Tremonti giura che l’Ici non tornerà. Intanto, per tenerci su di morale, si cimenta in uno dei suoi sport preferiti: le sorpresine in materia tributaria
Le entrate tributarie sono essenziali per l’equilibrio del bilancio dello Stato. Su questo fronte il precedente governo, pagando un prezzo altissimo in termini di consenso, aveva avviato un’opera volta ad aumentare in modo strutturale le entrate fiscali, soprattutto con una serie di interventi volti a contrastare
l’elusione e l’evasione fiscale. La coalizione guidata da Berlusconi in campagna elettorale ha promesso una riduzione della pressione fiscale (rapporto tra entrate fiscali e Pil). Promessa poi disattesa, prima leggendo le cifre del Dpef, e poi gli articoli della successiva manovra finanziaria d’estate, dove non vengono previsti ritocchi alle aliquote e alle basi imponibili dei principali tributi, se si eccettua l’abolizione definitiva dell’Ici sulla prima casa (già varata parzialmente dal Governo Prodi).
LA TRACCIABILITA’ DEI PAGAMENTI – Ma Tremonti non può resistere a intervenire a modo suo sulle norme tributarie. Stavolta ha lavorato di cesello e quasi in silenzio. Ma qualcosa l’ha fatta lo stesso: ad esempio, all’articolo 32 Decreto legge 112, poi convertito in legge: viene elevata da 5.000 a 12.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e degli assegni “liberi” (senza la clausola di non trasferibilità) ma, soprattutto, viene soppressa la disposizione che prevedeva, per ciascuna girata, l’apposizione del codice fiscale del girante ed è cancellato l’obbligo per i lavoratori autonomi e i professionisti di tenere un conto corrente bancario o postale per l’esercizio dell’attività professionale. Tremonti, incontenibile, all’art. 33, comma 3 cancella le disposizioni in materia di comunicazione dei dati ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto, mediante gli elenchi dei clienti e dei fornitori. E’ facile comprendere che tutte queste norme hanno lo scopo di “agevolare” il lavoro del personale dell’Agenzia delle Entrate nello scovare gli evasori.
ACCESSO ALLE DICHIARAZIONI - Altra norma in cui Tremonti da sfoggio della sua abilità e simpatia è
all’articolo 42, nelle nuove disposizioni in materia di accesso agli elenchi dei contribuenti. Ora si prevede il deposito degli elenchi per la durata di un anno presso lo stesso ufficio dell’Agenzia delle entrate e presso i comuni interessati, ammettendone la visione e l’estrazione di copia degli elenchi secondo la disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi. In caso di diversa diffusione e di pubblicazione dei dati è prevista una sanzione, anche se – il direttore di Giornalettismo può ringraziare Tremonti, presso il quale ci siamo fortemente adoperati – c’è una specie di sanatoria per la già avvenuta pubblicazione (basta leggere il comma 1bis dell’articolo) dei redditi dei contribuenti on line. Insomma, niente più accesso “facile” alle dichiarazioni. Una tutela della privacy o un modo per proteggere chi fa dichiarazioni al fisco in contrasto con il suo tenore di vita?
Il CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Straordinario l’intervento che viene compiuto dall’articolo 56: per “accelerare” il processo tributario viene previsto uno specifico meccanismo di estinzione automatica dei processi pendenti innanzi alla Commissione tributaria centrale: i processi pendenti innanzi alla data del 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore dell’articolo 1, comma 351, della legge 244/2007) promossi dagli uffici dell’Amministrazione finanziaria, per i quali non sia stata ancora fissata l’udienza di trattazione al momento dell’entrata in vigore del decreto legge 112/2008, si estinguono automaticamente. Detto in parole povere, se l’Amministrazione finanziaria non provvede a fare una dichiarazione scritta dinanzi alla Commissione tributaria centrale in un contenzioso per il quale non è stata ancora fissata l’udienza, i relativi processi si estinguono di diritto. Ovviamente, l’amministrazione può rinunciare perché pensa che sia inutile insistere, oppure può “dimenticarsi” di farlo. L’unico che sicuramente non ha nulla da perdere è il contribuente sottoposto all’accertamento. Lui, infatti, non ha comunque interesse a che la causa prosegua. E UN MINI CONDONO NO? – Ma Tremonti ha in serbo la ciliegina sulla torta verso la fine del testo della legge. L’articolo 83, molto lungo e complesso, si intitola “Efficienza dell’amministrazione finanziaria”. E infatti prevede novità interessanti e condivisibili in materia di incrocio dei dati tra Inps e Agenzia delle Entrate, insieme a un aumento delle risorse dell’Agenzia destinate al controllo. E dopo averci stupito con questi effetti speciali, che lo fanno somigliare un po’ all’antipaticissimo Vincenzo Visco, Tremonti ci fa apprezzare il comma 18, dove parte una complicata sfilza di bis, ter, quater, ecc… Il succo è che per semplificare i rapporti tra Amministrazione fiscale e controparte, improntandoli a una maggiore fiducia
(l’Amministrazione finanziaria deve smetterla di pensare sempre male del povero contribuente!), si amplia la possibilità per il contribuente di usufruire dell’istituto dell’accertamento concordato, permettendo quindi al contribuente “distratto” (chiamiamolo così: c’è o no un clima nuovo, improntato alla fiducia?) di prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di Iva che consentano l’emissione di accertamenti parziali. Il bello è che se il contribuente colto in fallo (anzi, distratto) aderisce al verbale entro 30 giorni, ecco che le sanzioni si riducono della metà. Bella novità. Profuma appena di (mini) condono. Ma chi se ne importa. Insomma, a parole la lotta all’evasione prosegue come prima. Qualche norma-manifesto sembra confermarlo, qualcun’altra più “concreta” lo conferma un po’ meno. Ma una cosa è sicura: se Giulio Tremonti non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.
























