Berlusconi e quell’onorevole Fininvest in odore di mafia
11/12/2009 - AZIONI GUIDATE – La conversazione, scrivevano i giudici, venne interrotta da Siino per il timore di intercettazioni; i due concordarono, però, un espediente affinchè Gioè gli esponesse in maniera più dettagliata la loro strategia: “Gioè fece trovare a Siino un
AZIONI GUIDATE – La conversazione, scrivevano i giudici, venne interrotta da Siino per il timore di intercettazioni; i due concordarono, però, un espediente affinchè Gioè gli esponesse in maniera più dettagliata la loro strategia: “Gioè fece trovare a Siino un biglietto manoscritto, avvolto ad un rocchetto di cartone, nascosto in una scanalatura esterna al locale docce dove il collaboratore lasciò di proposito un accendino. Nel biglietto era scritto che Berruti aveva detto a Bagarella di compiere azioni eclatanti relative tra l’altro ad un edificio fiorentino che custodiva opere d’arte. Tale
operazione aveva un duplice alternativo scopo: orientare la Sicilia verso una prospettiva indipendentista grazie al movimento “Sicilia Libera” (di cui Siino aveva sentito parlare anche alla moglie) o in ogni caso fare una dimostrazione di forza che, sconvolgendo l’Italia, avrebbe dato a Craxi la possibilità, o di persona o tramite qualcuno, di proporsi come colui che poteva riprendere in pugno la situazione”.
L’ALTRO DELL’UTRI – Ma chi è l’uomo che secondo Siino dava indicazioni al boss più vicino a Totò Riina, il boss che, insieme ai Graviano, curò la stagione stragista? Era il 12 novembre del 1979, quando, trentenne, negli uffici della Edilnord, in qualità di capitano della Guardia di Finanza Massimo Berruti interrogava Silvio Berlusconi sui complicati giri societari ed economici che gli avevano permesso di costruire Milano 2 (per intenderci, grossomodo gli stessi interrogativi che, a viso aperto, poneva la Lega Nord al Cavaliere nel 1998). Era brillante Berruti, in gamba, abile, sveglio, con tanta voglia di raggiungere il successo. perfino la divisa finirà per stargli stretta. Pochi giorni dopo quella visita nella sede della società che faceva riferimento all’attuale Presidente del Consiglio, infatti, il capitano della GdF firmerà una lettera di dimissioni e pochi mesi dopo lascerà ufficialmente il Corpo.
FININVEST – Le sue competenze in materia di paradisi fiscali e società off-shore gli apriranno nuovi sbocchi professionali: comincerà a lavorare proprio per il gruppo Fininvest. Ma non sarà un passaggio privo di ombre, però: nel 1985 verrà arrestato e accusato di corruzione. Sarà assolto. Gli andrà peggio in qualche altra occasione: in relazione alle inchieste su delle tangenti alla Guardia di Finanza ad opera della Fininvest, Berruti è stato accusato di favoreggiamento, in particolare di aver tentato di depistare le indagini cercando di non far parlare i finanzieri arrestati sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo ne è uscito una condanna a 10 mesi in primo grado, successivamente ridotta ad 8 mesi di carcere. nel 1994, poi, in seguito alle irregolarità della cessione di Gianluigi Lentini dal Milan al Torino sarà iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per falso in bilancio insieme all’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani.
COSA NOSTRA – Per Berruti, tuttavia, l’azienda non sarà l’unica realtà alla quale avrà modo di legarsi: grazie all’amicizia instaurata con vari professionisti, medici, commercialisti, funzionari di banca, e avviata durante una vacanza a Sciacca, entrerà in contatto con boss e soldati della mafia agrigentina, come Salvatore Di Gangi, futuro leader della famiglia di Agrigento che da super-latitante sarà inserito nell’elenco dei trenta più pericolosi d’Italia. E’ proprio grazie all’osservazione della villa siciliana di Berruti e al controllo delle linee telefoniche dell’ex capitano che i carabinieri, nel 1994, tenteranno di catturare Di Ganci. Quella di Massimo Berruti è una vera e propria escalation dell’organigramma Fininvest. Nel ’93 diventerà l’alter ego di Giancarlo Foscale, amministratore delegato e cugino di Berlusconi, e, come esperto di trattati contro la doppia imposizione, di norme che regolano la transazione dei diritti cinematografici e di leggi che regolano i rapporti con le società dei paradisi fiscali, si occuperà principalmente della supervisione delle attività estere della Fininvest. Dal 1996 ad ogni tornata elettorale viene puntualmente eletto come deputato tra le fila dei berluscones, Forza Italia prima, Pdl poi. La sua, insomma, è una carriera ricca di misteri, errori, azzardi. La sua vicinanza all’ambiente berlusconiano, sia affaristico che politico, e le sue cattive frequentazioni siciliane, qualora venisse considerata oggi credibile la deposizione del pentito che lo cita, potrebbero, insieme, costituire un elemento importante per fare maggior luce sui misteri che avvolgono le stragi di mafia del ’93.













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ho immaginato la scena in cui Berruti si reca alla Edilnord, entrando Capitano della GdF e uscendo corrotto: è inquietante, sembra che chi si avvicini si bruci.
Hai ragione, è una cosa che fa davvero impressione…sarò un puro, un ingenuo, ma questa facilità di prostituirsi dell’essere umano mi lascia sempre di stucco
Un sorriso iso
C.
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A tutti i sinistrosi, la vergogna che avete in faccia dovrebbe essere evidente, ma la vostra faccia oramai abituata non si inclina neanche un po dura come il marmo. Le puttane sono vergini nei vostri confronti. Il vostro Spatuzza oggi potete ficcarvelo dove sapete. Visto la testimonianza di altri pentiti che hanno dichiarato praticamente che quell’uomo “se uomo si può definire” è falso. Quelle persone che spatuzza ha smerdato, loro non li conoscono, non hanno mai parlato con loro. Quindi si deduce che il vs. eroe Spatuzza era un falso creato dalle sinistre. Con questa notizia oggi se Berlusconi dovrebbe andare alle elezioni anticipate, sarebbe un plebiscito che vi sotterrerebe per sempre.
Ecco il berlusconiano tipo: disinformato al massimo, in grado solo di ripetere a pappagallo quello che dicono i vertici del Pdl e straordinariamente cieco.
Se va bene a te…