Quanto ci costa la Difesa di La Russa?

di - 02/12/2009 - Abbiamo indagato e fatto due calcoli sul bilancio del nostro ministero della Difesa. Il governo, sostanzialmente, ha destinato alle Forze armate quasi gli stessi soldi previsti per gli investimenti in politiche sociali. Non accade in nessun paese d’Europa. Secondo il

Abbiamo indagato e fatto due calcoli sul bilancio del nostro ministero della Difesa. Il governo, sostanzialmente, ha destinato alle Forze armate quasi gli stessi soldi previsti per gli investimenti in politiche sociali. Non accade in nessun paese d’Europa.

Secondo il bilancio del Ministero della difesa, le spese militari non supererebbero il punto e mezzo del nostro Prodotto interno lordo (Pil), eppure, secondo altre fonti autorevoli come il Sipri e la Nato, la cifra realmente assegnata alle nostre Forze armate si aggira attorno al 2% del Pil. Un valore di poco inferiore, sostanzialmente, a quanto il governo destina per gli investimenti in politiche sociali: circa il 2,7% del Pil. Il bilancio del Ministero della Difesa, infatti, costituisce solo una buona approssimazione della spesa militare italiana. Per esempio, non tiene conto della spesa delle cosiddette “missioni di pace” che invece vengono assegnate in capitolati di spesa extra-bilancio della Difesa. Poi ci sono delle spese per sviluppo di armamenti, riportati invece nel Bilancio del Ministero delle Attività produttive. I finanziamenti diretti o indiretti dello Stato a favore dell’industria militare nazionale e per prodotti “dual use” ( doppio uso, militare e civile). Infine, la frazione di spesa che l’Arma dei Carabinieri, di fatto, destina a soli compiti militari. La ripartizione della spesa va per una buona metà al “personale”; per un quarto al cosiddetto “esercizio”, vale a dire la manutenzione ed il supporto, e per il restante agli “investimenti”, tra cui spicca naturalmente la voce: “acquisizioni di sistemi d’arma”. A differenza di questi dati, riportati dal bilancio della Difesa, secondo i dati Sipri, l’Italia spenderebbe per il personale addirittura l’85,3%, cioè di gran lunga di più di altri Paesi occidentali: la Gran Bretagna spende il 62%, la Francia il 74%, gli Stati Uniti il 56%. In particolare, la nostra “spesa militare” ci colloca all’ottavo posto della graduatoria mondiale davanti a paesi come la Russia (19,4 miliardi), Arabia Saudita (19,3 miliardi), Corea del Sud (15,5 miliardi) e India (15,1 miliardi). Relativamente, poi, alla spesa pro-capite, la spesa militare italiana è stata di 478 dollari pro-capite (valore che scaturisce dal seguente rapporto: spesa militare/popolazione), più elevata di quella di nazioni come il Giappone (spesa militare pro-capite di 332 dollari) o la stessa Germania (spesa militare pro-capite di 411 dollari). Questi dati risultano ancor più significativi se la spesa militare italiana viene correlata con la spesa percentuale per lo stato sociale. Alle politiche sociali, infatti, la Gran Bretagna destina il 6,8% del Pil, la Francia il 7,5% e la Germania l’8,3%, mentre l’Italia sfiora il 2,7%. In definitiva, pur rimanendo complessivamente invariata nel tempo rispetto al Pil, la spesa militare italiana presenta una spesa militare pro-capite di gran lunga superiore a quella di altre nazioni del G8 (tra cui Giappone, Germania e Canada), un carico eccessivo di personale militare rispetto agli altri Paesi della Nato e, soprattutto, un rapporto sbilanciato tra spese militari e investimenti sociali a favore della popolazione.

