Economia

Finanziaria, il bluff dello scudo fiscale e dei tagli alle tasse

Tradotto, significa che lo scudo, al pari peraltro dei suoi predecessori varati dall’altro esecutivo Berlusconi, nel 2002 e 2003, ha raccolto meno di quanto sperato. Adesso, in presenza di “cause ostative”, si estende ad un anno il tempo per il rientro, mentre resta ferma la scadenza al 15 dicembre per presentare la dichiarazione con il pagamento della sanzione del 5%, che di fatto apre l’ombrello giuridico dello scudo.

SILVIO E LA TEMPESTA DI DUBAI –Se c’é bisogno di fare deficit, si fa solo sulla cassa integrazione, sul sociale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti intervenendo in commissione Bilancio della Camera nel dibattito sulla Finanziaria, ricordando che la cassa integrazione “è l’unica causale che ha una cifra etica e morale condivisibile”. Se la tempesta finanziaria proveniente dal lontano Golfo Persico dovesse man mano crescere, probabilmente gli effetti si faranno sentire anche nel nostro Paese. Infatti, non basta fare spallucce, magari dicendo che “le nostre banche non sono esposte direttamente”. Non lo erano, più di tanto, nemmeno con la “bolla americana”, eppure gli effetti perversi della crisi prima finanziaria e poi economica, come sappiamo, li stiamo ancora scontando per intero anche nel nostro Paese. Oltre a ciò, non sono poche le piccole e medie imprese italiane impegnate direttamente nell’Emirato arabo. Come ricorda in una brillante analisi su www.ilsussidiario.net, Ugo Bertone: “Sono state le trivelle della Trevi a scavare le fondamenta di tanti tra le centinaia di grattacieli spuntati sulle rive del Golfo; nelle hall dei grandi alberghi (tra cui la Armani house) spiccavano le vetrine delle griffes, grandi e piccole; a Salvatore Ferragamo, nell’ottobre del 2008, era stato affidato l’incarico di arredare “la casa più lussuosa del pianeta” che, come tutti gli hotel di lusso, avrebbe dovuto avere le finiture, a partire dai rubinetti per finire con gli yacht parcheggiati davanti all’ingresso rigorosamente made in Italy”. E ancora: “Non sarà sufficiente stringere i tempi e aspettare che “passi ‘a nuttata”: l’economia reale italiana – sostiene Bertone – da sempre export oriented, rischia di pagare anche per il 2010 un prezzo più alto di altre, con una ricaduta negativa sia sulla crescita del Pil, che nella migliore delle ipotesi, sarà di un punto inferiore a Francia e Germania, sia sui consumi e sulle entrate fiscali […]. È questa la cornice in cui s’innesca il dibattito sulla Finanziaria. Da una parte, la tesi Tremont, ovvero, è importante sparare con parsimonia le (poche) pallottole a disposizione, frutto di un’iniezione una tantum, cioè lo scudo fiscale […] dall’altra,la tesi Baldassarri-Brunetta (è curioso che il dibattito più aspro avvenga all’interno della maggioranza…), che perciò necessario riqualificare la spesa in corsa, tagliando costi improduttivi a vantaggio degli sgravi fiscali nei confronti delle famiglie e delle imprese”. La chiosa è eloquente: “L’ottimismo di Tremonti è un’illusione, dicono i più critici: dietro l’apparente stabilità, resa possibile dalla tenuta dei bilanci familiari, ben più solidi, c’è il malcontento che cova sotto le ceneri, soprattutto nelle aree forti del Paese, quelle meno avvezze ad affrontare le emergenze. Un boomerang che potrebbe ritorcersi contro Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni proprio sull’onda della protesta contro la pressione fiscale”.

8 commenti a Finanziaria, il bluff dello scudo fiscale e dei tagli alle tasse

  1. Rado il Figo

    Ma se lo scudo fiscale così come varato pareva essere fin troppo allettante (vedi estinzione citata anche di alcuni reati e il 5% da pagare considerato esiguo), come mai non ha raccolto tutto il successo prospettato?

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  3. Corsaro rosso

    Articolo preciso e puntuale. Ovviamente tg5 e tg2 (attendo ora il tg1) pur fornendo la stessa cifra di 8 mld per la finanziaria, parlano solo dell’aumento della “una tantum” a favore dei precari e del tetto agli stipendi a consiglieri ed assessori comunali. Silenzio sui tagli “promessi” di Irpef ed Irap (immagino la Marcegaglia…)Noto che avete ragione anche sulla crisi di Dubai. Le borse del Golfo sono tutte in picchiata e pure quelle europee (Milano compresa) in forte calo. Eppure, dopo venerdì, molti analisti erano concordi nel dire che si trattava di una crisi limitata e che l’Italia, tanto per cambiare, stava meglio degli altri.

  4. Alessandro

    Comunque, da Mr. Unpercento non ci si poteva aspettare più del 5%, immagino…

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