Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Economiadi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 9 settembre 2008 alle 13:30 dallo stesso autore - torna alla home

Tremonti giura che l’Ici non tornerà. Intanto, per tenerci su di morale, si cimenta in uno dei suoi sport preferiti: le sorpresine in materia tributaria

Le entrate tributarie sono essenziali per l’equilibrio del bilancio dello Stato. Su questo fronte il precedente governo, pagando un prezzo altissimo in termini di consenso, aveva avviato un’opera volta ad aumentare in modo strutturale le entrate fiscali, soprattutto con una serie di interventi volti a contrastare taxready Tasse: piccolo compendio allazione del Berlusconi IVl’elusione e l’evasione fiscale. La coalizione guidata da Berlusconi in campagna elettorale ha promesso una riduzione della pressione fiscale (rapporto tra entrate fiscali e Pil). Promessa poi disattesa, prima leggendo le cifre del Dpef, e poi gli articoli della successiva manovra finanziaria d’estate, dove non vengono previsti ritocchi alle aliquote e alle basi imponibili dei principali tributi, se si eccettua l’abolizione definitiva dell’Ici sulla prima casa (già varata parzialmente dal Governo Prodi).

LA TRACCIABILITA’ DEI PAGAMENTI – Ma Tremonti non può resistere a intervenire a modo suo sulle norme tributarie. Stavolta ha lavorato di cesello e quasi in silenzio. Ma qualcosa l’ha fatta lo stesso: ad esempio, all’articolo 32 Decreto legge 112, poi convertito in legge:  viene elevata da 5.000 a 12.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e degli assegni “liberi” (senza la clausola di non trasferibilità) ma, soprattutto, viene soppressa la disposizione che prevedeva, per ciascuna girata, l’apposizione del codice fiscale del girante ed è cancellato l’obbligo per i lavoratori autonomi e i professionisti di tenere un conto corrente bancario o postale per l’esercizio dell’attività professionale.  Tremonti, incontenibile, all’art. 33, comma 3 cancella le disposizioni in materia di comunicazione dei dati ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto, mediante gli elenchi dei clienti e dei fornitori. E’ facile comprendere che tutte queste norme hanno lo scopo di “agevolare” il lavoro del personale dell’Agenzia delle Entrate nello scovare gli evasori.

ACCESSO ALLE DICHIARAZIONI - Altra norma in cui Tremonti da sfoggio della sua abilità e simpatia ètremonti4we Tasse: piccolo compendio allazione del Berlusconi IVall’articolo 42, nelle nuove disposizioni in materia di accesso agli elenchi dei contribuenti. Ora si prevede il deposito degli elenchi per la durata di un anno presso lo stesso ufficio dell’Agenzia delle entrate e presso i comuni interessati, ammettendone la visione e l’estrazione di copia degli elenchi secondo la disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi. In caso di diversa diffusione e di pubblicazione dei dati è prevista una sanzione, anche se – il direttore di Giornalettismo può ringraziare Tremonti, presso il quale ci siamo fortemente adoperati – c’è una specie di sanatoria per la già avvenuta pubblicazione (basta leggere il comma 1bis dell’articolo) dei redditi dei contribuenti on line. Insomma, niente più accesso “facile” alle dichiarazioni. Una tutela della privacy o un modo per proteggere chi fa dichiarazioni al fisco in contrasto con il suo tenore di vita?

Il CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Straordinario l’intervento che viene compiuto dall’articolo 56: per “accelerare” il processo tributario viene previsto uno specifico meccanismo di estinzione automatica dei processi pendenti innanzi alla Commissione tributaria centrale: i processi pendenti innanzi alla data del 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore dell’articolo 1, comma 351, della legge 244/2007) promossi dagli uffici dell’Amministrazione finanziaria, per i quali non sia stata ancora fissata l’udienza di trattazione al momento dell’entrata in vigore del decreto legge 112/2008, si estinguono automaticamente. Detto in parole povere, se l’Amministrazione finanziaria non provvede a fare una dichiarazione scritta dinanzi alla Commissione tributaria centrale in un contenzioso per il quale non è stata ancora fissata l’udienza, i relativi processi si estinguono di diritto. Ovviamente, l’amministrazione può rinunciare perché pensa che sia inutile insistere, oppure può “dimenticarsi” di farlo. L’unico che sicuramente non ha nulla da perdere è il contribuente sottoposto all’accertamento. Lui, infatti, non ha comunque interesse a che la causa prosegua. E UN MINI CONDONO NO? – Ma Tremonti ha in serbo la ciliegina sulla torta verso la fine del testo della legge. L’articolo 83, molto lungo e complesso, si intitola “Efficienza dell’amministrazione finanziaria”. E infatti prevede  novità interessanti e condivisibili in materia di incrocio dei dati tra Inps e Agenzia delle Entrate, insieme a un aumento delle risorse dell’Agenzia destinate al controllo. E dopo averci stupito con questi effetti speciali, che lo fanno somigliare un po’ all’antipaticissimo Vincenzo Visco, Tremonti ci fa apprezzare il comma 18, dove parte una complicata sfilza di bis, ter, quater, ecc… Il succo è che per semplificare i rapporti tra Amministrazione fiscale e controparte, improntandoli a una maggiore fiducia tremonti01g Tasse: piccolo compendio allazione del Berlusconi IV(l’Amministrazione finanziaria deve smetterla di pensare sempre male del povero contribuente!), si amplia la possibilità per il contribuente di usufruire dell’istituto dell’accertamento concordato, permettendo quindi al contribuente “distratto” (chiamiamolo così: c’è o no un clima nuovo, improntato alla fiducia?) di prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di Iva che consentano l’emissione di accertamenti parziali. Il bello è che se il contribuente colto in fallo (anzi, distratto) aderisce al verbale entro 30 giorni, ecco che le sanzioni si riducono della metà. Bella novità. Profuma appena di (mini) condono. Ma chi se ne importa. Insomma, a parole la lotta all’evasione prosegue come prima. Qualche norma-manifesto sembra confermarlo, qualcun’altra più “concreta” lo conferma un po’ meno. Ma una cosa è sicura: se Giulio Tremonti non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

21 commentistampa - fallo leggere