La finanziaria di Tremonti e lo scippo delle liquidazioni

09/12/2009

     
 

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La finanziaria light, quella che il ministro dell’economia ha trionfalmente presentato quest’estate all’opinione pubblica italiana e poche settimane fa all’Europa, è passata per la commissione bilancio della Camera dei deputati trasformandosi in un’altra cosa. Il maxiemendamento che riscrive integralmente gli articoli 2 e 3 della finanziaria, furbescamente fatto approvare in Commissione, per evitare problemi con il Presidente della Camera Fini, l’ha trasformata totalmente.

Intanto, la sua dimensione è lievitata, facendola diventare una robusta finanziaria da 8,9 miliardi di saldo netto da finanziare. C’è stato, quindi, il consueto “assalto alla diligenza”, con l’approvazione di oltre 200 commi che disperdono in un rivolo di spese, dalle missioni militari internazionali alla proroga del 5 per mille, dalla gratuità parziale dei libri di testo all’Università, dal credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione alla sicurezza delle scuole, alla cedolare secca del 20% sui redditi da locazione per L’Aquila alla manovra a sostegno dell’agricoltura e a molto altro.

Ma non è della trasformazione della finanziaria inesistente in finanziaria sbrodolina che vale la pena di parlare. Ma di come il mago Tremonti riesce a coprire questi 9 miliardi di euro: 3,7 miliardi di euro proverranno dagli incassi dello scudo fiscale; per il resto, ci saranno le consuete “rimodulazioni di spesa” e, soprattutto, 3,1 miliardi di euro che proverranno dal Tfr “inoptato” dei lavoratori delle imprese sopra 50 addetti. La prima posta è – come sanno tutti – virtuale, nel senso che al momento non si hanno notizie precise sugli incassi.

Il Tfr inoptato invece un prestito obbligatorio dei lavoratori alle imprese. Si tratta a tutti gli effetti di soldi dei lavoratori, accantonati presso le imprese e iscritti ai bilanci di queste ultime come debiti perché, prima o poi, dovranno essere liquidati. Il ministro Tremonti, rispolverando un giochetto tentato a suo tempo da Tommaso Padoa Schioppa nella Finanziaria 2007, ha deciso per legge – senza consultare né imprese né lavoratori – che questo TFR inoptato venga trasferito ad un fondo di tesoreria del ministero dell’economia per finanziarci spese dello stato.

Perché nessuna delle parti sociali, ad eccezione della Cgil, abbia fino ad ora detto nulla è un mistero. Quello che è sicuro è che o si tratta di un furto vero e proprio ai danni dei lavoratori o – più probabilmente – di un debito futuro che lo Stato dovrà onorare nei confronti dei lavoratori stessi. Il beneficio temporaneo per i conti pubblici (perché inizialmente vi sono solo entrate, vale a dire i flussi di Tfr), crea un debito crescente dello Stato nei confronti dei lavoratori, scaricando i costi sulle gestioni future. Quando questa misura fu ideata da Tommaso Padoa Schioppa, Tremonti e tutto il centrodestra (che allora stavano all’opposizione) gridarono allo scandalo, al furto, alla sinistra che apriva buchi in bilancio. Ma le cose cambiano in fretta in questo paese.

Insomma, la finanziaria non è solo sbrodolina: è anche “allegretta”: le spese e spesucce “reali” sono finanziate con soldi per ora “virtuali” (lo scudo fiscale) e con debito pubblico futuro. In vista delle pesantissime manovre che Tremonti ha negoziato con Bruxelles per il 2011 e il 2012 per il rientro dal deficit, è davvero una notizia di cui esser lieti. Complimenti, Ministro!

     
 

15 Commenti

  1. Piotre scrive:

    Fatemi capire bene, le televisioni nazionali ed i giornali allineati dicono che siamo in ripresa, allora come mai il governo ha bisogno di prendere i soldi accantonati per il TFR inoptato e cioè quello non dirottato verso i fondi pensione?Poi il suddetto TFR non risiede più presso le imprese, ma presso l’INPS, quindi se mai lo stato dovrà al momento opportuno richiudere il buco apertosi presso l’INPS. Io personalmente tutta questa ripresa non la vedo, di contro però sono visibili sotto gli occhi di tutti, i commessi dei negozi, o almeno quelli che ancora resistono, che si fanno…. vento con il giornale ed i ristoranti semivuoti anche il sabato sera.
    Tornando al TFR…. inoptato,a chi ha visto la puntata di Ballarò di ieri sera, non sarà sfuggito, come si è inalberato il sign. ministro La Russa, quando gli hanno domandato come questo governo stesso o una successiva gestione avrebbero pensato di risanare il buco venutosi a creare, presso l’INPS, con l’attuazione di questo prelievo, se non con l’aumento della tassazione.

  2. BlackSail scrive:

    Il TFR inoptato è a copertura del debito dell’Inps verso i lavoratori (le liquidazioni future). Adesso con la finanziaria lo stesso importo è ANCHE a copertura del debito pubblico. Stesso importo, due coperture: un revisore dei conti in una società di diritto privato non firmerebbe mai un’operazione simile.

  3. Pingback: Finanziaria, saremo derubati del Tfr? Tremonti e il credito dei lavoratori allo Stato | NOTIZIE FINANZIARIE

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