Berlusconi e il KGB: come riscrivere la storia della mafia
03/12/2009 - La realtà può essere allungata, stirata, manipolata, riscritta, soprattutto se c’è un pentito che sta per parlare. Quando Berlusconi appariva sorridente su tutti i giornali in fianco a Lukashenko, giudicato (ingenerosamente nei nostri confronti) l’ultimo dittatore del vecchio continente, era
Quando Berlusconi appariva sorridente su tutti i giornali in fianco a Lukashenko, giudicato (ingenerosamente nei nostri confronti) l’ultimo dittatore del vecchio continente, era prevedibile che qualcuno del PDL o dei suoi giornalisti avrebbe provato a girare questa scomoda situazione in un punto vincente per Silvio e perdente per il PD. Come volevasi dimostrare: della vicenda si sono occupati un parlamentare PDL ed un giornalista (radiato dall’albo, ovviamente) de Il Giornale, eccezionalmente riuniti nella figura di Renato Farina (alias Betulla), che, quando non è impegnato a percepire lo stipendio di deputato che paghiamo con le nostre tasse o a collaborare con rapimenti di Imam, si dimostra un ottimo opinionista del giornale del capo del suo partito.COME E’ BUONO LUI - Farina ci spiega che, mentre la Bindi solidarizza con terroristi e sanguinari dittatori cubani, Berlusconi sta soltanto aiutando l’occidente a togliere la Bielorussia dall’isolamento, scrivendo: “Se si va a Cuba va benissimo, dagli Hezbollah (che non sono comunisti, però ne sono amatissimi) pure. Ma guai ad andare al di là dei confini della Polonia? C’è il babau? Strano. Chiunque si intenda dell’abc di politica estera, quale dovrebbe essere un presidente di partito anche se democratico e un vicepresidente della Camera come la Bindi, sa o dovrebbe sapere delle trattative in corso da parte del Consiglio d’Europa per l’ammissione nel consesso internazionale di questo Paese. Della mano tesa anche dell’Unione Europea. L’Occidente attraverso l’Italia vuol gettare un ponte che tolga la Bielorussia da un isolamento che dà l’alibi a Lukashenko per allinearsi con le cause più infelici, come capitò nel 1999 con la Serbia di Milosevic.”. Capito? E’ a causa dell’isolamento se Lukashenko opera qualche scelta sbagliata. Poverino. Si è schierato con Milosevic perché noi occidentali non lo stimavamo a sufficienza. Farina, spiegandoci che Berlusconi è riuscito a strappare promesse di trasparenza e migliori rapporti commerciali dalla Bielorussia, cuce addosso alla strategia del premier la definizione “realismo propositivo”. Adirittura aggiunge: “Magari si fosse in grado di aprire così la Corea del Nord all’Occidente” (“E l’Iran no?” vi chiederete…). Insomma, la questione è questa: se la sinistra, intesa come PD, per chiudere col passato deve necessariamente accollarsi la responsabilità morale e politica dei milioni di morti sotto Stalin, a Berlusconi è tranquillamente concesso saltellare dalla casa di un dittatore ad un’altra casa di un dittatore, perché lui lo fa per realismo propositivo.
GLI ARCHIVI DEL KGB – L’articolo a questo punto spiega il motivo della rabbia di Rosy: “Perché allora la collera bindiana? Bastava seguire un tg successivo per capire. Lukashenko ha aperto
aBerlusconi gli archivi segreti del Kgb.”. (Cosa potrà temere Rosi Bindy dagli archivi del KGB? Forse era una spia?). Farina scrive che “Salteranno fuori da quegli archivi però anche i corsi di indottrinamento tenuti dai compagni comunisti italiani per plasmare il cervello e rieducare stalinisticamente gli alpini”, e lo scrive con la sicurezza di chi sa già cosa è scritto in un documento che ancora non ha letto; questo perché, qualora non esistessero realmente le informazioni previste, basta inventarsele! (Chiedere a Guzzanti per conferma). Secondo Farina “La militanza attiva di molti bravi italiani, in posizioni insospettabili – non per forza cioè iscritti al Pci, anzi meglio di no – che sono stati la quinta colonna calcolata dai sovietici come alleato interno in caso di guerra con la Nato, sta in quelle carte”, sul cui contenuto il buon Betulla sembra essere più informato dello stesso Berlusconi. Farina sostiene che in passato alcuni archivi sono già stati cancellati e manipolati per occultare le colpe del comunismo, è il caso degli Archivi di Stato Italiano e del dossier Mitrokhin, secondo lui “occultato e sbianchettato in Italia con la complicità dei servizi segreti”. Spiace che la lettura de Il Giornale online non preveda l’ascolto di una traccia audio con le risate registrate perché in quest’occasione cascherebbero a fagiolo, visto che l’agente Betulla se la prende con gli stessi servizi segreti con cui collaborava in spregio alle più elementari norme etiche.
