Abbiamo perso tutti tempo per fare altro, Lippi aveva, Mourinho avrà, ragione
Campionato riaperto ? Forse per il Milan. Attualmente è la più forte di tutte. Gioca a memoria, di prima, col passo lento dell’assassino di talento. Non ha bisogno di niente di quelle cose che servono agli uomini. Tipo che so, giovinezza, resistenza, ardore. Al Milan bastano quella sporca dozzina di piedi buoni, una sventagliata, due tocchi al massimo tre se proprio il portiere avversario respinge. Non date la colpa alla Samp che non s’è addormentata ma è stata semplicemente in venti minuti finita. Questi non perdono più. Non è che abbiano ritmi indiavolati per cui la tenuta e l’anzianità causa l’assenza di turn over non dovrebbero essere un problema. Giocano di prima e segnano tanto ma non tantissimo. Hanno un alto tasso tecnico: li puoi mettere in difficoltà alzando la squadra e cercando di sfruttare la debolezza che hanno in fase d’interdizione al centro dove hanno inferiorità numerica. Ma se lo fai e riconquistano palla, con due tocchi la ripartenza è goal. Bravo Leonardo,
brava la società che lo ha sostenuto. Quinta vittoria consecutiva. Se non avessero subito sopra di due goal la rimonta anema e core del Napoli, sarebbero a 8 successi di seguito. Vi domanderete. Gufata o imparzialità ? A volte coincidono. Quinta sconfitta esterna della Samp, una delle squadre dal peggior rendimento esterno. E’ quella che in trasferta ne ha prese di più, 17 reti subite. Questi non vincono da quella col Chievo e con polemiche. Non convincono dal 25 Ottobre con il Bologna che aveva appena cambiato allenatore. Ha ventiquattro punti ed è sesta, sino al giro di boa di punti ne può fare massimo quattro e se le gira bene il salvabile: può chiudere il torneo a una quarantina di punti che vuol dire salvezza stentata. Sempre che gli stenti bastino. E se non sbaglio ve l’avevo detto. Bravura ? Sapeste quante “Sampdoria” ho visto. Bravura no: vecchiaia.
MISTERO SAMP - La squadra è ferma fisicamente, scoppiata anche di testa. Mannini, uno dei suoi gioielli, col Milan è stato il peggiore in campo. Cassano: non si capisce perché debba andare ai mondiali. E’ una seconda punta che non segna da tre mesi, buca le gare con le grandi (Juve, Milan): va bene per gli assist ma rallenta la manovra e se non è geniale è marcabilissimo. E non può essere geniale sempre. La tv lo mostra quello che fa. Nell’altro anticipo, derby d’Italia, Juve batte Inter per due reti ad uno. L’uno due di Marchisio, sinistro destro ancora sinistro col pallonetto morbido e svelto, è il miglior goal di giornata. Juve slabbrata, a volte pasticciona. Sofferenza, senza idee, generosità. Per fortuna che le idee a volte non averne è meglio: il primo goal, quello di cui un giorno da Marte riusciranno a stabilire la paternità(Melo, Del Piero, Chiellini, Lucio, Coppola, c’è chi lo vuole accollare anche a Mourinho), non è altro che la vecchia e cara zolla Diego. Per fortuna che generosità non si coniuga sempre necessariamente con coglioneria: il goal della vittoria è arrivato nel momento peggiore per noi, profittando della grandeur dell’Inter tutta sbilanciata. Il dolore nobilita il goal. Migliori in campo, Chiellini, sangue dappertutto, il miglior centrale d’Europa attualmente anche se le sue referenze sembrano frutto ormai di carneficine, Caceres, ex orpello della Liga divenuto in pochi mesi d’Italia difensore e uomo vero compreso il giallo per perdite di tempo, Marchisio per il goal. Buffon medaglia d’oro alla bontà: gli ha regalato la rimessa vicino l’area per far vedere che non aveva pisciato l’uscita. Non stupitevi: i migliori atti di santità nascono dall’egoismo più sfrenato. La banalità al massimo fa un po’ di male. Juve imperfetta, vincente: senza razionalità in fase di possesso, squinternata nel lasciare spesso smarcati i loro sulle loro ripartenze, in avanti picchiata e lunga, indietro solito errore sui piazzati a parte brava nelle chiusure sui lati ma non sul rimpossesso o la respinta delle palle vaganti. “Mio”, “mio”, “no belli, mio” con scene a volte da oggi le comiche.