23 MILIARDI DI EURO! - Secondo quando riportano Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca nel loro libro “Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane” (Altreconomia edizioni) nel 2010 il nostro Paese ha previsto di spendere in spese militari qualcosa come 23 miliardi di euro. Cinque volte in più di quello che si prevede introiterà il famoso scudo fiscale che, stando agli stessi promotori, doveva servire a “coprire” diverse spese sociali. In realtà, come abbiamo già ricordato la copertura “sociale” da parte dei soldi conseguenti a quel provvedimento voluto da Giulio Tremonti, è molto parziale. Il nostro Paese ha più di 30 missioni internazionali in corso e nei prossimi anni ha in programma di acquistare, per citare solo uno dei progetti sui cosiddetti “sistemi d’arma”, ben 131 caccia per un valore complessivo di circa 13 miliardi di euro. La struttura delle nostre Forze Armate, secondo quando prevede il cosiddetto Nuovo Modello di Difesa, è profondamente cambiata rispetto agli anni passati. La leva obbligatoria è stata sospesa, eppure scopriamo che, nonostante queste riforma, l’esercito professionale conta oggi 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti: 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali supera quasi quello dei comandati. Insomma, se nella vita “civile” un “dott.” non lo si nega a nessuno (specie a chi non lo è), in quella militare un “gallone o una stelletta” è quasi d’uopo per tutti. Tra le righe, scopriamo che gli arsenali non conoscono crisi. Nei prossimi anni è previsto l’acquisto di costosissimi “sistemi d’arma”: dalla portaerei Cavour (1,3 miliardi di euro), alle fregate FREMM (5,6 miliardi di euro) al cacciabombardiere Joint Strike Fighter (13 miliardi di euro). Per non parlare poi delle vicende controverse legate alle servitù militari, il destino degli immobili della Difesa, l’abbandono del servizio civile; per arrivare agli “scandali” veri e propri, tra cui sprechi e inefficienze clamorose.

UN ESEMPIO CONCRETO? IL LINCE – I mezzi blindati “Lince” sono stati rappresentati, specie dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, come uno dei “fiori all’occhiello” del nostro esercito. “Sono resistentissimi e più agili – si è detto – rispetto agli altri analoghi mezzi a disposizione degli altri eserciti della Nato” dislocati in Afghanistan. A tal proposito, riportiamo alcune significative righe di quanto ha pubblicato Giancarlo Chetoni, sul suo blog sempre sul  famigerato “blindato”.“Quando i pneumatici scorrono su un terreno sterrato di montagna segnato da solchi profondi, e succede con frequenza perché ad ogni primavera quando si sciolgono le nevi l’acqua da quelle parti si porta via fango e pietre, l’equipaggio “dondola”, la velocità di marcia si riduce a 3-5 km all’ora, la guida si fa particolarmente dura e l’autiere stenta a tenere il controllo del mezzo. Il volante non risponde come dovrebbe mentre il Lince manifesta un’accentuata tendenza al ribaltamento su un fianco quando affronta anche a bassa velocità una curva in salita o in discesa […] Anche se la FIAT lo presenta come un blindato di nuova generazione, ad alta affidabilità, sicurezza e caratteristiche “stealth” (!), la realtà è che il Lince, almeno in Afghanistan, sta dando dei grossi grattacapi a chi deve uscirci in perlustrazione o muoversi in colonna su aree accidentate. La blindatura laterale sopporta l’impatto di proiettili in calibro 12,7 mm ma è estremamente vulnerabile al tiro di datatissimi RPG. Un colpo in pieno penetrerebbe come un coltello nel burro nelle blindature laterali e nella cellula di sicurezza determinando la perdita immediata dell’intero equipaggio del Lince. Non è ancora successo ma è fatale che succeda”. Chetoni prosegue descrivendo in maniera cruda quello che è poi successo il 14 Luglio scorso a Shewand, 50 km a nord-est di Farah in Afghanistan, al caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, classe ‘84, artificiere del Genio Guastatori del 187° Rgt Folgore rinvenuto cadavere, insieme a tre feriti dello stesso Reparto, a seguito di un attacco dei taliban.

