diversa passando direttamente dalle tende e dalle altre sistemazioni provvisorie (alberghi, residence etc.)direttamente alle case in muratura (sia pure prefabbricate con pannelli modulari) installate su piattaforme di cemento da 600 euro ciascuna. Perché si sia voluto seguire questa strada : megalomania, desiderio di coinvolgere nella ricostruzione ditte amiche (per la maggior parte del nord alla faccia del sostegno dell’economia locale) o altri motivi non lo so. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, ma viene mascherato dalla cortina fumogena dei mezzi di informazione, circa ventimila persone sono ancora alloggiate in alberghi, il centro storico dell’Aquila e delle frazioni limitrofe è sommerso dalle macerie (non sanno neanche dove portarle) perché i soldi se li sono finiti per finanziare il progetto C.A.S.E., hanno detto che la sistemazione nei nuovi appartamenti prefabbricati sarà provvisoria, ma secondo me durerà decenni.
Inoltrre quest’orrore architettonico, che assomiglia alle case degli IACP anni ‘50, a differenza delle casette di legno che finita l’emergenza vengono smontate, non potrà essere smantellato in quanto installato su piattaforme di cemento armato, lo stesso usato per la costruzione di ponti e dighe (costebbe di più la rimozione che la costruzione). Dicono che saranno riconvertite in alloggi per studenti, ma anche questa è una favola, tra qualche decennio all’Aquila non ci saranno più studenti perché in assenza di centro storico non vi sarà più università.
Insomma abbiamo assistito, nella disinformazione generale, all’ennesima sceneggiata di regime come nel caso dei rifiuti di Napoli, dove glil stessi sono stati trasferiti dal centro della città a discariche riaperte a forza in periferia. In quest’Italia di poveracci ipnotizzati dalla televisione non importa risolvere i problemi ma solo dare l’impressione di averli risolti.
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