Crocefissi, minareti e cioccolatai

01/12/2009

     
 

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Gli svizzeri non sono precisi per scelta, ma per autentica vocazione. A volte pure troppo e, per eccesso di amore, rischiano di incamminarsi per vie perigliose portandosi appresso l’intera mandria di lemmings che rimpiange, senza nasconderlo, i bei tempi della vergine di Norimberga. Domenica scorsa, con inaspettato successo di pubblico, hanno fatto un bel referendum per raccogliere gli umori dei quattro cantoni su un tema cosiddetto “sensibile”, e cioè se sia opportuno – o condiviso dalla quieta cittadinanza – rilasciare concessioni edilizie per tirar su minareti.

Nein, jamais, non se ne parla nemmeno. Qualcuno si dice sorpreso, ma è sorprendente che si sorprenda: gli svizzeri non vogliono grane, né le hanno mai volute, anche a costo di imporsi qualche deroga all’eleganza laica e democratica. È gente pragmatica, la stessa che in un passato non troppo remoto si esitò a fare torto ai cani per fare fronte all’invasione italo-padana, e che oggi risponde con eguale tetragona compattezza all’ipotesi di vedersi scippata della placida skyline che veglia sui destini dei nipotini di Heidi.

«Non si tratta di un voto contro la religione islamica, ma contro i minareti come edifici. In Svizzera si rispetta la libertà di fede, è un valore fondamentale, ma certo il risultato di questo referendum non è un bel segnale. È importante che nella nostra democrazia si abbia la possibilità di votare, e questo voto non è contro la religione islamica». Visto? Roba da architetti, mica da settimo cavalleggeri accerchiato dagli Apache e pronti al supremo sacrificio.

Eppure, in nome di un pragmatismo diverso, gli omini verdi al comando di Bossi son tutti un fremito di gaia tracotanza per la luce inaspettatamente accesa alla fine del tunnel dal ramo elvetico (e un po’ eretico) dei figli di Dio. «Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, è forte. Occorre un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega». Messaggio forte, evidentemente inteso in modo non del tutto chiaro e adeguatamente rimescolato per renderlo più digeribile alle pance dolenti del proprio elettorato. Ma non si era detto dalla patria degli orologi a cucù che si votava per dire no agli antiestetici edifici e che la religione, meno che mai la massoneria o il filoislamismo gaglioffo, non c’entrava un fico secco?

Sono vicini, eppure sono lontani questi svizzerotti. Lontani e allergici alle fontane di cazzate alle quali si abbeverano le pecore mannare prima di farsi tosare voti e cervello dai propri pastori. LO sappiamo tutti che hanno votato per battere la paura, ma hanno saggiamente scelto di batterla nell’unico modo possibile. Aggiungendo un pizzico di burocrazia e lasciando stare l’orgoglio delle radici cristiane. Uno che ha il 5% dei residenti le radici te le contesti pure, ma per cambiare un piano regolatore deve contare più del 50. È la democrazia, bellezza! Da noi, invece, ci siamo messi subito a prendere lucciole per lanterne con Frattini che torna a bomba sui crocifissi e Castelli che, sfidando contemporaneamente storia e ridicolo, rivendica il diritto di riformare la costituzione per mettere una croce sul tricolore. Una provocazione, ci diranno. Certo, ma di un servilismo imbarazzante e poco divertente anche per i beneficiari della marchetta perché qualcuno a Castelli glielo deve dire che la croce sulla bandiera, al Vaticano, non si sono mai sognati di mettercela. E non è un caso.

     
 

12 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    ecco, io volevo solo dire che mi iscrivo ai massonici filoislamici. Dov’è che si firma?

  2. pietro scrive:

    Una cosa si può considerare, la lega nord con i suoi 3 milioni di voti su 60 milioni di italiani rappresenta il 5% della popolazione, come i musulmani svizzeri, e si deve considerare che è uno dei suoi massimi storici, capisco che grazie alle tanto disprezzate istituzioni democratiche può imporre le sue seghe mentali a tutti, ma a cambiare la costituzione ci ha già provato senza riuscirci.
    Qulacuno a Castelli dovrebbe ricordare che finchè si tratta di distribuire poltrone agli amici il 5% può servire , ma non gli conviene credersi troppo importanti, in Svizzera conterebbero come il 2 di picche…..

  3. lelith scrive:

    io ho il sospetto che il risultato di questo referendum altro non sia che la riprova della incapacità della classe dirigente europea di gestire un fenomeno complesso come i flussi migratori con la conseguente necessità di contenere i conflitti che ne scaturiscono.
    il fatto che un paese di dimensioni ridotte e con un alto livello di efficienza della macchina statale come la svizzera non riesca ad attuare serie politiche di integrazione mi fa temere che davvero non ci sia possibilità che questa fase storica sia gestita in maniera che un domani non ci si trovi a dover combattere con gli opposti estremismi su un piano di repressione e guerra civile.
    d’altronde la nostra classe politica è in altre faccende affaccendata chi se ne frega se domani ci troveremo in una situazione ormai talmente degradata da essere irreversibile.

  4. luck scrive:

    Gli Svizzeri hanno liberamente fatto uso della loro meravigliosa democrazia, se noi avessimo una tale meravigliosa opportunità avremmo votato allo stesso modo, con buona pace dei politically corrects che della democrazia conoscono solo la loro, PROSIT!

  5. pietro scrive:

    Solo che noi viviamo in una nazione in cui l’opinione della maggioranaza viene costantemente disprezzata, il ministero dell’agricoltura attualmente nelle mani del leghista Zaia era stato abolito da un referendum, ma i leghisti se ne fregano dell’opinione della maggioranza e pretendono dall’altezza della loro minuscola percentuale di italiani e del loro potere di ricatto di decidere per tutti, esempio di partitocrazia parassitaria della peggior specie.
    Sanno che i loro 60 deputati sono essenziali per la sopravvivenza del governo e vivono costantemente di ricatti, e sono talmente ignoranti che pensano che in Svizzera si siano proibite le Moschee, mentre ce ne sono molte di più che in Italia.

  6. giuspe scrive:

    Ha ragione Maroni: é giusto ascoltare il Popolo (anzi, il POPOLO).

    ecco una serie di referendum che vorrei vedere prossimamente:

    1) referendum sulle tasse: che aliquota vuoi?
    a) quella di ora
    b) 10%
    c) 5%!
    d) NIENTE TASSE!11!!!

    2) sesso con minorenni: che facciamo?
    a) come ora, vietato
    b) se ne puó parlare
    c) fondi statali!!!

    3) vorresti vedere che effetto fa una mucca viva su per il culo di Maroni?
    a) no
    b) sí
    c) SÍ!!!1!1!
    d) lo metto su feisbúc!

    [specialmente su quest'ultimo penso che il POPOLO potrebbe dare il meglio di sé...]

    let te people vote!!!

  7. il bello è che i minareti in Svizzera manco li usano come minareti cioè non c’è nessun muezzin che grida a squarcia gola per richiamare i musulmani alla preghiera

    insomma se i musulmani sono furbi quanto i napoletani basta che li accatastino come osservatori astronomici o come silos per lancio di testate termonucleari e hanno risolto il problema

  8. Pingback: Almanacco del Giorno – 1 Dec. 2009 « Almanacco Americano

  9. anarchico scrive:

    se marx fosse vivo ai suoi nipotini filoislamici li farebbe mettere in fila e li prenderebbe a calci in culo uno ad uno…..traditori !!!!!

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