C’è voluto un po’ di tempo, di sicuro molto meno di quello che ci mettono per farsi pagare le parcelle. Però, alla fine, l’Ordine degli Avvocati ha radiato Cesare Previti dal proprio albo professionale, nella sezione romana. Lo scrive Il Sole 24 Ore: la scelta nei confronti dell’ex legale di Silvio Berlusconi è arrivata dopo il passaggio in giudicato della sentenza della Cassazione che ha sancito la condanna definitiva di Previti a 6 anni di carcere per la corruzione del giudice Vittorio Metta nel processo Imi-Sir.
La radiazione non è ancora esecutiva perché la difesa di Previti nel procedimento disciplinare ha presentato ricorso e a breve dovrà arrivare l’intervento del Consiglio nazionale forense. La sentenza del Cnf, questa sì, sarà esecutiva, ma ancora soggetta a un possibile grado di giudizio davanti a un giudice togato, le Sezioni unite della Cassazione. E c’è da scommetterci che Cesarone vi adirà, ma con scarse probabilità di successo visto quanto accaduto. La coincidenza tra il capo d’imputazione deontologico e quello penale ha fatto sì che l’ordine romano si sia mosso solo dopo che la condanna per corruzione ha ricevuto il timbro finale della Cassazione. Va sottolineato che è lo stesso ordinamento forense a imporre l’avvio di un procedimento disciplinare una volta che sia stata emessa una condanna penale. Tanto più se diventata ormai defiitiva. Naturalmente la sanzione disciplinare sarà poi commisurata alla gravità dell’illecito accertato. E in questo caso, ci sono pochi dubbi che fosse l’unica sentenza possibile.
Previti, tra l’altro, contro la condanna per Imi Sir presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ma, in attesa della sentenza di Strasburgo, la giustizia interna all’ordine forense ha rotto gli indugi e scelto di procedere. E, in attesa di buone notizie dalla Corte europea, l’avvocato di Silvio aveva cercato di prendere tempo, sostenendo nel procedimento disciplinare che una decisione dell’ordine sarebbe stata possibile solo una volta spirati i 5 anni di interdizione che fanno parte delle sanzioni accessorie della condanna alla detenzione del maggio 2006. La cancellazione in via amministrativa avrebbe cioè prevalsa sull’eventuale procedimento disciplinare. ll Consiglio dell’ordine si sarebbe così potuto pronunciare non prima della primavera del 2o11. Una tesi piuttosto originale, che, almeno per ora, non è stata accolta dall’ordine romano.























praticamente un miracolo, beh oggi la categoria degli avvocati ha guadagnato sicuramente dei punti
Potresti citere la fonte per favore?
Sul sito del sole 24 ore non trovo questa notizia.
la fonte è il sole 24 ore quotidiano che esce in edicola, sabato 5 dicembre, pagina 15. Sul sito non è stata riportata, penso, per scelta editoriale.
La scorsa puntata di Report presentava un caso per certi versi analogo. Quello di Callisto Tanzi che, ancora, può fregiarsi del titolo di “Cavaliere del lavoro”. Sembra che per “radiarlo” occorra addirittura una segnalazione della presidenza del Consiglio a quella della Repubblica. Sempre che Tanzi venga condannato, sia chiaro, in via definitiva con sentenza passata in giudicato… per la serie campa cavallo…
Se Rutelli fonda un altro Partito, Sgarbi fa il Sindaco e lo invitano “”Costantemente”" in Televisione insieme a Mastella, Rotondi etc., se Gasparri e la Garfagna fanno i Ministri, Bossi e Calderoli sono “”Pezzi Grossi della Politica Italiana, Feltri, (quello che aveva infiltrato uno spione nei Servizi segreti) l’Assassino di “”BOFFO”" per intenderci, viene chiamato Giornalista, se Berlusconi (con tutta la capacità riconosciuta) fa il Presidente del consiglio, Dalema è, “”Il pezzo più grosso del principale Partito dell’opposizione”", e potremmo continuare per un bel pezzo. Ricapitoliamo: Se in un Paese (non civile come il nostro) si possono dare TUTTE Queste Circostanze contemporaneamente, beh, allora dobbiamo arrivare alla conclusione che le cose vanno decisamente MALE!