Le verità offese della strage di Bologna

di - A 32 anni dall'attentato che fece saltare in aria la sala d'aspetto della stazione emiliana qualcuno prova a negare l'unica evidenza ottenuta dopo anni di processi, ovvero il coinvolgimento degli estremisti di destra, nonostante anni di depistaggi e prove fasulle

Le verità offese della strage di Bologna
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32 anni fa, alle ore 10.25, nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna una bomba a tempo contenuta in una valigia abbandonata e posta su un tavolino portabagagni esplose causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio.

L’ATTENTATO - L’onda d’urto ed i detriti investirono l’Ancona – Chiasso, fermo in quel momento al primo binario, devastando trenta metri di pensilina ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. Morirono in 85, mentre furono 200 i feriti ed i mutilati. Tanta devastazione venne scatenata da una bomba composta da una miscela di 5 chili di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato. 23 chili di devastazione. La prima motivazione dell’esplosione? Un grande classico nella storia repubblicana d’Italia: una caldaia, come Piazza Fontana. Fu la posizione ufficiale sia del Governo presieduto da Francesco Cossiga sia delle forze di polizia. Non ci volle molto a smentire questa posizione. E’ bastato fare dei rilievi e verificare che tale scempio non poteva essere fatto da una caldaia.

GLI ORDINI DI CATTURA - Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

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4 Commenti

  1. kossiga scrive:

    qualsiasio attentato in italia è archiviato come operato da elementi di destra.
    Giudici comunisti non indagano. non perdono tempo.
    L’attentato è stato faffto da gruppi eversivi di sestra.
    Non indagano. La verità per loro è già scriotta prima degli attentati. come non hanno mai imndagato sul pci che prendeva i rubli dal kgb per vendere l’italia all’urss.

  2. chicca scrive:

    lo stato si dimentica sempre di queste cose, stragi o qualsiasi altro evento catastrofico…………………lo stato si ricorda solo dei cittadini quando devono pagare le tasse .

  3. Lia scrive:

    sono state le brigate rosse

  4. gianfranco88 scrive:

    La verità??? Ma potrà mai un’acrocchio di nazione con una costituita fatta da veri autentici ipocriti e mistificatori come i comunisti e i catto, dire una dico una verità,……..non rientrava nello statuto di un vero REGIME.

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