TUTTE LE STRADE PORTANO AD ARCORE - Andando avanti nella lettura scopriamo che questa volta pare che non sarà così facile per i comunisti occultare la verità, poichè “la terza volta è più difficile. Ci si stufa di distruggere o oscurare gli archivi. I quali parlano, non cambiano versione. Non sono come i pentiti a cui si può chiedere come ai Tom Tom la strada per Arcore, e quelli magari in ritardo però la sputano. Gli archivi hanno il vizio della memoria che non ha bisogno di imbeccate di pm o di giornalisti molto informati.” Con questo acrobatico salto logico, nello spazio di cinque righe, Farina riesce a passare dagli archivi del KGB ai pentiti di mafia, quei piccoli parassiti della società utili solo ad incastrare il premier per vicende in cui non è minimamente implicato. La metafora del Tom Tom è comunque
d’effetto, bisogna riconoscere che modificare la realtà con un italiano accattivante non è un’operazione semplice. Nell’auspicare che questa volta della lettura degli archivi non si occupino persone poco trasparenti, come Giulietto Chiesa (la cui fedina penale pulita è probabilmente sospetta agli occhi del PDL), Farina si permette di suggerire il nome di un illustre studioso che potrebbe dissipare i misteri racchiusi in quelle carte: Giancarlo Lehner. (Il disappunto per la mancanza delle risate a questo punto si fa palpabile).
DA STALIN A BORSELLINO – Lehner è effettivamente la persona più adatta a cui assegnare lo studio degli archivi del KGB, se si vuole arrivare a una conclusione già decisa a tavolino prima di leggere i documenti . Parliamo di un parlamentare del PDL, giornalista per Libero fino a agosto, quando Feltri ne era direttore, ed ora in forza a (indovinate un po’) Il Giornale; già condannato per diffamazione e autore di articoli davvero destabilizzanti, come questo, in cui arriva a dire che “sulle stragi di Capaci e via d’Amelio esiste una pista alternativa, scomoda e perciò mai davvero compulsata, quella della mafia russa in accordo con quella italiana e le cooperative rosse siciliane.” Iniziate a intuire il disegno? Dare in mano gli archivi del KGB a un tizio che sostiene che Borsellino e Falcone sono stati uccisi per riciclare i soldi dei comunisti, proprio nel periodo in cui dei pentiti tirano in mezzo il premier nella vicenda delle stragi… è veramente un colpo di genio. Orwell in 1984 aveva avuto delle buone intuizioni, ma se quella teorizzata da lui era semplice riscrittura della storia, questa è la fase successiva.Non resta che sfogliare Il Giornale aspettando l’articolo in cui Lehner ci rivelerà che le suddette stragi sono state compiute da Berlinguer in persona, reincarnatosi in Travaglio.













“Dopo aver cacciato anche Eruz, la Saga (o meglio la Sega) continua sul Blog di Paradisi, nel quale pure siamo stati censurati da Enrix”
il bello è che i due signorini si sono anche lamentati di essere stati censurati qui (prima che ciò avvenisse davvero, s’intende)
questo flame si sta rivelando di proporzioni epiche.
Caro prefe,
sul flame ha ragione, ma sono ormai 3 anni che va avanti ed il tuo articolo ha riacceso in luoghi diversi l’incendio mai domo che cova sotto la cenere.
Ti rispondo però nel merito del tuo articolo.
Detesto in maniera unica ed anafilattica Renato Farina.
Quando lo hanno sbattuto fuori dall’Ordine dei Giornalisti su esplicita richiesta della Procura ho riacquistato un minimo di fiducia nella categoria.
Approfittare della copertura professionale per svolgere il ruolo di spia e cosa riprovevole e vigliacca, perché espone i propri colleghi che svolgono correttamente il proprio lavoro a sospetti e ritorsioni in un mestiere delicatissimo in cui la discrezione sulle fonti ed il segreto professionale sono un baluardo della democrazia.