28 Commenti

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  2. John scrive:

    Non è la spesa militare ad essere alta, ma la spesa sociale, semmai, a essere bassa.
    Lo strumento militare italiano è in forte sofferenza, e ha subito pesanti contrazioni negli ultimi anni.
    La difesa aerea è ridotta ai minimi termini: un centinaio di Eurofighter possono sembrare tanti, ma considerando l’attrito (dovranno restare in servizio per i prossimi 30 anni) e la rotazione per la manutenzione, a malapena consentiranno gi garantire 5 gruppi volo efficienti, che dovranno vigilare l’intero spazio aereo nazionale tutt’altro che piccolo. E intanto che arrivano gli Eurofighter, si va avanti con caccia usati e presi a prestito.
    La componente di pattugliamento marittimo, così importante per una nazione proiettata sul Mediterraneo, è obsoleta e numericamente insignificante.

    L’esercito utilizza mezzi corazzati di una generazione indietro rispetto a quella di tutti gli altri eserciti NATO.

    La marina sta riducendo le unità e la nuova Cavour è indispensabile per mantenere una componente aerea imbarcata efficiente, anche perché gli Harrier della Garibaldi stanno esaurendo la loro vita operativa e l’unico aereo disponibile per sostituirli, l’F-35, non è gran che compatibile con quella nave.
    La forza sottomarina si sta riducendo al lumicino, così come cacciatorpediniere, fregate e corvette.

    I 135 F-35 (ammesso che si riesca a comprarne davvero tanti) sostituiranno qualcosa come oltre 200 fra Tornado, AMX e Harrier. Quindi rappresentano una ulteriore contrazione rispetto ai livelli quantitativi attuali.

    A tutto questo aggiungiamo le numerosissime missioni internazionali, il sovradimensionamento dei quadri ufficiali (problema reale) e l’impiego frequente del personale in compiti di protezione civile, ed ecco che il quadro operativo si fa nero.

    Anche gli altri paesi alimentano la difesa attraverso capitoli di altri ministeri, non è che l’Italia sia l’unico a farlo.
    Ma del resto, un programma come l’F-35 che promette un rientro di capitali triplo rispetto alla somma investita, non può certo non interessare anche il ministero delle attività produttive, visto che comporterà decine di migliaia di posti di lavoro e un significativo sviluppo industriale nel settore delle tecnologie avanzate.

    Quanto al LINCE, è un blindato leggero, ed è estremamente efficiente, protetto e agile rispetto ai mezzi della sua classe, per molti aspetti migliore dell’Humvee americano che è lo standard di riferimento. Certo che se a un blindato leggero si chiedono prestazioni che nemmeno un carro armato pesante può garantire (invulnerabilità ai colpi di RPG), allora nulla va bene.

    Quanto al rapporto tra spese per il personale e spese per gli equipaggiamenti, è chiaro che chi ha molti soldi da spendere può permettersi di comprare molti equipaggiamenti e fare molti investimenti, e quindi il rapporto personale/mezzi è molto meno ingeneroso.

    Certamente la difesa deve razionalizzare le sue spese, ridurre gli sprechi e diminuire il numero di ufficiali, ma di sicuro non può rinunciare a quei pochi programmi di ammodernamento che ha in corso.

  3. Bingo scrive:

    Mah, a me sembra un articolo con numeri probabilmente veri ma confezionati per propagandare un punto di vista ideologico e non per fare informazione.
    In pratica si e’ scelto di accusare la scarsita’ di risorse per spese sociali scegliendo come causa le alte spese militari, quando invece sono le spese sociali ad essere basse in assoluto, e le cause sono molteplici.

    Il citare la scelta dei sistemi d’arma semplicemente come “costi” e’ appunto una scelta ideologica, come anche la frase “La leva obbligatoria è stata sospesa, eppure scopriamo che, nonostante queste riforma, l’esercito professionale conta oggi 190mila uomini”, che immagino voglia dire “sono troppi”, ma senza nessuna discussione su quanti sarebbero sufficienti (mi par di capire: zero)

    E poi, il Lince non e’ nato come veicolo antimina, semplicemente e’ un veicolo da trasporto ruotato e protetto, a cui pero’ e’ chiesto sempre di piu’, e pare che sia fra i migliori della categoria. Poi e’ chiaro che se si mettono quintali di esplosivo…
    Da notare poi che gli “RPG” sono armi anticarro, quindi sui mezzi protetti…

    La scelta poi di citare il blog di Chetoni… mah… sono andato a visitarlo, diciamo che e’ coerente con l’impostazione dell’ articolo, ai lettori il giudizio.

