Cosa succederà al ragazzo (coi ricci)?

09/09/2008 - Ci ha lasciati un decennio fa. Una giornata non solo ad uso e consumo dei media, ma di tutti quelli che apprezzavano. E apprezzano. In un mondo che non ci vuole più, Lucio Battisti è morto il 9 settembre di esattamente

     
 

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Ci ha lasciati un decennio fa. Una giornata non solo ad uso e consumo dei media, ma di tutti quelli che apprezzavano. E apprezzano.

In un mondo che non ci vuole più, Lucio Battisti è morto il 9 settembre di esattamente dieci anni fa. E oggi, come in tutti gli anniversari con la cifra tonda che si rispettino, c’è stato e continuerà il solito florilegio di ricordi ad uso e consumo dei mass media, condito dall’immancabile concerto di cover band più o meno famose e intervista a parolieri parolai che l’han spesso buttata in politica (la loro fama dovuta al fatto che Battisti li cantasse) con risultati non esattamente da ricordare. Come è possibile evitare questo odiosissimo planare di boschi di braccia tese, questo pizzosissimo amarcord all’amatriciana, che presuppone la solita intervista ai compaesani di Poggio vattelapesca, il solito ricordo delle giovani marmotte e del loro gran Mogol, i colleghi inconsolabili che ancora si commuovono pensando a quante volte li aveva pisciati nelle classifiche dei dischi e meno male che s’è levato dalle scatole ma questo non lo scriva, caro mio, che è inelegante?

NON PENSO, QUINDI TU SEI - Non chiedetelo a me: l’artista non sono io, sono il suo fumista. Io, semplicemente, rivesto quello che vuoi, son l’attaccapanni*. E chissà che vita ha fatto, a immaginarsela, mentre sul pendìo dello sgocciolìo lei sdrucciolò? *. D’altronde (d’altro canto), a volte essere nemici facilita piacersi è così inutile *, e allora, tanto per fare gli originali, proviamo a ricordarlo, l’ultimo Battisti, quello che i suoi fan non riconoscevano più. Perché è successo quello che doveva succedere*: s’era dato all’ermetico, all’estetica. Ben cinque album di canzoni stranamente minimali, spesso a basso costo grazie all’utilizzo dei campionamenti e delle tastiere, e con le parole di un autore sconosciuto al grande pubblico: Pasquale Panella. Don Giovanni (1986), L’apparenza (1988), La sposa occidentale (1990), C.S.A.R. (1992), Hegel (1994): dopo di lui, non ha più spiovuto; dopo di lui il diluvio *.

QUESTO MI CONQUISTA - Lo dico prima affinché non si dica che non l’ho detto: è terribilmente radical sciocco dichiarare urbi et orbi che il miglior Battisti è quello con Panella. Capirai: qui abbiam piene le orecchie di bionde trecce gli occhi azzurri e poi, con una chitarra e uno spinello intorno a un falò sulla spiaggia. Eppure, garantisco che fa la sua porca figura anche dire a una donna che ogni suo gesto è compreso in tutto quello che sa di se stessa quel gesto *. Di più: c’è gente che ha passato la vita a cercare una donna che facendo finta che non sapesse parlare, si mettesse un dito in bocca, l’anulare. Che dirigesse una quinta qualsiasi, tirasse con gli occhi chiusi sull’atlante, l’indice come un pulsante, accendendo una nazione in cui mi sa che a quest’ora è notte piena o molto nuvoloso. Una donna che fosse capace di calare il suo sipario di capelli sopra l’armamentario voluttuario, e si rilassasse bussando tristemente assorta sopra una porta che non c’è per niente, la spingi che era aperta *.

