Interni

Il Cav si affida al partito dei giudici… suoi

13 dicembre 2009

In Campania, dopo il ritiro di Cosentino, ci sono in corsa Gianni Lettieri, presidente degli Industriali, e Guido Bertolaso che lascerà la Protezione civile. Ma tra gli aspiranti c’è anche Arcibaldo Miller. l’ispettore ministeriale mandato, su richiesta di Cesare Previti, dall’allora ministro Roberto Castelli ad indagare sul Pool di Milano.

La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte costituzionale che le abroga”. Parole di Silvio Berlusconi, pronunciate a Bonn, al congresso dei popolari europei, appena pochi giorni fa. Come sappiamo, quella del premier contro la magistratura è un’avversione quasi antropologica; eppure, secondo diversi “rumors” bene informati, sembra che il cavaliere abbia deciso di affidarsi proprio a due magistrati per la conquista di Campania e Puglia, nella prossima tornata elettorale di primavera. In Campania, le quotazioni di Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia accusato dalla procura di Napoli di “concorso esterno in associazione mafiosa” [  ] e tuttavia graziato dalla maggioranza dell’Aula di Montecitorio, sarebbero in irrimediabile calo, mentre sempre più concreta si starebbe facendo l’ipotesi di affidare la “nomination” ad un esterno: un impolitico comunque “affidabile ed inquadrato” nel sistema di potere berlusconiano. I nomi che circolano con maggiore insistenza nelle ultime ore, danno per probabile un ballottaggio tra Gianni Lettieri, il presidente degli industriali napoletani, Guido Bertolaso che lascerà la Protezione Civile e, soprattutto, il magistrato Arcibaldo Miller. Lettieri appare quello più titubante. Non è mai stato “organico” al Pdl e poi su di lui grava un rinvio a giudizio, peraltro assieme al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (quest’ultimo, invece, dato come probabile candidato del centrosinistra) con accuse che vanno dalla truffa aggravata al falso. Miller, viceversa, risponderebbe in pieno all’identikit disegnato dal cavaliere. Infatti, fanno sapere dalle parti di Palazzo Grazioli, quello di Miller è un nome che servirebbe a dare un segnale di legalità in una regione tormentata dalla criminalità e dagli scandali. Un nome che farebbe il paio con quello in campo in Puglia, dove il Pdl starebbe puntando su Stefano Dambruoso, ex magistrato dell’antiterrorismo e oggi consulente del ministro Alfano.

IL CURRICULUM DI ARCIMBALDO – Procediamo con ordine. Arcibaldo Miller comincia la sua carriera in magistratura alla procura di Santa Maria Capua Vetere. Successivamente è passato come Pubblico Ministero a quella di Napoli per poi sedersi sulla poltrona di “super 007” del ministero di Grazia e Giustizia, chiamato dall’allora ministro Roberto Castelli e riconfermato poi da Clemente Mastella. Nel suo curriculum troviamo inchieste scottanti a cominciare da quella sulla ricostruzione del dopo terremoto, conclusasi, tuttavia, in un nulla di fatto. A Miller, l’ex procuratore capo di Napoli, Agostino Cordova, affidò la leadership dello strategico pool anticorruzione. In particolare, secondo quanto riporta il settimanale La Voce della Campania del 28 settembre 2007, quando nel 1998 scoppiò la polemica tra i vertici della procura e gli avvocati partenopei, sia a Cordova sia a Miller fu dedicato un tagliente dossier dalla Camera penale. Nel mirino finirono due procedimenti disciplinari a carico della toga d’origine scozzese. Fra i rilievi mossi ci furono “le frequentazioni con la famiglia camorristica degli imprenditori Sorrentino, famiglia che è risultata aver condizionato fortemente gli appalti e le assegnazioni di lavori pubblici in Campania”; frequentazioni – è precisato – insieme al dottor Armando Cono Lancuba, e “ammesse dallo stesso dottor Lancuba negli anni 1985-1987”. “Entrambi i procedimenti subiti dal dottor Miller – viene aggiunto nel documento – si sono conclusi con l’archiviazione, ma residuano, nelle due vicende, fondate ragioni di censura sul comportamento del magistrato, per l’estrema disinvoltura manifestata nelle sue relazioni personali”. Nel dossier, fra l’altro, viene ricordato che “il procedimento per il reato previsto dall’articolo 416 bis del codice penale, che ha visto nel ’94 l’arresto di alcuni magistrati napoletani per collusioni con la camorra, ha riguardato anche il dottor Miller e, tra gli altri, un esponente della famiglia Sorrentino”. Un procedimento, ricordiamo, archiviato e considerato non rilevante sotto il profilo penale.

9 commenti a Il Cav si affida al partito dei giudici… suoi

  1. Pingback: Tweets that mention Il Cav si affida al partito dei giudici… suoi -- Topsy.com

  2. Corsaro rosso

    Che dire? Silvio mantiene sempre la sua parola. In questo è un Duomo d’onore :P

  3. bill

    No no, io ad esempio vi insulto qui: siete solo dei mentecatti.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>