    Ah leggo ora il commento gia’ postato prima di me, vedo che non sono solo.
    Diciamo che “c’e’ carro pesante e carro pesante” e “c’e’ RPG e c’e’ RPG”.

    • Leftorium© scrive:

      “l’esercito professionale conta oggi 190mila uomini”, che immagino voglia dire “sono troppi”.

      Immagino… che di proposito non hai citato il dato successivo: “ci sono più comandanti che comandati”. A cui vanno la metà di quei 23 miliardi (oltre 40.000 miliardi di lire, ovvero una vera e propria finanziaria, insomma).

      Il lince presenta problemi di progettazione, tanto è vero che la stessa Fiat ha promesso di rivedere (dopo la prossima commessa…) la torretta del mitragliere. Basta che il lince si ribalti, perché il mitragliere sia spacciato. Inoltre, proprio sul suolo Afgano ha mostrato tutti i suoi limiti di trazione. E per carità, non ricordo che i pezzi di “ricambio” sul posto si ricavano dai mezzi già incidentati (post attacchi) come dallo sfasciacarrozze.

      Non vedere questi sprechi è una tara “ideologica”.

      • Bingo scrive:

        Il numero degli ufficiali/marescialli fa parte dei dati veri citati dall’articolo, infatti il problema che la piramide gerarchica non sia proprio una “piramide” e’ noto da tempo, come e’ anche noto che l’italia sia l’unico esercito al mondo dove non esistono piu’ i soldati semplici, sono tutti almeno caporali!!!

        Quello che volevo fra l’altro far notare e’ che nell’articolo e nella tua risposta il “caso lince” non viene affrontato in maniera compiuta (esistono articoli e riviste specializzate per questo, e non voglio neanche discuterne perche’ non e’ il punto) ma viene utilizzato strumentalmente per propagandare (lecitamente per carita’) un punto di vista, non per fare informazione.

        Avrei preferito un articolo intitolato “In Italia ci sono troppe spese militari” e magari un altro “In Italia si spende poco per il sociale” e un altro “La piramide gerarchica deformata delle FFAA italiane” e per finire un articolo sul Lince. Ma articoli veri dove si indicano i perche’, non luoghi comuni mescolati.

        • Corsaro rosso scrive:

          L’articolo cedo che riporta sia il costo (sproporzionato) di quanto ci costa la difesa e la suaelefantiaca struttura (al di là dei pochi militari effettivi), sia un “caso concreto”, cioè quello dei Lince. Nello scenario di guerra afgano i Lince si stanno rivelando inefficaci ed insicuri. Questo è un esempio concreto di spreco, non solo di vite umane ma anche di soldi pagati dal contribuente. Aggiungiamo poi che la stesso ministero non manda i pezzi di ricambio in Afganistan perché il prezzo è alto, mentre i meccanici sul posto li devono raccattare dagli altri mezzi “incidentati”, magari anche a seguito di un attacco, come dallo sfasciacarrozze…

          Come la chiami tu questa “policy”? Economia del risparmio?

      • Riccardo scrive:

        Forse mi sbaglierò ma credo che nessuno di voi sia mai stato sul Lince…O magari in Afghanistan…O magari Mitragliere sia sul Lince che in Afghanistan…Ecco prima di sparare cavolate…Provate a osservare il nostro esercito e quello degli altri con i vostri occhi occhi…Osservate le differenze…In questi anni si sta facendo moltissimo per adeguarsi.Guardate il nostro fucile o quello d’un americano…Secondo voi perchè si spendono i soldi per la difesa?Per stare al passo con gli altri?Oppure così tanto per fare?
        Ah un’ultima cosa…I lince sulle mine anticarro eccome se reggono…Quante vite hanno salvato!Ma dal’alto delle vostre poltrone che ne potete sapere voi…

    • Janess scrive:

      Alakazaam-information found, problem soelvd, thanks!