“se Giulio Tremonti non ci fosse, bisognerebbe inventarlo”
Sfido chiunque ad avere una tale fantasia capace di riuscirci.
ma smettetela che è un benefattore!
Io ed i miei colleghi di lavoro, dipendenti pubblici, vessati da imposte anche con il 43 % di aliquota, iper controllati 2 3 o più volte in pochi anni (Altro che il povero Berlusca), magari multati per di centinaia di euro per 70 o 80 € di mancate dichiarazioni, prelivo alla fonte del 100 % delle imposte, appartenente alle categorie ricche di questo paese dipendenti e pensionati che pagano oltre l’80 % dell’IRPEF nazionale (alla faccia della progressività delle imposte) ringraziano il Robin Hood al contrario Tremonti per tutte le attenzioni rivolte ai poveri evasori…
Italia un paese destinato alla catastrofe
L’imbecillità c’è sempre e con rispetto parlando per quelli che hanno votato Pdl dovrebbero capire che non campa uno stato senza tasse… tanto in un modo e nell’altro tornano sempre ma con altri nomi non sarà Ici ma sarà un’altra imposta.
Ultime Notizie: che in Italia si paghino troppe tasse è un fatto, specialmente in relazione ai servizi che si hanno in cambio. Se chi vota PDL lo pensa, ha ragione.
Ottimo, chiaro e abbondante, aspettavo un post su quest’argomento per capirne di più (ehm, ora lo leggo una seconda volta per i particolari tecnici, eh)
Io però lo adoro Visco, per il suo totale spregio del protagonismo e della popolarità, lo trovo quasi sexy
Tremonti, gia’ lo sai, per me incarna il motto “chi non fa non sbaglia”.
), della serie: “la gente e’ladra, solo lo Stato puo’ imporre l’onesta’”.
Cio’ detto, veniamo all’abolizione di norme occhiute stile Stasi-Grande Fratello Bancario (a quando quote presuntive statali sul numero di scarpe acquistabili? Basate ovviamente su “costi standard”
Faccio umilmente notare un fatto e un dato.
a) Se ti confronti con un artigiano o con un commercialista che lavori coi privati medi piccoli, di qualunque fede politica, ti dira’ che quelle norme avrebbero significato morte per asfissia cash-burocratica di artigiani e piccole imprese.
Della serie, i migliori approcci ideali si schiantano sovente addosso alla pratica quotidiana (e’ la storia del comunismo reale in fondo) .
b) Il dato da meditare sull’evasione: questa e’ stimata al 13% in Lombardia (in Svizzera e’ al 12%), in Calabria nemmeno a dirlo quanto e’, IN UMBRIA dice siamo sopra il 40%
(dati IlSole24Ore – calcolata su un indice di “lealta’” nei confronti della PA basato sulla percentuale di controlli a esito negativo, sul canone Rai per famiglie presenti etc.etc.).
Della serie: se continuiamo a reclamare clisteri e salassi e occultiamo (in nome della “perequazione”?) la reale ferita aperta e purulenta, va a finire che ci rimettiamo la pelle. Tutti assieme, belli e brutti.
ciao, Abr
Ps.: sorry a bazooka per quel bazooka che il sistema m’ha imporvvidamente appioppato di sua sponte a fianco del nome.
@LKV:
Io, mi ci proverei. A me è tanto tanto simpatico, non si vede?
@Nicola Vernieri:
Alla catastrofe forse no. In mezzo ai guai, sì. ^_^
@UltimeNotizie:
Neanch’io, come Gregorj, penso che chi ha votato PdL sia un imbecille. Sulle tasse, è giusto che si paghino (in Italia c’è troppa evasione) ma è anche vero che in Italia se ne pagano parecchie.
