Spatuzza Day – Berlusconi, Dell’Utri e il pentito in diretta da Torino

04/12/2009 - La deposizione al processo del pentito di mafia che accusa il senatore e la politica di essersi accordata con Cosa Nostra. “Graviano mi disse che grazie a loro avevamo il paese nelle mani”. 16, 45 - Si chiude l’udienza. La

     
 

di

La deposizione al processo del pentito di mafia che accusa il senatore e la politica di essersi accordata con Cosa Nostra. “Graviano mi disse che grazie a loro avevamo il paese nelle mani”.

16, 45 - Si chiude l’udienza. La corte decide che ascolterà i fratelli Graviano e Cosimo Lo Nigro, l’11 dicembre 2009 a Palermo.

15, 51 - Prima del ’93 ha saputo di contatti dei Graviano con Berlusconi? Non ha mai riferito fatti del ’91? “No”. A interrogarlo è l’avvocato Sammarco. La difesa chiede di ricordare per quanti omicidi (quaranta) e stragi (sei) è stato condannato il teste.

15, 44 – Spatuzza precisa che ha “deciso di togliere gli omissis sulle stragi del ’92 e ’93, dopo l’ammissione al programma pentiti”. La difesa fa notare che il pentito, durante un interrogatorio di qualche tempo fa, disse che Graviano non gli fece alcun nome di politici.

15, 22 – Inizia il controinterrogatorio dell’avvocato di Dell’Utri, Nino Mormino

13, 44 - “La mia missione è restituire verità alla storia e non mi fermerò di fronte a niente. E’ una mia missione per dare onore a tutti quei morti, a tutta quella tragedia. E’ mio dovere”. L’udienza è sospesa alle 14.

13, 20 – “Io non sono qui per barattare le mie dichiarazioni con altro dello Stato. Ho deciso di pentirmi, il 20 marzo 2008  sono stato trasferito in un altro istituto dopo un colloquio con il dottor Grasso. Parlo della cronaca, ma c’era il governo Prodi che stava per cadere e sapevo che la persona di cui dovevo parlare l’avrei trovata come primo ministro. Avevo paura, ma Grasso mi ha rassicurato: dopo quattro colloqui investigativi ho messo la prima firma”. Il percorso spirituale? “Dal marzo 2008 vivo nel più strettissimo isolamento, ho deciso di stare da solo a parte magistrati e polizia penitenziaria”. Ha avuto contatti con il cappellano dell’Aquila, Don Massimiliano? “Sì, Don Massimiliano De Simone è diventato il mio tutore”.

13, 15 – Si parla della Standa del quartiere Brancaccio.

13, 11 - Lei ha avuto occasione di dire a qualcuno che le venne fatto il nome di Dell’Utri e Berlusconi? “Nel 1995″.

13, 05 – “Io non ho più sentito il nome di Berlusconi e di Dell’Utri, ma nel ’93 mi è stata fatta questa confidenza. Quando chiedo nel 2004 a Graviano se non arriva nulla da dove deve arrivare, lui non mi fa nomi”.

12, 59 - “Quando incontro Filippo Graviano, mi spiega che non ci interessa la dissociazione dei mafiosi, perché tutto deve arrivare dalla politica: con i magistrati non si tratta. Lì si chiude la questione. Nel 2004, incontro Filippo Graviano in carcere (stava malissimo, aveva avuto un infarto). Poi vengo trasferito e ho un colloquio investigativo dove do la mia disponibilità nei riguardi dello Stato ma non me la sentivo di fare il passo definitivo della collaborazione”.

12, 41 – “Si decide comunque di proseguire con l’attentato, lo decidiamo in un incontro a Torvajanica. Riporto Graviano in via Veneto e torno a Torvajanica. Allora pongo il problema di Contorno, e Giuseppe mi dice che c’è il problema dell’esplosivo, che doveva essere diverso rispetto a quello che noi utilizzavamo di solito”.

12, 38 – “Sono stato incaricato da Graviano nell’89 di sostenere quattro candidati socialisti: Claudio Martelli era il capolista, gli altri non ricordo”. Erano state elette dove? “In Sicilia, nel quartiere Brancaccio abbiamo puntato su di loro”. Lei aveva mai sentito nominare l’imputato dell’Utri? “No, mai. E non chiesi chi era”. Berlusconi, invece? “Sì, ma solo sentito nominare”.

12, 32 – Segue descrizione del bar. “Mi si dice che avevamo ottenuto tutto grazie alla serietà di queste persone, non come quei quattro crasti dei socialisti. Viene fatto il nome di Berlusconi. Io gli chiedo se era quello del Canale 5. Lui conferma e dice che c’è anche un nostro compaesano, Dell’Utri. Grazie alla serietà di queste persone avevamo il paese nelle mani“.

12, 27 - “Dovevo incontrare a un bar di Via Veneto per incontrare Graviano e portarlo nel posto dove facevamo base. Lo incontro, e aveva un atteggiamento molto gioiosa. Aveva un cappotto blu. Ci siamo seduti nei tavolini e abbiamo consumato qualche cosa. Mi riferisce che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo, grazie alla serietà delle persone che avevamo incontrato, e che non erano come gli altri”.

12, 25 - “Nella preparazione dell’attentato (procura dell’esplosivo, macinatura), mi giungono delle comunicazioni da Giuseppe Graviano. MI si spiega che per quanto riguarda l’attentato contro i carabinieri, di accentuarne la portata e di muoverci tutto il gruppo (6 persone), e di aspettare lui a Roma per dare il via finale. Una tecnica che nemmeno i Talebani hanno mai fatto: 50 kili di tondini di ferro per fare più danno possibile. Mi vengono date le coordinate per un incontro con Graviano su Roma”.