  4. Frank scrive:

    In Italia, specialmente al sud, le forze armate sono in sé una politica sociale. Fino agli anni ’80 offrivano posti di lavoro per tutti, con pensioni sostanziose e anticipate rispetto ai normali lavoratori. Non c’è bisogno che vi dica quanti ragazzi conosco che han trovato come unica maniera per tirare la carretta quella di metter su una divisa. Troppi. Anche se oggi pure quella è a tempo determinato.

    John ha ragione, le critiche al Lince sono eccessive (e non resiste neanche alle bombe atomiche, precisiamolo già che ci siamo). L’Italia spende per il personale militare quasi quanto le ben più attrezzate Francia e Germania, mentre per l’equipaggiamento circa un quarto, poco più di Spagna o Olanda. ( dati Sipri )

    Io ho sempre pensato che la politica di massiccia partecipazione alle spedizioni all’estero “per il prestigio dell’Italia nel mondo” fosse assolutamente folle, eravamo e credo siamo ancora i terzi dopo Usa e Uk come numero di uomini dispiegati, una sbruffonata che non possiamo permetterci e stiamo già pagando.

    • Leftorium© scrive:

      Frank considerare la “via militare” come una sorta di welfare alternativo (una politica sociale) è stato il sogno di ogni fascismo “i figli di oggi saranno i soldati domani” e degli stati guerrafondai. Anche io sono del sud e ammetto che quello che sostieni è vero ed è un concetto molto radicato. Perciò, occorre spendere diversamente molte spese. Quella militare è una di queste.

      Il Lince, come detto, basta che si ribalti per condannare il mitragliere. Come sappiamo è già successo e non una sola volta. Nessuna bomba atomica quindi, che del resto i nostri “nemici” non hanno…

      Sulle missioni all’estero sono completamente d’accordo con te.

      • Frank scrive:

        Sul primo punto con me sfondi un portone spalancato, detesto il militarismo, non sopporterei di essere uno dei tanti braccini armati della politica (le forze armate sono sotto il comando del PresDelCons, figurati! :D ) e per tutti gli anni della mia giovinezza ho saldamente resistito alle pressioni di genitori e parenti che mi spingevano a tentare la fortuna fucile in mano, portandomi ad esempio virtuoso quello dei miei N amici e coetanei che l’han fatto qua in Terronia.

        Il Lince ha credo l’unica colpa di essere troppo leggerino per le minacce che si vanno ad affrontare, e forse sarebbe il caso di dispiegare -anche- mezzi più tosti come i Puma, ma confesso di non conoscere abbastanza l’argomento per stabilire se sia una cosa fattibile o meno.

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  7. rebyjaco scrive:

    LUNGI DA ME difendere La Russa. Però voglio far notare che se è vero che si spende più in “”Difesa”" che in ricerca ecc. non è perchè si privilegia la difesa ma perchè si è ridotto il finanziamento alla ricerca ecc. a livelli tali che il solo mantenimento in movimento dei mezzi militari è superiore all’investimento sulla ricerca. Capisco che questo è indecente, ma da un Governo che punta TUTTO sul Totalitarismo è logico e ragionevole che si ragioni in termini Militareschi.

    • Leftorium© scrive:

      Rebj che si spenda di più in per la difesa che per ricerca è abbastanza scontato (non solo in Italia, per la verità). Qui si parla di spese militari di poco inferiore a quelle per il “sociale”, il welfare. Questo è un po’ più strano e, come detto, non avviene in nessun paese Europeo.