@abr:
Che alcune norme fiscale siano occhiute (anche odiose, se vuoi) siamo d’accordo. Che però in Italia c’è troppa evasione è un altro dato di fatto.
Che il Federalismo, se ben applicato, potrebbe essere un grimaldello per scardinare questo “circolo vizioso” è possibile. LO speriamo entrambi, coem sai
(I dati che hai citato li conoscevo. E questo la dice lunga sull’evasione che c’è. ANCHE per questo c’è bisogno di una lotta all’evasione senza se e senza ma. Anche a prezzo di qualche misura un po’ “occhiuta, se necessario)
Un sorrisone abr
@tutti: Un sorriso leggero
C’e’ da dire una cosa pero’, rispetto a prima Tremonti mi sembra molto ma molto piu’ calmo, ho la sensazione sia in attesa. Forse aspetta qualcosa dall’Europa, come qualche cambiamento nelle regole della Banca europea degli investimenti? Poi magari che qualcuno gli dia retta anche fuori dall’Italia? Fosse cosi’ allora entro due o tre mesi uscira’ fuori il vero Tremonti. Giusto per il nuovo anno.
Ottimo post che chiarisce tante cose. Purtroppo è sempre più difficile capire queste cose leggendo i quotidiani. I mini condoni meriterebbero ben altro spazio sulla stampa.
Zadig
Io penso che Gregorj sia un imbecille.
Sorry.
anch’io.
Ma se riescono a dare delle percentuali divise per classi (artigiani 11, industiali 23, dipendenti 8 ecc.) per zone (nord 13, sud non pervenuta, calabria oltre il 40 ecc.) perchè non colpiscono li ????
Mi spiego meglio io che per mia disgrazia sono al nord, piccola ditta che lavora solo con ditte (devo fare purtroppo e giustamente a tutti la fattura) sono al confine con Austria e Slovenia (che battono su tutto il territorio), ma perchè devo avere degli oneri accessori ulteriori che mi aumentano il costo totale del materiale perchè c’è un evasione del 40% in Calabria ????
Come diceva giustamente prima ABR ci sono troppe carte, altro piccolo esempio io ho iniziato nel 1984 a lavorare e passavo 1 gg alla settimana in ufficio, ora ci passo la settimana intera, ma il fatturato non è aumentato in questa maniera (io per la ditta sono un costo)……………
Stessa menata per gli irregolari, se sanno che la maggior parte dei lavoratori in nero sono in edilizia ed in certi settori non ci sono, perchè non aumentano i controlli in edilizia e lasciano le altre imprese………….
Non voglio giustificare Tremonti, ma i suoi predecessori (“è bello pagare le tasse” by Padoa Schioppa) hanno fatto danni da paura!!
Una campagna mediatica contro la libera impresa al motto di “tutti evasori!”, poi il ritocco delle aliquote irpef (il 23% alla soglia dei 15mila contro i 23mila di berlusca), modifiche alle detrazioni familiari (si, con la “pianificazione familiare” di berlusca si risparmiava).
Gli elenchi clienti e fornitori, poi, erano adempimenti INUTILI!! Gli studi di settore, aumentati! Una chicca per tutti: gli studi si basano sul concetto che se uno spende 100 vuol dire che incassa 130: un agente di commercio che per campare usa l’auto e che nel 2006 ha speso 100 per 90lt di gasolio, ha dichiarato 130 per essere congruo; nel 2007 i 90lt sono costati 130, e per essere congruo A PARITA’ DI CONSUMI ha dovuto dichiarare 170!!!! GRAZIE VISCO!!!
RICORDATEVI CHE NON C’E’ NIENTE DI MEGLIO DI UN GOVERNO DI SINISTRA PER ATTUARE UNA POLITICA DI DESTRA!!
@Zadig:
Grazie mille. Si fa quel che si può
@Che livelli:
Le voci girano. Dove vi siete conosciuti? ^_^
(Io sorrido a tutti, m non mi piace chi insulta gratuitamente)
@:Rita
Hai ragione nel fatto che spesso ci sono troppe carte e che non ci si concentra sulle cose essenziali. E centri il punto: gli evasori (che sono tanti) penalizzano per primi i contribuenti onesti. Non dimentichaimolo mai. ^_^
@Antonio:
Pagare le tasse è bello è una frase infelice, così come la criminalizzazione di intere categorie (dagli evasori imprenditori ai dipendenti pubblici fannulloni)
le storture degli studi di settore le conosco (ho qualche amico che fa l’imprenditore) Mi chiedo: Qual’è il metodo “giusto” per far pagare le tasse ai tentissimi che in Italia le evadono?
