Svizzera, l’onda d’urto si propaga tra gli islamici

01/12/2009 - L’elettorato elvetico ha approvato domenica la richiesta proveniente dall’ estrema destra di un divieto generale per la costruzione di minareti, un risultato che potrebbe danneggiare l’immagine del Paese all’estero e le sue relazioni economiche con il mondo musulmano. “La maggioranza

     
 

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L’elettorato elvetico ha approvato domenica la richiesta proveniente dall’ estrema destra di un divieto generale per la costruzione di minareti, un risultato che potrebbe danneggiare l’immagine del Paese all’estero e le sue relazioni economiche con il mondo musulmano.

La maggioranza del popolo svizzero dei Cantoni ha approvato l’iniziativa popolare contro l’edificazione di minareti “, ha affermato il Governo in un comunicato citato da swissinfo.ch. “Di conseguenza, la costruzione di minareti in Svizzera non è più consentita“. Secondo i risultati finali, il 57,5 per cento dei votanti e la maggioranza dei Cantoni hanno sostenuto la proposta sul divieto, con una partecipazione al voto del 55%. Il Partito popolare svizzero (SVP) – aveva indetto un referendum sulla questione dopo aver raccolto 100.000 firme – sostenendo che i minareti sono un simbolo della Shari `ah e quindi incompatibili con il sistema giuridico svizzero. Il risultato, oltre a rappresentare una sorpresa è anche uno schiaffo al Governo, che era fortemente contrario al divieto così come tutti i principali partiti politici, i vescovi cattolici romani e i rabbini ebrei.

ISLAMOFOBIA - Saida Keller-Messahli, presidente del Forum dell’ Advanced Islam ha affermato che “l’odio ha vinto sulla ragione“. Anche la Federazione delle organizzazioni islamiche in Svizzera ha deplorato il risultato della votazione e ha puntato il dito contro la campagna di paura che è riuscita a spaventare la maggioranza degli elettori. “La Svizzera ha perso“, ha detto Rifa’at Lenzin del Progetto europeo Interreligioso di Zurigo che si è mostrata interdetta dal sostegno che hanno ricevuto “argomenti soggettivi e inverosimili” nella campagna dell’estrema destra. Amnesty International ha dichiarato che il divieto costituirebbe una violazione della libertà religiosa nonché una palese violazione dei diritti di parità. L’Islam è la seconda religione in Svizzera dopo il Cristianesimo, con circa 400.000 musulmani. Ci sono 160 moschee e luoghi di preghiera  realizzati soprattutto in fabbriche dismesse e magazzini. Solo quattro di esse hanno minareti, nessuno dei quali però è utilizzato per la chiamata alla preghiera, che è vietata nel Paese. “Se mi dicessero che vieteranno tutti i simboli religiosi in tutti gli edifici religiosi, non avrei nessun problema”, così Elham Manea ha detto alla BBC News Online, facendo riferimento alla recente costruzione di templi sikh e chiese serbo-ortodosse, “ma se il loro bersaglio sono solo i musulmani, non i cristiani, non gli ebrei, non i Sikh, solo i musulmani, allora esiste un problema evidente perché è una discriminazione“.

CI RUBANO IL LAVORO -I musulmani svizzeri sono scioccati dal risultato“, così Hisham Maizar, presidente della Federazione delle Organizzazioni islamiche in Svizzera, su IslamOnline siamo in un calvario“. “Il divieto colpisce gravemente i diritti delle minoranze in Svizzera“, ha detto Farhad Afshar, presidente del Coordinamento delle Organizzazioni islamiche in Svizzera “e limita il diritto alla libertà di culto”. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: “Il governo è deluso dal fatto che non è stato possibile convincere gli elettori a respingere l’iniziativa” ha detto il ministro dell’Economia Doris Leuthard e il ministro della Giustizia, Eveline Widmer-Schlumpf : “L’esito della votazione è innegabilmente un riflesso delle paure e delle incertezze che esistono tra la popolazione“. I media svizzeri invece, sono preoccupati perché questo episodio potrebbe compromettere l’immagine della Svizzera che è sempre stata vista come un paese tollerante. “La vendetta, il boicottaggio, la rappresaglia … questo scontro con l’Islam potrebbe costare caro” ha commentato il quotidiano Le Temps. E su The Genevaun voto ispirato dalla paura, dalle fantasie e dall’ignoranza“, un avvertimento per il “danno spettacolare” subito dal Paese a livello internazionale. “Le persone, traumatizzate dalla crisi, hanno espresso un voto di protesta e di sospetto che è venuto fuori come una bomba“. Il Tagesanzeiger, quotidiano di Zurigo ha affermato che la Svizzera è profondamente divisa tra una visione “moderna e internazionalista” da un lato, e “tradizionale e nazionalista” dall’altro. E ha sottolineato come il divieto potrebbe “rafforzare l’isolamento internazionale della Svizzera, anche tra le nazioni occidentali“.

CALMA E GESSO -Le libertà fondamentali di religione e di coscienza si applicano a tutte le religioni. Queste garanzie sono vincolanti per la Svizzera in base al diritto internazionale“, Widmer-Schlumpf, ministro della Giustizia ci tiene a sottolineare che il divieto non è un rifiuto nei confronti dei musulmani in Svizzera.”Il voto non deve portare alla sfiducia reciproca, l’emarginazione e l’esclusione sulla base delle differenze religiose e culturali, sarebbe devastante per un paese aperto come la Svizzera“, tanto più che il risultato del referendum potrebbe essere oggetto di ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. I musulmani elvetici stanno chiedendo una reazione misurata alla decisione imposta. “Abbiamo bisogno di tempo per valutare la situazione e capire le sue ripercussioni in futuro“, ha detto Maizer il quale continua ad invitare il mondo islamico alla calma perché una reazione violenta contro il divieto sarebbe inutile e controproducente. “Chiediamo una risposta responsabile per comprendere il fine ultimo dei sostenitori dell’iniziativa che potrebbe essere mettere in campo maggiori restrizioni per la nostra comunità“. Yousef Abram, un imam della moschea di Ginevra, la pensa allo stesso modo: “Si è aperta una fase molto difficile e i musulmani avranno molto da fare per costruire un ponte con la società svizzera“.

     
 

11 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    siamo una squadra fortissimi.

  2. AngelDevil scrive:

    Complimenti Maria Teresa, davvero un bell’articolo, interessante ed utile per la sua pluralità d’informazioni.

  3. Hellequin scrive:

    Se si facesse lo stesso sondaggio in qualsiasi nazione europea, il risultato sarebbe il medesimo!

    In questi giorni mi sento tantissimo svizzero!!! :-)

  4. Z scrive:

    Ovvero? Hai smesso di defecare nelle aiuole pubbliche, evadere le tasse, palpare il culo alle turiste tedesche? Ti sei levato la catenina d’oro, rasato i peli del petto e non parcheggi più il suv in terza fila? Ora riesci a comporre un’intera frase in inglese in meno di mezz’ora e senza google translator?

    Che dire…non tutto il male vien per nuocere.

    • Hellequin scrive:

      Che ridere!

      Mi spiace per te ma son tutte cose che già NON faccio.
      Probabilmente, visto che ti sono venute in mente, sono cose che fai tu…o che vorresti fare.

  5. pensa se tutti gli sceicchi fanno come Gheddafi che si è arrabbiato quando gli hanno fermato il figlio

    gli sceicchi tolgono tutti i petrodollari dalle banche svizzere, smettono di comprare orologi e armi dagli svizzeri

    e gli svizzeri pragmatici di fronte ad una catastrofe simile decidono per referendum di diventare musulmani e di fare della Svizzera il primo califfato alpino del mondo

    tutte le mucche elvetiche per legge dovranno indossare il burka, le caprette di Heidi non potranno più uscire da sole se non accompagnate da un maschio

  6. mess1976 scrive:

    bastardi islamici dato che parlate tanto di liberta di religione xche nn permettete di far costruire le chiese in arabia saudita, la liberta di religione esiste solo quando vi fa comodo a voi ,siete esseri inferiori dovete tornare nelle fogne da dove siete venuti, maometto e solo un rotto in culo

  7. jetset scrive:

    Il problema non sono i minareti… Ti invito a leggere il mio post. Ciao e complimenti per il tuo articolo.

    http://libererisonanze.blogspot.com/2009/12/non-fate-come-se-foste-casa-vostra.html#links

  8. agnos scrive:

    questo è rivolto alle lettrici donne che difendono l’islam..(a parte quelle attratte da motivi sex…e quelle sono irrecuperabili:-D))…Il principio della superiorità maschile è enunciato dal Corano nella sura IV, detta al-Nisāʾ (delle donne), al versetto 34:
    « Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande »

    (Trad. di Alessandro Bausani)

    Così, in virtù di questo precetto, le donne sono private persino dei fondamentali diritti umani e civili: non godono della libertà di spostamento, della libertà di espressione e di parola; non possono procedere negli studi né tanto meno fare carriera o ricoprire cariche o posizioni di responsabilità in campo civile o religioso. Non possono decidere il proprio destino né quello dei propri figli e sono totalmente sottomesse all’uomo, da cui possono venire ripudiate (e non viceversa). Sono eventualmente costrette a convivere con altre mogli scelte dall’uomo; e sono obbligate a coprire il proprio corpo e spesso anche il viso.

    La poligamia è lecita e prevista dal Corano per gli uomini (Sura “delle donne”, versetto 3) con la limitazione se temete di non essere giusti con loro sposatene una sola o le ancelle in vostro possesso. Questa limitazione ha indotto alcuni commentatori modernisti ad affermare che, poiché è impossibile essere giusti con più di una donna (come è detto nella stessa sura al versetto 129) la poligamia è virtualmente illecita.

    Al v. 15 della stessa sura si dice se alcune delle vostre donne avranno commesso atti indecenti portate quattro testimoni contro di loro, e se questi porteranno testimonianza del fatto, chiudetele in casa fin che non le coglierà la morte o fin quando Dio apra loro una via. Dai commentatori questa punizione s’intende abrogata dal v. 2 della sura “della Luce”, in cui si afferma che l’adultera e l’adultero siano puniti con cento colpi di frusta ciascuno alla presenza di un gruppo di credenti, ma in questo caso si parla di adulterio mentre nell’altra sura si parla di atti indecenti e i commentatori non sono d’accordo se per atti indecenti debba intendersi l’adulterio.

    Secondo il Corano l’uomo può ripudiare la moglie e non v’è nessun accenno che la moglie possa farlo nei confronti del marito. Nella sura “della Luce”. il v. 31 prescrive che le credenti abbassino gli sguardi e custodiscano le loro vergogne, non mostrino troppo le loro parti belle ad altri che agli uomini della famiglia e non battano i piedi sì da mostrare le loro parti nascoste. Secondo un’usanza che è precedente al Corano questo versetto proibirebbe alla donne di mostrare il volto e quindi avrebbe giustificato nei tempi passati l’esistenza dei ginecei (harem) in cui erano rinchiuse le donne, custodite nel caso di personalità di grande ricchezza, da guardiani evirati, nonché l’uso oggi in certi Stati islamici di vesti che coprono interamente il viso. Circa l’obbligo di portare il velo e coprire il volto non c’è alcun versetto che lo prescriva espressamente e nemmeno il v. 59 della sura “delle Fazioni alleate” lo afferma, anche se dice: Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si coprano dei loro mantelli, che sono grandi veli che vanno dalla testa ai piedi. Circa il divieto di battere i piedi forse ci si riferisce alla non liceità del ballo per le donne musulmane.
    Nella sura “del Misericordioso” si parla del paradiso con le vergini a disposizione degli uomini ma è pur vero che lo stesso Testo sacro islamico afferma che esistono anche ghulām (schiavi, paggi). Insensati i commenti di certi esegeti secondo cui a popolare l’inferno sarebbero in maggioranza le donne, anche se questo attesta una certa qual attitudine mentale maschilista, fortemente presente nella cultura islamica.
    Se tutto ciò appare in qualche modo soggetto a interpretazione ( ijtihād ), sì da smentire chi affermi apoditticamente che il velo o la supremazia dell’uomo sulla donna siano previsti, nella loro accezione più avvilentemente maschilista, dal Corano, ben diversa è la situazione legata al diritto ereditario. Nella medesima sura “delle donne”, al v. 11, è infatti detto in merito all’eredità ai figli Iddio vi raccomanda di lasciare al maschio la parte di due femmine e in molti altri punti del Corano si evidenzia uno stato d’inferiorità della donna rispetto all’uomo, anche se sono frequenti le raccomandazioni ai mariti di trattare con gentilezza e giustizia le loro mogli anche nei rapporti sessuali, in caso di poliginia. Ovviamente alle donne non è concesso avere più di un marito.

    Il principio della superiorità maschile è evidenziato anche nel verso 228 della sura 2:
    « “Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio”. »

    ( sura 2 verso 228 )

    che Hamza Roberto Piccardo scrittore ed ex-segretario dell’UCOII nella versione del Corano da lui stesso curata per Newton & Compton commenta così:

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