Spagna, la nuova Grecia?

30/07/2012 - Il collasso di Madrid assomiglia al crollo di Atene. Ma l'Unione europea non può permettersi l'addio al paese iberico. L'addio alla Spagna sarebbe la chiusura del progetto comunitario così come è stato concepito dal dopoguerra ad oggi

Spagna, la nuova Grecia?

La Spagna è il problema dell’Europa. Il paese modello della crescita europea nei decenni passati si sta disgregando con il crollo della sua economia, la quarta dell’area della moneta unica, posizionandosi su una traiettoria che ricalca quasi esattamente quella greca, implosione del sistema politico ed istituzionale compreso.

SALVASPAGNA - In queste settimane l’ossessione dell’Unione europea è diventata la Spagna. In questi giorni, secondo più di una fonte comunitaria, il governo iberico starebbe trattando, in primis con la Germania, su un piano di salvataggio da 300 miliardi di euro. Un vero e proprio maxi intervento che non servirebbe solo a risollevare il disastrato sistema creditizio iberico, ma che dovrebbe impedire il default. La Spagna paga interessi sul debito superiori al sette per cento, con un’inflazione contenuta, e con un’economia in piena recessione. In questa situazione Madrid non può far altro che allargare i buchi dei suoi conti pubblici, una situazione senza via d’uscita che rischia di far cadere come un domino tutti i pilastri che hanno sorretto la crescita iberica degli ultimi decenni. Il primo a crollare è stato il settore immobiliare privato, che ha scaricato i suoi fallimenti sulle sofferenze bancarie, la causa scatenante l’ultima crisi dello spread subita dal paese. Ora anche le comunità autonome, che erano state essenziali nella transizione verso la democrazia per superare le ferite imposte dal nazionalismo del regime di Franco, non hanno più la capacità di evitare la loro bancarotta. La Germania, il cui ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble è in contatto permanente col suo omologo Luis de Guindos, avrebbe dato il suo assenso condizionato all’approvazione del fondo Esm da parte della Corte costituzionale tedesca per evitare una caduta nell’abisso da un impatto molto più devastante rispetto a quella di Atene.

DERIVA GRECA – Una crisi senza fine che rispecchia in tutto la vicenda greca, con l’esplosione della disoccupazione. In questo momento un cittadino iberico su quattro non ha un lavoro, il record negativo dall’arrivo della democrazia. Se il nuovo dato della disoccupazione ha un tragico valore simbolico, ancora peggiore è la situazione sul fronte del lavoro giovanile. Più di un under 25 su due non studia nè ha un impiego all’interno del paese, il dato peggiore dell’intera unione monetaria, che batte perfino il dramma sociale vissuto dai giovani greci. Quasi quarant’anni di crescita, libertà e diritti civili sono stati spazzati via dalla violenta implosione della bolla immobiliare, la causa prima del recente benessere spagnolo. Centinaia di migliaia di posti di lavoro legati al settore delle costruzioni e della vendita immobiliare sono scomparsi, trascinando nell’abisso il paese che una volta era considerato il modello dell’integrazione europea. Entrata nella Comunità economica europea dieci anni dopo la fine della dittatura, la Spagna era stato l’unico grande paese della Ue a rispettare stabilmente i criteri di Maastricht durante la recessione di inizio secolo che aveva mandato in crisi la Germania e la Francia, che avevano pensionato senza pensarci troppo il Patto di stabilità e crescita. Ora, tutto si è capovolto e la Ue deve salvare il paese per evitare il collasso dell’eurozona. La quarta economica dell’unione monetaria non può fallire.

 

1 Commento

  1. Maestro scrive:

    Questo articolo e un po sbagliato. Spagna e Europea. Grecia NO. Non siamo Europei. Siamo GRECI

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