L’ARTISTA NON SONO IO - Alzi la mano chi non ha mai pensato alla vita come a una lotta dei cuscini senza sonno che spiumano, che fanno zampilli di pollini che pullulano aggressivi, irsuti, istigatori di starnuti *. Ecco, forse tra i pochi di voi a cui è scappato un pensiero simile potrebbero esserci estimatori dei testi di Panella. Non un complotto e non una soffiata, nemmeno tra le ciglia, perché tu sbatta gli occhi, e non un parapiglia senza sbocchi: niente di tutto questo, ma saranno le disinvolture, ed alcune noncuranze a tradirvi * come estimatori dei testi di Panella. Oppure quell’aria di serial killer da film horror che a volte vi prende, in quei momenti in cui l’alba, la barba, la curva della gola, rasoiate che sono orli di gonna, la luce ha ancora 

sonno ma si dà un tono da ostetrica che è urgente, in quei momenti in cui non si sa cosa succederà alla ragazza *, ecco: quella cosa lì vi tradirà come estimatori dei testi di Panella.

SONO IL SUO FUMISTA -
Voi, che vi scoprite a pensare che deve essere stata una costosa distillazione lamarea del mare, il cielo è più professionale: premedita sè stesso*. Voi, quelli che sono perfettamente consapevoli del fatto che in metro eccetera più di tutti i giornali e i giornaletti ha successo una scritta: in caso di necessità rompere il vetro*. Voi, una flebile e minuscola minoranza, che non varrebbe nemmeno contare se solo la statistica avesse un senso. Diciamolo, chi – partendo dal titolo – dedicherebbe alla ragazza della sua vita una canzone che s’intitola “Però il rinoceronte”? Eppure, provassero questi scettici a dirle che per lei un sovrano avrebbe rinunciato a nascere, e un cammello si è lanciato in una cruna d’ago, smascherando l’acrobata di sabbia in sé sopito. Sono io quella ragazza dice, il giorno prima come il giorno dopo, e il giorno in mezzo me lo metto al dito, così sarà un anello e non un peso. Ok, forse vi darà del pazzo. Infatti lo è lei *, vi risponderete voi.

SON SANTO, M’ILLUMINO – I vostri amici, poi. Sono tutti degli spostati senza arte né parte. Considerate che uno andò saldato, uno vive all’estro, uno s’è spaesato, uno ha messo plancia, e fa il trans-aitante, uno fa le more, uno sta invecchiando perché è un nobile scotch *. Chi volete che vi capisca? Chi potrebbeapprezzare un paroliere come Panella? Nemmeno quella vostra amica, tanto sfigata da innamorarsi di me mentre voi gli andavate dietro, ma vi era grammaticalmente indifferente – Lei m’amò, tu l’amasti, io no. I verbi la… tradirono che c’entro io? * – nemmeno lei, in punto di morte si pungerebbe più. Però a me Battisti con Panella piace. Voi, fate come ve pare.

HO TANTO DI STIMMATE - Molti – troppi – si sono concentrati su quanto l’uno influenzasse l’altro, in una simbiosi artistica durata 5 album: da che parte stava il genio?, ci si chiede Domanda stupida: chi fosse la provincia e chi l’impero non è il punto. 
Il punto era l’incendio. *

p.s.: sì, per comprendere appieno il testo dovevate cliccare sugli asterischi.
pp. ss.: ok, siete stati stupidi. Salvate l’onore ascoltando le canzoni.

     
 

14 Commenti

  1. rino scrive:

    cosa c’enra de andre’ con la musica scusa?qui si sta’ parlando di uno che 40 anni fa’ ha iniziato ed ancora oggi i ragazzini dai 14 anni in su lo ascoltano e comprano i cd …..x favore smettiamola di paragonare il mito a semplici parolieri.

  2. Maria Teresa (Nuvola Rossa) scrive:

    Eia, semplice paroliere…

  3. cordapazza scrive:

    questa volta do ragione a nuvola rossa: Creuza de ma è uno dei più bei lavori di world music e di ricerca musicale mai fatti; e se lo dice pure David Byrne…

  4. Pingback: ShivaJupiterPaperVideoNews « ShivaJupiter

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