La Finanziaria attualmente all’esame della Camera dei deputati nasconderebbe, secondo Donatella Ferranti e Cesare Damiano, capigruppo democratici nelle commissioni Giustizia e Lavoro della Camera, ”una norma che cancella con un colpo di spugna la gratuità del processo del lavoro ed ha così introdotto un’odiosa tassa che colpisce le fasce più esposte alla crisi”. E’ un accusa grave, fatta al governo che “ha fatto più di tutti contro la crisi”, il governo che “non lascia indietro nessuno”, quello che “non mette le mani nelle tasche dei cittadini”. Un’accusa che Cesare Damiano, ex ministro del lavoro, ripete anche nel suo blog.
Effettivamente, spulciando nel lunghissimo elenco di commi modificati con il famoso maxiemendamento alla Legge finanziaria 2010, ad un certo punto s’incontra il comma n.204 dell’art.2. Esso modifica una serie di disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, eliminando l’esenzione dal pagamento di queste spese per alcuni processi e controversie. In particolare, viene modificata una vecchia norma, la Legge n.319 del 2 aprile 1958, che riguarda l’esonero da ogni spesa e tassa per i giudizi di lavoro. Con questa nuova formulazione, anche per queste controversie sarà dovuto il “contributo unificato per i processi”.
Questo contributo è previsto da un altro provvedimento normativo, il testo unico in materia delle spese di giustizia. Esso viene stabilito in una cifra che va dai 30 euro per i processi di valore fino a 1.100 euro fino ai 1.100 euro per i processi di valore superiore ai 520 mila euro. L’effetto di questa modifica è che se un lavoratore apre una controversia con il proprio datore di lavoro, prima della Finanziaria non pagava nulla, mentre ora dovrà pagare una somma in denaro che può anche essere consistente. Si può immaginare l’effetto di tale norma su un lavoratore che ha perso il posto, quindi è senza stipendio, e deve decidere se aprire o no una vertenza con il proprio ex datore di lavoro.
Si potrebbe pensare ad una svista, una delle tante, magari dovuta alla fretta. Ma è una svista che si ripete: il “governo del fare” aveva già tentato un blitz del genere, giusto un anno fa, con l’art.26 della legge in materia di lavori usuranti collegato alla Finanziaria. Poi, dopo la levata di scudi dei sindacati, il Governo fece un decreto legge giusto a ridosso del capodanno, con il quale tra l’altro abrogava quell’odioso provvedimento appena approvato. L’assassino si sa, torna sempre sul luogo del delitto.
Magari l’opposizione, i sindacati e qualche deputato della maggioranza riusciranno anche stavolta ad evitare questa vergogna. Spiace però sottolineare che mentre il governo fa il possibile, e a volte anche l’impossibile, per non infastidire alcune “categorie” di italiani (gli evasori fiscali, ad esempio), non ci si fa scrupolo – con provvedimenti-carogna difficili anche da scovare se non dopo un’attenta lettura – di prendersela con la tutela del lavoro e dei lavoratori. Probabilmente solo per “fare cassa”. Però con il sospetto che dietro queste ripetute sviste c’è un’odiosa – speriamo di no – logica di “classe” che nel 2009 dovrebbe essere superata.




però mi hanno detto che i lavoratori li difenderà Ghedini col patrocinio gratuito
L’avevo già segnalato come commento al tuo editoriale sulla finanziaria di ieri. ma spulciando nei vari commi si trova anche che il testo della finanziaria contiene ora le disposizione finalizzate alla costituzione della Banca del Mezzogiorno. Servirà a sostenere progetti di investimento nel meridione e a garantire le Pmi nei loro progetti. Avrà una disciplina fiscale agevolata e le azioni potranno essere sottoscritte da fondi mutualistici ecc. Insomma, gliela fanno fare proprio come piace a Tremonti… con la conseguenza tutt’altro che improbabile, di ritrovarci tra qualche anno la nostra “bolla creditizia”, così come “qualcuno” ha anticipato proprio su queste “pagine”… Vero Gregorj?
Se non vado errato, le spese di giustizia sono a carico della parte soccombente, motivo per cui, se il lavoratore, o chiunque ricorra all’autorità giudiziaria, crede nella giustezza della propria posizione, non credo abbia nulla da temere. Viceversa, speriamo vengano meno una parte di quei ricorsi, spesso manovrati e spinti dai sindacati, che vogliono ottenere sempre e comunque qualcosa, tanto vale provare, tanto non costa nulla.
Era ora. La legge non è uguale per tutti?