      • rebyjaco scrive:

        C’è qualcosa di tutto quello che avviene nel nostro Paese che avvenga nel resto d’Europa? O nel resto dei PAESI CIVILI del MONDO? Giustizia, Istruzione, Corruzione, Controllo dell’Informazione, Costi della Politica ecc. Leftorim, se Tu avessi i miei anni (74) e Tu avessi letto e vissuto con gli occhi aperti, capiresti che non esagero quando Ti dico che: Con questi politici, anche se cadesse Berlusconi (Dio non lo voglia) sarebbe come cadere nella “Brace”, non c’è futuro (con questa gente) Dalema, c’è un politico in TUTTA LA SINISTRA e semisinistra più Negativo? Eppure, è a capo del maggior Partito d’opposizione, leggi: Dalema in Puglia a distruggere la decenza rappresentata da Vendola. Latorre che parla e sparla e viene chiamato in televisione a rappresentare il Padrone troppo impegnato altrove, e Bersani? Dovremmo impegnarci in una Vera Rivoluzione, cambiamenti profondi, non sono necessarie le armi, basterebbe la VOLONTA’. Ascoltavo questa mattina Boccia e Tonini a Omnibus, sono il contraltare di Capezzone o Bondi, non sono POLITICI, non hanno IDEE, NON hanno IDEALI, sono lavoratori della POLITICA, guadagnano con la POLITICA, gli pagano lo stipendio, niente a che vedere con i politici di alcuni anni orsono che si impegnavano per passione, questi non sanno nemmeno che cosa sia “LA PASSIONE”" non ci leveremmo nemmeno un ragno dal buco (con questi soggetti). Auguri

  8. Silvio scrive:

    Il Lince è un mezzo per pattugliare, mica per lanciarsi all’assalto di forze corazzate, sostanzialmente sostituisce il VM rispetto al quale le migliorie sono talmente tante da non esserci paragone. Certamente se una pattuglia subisce un agguato con armi pesanti o addirittura anticarro gli occupanti rischiano la vita.
    Sui terreni dove non riesce ad avanzare allora dobbiamo impiegare dei cingolati o i muli. Del resto, che la costruzione di strade fosse una strategia militare lo avevano capito anche i Romani parecchi secoli fa.
    I temi affrontati dall’articolo sono tanti e non si possono approfondire qui, quindi solo alcune rapide opinioni: le missioni all’estero andrebbero ridotte sensibilmente; sulla composizione della “piramide” e sugli sprechi c’è da lavorare; detto questo, nell’articolo non si tiene conto che: le aziende coinvolte nelle commesse della Difesa sono tra le poche in Italia a fare ricerca; la capacità di costruirsi in proprio alcuni sistemi d’arma (caccia, carri armati, portaerei) è rara al mondo e abbandonarla è una decisione dalla quale è poi difficilissimo tornare indietro, inoltre il mantenimento di una gap tecnologico favorevole è ancora oggi una precondizione per prevenire i conflitti, perché non c’è dubbio che se questo vantaggio lo avessero altri Stati scatenerebbero fuoco e fiamme o perlomeno ne abuserebbero in ben altra maniera.

    • Leftorium© scrive:

      Infatti, sempre il governo Berlusconi, due legislature fa, ha rinunciato al progetto europeo Airbus a favore di uno americano…

      • Silvio scrive:

        mi lusinghi ma non facevo parte di quel governo (nè dell’attuale), quindi quella decisione non l’ho presa io, nè francamente saprei dire se è meglio il boeing o l’airbus, infatti se l’articolo avesse parlato di questo non avrei avuto nulla da replicare, ma siccome invece scrive a proposito di spese militari ho voluto sottolineare alcuni concetti che andrebbero tenuti presenti

        • Leftorium© scrive:

          Infatti, non dovresti esserlo. Hai scritto: “le aziende coinvolte nelle commesse della Difesa sono tra le poche in Italia a fare ricerca”. Ti ho ricordato un caso “pratico” dove la ricerca, semmai, l’hanno favorita in America.

          • Silvio scrive:

            sì ho scritto quella frase, perchè accanto ai big come Finmeccanica ci sono anche molte altre aziende meno conosciute ad esempio nel software, nelle comunicazioni ecc che sono coinvolte in questi grandi progetti, quindi hai fatto bene a ricordarlo

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