@tutti:
Un sorriso che va…
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QUESTO ARTICOLO è STATO SCELTO PER LA PUNTATA DI POST-IT DEL 10 SETTEMBRE.. in diretta alle 11-20 su http://www.c6.tv
Grazie per l’interessante post.
Chiunque voglia segnalare un post letto o scritto troverà nel nostro blog (c6postit.blogspot.com) un ottimo strumento per amplificare le proprie idee.
Aspettiamo i tuoi appunti e segnalazioni su altri articoli interessanti!
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A me la frase “le tasse sono una cosa bellissima” nel contesto del libro di Padoa-Schioppa era piaciuta. Aveva un non so che di romantico. Ovvio che decontestualizzata risulti ridicola e triste allo stesso tempo. E’ stata un pochino strumentalizzata diciamo.
@Lkv:
Su tremonti (scusami per la mancata risposta di prima, una svista…:-)):
Tremonti è conscio che la situazione italiana è bruttina. Non voleva fare il Ministro dell’Economia, ad esempio, a quello che mi risulta. Ha bisogno come il pane di tempo e di un’opposizione “morbida”. E spera fortemente che stavolta l’Europa ci dia una mano, con fondamentali “aiuti” tipo BEI (L’ha ributta là proprio l’altroieri a Cernobbio).
Con il debito pubblico che abbiamo (Tremonti non ne ha colpe gravi sul tema, ma si è sempre ben guardato dall’affrontarlo) la politica economica ha un vincolo enorme. E promettere cose immantenibili non si può fare una seconda volta.
Io temo che l’attendismo (una delle cose che preferisce, ma non per colpa sua, per la coalizione che ha) tremontiano farà danni anche stavolta. A sua scusa, va detto (mi sbilancio) che in questo paese un po’immaturo, in cui chi prova a risanare il bilancio viene sistematicamente rimandato a casa perchè non fa “sognare”, solo un incosciente non politico come Padoa Schioppa poteva sperare di durare a lungo. E Tremonti mira alto
Su padoa Schioppa:
Ecco, appunto. La sua frase, giustamente, nel contesto in cui era inserita aveva un senso. ma un “politico” sa che oggi le frasi che dice vengono distorte, rilanciate, manipolate. Non avrebbe dovuto dirlo. Il concetto giusto è che le tasse sono indispensabili per avere dei servizi pubblici essenziali e che altrimenti non avresti.
Grazie.
@ Comicomix:
Come facevi giustamente notare anche tu in un articolo dove analizzavi la manovra di Tremonti, tutto si basa su una scommessa (persa in partenza a mio avviso), ossia la “speranza” che nel 2009 ci sia una ripresa dell’economia. Io sono sempre piu’ convinto che nel 2009 ci sara’ un peggioramento invece (in genere lo accennavo velatamente, ora invece sto cominciando a essere piu’ diretto). Se il Pil non riprende a crescere, se i consumi restano bassi, se la produttivita’ non migliora, ecc. I salari restano bassi, l’inflazione cresce, le tasse cresceranno. Avviando cosi’ una spirale negativa che aggravera’ la crisi (anche perche’ non siamo ne’ gli Usa ne’ la Germania, quindi non possiamo fare troppo affidamento sulle esportazioni per aiutare un po’ l’economia). La finanziaria non tiene conto di questa possibilita’ ed e’ questo che mi spaventa. Anche perche’ non ho capito se la loro speranza e’ una loro illusione o un tentativo di illudere i cittadini, nel primo caso sono terrorizzato, nel secondo spera facciano qualcosa di sensato appena i cittadini si disilluderanno.
Tornando invece a Padoa-Schioppa, e’ stato molto ingenuo, e’ un tecnico non un politico, questa ingenuita’ e questa impreparazione politica l’ha pagata anche troppo cara (del resto gran parte delle responsabilita’ degli attacchi a lui rivolti sono da imputare alla sua stessa coalizione).
@redazione C6.TV Post-iT.
Grazie a voi
@Lkv:
Sì, temo anch’io che la “scommessa” di Tremonti anche questa volta sia una scommessa perdente. Non me lo auguro, ovviamente, non mi piace chi gioca alla sfascio. Il tema di fondo è che bisognerebbe rilanciare la domanda interna. In parte dipende dalla congiuntura, in parte da un piano europeo. ma in parte, da un intervento redistributivo che attraverso un ulteriore recupero di base imponibile consenta l’abbassamento di alcune aliquote (quelle dei redditi medi) e stimoli la domanda. Interventi come quello sull’ICI (non mi stancherò mai di dire che è stato un’enorome siocchezza – bipartisan) hanno purtroppo allontanato questa possibilità, sprecando gran parte dei margini che c’erano.
^_^