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pubblicato il 2 dicembre 2009 alle 08:00 dallo stesso autore - torna alla home

Non c’entra l’avviso di garanzia recapitatogli ieri. Il governatore potrebbe lasciare alla Lega la sua poltrona. Al Pirellone potrebbe andare l’ex ministro della Giustizia. Per Formigoni è pronto un posto in un ministero romano: istruzione o delega alla sanità

roberto formigoni e manuela talenti a113 Formigoni alladdio in Lombardia. Castelli al suo posto?L’avviso di garanzia consegnato ieri al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha nulla a che fare con alcuna persecuzione giudiziaria di una parte della magistratura politicamente schierata. “Finalmente hanno trovato come incastrare il presidente della regione” è un’affermazione che non inquadra nella giusta dimensione il fatto, che certamente è meno grave di quanto si voglia far credere. Sostanzialmente per due motivi. Innanzitutto, perché, come sono gli stessi esponenti del Popolo della Libertà a far sapere “si tratta di un dovuto avviso per una ipotesi di reato contravvenzionale (oltretutto ancora da verificare, come dice la stessa Procura) punibile al massimo con una ammenda”. In secondo luogo perché fondamentalmente la candidatura di Formigoni non viene affatto data per scontata tra le fila della maggioranza, né tantomeno del suo stesso partito. Anche senza questa poco consistente iscrizione nel registro degli indagati, insomma, non si sarebbe potuto certamente dire che il governatore avrebbe corso nuovamente per il rinnovo del mandato.

L’IPOTESI CASTELLI – Le voci che giungono dal centrodestra, infatti, inducono a pensare che sia destinata alla Lega Nord piuttosto che al Pdl la scelta del candidato alla carica di presidente della Regione Lombardia e che il destino di Formigoni sia quello di ottenere un dicastero. Per alcuni, il dietrofront gli farebbe conquistare a Roma al Ministero dell’Istruzione attualmente affidato alla Gelmini, per altri la questione si porrebbe in primavera, solo dopo le regionali, nell’ambito di un rimpasto di governo. Insomma, ci sono molte più probabilità che siano le camicie verdi a correre per la conquista del Pirellone. Il nome che circola più insistentemente è quello dell’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, che riveste ora l’incarico di viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre sembra allontanarsi l’ipotesi di uno scambio di ruoli tra Formigoni e il Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

agf 11378727 06280 Formigoni alladdio in Lombardia. Castelli al suo posto?LA SOLUZIONE DEI REBUS -Meglio la Lega in Lombardia che in Veneto – fa notare qualcuno nel partito berlusconiano – Con Berlusconi e La Russa sono sotto controllo”, dicono. I leghisti glissano: “Bisogna aspettare. Non si sa ancora nulla. E’ Bossi che decide e nessun altro”, fanno sapere senza lasciarsi sfuggire che la Lombardia sarebbe senz’altro un boccone molto ghiotto per il partito del Nord. Di fatto, quella di candidare Castelli, rispetto a Maroni, sarebbe la soluzione migliore per accontentare le camicie verdi che continuano ad insistere nella richiesta, obiettivamente eccessiva, di ottenere due candidature (Roberto Cota in Piemonte e Luca Zaia in Veneto). La scelta non dispiacerebbe nemmeno agli alleati. Anche dalle parti del Pdl qualcuno vedrebbe quella soluzione di buon occhio. Il presidentissimo del Veneto, Giancarlo Galan, un altro che come Formigoni non è mai indietreggiato di un millimetro, sarebbe il primo a gioire. Per quanto riguarda il Piemonte, invece, è probabile che a sfidare Mercedes Bresso non sarà nemmeno Enzo Ghigo, già governatore della regione per un decennio. “Non ci tiene, preferirebbe fare il sottosegretario”, afferma qualcuno. Anche lui, insomma, rientrerebbe nel valzer delle poltrone che prima o poi Berlusconi e i suoi dovranno mettere a punto per non lasciare nessuno dei suoi a bocca asciutta.

INCHIESTE MARGINALI - Allo stato, insomma, Formigoni dovrebbe guardarsi più dalle trattative dei suoi compagni di partito che dagli atti giudiziari poco significanti, o comunque non così gravi da compromettere l’immagine e la ricandidatura di un leader molto apprezzato che governa la regione più grande (nel numero di abitanti) d’Italia da ben 15 anni. Casomai potrebbe impensierirlo maggiormente l’avviso di garanzia preannunciato da lui stesso oggi in conferenza stampa, un avviso non ancora corrispostogli ma che dovrebbe arrivare “a giorni” dalla Procura dell’Aquila per aver “costruito in tempi record la casa dello studente”. Se succedesse, Formigoni potrebbe eventualmente argomentare di nuovo la tesi degli “avvisi ad orologeria”, magari con maggior successo di quanto non riesca ad ottenere oggi col suo inefficace gridare al complotto. Ma la questione sarà un’altra, non certo di merito. A quel punto sarà interessante scoprire se i colleghi pidiellini sfrutteranno o meno il problema giudiziario del presidente uscente, evocando la questione morale per scalzarlo definitivamente dal suo ambitissimo posto.

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