Ho attaccato più volte la figura emblematica di Renato Farina, ricompensato per aver fatto la spia ed l’infiltrato a favore della sua parte con il seggio parlamentare, nonostante la condanna, l’espulsione e l’ammissione di colpa:
Cito Wikipedia:
“…Nel giugno del 2006 Pio Pompa chiede a Renato Farina, di scrivere una cronaca contro Romano Prodi (pubblicata poi il 9 giugno 2006), per accusarlo di avere appoggiato la pratica delle extraordinary rendition quando era alla Commissione Europea.
Il 2 ottobre 2006 l’ordine dei giornalisti lombardo lo sospende per un anno con l’accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi[7]. Sempre nell’ottobre 2006 la Procura ne chiede la radiazione dall’albo dei giornalisti[8]: la legge numero 801 del 1977 fa infatti divieto ai giornalisti professionisti di intrattenere rapporti con i Servizi [9]. Il suo avvocato ha annunciato un ricorso [10] che è stato respinto dalla Corte d’Appello di Milano [11].
Nel libro Alias agente Betulla Farina racconta la sua versione dei fatti riguardo alla collaborazione con i Servizi e sostiene di aver fornito informazioni utili alla liberazione di Giuliana Sgrena. Fatto poi confermato da Pio Pompa.[12]…”
Guzzanti ha sempre difeso l’operato di Renato Farina.
In cambio ultimamente ha ricevuto l’ennesimo calcio in faccia.
Cordiali saluti da Sagra
Certo che se hanno condannato il “povero” Scaramella con tutte quelle prove che dimostravano la sua innocenza, mi sembra di sentire l’avvocato della famiglia Adams Ghedini quando dice che non ci sono prove contro Dell’Utri, quando questi ha fatto di tutto per mettersi nei guai. Il discorso Mitrohkin è da collegare all’altra bufala Telekom Serbia. Due commissioni messe su per un unico scopo: colpire Prodi.
Nella Telekom Serbia ha inizialmente dominato il “conte” Igor (Aigor) Marini, che ha raggiunto il massimo di comicità con il viaggio in Svizzera. Poi, più avanti, il Marini è stato soppiantato da altri esperti in falsi. Alla fine della bufala ci fu il momento davvero divertente dell’unica parte di tangente finita a un componente della commissione, Bocchino, anche se lui era all’oscuro. Il pezzo scritto della magistratura sul caso Bocchino era un delizioso cammeo: il poliziotto che scopre alla fine di essere il ladro.
Fallito il primo tentativo, avanti con la Mitrokhin. Insomma, pensare che uno si trovi in corpo una quantità di polonio 5 volte quella per cui è morto il russo fa cascare le braccia. Scaramella era il nuovo Marini della situazione, certamente più intelligente. E’ stato usato per quanto detto sopra.
Mettendo da parte le due madri di tutte le bufale, abbiamo i giornali del capo a sparare tutte le menzogne possibili. Il famoso Betulla si dava da fare a costruire articoli falsi, d’accordo con il suo amico Pio Pompa, in arte Pino. Pino e Betulla, che sottobosco! E proprio il Pino ha pensato bene di costruire centinaia di dossier di nemici del piduista. Per questi non erano niente (ma pensate se ci fosse stato lui in quei dossier…), ma chissà perchè al processo contro il Pio Pompa per quei dossier il capoccia ha decretato che la cosa è segreta. Si vede che non erano proprio cose da niente.
In sintesi si può dire che quando vengono a trovarsi in difficoltà i destrorsi si danno subito da fare per inventare nuove bufale. A proposito, non credo proprio che la mafia siciliana si metta a collaborare con le coop rosse. Ma se odiano i comunisti!
Per quanto riguarda il piduista, i suoi soldi non li ha fatti certamente onestamente, altrimenti potrebbe dirlo tranquillamente. Ci sono due misteriosissime finanziarie svizzere, c’è la Banca Rasini, con i depositi della mafia dei colletti bianchi, e pure i suoi, visto che il padre ne era direttore generale. Ci sono pure certi debiti miliardari che in poco tempo diventano attivi per miliardi. Se il tizio si fosse trovato all’estero sarebbe certamente finito in galera, altro che presidente del consiglio! Ma si trova in Italia, ed ha le tv. Pensare che anche qui una condanna per falsa testimonianza l’ha avuta, ma è stata estinta per amnistia. Che culo, però!
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