NERAZZURRI – Inter perfetta e dunque perdente, se ne può perciò parlare al passato: con quell’aria padronale da vittima sacrificale degli dei copriva bene il campo potendosi permettere di affondare con più uomini nel fraseggio stretto dal momento che perduta palla ricorrere al fallo tattico sistematico sarebbe stato tollerato. Nonostante fosse stata preavvertita dalla serataccia di Julio Cesar, il primato del palleggio sembrò non bastarle. Presa da un soprassalto di vanità rinunciava al pari e per cercare di portare a meno undici il distacco dalla terza portava a meno quattro la seconda. Arbitraggio Saccani. Rigore su Sissoko abbattuto da Muntari. Rigore per l’Inter, Cannavaro su Samuel. Secondo giallo risparmiato a Muntari su Diego . Rigore su Chiellini abbattuto. Espulsione di Mou esagerata. Secondo giallo clamoroso Samuel Del Piero. Non c’era rigore Caceres-Milito, giusta valutazione, Milito ha cercato l’aggancio. Giusto il rosso a Melo, c’era il rosso diretto Chivu testata a Sissoko. Fanno: rigori non dati Juve 2, Inter 1. Espulsioni, alla fine è la Juve che ha chiuso in 10. L‘Inter ha fatto il bis della gara con la Roma: nessun espulso e avrebbe dovuto chiudere minimo in 9. Saccani ha prima ammonito i loro ed espulso Mou ma poi ha permesso all’Inter di poter utilizzare i falli tattici a volontà non buttando fuori più nessuno. Non male: ti ammonisco così sto a posto dopodiché sei libero di fare quello che vuoi. Con un minimo di malizia un benaltrista penserebbe male. Che ci vuole ben altro con la buona e con la cattiva stampa della Beneamata. Balotelli ha simulato. Per lui ci vuole la prova tv e la squalifica relativa. La si può chiedere tranquillamente: ora c’è il Milan per alleato. Torneo riaperto forse, forse per gli altri, la Juve va a Bari dove incontra la peggior squadra per lei, piccola e dietro la linea della palla. E ci va dopo la Cempions che andrà bene ma costerà il doppio, senza Buffon operato e Melo squalificato. Possibili ripercussioni negative in casa Inter dovute a Coppa dei Campioni( gliela scrivo come se la ricordano), prova tv contro Balotelli (con la quale si saggerà il potere della società Inter che deve essere checché se ne dica pochino), possibile squalifica di più turni a smontarne il vittimismo mediatico ed a (ne sono sicuro) riaprire le ostilità tra Moratti che stravede per il ragazzo e Mourinho che gli girano al solo vederlo. Ha ragione Mou, il ragazzo non serve più. Dopo la simulazione, in Italia ha chiuso coi rigori. Balotelli, vai tu.
CLASSIFICA RAGIONATA – Per il resto della quindicesima giornata, poca roba. Ci son due grupponi: uno per l’Europa con sette squadre dal Parma al Cagliari racchiuse in tre punti, l’altro per la salvezza, sei squadre dai sedici punti del Bologna ai nove di Catania e Siena. In mezzo non ci sta niente come diceva e lo pagavano per dirlo Jim Morrison. Il Bologna capeggia i bassifondi, ha battuto l’Udinese in casa con due calci da fermo, una
punizione ed un rigore. Ha un attacco che fino a qualche anno fa militava in Cempions, un nuovo lodo Moggi nel senso che han messo un antimoggiano come Baraldi in società per tranquillizzare la curva e lasciar lavorare in pace Moggi, e soprattutto. A me hanno insegnato che si salva chi sfrutta al meglio il fattore campo: magari il Bologna non sarà nonostante tutto molto più prolifico delle altre concorrenti ma con quattro vittorie in casa dimostra di essere come quegli amanti sapienti. Di non essere più virile di altri ma almeno di sapere come si fa. L’Atalanta lo affronterà al Dall’Ara prima di Natale. A Firenze ha perduto regalando i due goal alla Fiore. Conte ha il problema di avere un carattere di merda: ha rifiutato troppo tardi Bari, ha accettato troppo presto Bergamo. I valori dell’Atalanta sono in linea con le altre: per essere uno che è subentrato (e ha dovuto aggiustare la media altrui), però non male. Il Livorno ha perduto l’effetto Cosmi regalando la quarta vittoria esterna al Chievo. Il Chievo anziché continuare con la nauseabonda retorica del quartierino, del pandorino etc dovrebbe mollare Verona e giocare sempre altrove: fuori casa ha rendimenti da Cempions. In realtà Livorno non ha perduto alcun effetto Cosmi: è una piazza talmente tellurica che anche uno come Cosmi non provoca scossoni. Il Livorno che va a Catania e ha comunque il calendario migliore dell’Atalanta ha semplicemente il problema Lucarelli che col Chievo s’è fatto espellere perché non ha capito uno, che il suo essere comunista non nasconde il suo essere sommamente e umanamente antipatico, due, che con gli arbitri quando sei puntato non parli sennò punisci la tua squadra. E giustamente. Perché nel calcio il razzismo c’è. Ma non coi comunisti. Con gli scemi.




forte!!!
Sono curioso dal punto di vista “giurisprudenziale” di vedere come sarà trattato il caso Melo-Balotelli, che ha un precedente simile nel Mondiale 2002.
Per simulazione la prova tv è ammessa solo nel caso in cui abbia portato all’espulsione o alla concessione di un rigore. È anche vero che la simulazione, tecnicamente, è l’aver fatto credere di aver subito un fallo. Nel regolamento è fallo “colpire o tentare di colpire” un giocatore. Inoltre è condotta violenta qualsiasi atto volto ad arrecare un danno fisico verso chi la subisce.
Detto questo, è indubbio che Melo commetta fallo e metta in atto condotta violenta e che Balotelli finga di essere stato colpito in faccia e non al petto. E qui sta l’inghippo: Balotelli pur fingendo di aver ricevuto un colpo, in realtà lo subisce (da un’altra parte), per cui non è paradossalmente simulazione.
Al Mondiale 2002 (dove non vige la stessa regola per la prova tv) in effetti il giocatore espulso si tenne la squalifica ed al finto “finto” colpito venne comminata una multa.
ricchiune sei spudoratamente bjuventino,hai stravolto capovolto rivoltato a piu riprese i fatti!!!!