Napoli: il politico dei falsi invalidi minaccia di fare i nomi

14/12/2009 - Per l’ Inps erano non vedenti al 100%, ma invece era solo una truffa per incassare la pensione grazie alla complicità di un assessore alla Municipalità. Dopo l’ arresto di 56 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla

     
 

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Per l’ Inps erano non vedenti al 100%, ma invece era solo una truffa per incassare la pensione grazie alla complicità di un assessore alla Municipalità. Dopo l’ arresto di 56 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, falso in atti pubblici e contraffazione di pubblici sigilli, parla l’ indagato del Pdl e annuncia : “Se mi arrestano parlo”.

Al Pallonetto di Santa Lucia, uno dei quartieri storici più popolosi di Napoli che si estende da piazza del Plebiscito al mare di Borgo Marinari sotto Castel dell’ Ovo, si concentrava un altissimo numero di invalidi ( quasi tutte donne legate da vincoli di parentela ) che godevano di pensioni attribuite attraverso la falsificazione di documentazione medica ed amministrativa. Una truffa colossale ai danni dello Stato e relativa agli anni che vanno dal 2007 al 2009, che è venuta alla luce grazie all’ investigazione dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, i quali per mesi hanno pedinato alcuni dei cosiddetti ciechi. Hanno così scoperto che c’erano persone che pur dichiarandosi non vedenti guidavano tranquillamente le auto e leggevano il giornale in fila all’ufficio postale. Ma chi c’era dietro questa fabbrica della truffa che ha arrecato oltre un milione di euro di danni all’ erario ? Perché è certo che queste persone non facevano tutto da sole.

PUPILLE FARLOCCHE – Ebbene i falsi invalidi facevano giungere agli uffici della municipalità, incaricati di eseguire l’attività amministrativa, le domande corredate della necessaria documentazione abilmente contraffatta. La municipalità poi girava le istanze all’Inps per l’erogazione delle somme dovute. A monte, tutta un’azione di alterazione di timbri, decreti e corrispondenza, falsi verbali di accertamento sanitario e non ultimo il ritocco delle pupille nelle foto da allegare alle pratiche. C’è da aggiungere che nei mesi scorsi, per ostacolare le indagini, sarebbero stati sottratti, distrutti o occultati alcuni documenti depositati nei locali della I municipalità di Napoli. Una di quelle che è saldamente in mano all’ opposizione. Presidente, il pidiellino Fabio Chiosi. Le persone finite ai domiciliari sono state interrogate e alla domanda: “Chi ha istruito la pratica per una pensione che non le spettava?”, in molti di quelli che ora devono restituire pensioni e arretrati hanno fatto il nome del regista della mega-truffa. Si tratta di Salvatore Alaio 35 anni quel “politico che ha preso molti soldi e molti voti a Santa Lucia”.

O ‘NFAMONE – Del resto la conferma, anche se indiretta, era arrivata quasi subito per bocca di Marcello Taglialatela, parlamentare e coordinatore cittadino del Pdl. “Sono vicende personali e non politiche. Credo di aver capito chi è. Spero che quanto prima questo lestofante si presenti ai giudici. Il Pdl non si sente coinvolto, anzi fa onore al Pdl l´operato del presidente della Municipalità. Fabio Chiosi ha tirato fuori lui questa vergogna, confermando la nostra linea di rigore nelle amministrazioni”. Scaricato in un batter d’occhio dal partito, il regista della truffa era sparito. Ma le accuse coincidevano tutte, Sempre lo stesso nome: i finti ciechi dicevano di essersi fidati del politico amico. E l´hanno braccato per giorni “o ‘nfamone teneva per sé gli arretrati delle pensioni, migliaia di euro, compresa la prima mensilità”.

ROBIN HOOD DI SANTA LUCIA -Sì, Salvatore Alaio sono io”. Spavaldo, così si è presentato nella sede della municipalità dopo dieci giorni. Sapeva del resto che l’avrebbero condotto subito a Poggioreale.“Non mi sono mai nascosto. Sono qui. Non ho paura. Vado dall´avvocato Giuseppe Ricciulli per fare dichiarazioni spontanee al giudice, ancora prima che mi mandi a chiamare”. Una carriera politica nata nelle file dell´Udc di Alfredo Vito, l´ultima con 1912 voti nella lista di Forza Italia, indipendente da quando Fabio Chiosi gli negò la vicepresidenza. Faccia da duro, abiti griffati, occhiali da sole Richmonds. “Me li ha regalati mia moglie, Alexandra, è greca”. “Collaboro con studi legali di previdenza e faccio impianti elettrici. Ho un centro di assistenza finanziaria, un Caf, in via Solitaria. Mando avanti pratiche. E questo spiega perché la gente mi vuole davvero bene e mi dà il voto”. Ma andando a verificare, il suo studio risulta chiuso per ferie natalizie già da un bel po’. “Non ho fatto niente, non ho preso un soldo e se uno mi dimostra che ne ho preso uno, vado io dal giudice, mi costituisco io ancora prima di farmi arrestare. Sono pulito. Basta guardare il mio modello 730”. Quello che gli compila la moglie greca. “Può essere successo questo. Mi hanno dato la pratica in mano. Una domanda di pensione, magari. E mi hanno detto: “Per favore, Salvatò, la puoi portare in quel posto?” La gente mi vuole bene, mi vota perché sono a disposizione di tutti. Ma soldi mai e poi mai. E sia chiaro, non ho mai cercato nessuno per fargli fare una pensione falsa”.”Io non c´entro, non lo so, e non ho preso un centesimo, ma le pensioni sono un calmiere, la gente ha problemi”.

LA CARROZZELLA NON C’E’ PIU’ -Se mi arrestano parlo”. Avrà avuto sicuramente dei complici Alaio. E’ a quelli che ora punta la Procura di Napoli.  Chi deve temere le annunciate rivelazioni di Salvatore Alaio ? Perché gira voce nel Pallonetto che sia protetto da un clan camorristico ? Sono tutte illazioni che andranno verificate al più presto perché la cosa più semplice che può capitare a Napoli è di condire ogni piatto con la camorra. Intanto, secondo quanto dichiarato dal commissario verde Francesco Borrelli, al Pallonetto “restano chiusi ben tre centri di assistenza fiscale dove era possibile istruire pratiche per i disabili e dalle strade sono scomparse decine di carrozzelle per infermi utilizzate addirittura per giocarci dai bambini. Nel quartiere, inoltre, oltre il 60% degli edifici sono senza ascensore: ecco un altro paradosso se si pensa al record di disabili residenti proprio in queste strade”.

Da Luciano Passariello riceviamo e pubblichiamo:

Gentile direttore, leggendo l’articolo a firma della sua collaboratrice Teresa Scherillo, circa lo scandalo su pensioni a falsi ciechi, sfociata con alcuni arresti a Napoli nei giorni scorsi, vedo accostato il mio nome sia a tale vicenda, sia a valanghe di voti che mi sarebbero venuti dal consigliere Salvatore Alajo. Alle regionali del 2005 ho ottenuto circa 12000 voti, rispetto a candidati che hanno di gran lunga superato i 20.000 voti. Quale sarebbe la valanga di voti di cui avrei beneficiato io?? Mi sembra una forzatura scorretta e sinceramente inutile, un volo pindarico gratuito, che mi riserverò di querelare nelle sedi opportune. Le chiedo pertanto di provvedere ad horas, ai sensi dell’articolo 8 della legge sulla stampa n. 47 del 1948 e dagli artt. 42 e 43 della legge 416 del 1981, a voler immediatamente rettificare la notizia, cassando il mio nome dall’articolo in questione, e pubblicando immediatamente una rettifica di quanto prima citato. Nel rigraziarLa, le invio cordiali saluti Luciano Passariello

     
 

4 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    tutto ciò mi perplime: a che serve che faccia i nomi, se c’è già una catena decisionale da indagare?

  2. makia scrive:

    magari l’ha detto solo perché amareggiato per essere stato scaricato alla velocità della luce :)

  3. Leftorium© scrive:

    Al Pallonetto ho visto cose che voi umani… :D

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