12, 15 - “Quando è arrivata Capaci, noi di Cosa Nostra vigliaccatamente abbiamo gioito perché rappresentava per noi il nostro nemico principale. Ma il resto non ci appartiene, come Cosa Nostra: Firenze, Roma e così via”. E perché disse questo a Graviano? “Perché c’era un’anomalia. Sono legatissimo io alla famiglia di sangue Graviano, papà Michele, la mamma, i fratelli, la sorella. Abbiamo fatto delle scelte sbagliate, io ho chiesto perdono a tutti ma non per questo verrà meno la mia amicizia nei confronti dei Graviano”.

12, 07 – “Quando rientriamo da questo attentato e dopo aver spedito le lettere, con Giuseppe Graviano alla fine del 1994 abbiamo un incontro con Cosimo Lo Nigro, Giuseppe Graviano; uscendo dallo svincolo troviamo Antonino Mangano e ci rechiamo nei pressi di un villaggio a Campofelice di Roccella, in una villetta dove stava Giuseppe Graviano che era latitante all’epoca”. Graviano viene arrestato prima dell’incontro, fa notare il PM. “Mi sono sbagliato, a fine ’93 avviene l’incontro. Graviano ci spiega che dobbiamo uccidere un po’ di carabinieri, nel territorio romano. Dissi che ci portavamo morti che non ci appartengono, al boss”.

12, 02 – “Nel luglio ’93 mi viene dato incarico da Graviano di fare l’attentato su Roma. Prima mi vengono consegnate cinque lettere da imbucare la sera prima dell’attentato. Datemi da Cristofalo Cannella. Qualcuna era intestata a testate giornalistiche (Messaggero, Corriere). Le altre non so dire perché non ho fatto attenzione al destinatario.

12, 01 – “Mi sono accusato di Milano, via Palestro, Firenze, e l’Olimpico di Roma. Ho riportato condanne penali definitive”

11, 58 – “Ho fatto parte dagli anni Ottanta al Duemila di un’associazione terroristico-mafiosa chiamata Cosa Nostra”. Perché terroristica, chiede il PM? “Terroristica per quello che mi consta personalmente, dopo Capaci e D’Amelio ci siamo spinti un po’ oltre, a qualcosa che non ci appartiene”.

11, 55 – “Intendo rispondere”. Habemus Spatuzza. “Intendo dire tutta la verità e non nascondere nulla dei fatti a mia conoscenza”. Nato a palermo l’8 aprile del 1964

11, 25 - Berlusconi: “Contro di me accuse folli!”. Oggi sarà una luuunga giornata.

11, 00 - Sono le 11 e l’esame testimoniale non inizia. “Mi vedete preoccupato? Sono sereno. Mi sento come a teatro dove c’è un protagonista: ‘Povero Marcello’“, dice DellUtri, “Questi non sono pentiti dell’antimafia, sono pentiti della mafia. Perché non c’è stato un governo più forte contro la mafia di quello di Berlusconi. Cosa nostra ha tutto l’interesse a fermarlo“. I giudici entrano in camera di consiglio per decidere sull’illeggittimità.

10, 40 – Altro che bomba atomica, Spatuzza è solo un petardo“, ha detto uno dei legali del senatore Dell’Utri, l’avvocato Nino Mormino, al processo d’appello al politico in corso, a Torino, davanti ai giudici palermitani. Per il legale facendo entrare le dichiarazioni del pentito cambia l’oggetto del processo che si trasforma da un’indagine su una generica collusione con la mafia da parte del senatore Dell’Utri, ad una indagine dove si entra nel merito di fatti nell’ambito dell’attivita’ stragista.

10, 20 - “Ciò che è successo in questo processo – dice Sammarco – ha messo in evidenza una grave forma di incostituzionalità nello schema del procedimento così come previsto dalla legge. E’ palese che la norma che prevede la rinnovazione parziale del dibattimento violi l’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo, l’art. 3 sul principio di uguaglianza e l’art. 24 sul diritto di difesa“.

Ore 9,56 - Il senatore è in aula, pare. L’avvocato Sammarco ha finito.

Ore 9,42 – La difesa di Dell’Utri contesta l’opportunità della deposizione di Spatuzza: “La sentenza di primo grado, impugnata, ha dato una certa ricostruzione di certi fatti, l’imputato ha chiesto un controllo su quei fatti. Bene, oggi si parla di altri fatti ma si giudica ancora su quella sentenza“. E chiede la revoca dell’ordinanza che ha deciso di sentire il pentito.

Ore 9,37 – Comincia il processo Dell’Utri a Torino. Il senatore non c’è, nonostante gli annunci del Corriere di stamattina. Il presidente del Tribunale ricorda che non si possono inquadrare le parti, a meno che loro non lo consentano. Gaspare Spatuzza è in aula, parlerà del senatore e dei fratelli Graviano.

     
 

7 Commenti

  1. Corsaro rosso scrive:

    11.42 Ma B. è rimasto ancora a Santoro di ieri? Avvisate Ghedini, su.

  2. Leftorium© scrive:

    “avevamo il paese nelle mani”

    Nel ’94 Il paese non so, il governo senz’altro…

  3. Zamax scrive:

    “associazione terroristico-mafiosa”: il pentito “imparato” che parla in sociologese…

  4. maria teresa scrive:

    Sarebbe interessante sentire cosa racconta Don Massimiliano…

  5. lelith scrive:

    è palesemente un complotto comunista ordito dal kgb… ah no il kgb no che c’era putin… vabbè comunque è un complotto marxista-leninista-comunista-mafionista

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie