L’altro Spatuzza: l’uomo che per primo accusò Silvio

05/12/2009 - L’ADESIONE – Fallita l’iniziativa del movimento separatista, Cannella, non contento, voleva candidare qualche suo uomo all’interno delle liste del nuovo referente politico. Aveva pensato di sfruttare le nuove decisioni del boss puntando sulla fondazione di un club di Forza Italia

     
 

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L’ADESIONE – Fallita l’iniziativa del movimento separatista, Cannella, non contento, voleva candidare qualche suo uomo all’interno delle liste del nuovo referente politico. Aveva pensato di sfruttare le nuove decisioni del boss puntando sulla fondazione di un club di Forza Italia all’interno di Sicilia Libera. Ma fu lo stesso Bagarella a dissuaderlo e a rassicurarlo: “Non ti preoccupare, abbiamo nelle mani una persona: potrà risolvere in ogni caso il problema. Ti metterò in contatti con uno in grado di ordinare a Miccichè l’inserimento dei tuoi candidati nelle liste del Polo”. Spiegava Cannella: “Quando Bagarella mi fece quelle dichiarazioni io pensai che l’uomo nelle sue mani potesse essere Marcello Dell’Utri, noto anche nel nostro ambiente come vero organizzatore e mente del movimento di Berlusconi… Successivamente, Tony Calvaruso o Nino Mangano mi dissero: “Devi incontrare Vittorio Mangano perché, sai, è cosa intima di Berlusconi. Non c’è nessuno meglio di lui per dire: và, scupati u mare”.

DELL’UTRI E NON SOLO – Ai giudici Cannella dà anche una visione più ampia degli interessi dei Graviano lungo la penisola. Non si limita collegamenti che possono aver instaurato con Cosa Nostra Dell’Utri e Berlusconi. Secondo quanto gli avrebbe riferito Bagarella “a Roma si era costituito un ottimo rapporto con il costruttore Franco Caltagirone, a sua volta in rapporto con Giulio Andreotti”. “Dico meglio – spiega Cannella - i Graviano avevano ripreso un vecchio rapporto che il Caltagirone aveva avuto con cosa nostra sin dai tempi di Stefano Bontade. A Milano i rapporti, sempre per quanto dettomi da Bagarella e confermatomi da Cesare Lupo (…), erano stati costituiti da Marcello Dell’Utri con cui i Graviano si incontravano personalmente (…). La nascita ed il consolidarsi delle relazioni di cui ho appena detto concretizzò definitivamente un rapporto di amicizia e di collaborazione su tutti i fronti con Dell’Utri e conseguentemente con Berlusconi. Questa non è solo una mia deduzione ma fu oggetto di numerose conversazioni con Leoluca Bagarella, oltre che con altri uomini di Cosa Nostra”.

NON FARE QUEL NOME – In particolare, su Dell’Utri, è quanto gli riferisce Cesare Lupo a fargli spalancare gli occhi, a rendergli più chiaro il quadro. Lupo è un costruttore e prestanome dei Graviano. Lupo parla a Cannella di Fabio Tranchina, un uomo d’onore, già autista di Bagarella e degli stessi Graviano: “Fabio è stato interrogato dai carabinieri. Gli hanno domandato se conosceva Marcello Dell’Utri. Se sentono anche te, non fare assolutamente questo nome”. Spiegava Cannella: “Lupo mi ha fatto questa richiesta pensando che io fossi al corrente dell’attività politica svolta da Marcello Dell’Utri… Rimase sorpreso quando gli risposi che non lo conoscevo. Di qui ho capito che i Graviano avevano interesse nella persona di Dell’Utri, tanto da richiedere con foga ad altri espressamente che non venisse toccato”.

LE STRAGI DEL’92-‘93 - Poi è il momento delle stragi: Bagarella avrebbe parlato di un’“operazione ben studiata”. Ecco il racconto del pentito Cannella: “Nel gennaio 1994, mentre ci trovavamo presso il mio studio ubicato a Palermo, via Nicolò Gallo n. 14, ove Leoluca Bagarella con frequenza quasi quotidiana soleva raggiungermi, avevo un colloquio con quest’ultimo (…). Nell’occasione chiedevo al mio interlocutore come mai Cosa Nostra si era determinata a commettere le stragi in Sicilia nel ‘92 e quelle successive nel continente nel 1993 e quali garanzie avevano avuto loro dal mondo politico e istituzionale per evitare le prevedibili conseguenze negative ricollegabili a tali fatti eclatanti (…). A fronte di tale mio articolato ragionamento, il Bagarella replicò, per tranquillizzarmi, dicendomi di non preoccuparmi perché avevano avuto ‘delle garanzie’ e che si trattava solo di vedere se gli impegni presi sarebbero stati mantenuti subito dopo le elezioni. Non mi precisò, in questa sede, da chi erano state date le garanzie, ma mi assicurò che, comunque, ‘l’operazione era stata studiata bene’ e che vi era la possibilità di accollare le stragi a organismi terroristici del tipo ‘Falange Armata’ (una sigla che sarebbe servita a Cosa Nostra come copertura per una falsa rivendicazione per depistare le indagini, nda)”.

GLI AMICI DI CANALE 5 Tullio Cannella è uno dei sostenitori della tesi che l’attentato a Maurizio Costanzo, al quale ha partecipato materialmente sia stato nient’altro che un avvertimento. Fa riferimento, anche in questo caso, a quanto gli avrebbe riferito Leoluca Bagarella. Erano ancora una volta insieme nel momento di commentare il 27 luglio del 1993, gli attentati di quel giorno. Ed è in quell’occasione che Bagarella commenta tutta la strategia, fa un resoconto col fedele compagno. Tra le altre cose parla dell’attentato a Costanzo: “Vedi – spiegava il boss – con questa piccola bomba, ‘a bumbiciedda è la piccola bomba, si è sistemato, si è tranquillizzato”. Spiega Cannella: “Bagarella si riferisce a “bumbiciedda”, quindi a piccola bomba, non perché va a calibrare il quantitativo di esplosivo che era stato adoperato, ma perché mi ha voluto sottolineare – e successivamente chiaramente me lo disse – che in effetti non c’era l’intenzione di uccidere il signor Costanzo. Perché successivamente Bagarella ebbe a confermarmi dicendomi: “no, l’importante era farlo impaurire. Sai, non è il caso, perché essendo amico di amici di Canale 5, non era il caso di farlo morire”. Insomma, questo Cannella, altro che Spatuzza.

     
 

5 Commenti

  1. Fabiot scrive:

    Silvio..o sei un miracolato..o un genio..Ti sei circondato di persone come Previti, Dell’Utr,Mils(ma qst e’ un’altra storia)..pluricondannate, avevi uno stalliere mafioso dentro casa e ancora non sono riusciti ad incastrarti….

  2. Grif scrive:

    Questo è chiaramente un complotto della mafia che già dieci anni fa sapeva che oggi il governo Berlusconi sarebbe stato quello che ha fatto in assoluto più di tutti contro la mafia (cosa d’altronde scontata, essendo il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni).
    E poi sicuramente questo pentito ha commesso qualche reato atroce, non è credibile. E il fatto che non si riescano a trovare pentiti incensurati fa capire, chiaramente, che è tutto un complotto.

  3. Penelope scrive:

    Certo grif. Tutto un complotto.
    Anche Mangano che, più bravo di Tom Cruise in Vanilla Sky, ha finto per anni di essere un umile stalliere alla corte di re Papi.

    Piuttosto, BANCA RASINI dice nulla? ;D nessuno ne parla mai.. chissà perchè!!!!!

  4. rebyjaco scrive:

    Quello che c’è all’interno di Forza Italia, è semplicemente una Faida fra Fini e Bossi, probabilmente per congraziarsi Berlusconi (che per inclinazione Psicopatica è favorevole a Bossi che gli può far comodo,(e gli fa comodo), e Fini che è SICURAMENTE un concorrente temibile. Non ridete, OGGI non c’è partita, domani, quando Il “”Sistema Berlusconi”" avrà distrutto l’economia del Paese e la “” Fame “” arriverà a “”Troppa Gente”", anche gli “”Imbecilli del Gregge Fedele”" lasceranno Silvio e allora Fini verrà SICURAMENTE rivalutato. OGGI, è troppo presto per voler cacciare Berlusconi, è impensabile, Improponibile, e sostanzialmente contrario al buon senso. LA MAFIA: Se, per motivi che non arrivo a capire, si riesumassero TUTTE LE ACCUSE e DENUNCE di Bossi fatte quando la Lega era INDIPENDENTE, troveremmo le stesse accuse, denunce, e domande che oggi fanno a Berlusconi i GIUDICI. TUTTI i Santi giorni, dovremmo riproporre queste accuse di Bossi, come tutti i giorni dovremmo riproporre a Berlusconi le 11 Domande che Bossi fece a Berlusconi su La Padania dell’8 Luglio 1998. Non c’è bisogno di Spatuzza, ne dei fratelli Graviano, le loro dichiarazioni, lasciano il tempo che trovano, MAI, MA Proprio MAI verrà condannato un Politico per dichiarazioni dei Pentiti, i pentiti servono solo per condannare i RIINA e i PROVENZANO, MAI un Andreotti, Berlusconi, o Carnevale.

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